Ultima modifica: 11 Agosto 2020

Regolamento generale delle entrate tributarie e non tributarie

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Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 31 del 21 luglio 2020

INDICE
TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 – Oggetto e scopo del regolamento
Articolo 2 – Limiti alla potestà regolamentare
Articolo 3 – Rapporti ed assistenza al contribuente
Articolo 4 – Regime dei dati acquisiti, privacy e riservatezza
Articolo 5 – Pubblicità dei provvedimenti comunali
TITOLO II – ENTRATE COMUNALI – DEFINIZIONE E GESTIONE
Articolo 6 – Individuazione delle entrate comunali
Articolo 7 – Soggetti Responsabili delle Entrate
Articolo 8 – Determinazione di aliquote, tariffe, detrazioni e scadenze di versamento
Articolo 9 – Agevolazioni
Articolo 10 – Forme di gestione
Articolo 11 – Modalità di pagamento dei tributi
Articolo 12 – Attività di verifica e controllo
TITOLO III – ENTRATE TRIBUTARIE
Articolo 13 – Attività di accertamento delle entrate tributarie
Articolo 14 – Importo minimo per recupero tributario
Articolo 15 – Requisiti dell’atto di accertamento in rettifica o d’ufficio
Articolo 16 – Sanzioni tributarie ed interessi moratori
Articolo 17 – Notificazione degli atti, spese postali e oneri di riscossione a carico debitore
Articolo 18 – Dilazione del pagamento delle somme dovute a seguito di atti di accertamento
Articolo 19 – Rateizzazioni
Articolo 20 – Insinuazione al passivo delle procedure concorsuali e da sovra indebitamento
Articolo 21 – Riscossione coattiva delle entrate
Articolo 22 – Rimborsi
Articolo 23 – Compensazione: definizione, presupposti ed effetti
Articolo 24 – Compensazione su istanza del debitore
Articolo 25 – Compensazione su proposta d’ufficio
TITOLO IV – ISTITUTI DEFLATTIVI DEL CONTENZIOSO: INTERPELLO, AUTOTUTELA ED ACCERTAMENTO CON ADESIONE
CAPO I – INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE
Articolo 26 – Diritto di interpello del contribuente
Articolo 27 – Presentazione dell’istanza di interpello
Articolo 28 – Istanza di interpello
Articolo 29 – Adempimenti del Comune
Articolo 30 – Efficacia della risposta all’istanza di interpello
CAPO II – AUTOTUTELA
Articolo 30 – Autotutela – Principi
Articolo 31 – Autotutela su istanza di parte
Articolo 32 – Procedimento in autotutela d’ufficio
CAPO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE
Art. 33 – Disciplina dell’istituto dell’accertamento con adesione
Art. 34 – Ambito di applicazione dell’accertamento con adesione
Art. 35 – Attivazione del procedimento per la definizione in accertamento con adesione
Art. 36 – Accertamento con adesione ad iniziativa dell’ufficio
Art. 37 – Accertamento con adesione ad iniziativa del contribuente
Art. 38 – Esame dell’istanza ed invito a comparire per definire l’accertamento
Art. 39 – Atto di accertamento con adesione
Art. 40 – Perfezionamento della definizione
Art. 41 – Effetti della definizione
Art. 42 – Riduzione della sanzione
CAPO IV – RECLAMO/MEDIAZIONE
Art. 43 – Reclamo/Mediazione – ambito di applicazione
Art. 44 – Effetti della presentazione dell’istanza di mediazione
Art. 45 – Trattazione dell’istanza
Art. 46 – Accordo di mediazione
Art. 47 – Perfezionamento dell’accordo di mediazione
Art. 48 – Sanzioni
Art. 49 – Mancato perfezionamento della mediazione o accoglimento parziale
Art. 50 – Provvedimento di diniego
Art. 51 – Irregolarità nel perfezionamento della definizione
TITOLO V – RAVVEDIMENTO OPEROSO
Art. 52 – Ambito applicativo dell’istituto del ravvedimento operoso
TITOLO VI – ENTRATE NON TRIBUTARIE
Art. 53 – Agevolazioni
Art. 54 – Contestazione in caso di mancato pagamento
Art. 55 – Rateazioni
Art. 56 – Rimborsi delle Entrate Patrimoniali ed Extratributarie
Art. 57 – Compensazione su iniziativa dell’Amministrazione
Art. 58 – Crediti inesigibili o di difficile riscossione
Art. 59 – Attività precoattiva e recupero stragiudiziale
TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI ED ENTRATA IN VIGORE
Art .60 – Disposizioni finali

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1
Oggetto e scopo del regolamento

1. Il presente Regolamento, adottato in attuazione della disposizione dell’art. 52 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n° 446, disciplina in via generale le entrate comunali di natura tributaria e non tributaria, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti, con obiettivi di equità, economicità e trasparenza nell’attività amministrativa.
2. Il regolamento disciplina la riscossione delle entrate, le attività relative alla gestione, all’accertamento, alla liquidazione, al rimborso, al contenzioso e strumenti deflattivi, ai diritti del contribuente ed ogni altra attività di definizione o pagamento delle entrate tributarie e non tributarie del Comune di Sala Consilina.
3. Le norme del presente provvedimento si applicano in quanto non in contrasto con diverse disposizioni contenute nei regolamenti di disciplina specifica del singolo tributo.

Articolo 2
Limiti alla potestà regolamentare

1. Il presente regolamento non può regolare aspetti relativi alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi, le aliquote e tariffe massime delle singole entrate, nonché tutte le materie che la legge sottrae espressamente alla disciplina regolamentare comunale.

Articolo 3
Rapporti ed assistenza al contribuente

1. I rapporti con i contribuenti devono essere informati a criteri di collaborazione, semplificazione, trasparenza, pubblicità.
2. Il Comune garantisce in forma gratuita il servizio di informazione ed assistenza al contribuente per gli adempimenti connessi alla determinazione dei tributi in autoliquidazione, di dichiarazione o comunicazione previste dalle disposizioni vigenti, avvalendosi delle modalità organizzative e di comunicazione più efficace.
3. La comunicazione in modalità telematica deve rispettare le norme di certezza della fonte di provenienza della istanza o richiesta e di individuazione del soggetto interessato.

Articolo 4
Regime dei dati acquisiti, privacy e riservatezza

1. La raccolta, il trattamento e la diffusione dei dati acquisiti sono effettuati ai sensi dell’art.6,lett.e),art.9 ed art.23 del Regolamento UE 2016/679(GDPR)per esclusive finalità di interesse pubblico, nel pieno rispetto della normativa vigente e dei singoli regolamenti che disciplinano le entrate dell’Ente, nonchè nel rispetto dei limiti previsti dalla suddetta normativa.
2. Salvo che non sia altrimenti disposto il titolare del Trattamento dei dati personale è il COMUNE DI SALA CONSILINA, legale rappresentante il Sindaco pro-tempore, con sede in Via Mezzacapo n.°44, Sala Consilina.
3. In caso di affidamento a terzi di attività che implichino il trattamento di dati personali, gli affidatari sono esonerati dall’obbligo di comunicare all’amministrazione comunale i nominativi dei soggetti titolari e responsabili del trattamento. I dati raccolti da terzi affidatari o concessionari nell’ambito dell’attività affidata restano di proprietà esclusiva del Comune e sono trattati in conformità alle disposizioni richiamate dal presente articolo. Alla cessazione dell’affidamento saranno trasmessi, nella forma richiesta dal Comune agli uffici comunali dallo stesso indicati, entro sessanta giorni dalla cessazione dell’affidamento. Il terzo che ha cessato l’affidamento si impegna a distruggere i dati di cui è in possesso alla scadenza di un anno dalla cessazione del rapporto contrattuale con il Comune.

Articolo 5
Pubblicità dei provvedimenti comunali

1. Il Comune assicura adeguate forme di pubblicità volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia tributaria mediante:
a) apertura di sportelli di ricevimento del pubblico;
b) affissioni di manifesti negli spazi destinati alla pubblicità istituzionale;
c) comunicati stampa sui quotidiani e sulle emittenti radiotelevisive di interesse locale;
d) spazi informativi sul sito del Comune.

TITOLO II – ENTRATE COMUNALI – DEFINIZIONE E GESTIONE

Articolo 6
Individuazione delle entrate comunali

1. Costituiscono entrate tributarie quelle derivanti dall’applicazione delle vigenti leggi dello Stato, le quali, in attuazione della riserva dell’art. 23 della Costituzione, individuano i tributi di pertinenza del Comune, le fattispecie imponibili, i soggetti passivi, le aliquote massime, con esclusione dei trasferimenti di quote di tributi erariali, regionali e provinciali.
2. Costituiscono entrate non tributarie le entrate da canoni e proventi derivanti dall’uso o dal godimento particolare di beni comunali, le tariffe ed i corrispettivi per la fornitura di beni e servizi, inerenti rapporti obbligatori di natura privatistica sorti sia a seguito di trasformazione di precedenti imposte, tributi e tasse, sia a seguito di nuove disposizioni legislative emanate appositamente, nonché ogni altra risorsa finanziaria di cui sia titolare il Comune.

Articolo 7
Soggetti Responsabili delle Entrate

1. Il responsabile delle singole risorse di entrata è il Dirigente, il Responsabile del Servizio o altro soggetto avente i requisiti richiesti dalla normativa vigente per ciascuna entrata.
2. Il Funzionario Responsabile del tributo cura tutte le operazioni utili all’acquisizione delle entrate, comprese le attività istruttorie di controllo e verifica, finalizzate all’emissione dei provvedimenti di accertamento, di irrogazione sanzioni, nonché le attività di riscossione volontaria e coattiva del credito.

Articolo 8
Determinazione di aliquote, tariffe, detrazioni e scadenze di versamento

1. Le tariffe e le aliquote relative ai tributi e alle altre entrate comunali individuate nell’art.6 del presente regolamento, sono deliberate entro la data fissata dalle norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, si applicano le tariffe e le aliquote vigenti per l’anno precedente.
2. Le deliberazioni tariffarie delle entrate tributarie dei comuni sono inviate al Ministero dell’Economia e delle Finanze esclusivamente per via telematica, nel rispetto delle normative e disposizioni vigenti in materia.
3. Con deliberazione della Giunta Comunale i termini ordinari del versamento delle entrate tributarie, anche derivanti dall’emissione di atti impositivi e dilazioni di versamento concesse sugli stessi, possono essere sospesi o differiti nel caso di eventi eccezionali non prevedibili e incidenti in maniera rilevante sul normale andamento economico dell’attività o vita famigliare dei contribuenti.

Articolo 9
Agevolazioni

1. I criteri per le riduzioni ed esenzioni per le entrate comunali sono individuati dal Consiglio Comunale, con apposita deliberazione o nell’ambito degli specifici regolamenti di applicazione.
2. Le agevolazioni che non necessitino di essere disciplinate con norme regolamentari, stabilite dalle leggi successivamente all’adozione di dette deliberazioni, si intendono comunque applicabili, pur in assenza di una conforme previsione, salvo che l’Ente modifichi il Regolamento inserendo espressa esclusione della previsione di legge, nell’ipotesi in cui questa non abbia carattere cogente.

Articolo 10
Forme di gestione

1. Il Consiglio Comunale determina la forma di gestione delle entrate, singolarmente per ciascuna di esse o cumulativamente per due o più entrate per le attività, anche disgiunte, di accertamento e riscossione, secondo quanto previsto dall’art. 52, comma 5, del D. Lgs. 446/1997.
2. La forma di gestione prescelta per le entrate deve rispondere a criteri di maggiore economicità, funzionalità, efficienza, efficacia e fruizione per i cittadini in condizioni di eguaglianza.
3. In caso di affidamento a terzi, le fasi di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate comunali possono essere affidate anche disgiuntamente.
4. In caso di gestione affidata all’esterno, ai soggetti affidatari competono le medesime attribuzioni e obbligazioni che sono previste dalle norme di legge e di regolamenti comunali per i funzionari e i dirigenti del Comune preposti alla gestione delle entrate.
5. L’affidamento della gestione a terzi non deve comportare maggiori oneri a carico dei cittadini.
6. Qualora la riscossione delle entrate sia affidata a terzi, compete al dirigente responsabile della specifica entrata vigilare sull’osservanza del contratto di affidamento secondo quanto meglio definito nel contratto stesso.
7. L’eventuale insorgenza di controversie in via amministrativa o giurisdizionale inerenti l’attività di accertamento, liquidazione e riscossione posta in essere da soggetti gestori terzi comporta l’assunzione a carico dagli stessi di tutti gli oneri, economici e non, relativi alla difesa degli interessi del Comune; in ogni caso, il soggetto gestore presta la massima collaborazione agli uffici dell’amministrazione preposti alla difesa.

Articolo 11
Modalità di pagamento

1. Le modalità di pagamento dei tributi e delle altre entrate comunali, sia in caso di versamento spontaneo sia in caso di versamento a seguito di accertamento e riscossione coattiva, sono definite dalla legge ovvero nei singoli regolamenti disciplinanti le diverse risorse di entrata, in base all’art 52 del D. Lgs. 446/1997 e s.m.i. e all’art. 2-bis del D.L. 193/2016 e s.m.i., fatta salva la disciplina particolare prevista dalla legge per il singolo tributo, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e in funzione della velocizzazione delle fasi di acquisizione delle risorse e rendicontazione delle stesse. In particolare la riscossione avviene attraverso il Sistema “pagoPA” che rappresenta il sistema nazionale dei pagamenti elettronici in favore delle Pubbliche Amministrazioni e degli altri soggetti tenuti per legge all’adesione, in attuazione dell’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e dal D. L. 179/2012 e s.m.i.
2. Sono previsti i seguenti metodi di pagamento: a. “Delega unica F24” (c.d. modello F24) fino alla sua integrazione con il Sistema “pagoPA”; b. Sepa Direct Debit (SDD) fino alla sua integrazione con il Sistema “pagoPA”; c. POS integrati sistema “pagoPA” presso gli sportelli degli Uffici Comunali che ne sono dotati; 8 d. per cassa, presso la tesoreria comunale o l’agente contabile ove presente nello sportello comunale. 3. In ogni caso l’obbligazione si intende assolta il giorno in cui l’ufficio competente rilascia quietanza di avvenuto versamento al soggetto debitore. Per gli incassi effettuati da soggetti incaricati del Comune, l’obbligazione si intende assolta fin dal momento del rilascio da parte dei soggetti stessi della relativa ricevuta. In ogni caso salvo buon fine del relativo incasso.

Articolo 12
Attività di verifica e controllo

1. Ai fini dello svolgimento delle attività di verifica e di controllo, il Servizio Entrate/Tributi e i soggetti incaricati della gestione/riscossione delle entrate si avvalgono di tutti i poteri previsti dalle norme di legge e regolamentari vigenti, purché autorizzati.
2. Nell’intento di perseguire obiettivi di efficienza e di potenziare le attività di accertamento dei tributi propri, i controlli vengono effettuati sulla base degli obiettivi e criteri individuati dalla Giunta Comunale in occasione dell’approvazione del Piano Esecutivo di Gestione.
3. Al fine di potenziare l’azione di contrasto all’elusione ed evasione relative alle entrate comunali, ai sensi dell’art. 1 comma 1091 della L. 145/2018 es.m.i. è istituito il Fondo di incentivazione e potenziamento degli uffici entrate tributarie e non; tale fondo è costituito da un importo percentuale delle maggiori somme a titolo di recupero dell’evasione IMU e TARI a titolo definitivo e destinato all’incentivazione del personale degli uffici tributari, nonché di personale dipendente del Comune di Sala Consilina specificamente individuato ed incaricato delle attività di partecipazione alle attività di verifica e controllo. La disciplina relativa all’ambito di applicazione del Fondo di cui al comma precedente, l’individuazione del personale incaricato, le modalità di costituzione, i criteri di ripartizione e la liquidazione dei compensi incentivanti è demandata alla competenza della Giunta Comunale.

TITOLO III – ENTRATE TRIBUTARIE

Articolo 13
Attività di accertamento delle entrate tributarie

1. L’attività di accertamento delle entrate tributarie deve essere informata a criteri di equità, trasparenza, funzionalità, economicità delle procedure.
2. Il Servizio Entrate/Tributi o il concessionario del servizio di accertamento/riscossione, procede notificando apposito avviso motivato:
a) alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali/tardivi versamenti
b) all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o omessi versamenti.
3. L’avviso in rettifica o d’ufficio deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
4. Entro gli stessi termini devono essere contestate e irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma delle relative disposizioni legislative in materia.

Articolo 14
Importo minimo per recupero tributario

1. Non si fa luogo all’accertamento e riscossione di crediti tributari, comprensivi o costituiti solo da sanzioni amministrative o interessi, qualora l’ammontare dovuto, con riferimento ad ogni periodo di imposta, non superi l’ammontare fissato in Euro 12,00 (Dodici/00);
2. In caso di riscossione coattiva diretta o di affidamento della stessa ai soggetti di cui all’art. 52, comma 5, lettera b) delD.Lgs. n. 446/1997, non si procede all’attivazione di misure cautelari od esecutive se l’importo del titolo esecutivo (comprensivo di sanzioni ed interessi) è inferiore ad Euro 10,00 (dieci/00) così come stabilito dal comma 794, art.1 della L.160/2019 e s.m.i.

Articolo 15
Requisiti dell’atto di accertamento in rettifica o d’ufficio

1. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. L’obbligo si ritiene assolto qualora dall’esame del provvedimento il destinatario sia messo nelle condizioni di poter esercitare, validamente, i propri diritti difensivi nelle sedi competenti.
2. Gli atti devono, altresì, contenere l’indicazione:
a) dell’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato;
b) del responsabile del procedimento;
c) dell’organo od autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame dell’atto;
d) delle modalità, del termine e dell’organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere;
e) del termine entro cui effettuare il relativo pagamento;
f) dell’importo degli oneri di riscossione connessi all’emissione dell’atto impositivo;
g) della indicazione dei maggiori oneri connessi all’attivazione delle procedure di riscossione coattiva.
3. Nel caso in cui l’avviso di accertamento provveda alla contestuale irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, lo stesso dovrà dare indicazione dei fatti attribuiti al trasgressore, degli elementi probatori, delle norme applicate, dei criteri utilizzati per la determinazione delle sanzioni comminate e della loro entità nei limiti minimi e massimi previsti dalla legge.
4. L’avviso di accertamento deve contenere l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, oppure, in caso di tempestiva proposizione del ricorso, l’indicazione dell’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 19 del D.Lgs 472/1997 relativo alla riscossione frazionata delle sanzioni in pendenza di giudizio.
5. L’avviso deve inoltre espressamente dare indicazione che, in caso di inutile decorso del termine per il versamento degli importi richiesti, lo stesso acquisisce l’efficacia di titolo esecutivo idoneo ad attivare le procedure esecutive e cautelari di cui al Titolo II del D.P.R. n. 602/1973, senza la necessità di procedere a successiva emissione di altro atto.
6. L’avviso deve altresì recare indicazione del soggetto che, decorsi sessanta giorni dal termine ultimo per il pagamento, procederà alla riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata, delle somme richieste e non versate secondo le disposizioni di cui al successivo articolo 19.

Articolo 16
Sanzioni tributarie ed interessi moratori

1. Le sanzioni relative alle entrate tributarie sono determinate, graduate ed irrogate ai sensi delle singole disposizioni di legge vigenti nonché dei decreti legislativi nn. 471, 472, 473 del 18 dicembre 1997 e s.m.i; nell’atto impositivo sono indicate le eventuali riduzioni della sanzione in caso di acquiescenza alle risultanze dell’atto, correlato al versamento degli importi complessivamente entro il termine indicato ed intimato nell’atto.
2. L’avviso di contestazione della sanzione deve contenere tutti gli elementi utili per la individuazione della violazione e dei criteri seguiti per la quantificazione della sanzione stessa.
3. Gli interessi moratori sulle somme dovute a titolo di tributo sono determinati nella misura annua del tasso legale ; l’avviso di accertamento provvede altresì a liquidare l’importo degli interessi nonché intimare il versamento entro il termine per la presentazione del ricorso avverso il medesimo atto.
4. In caso di omesso pagamento dell’importo indicato nell’avviso di accertamento o dell’ingiunzione e sino ad avvenuto pagamento dello stesso maturano gli interessi moratori sulle somme dovute a titolo di tributo determinati nella misura annua del tasso legale .
5. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dalla data in cui sono divenuti esigibili o da diversa data prevista dalla legge.

Articolo 17
Notificazione degli atti, spese postali e oneri di riscossione a carico debitore

1. Gli atti di accertamento devono essere notificati in forma diretta dal Servizio Entrate/Tributi o a mezzo del messo notificatore, secondo quanto previsto dalle norme del Codice di procedura civile, ovvero a mezzo del servizio postale mediante raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo PEC secondo le modalità previste per legge; analogamente devono essere notificati con una delle modalità sopra indicate gli atti in cui siano rideterminati gli importi dovuti in base agli avvisi di accertamento e ai connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni quali, ad esempio, quelli connessi a procedure di autotutela decisoria, a procedure di accertamento con adesione disciplinato dal presente regolamento ovvero di mediazione tributaria di cui all’art. 17 bis del D.Lgs 546/192 e s.m.i..
2. Le attività di accertamento e di recupero delle somme dovute, nel caso di affidamento mediante convenzione o concessione a terzi del servizio, devono essere svolte secondo le modalità contenute nei regolamenti ed indicate nel disciplinare che regola i rapporti tra Comune e tale soggetto.
3. Nel rispetto delle diposizioni di cui al D.Lgs. 196/2003 (Legge sulla privacy) e al GDPR (General Data Protection Regulation) le modalità di notificazione devono essere tali da garantire che il contenuto degli atti non sia conosciuto da soggetti diversi dal destinatario.
4. Al destinatario della notificazione deve essere garantito il diritto alla difesa, ponendolo in condizione di conoscere, con l’ordinaria diligenza, il contenuto dell’atto.
5. Per la notifica degli atti di accertamento e delle ingiunzioni fiscali emanate ai sensi del Regio Decreto 14 aprile 1910, n° 639 e s.m.i. il Dirigente con provvedimento formale, può nominare uno o più messi notificatori. I messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione comunale o tra i dipendenti dei soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, l’accertamento e la riscossione dei tributi che per qualifica professionale, esperienza, capacità ed affidabilità, forniscono idonea garanzia del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previo superamento di esame di idoneità.
6. Gli atti di accertamento e/o irrogazione delle sanzioni liquidano ed intimano il versamento degli importi dovuti a titolo di spese di notifica dell’atto stesso e di oneri di riscossione, determinati dalle vigenti disposizioni di legge, posti a carico del debitore.

Articolo 18
Dilazione del pagamento delle somme dovute a seguito di atti di accertamento

1. Il Funzionario Responsabile del tributo può rilasciare dilazioni di pagamento di somme certe, liquide ed esigibili di natura tributaria risultanti da avvisi di accertamento esecutivo, emesso ai sensi dell’art. 1, comma 792 della L. n. 160/2019 e s.m.i. ovvero di ingiunzione di pagamento ai sensi del R.D. 689/1910, in caso di temporanea difficoltà del debitore.
2. Si definisce stato temporaneo di difficoltà la situazione del debitore che impedisce il versamento dell’intero importo dovuto sulla base degli atti di cui sopra indicati, ma è in grado di far fronte all’onere finanziario risultante dalla ripartizione del debito in un numero di rate congrue e sostenibile rispetto alla sua condizione reddito-patrimoniale.

IMPORTO DEBITO PERSONE FISICHE/DITTE INDIVIDUALI PERSONE GIURIDICHE
fino ad € 60.000,00 semplice dichiarazione stato di temporanea difficoltà semplice dichiarazione stato di temporanea difficoltà
da € 60.001,00 valutazione della dichiarazione ISEE valutazione economico patrimoniale e situazione finanziaria dell’impresa

3. Su richiesta del contribuente, in relazione all’entità della somma da versare, del periodo di dilazione richiesto e delle condizioni economiche del debitore, e previo accertamento di inesistenza di morosità relative a precedenti rateazioni o dilazioni, può essere concessa, dal Funzionario Responsabile del tributo, la ripartizione del pagamento delle somme dovute, secondo un piano rateale predisposto dall’Ufficio secondo il successivo schema:

SOMMA DA VERSARE RATE MENSILI MINIME
fino € 100,00 nessuna dilazione
da 101,00 a 500,00 € 4 rate
da 501,00 a 3.000,00 € 12 rate
da 3.001,00 a 6.000,00 € 24 rate
da 6.001,00 a 20.000,00 € 36 rate
oltre 20.000,00 € 72 rate

4. In caso di avvisi di accertamento che prevedano la riduzione dell’importo per le sanzioni in caso di adesione, la relativa riduzione si applica se la richiesta di dilazione, congiuntamente alla dichiarazione di acquiescenza alle risultanze dell’accertamento, viene presentata entro il termine di scadenza del versamento risultante dall’atto notificato.
5. In caso di mancato pagamento, dopo espresso sollecito, di due rate anche non consecutive nell’arco di sei mesi nel corso del periodo di rateazione, il debitore decade automaticamente dal beneficio e il debito non può più essere rateizzato; l’intero importo ancora dovuto è immediatamente riscuotibile in unica soluzione.
6. In caso di comprovato peggioramento della situazione economica la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a un massimo di 72 rate.
7. Ricevuta la richiesta di rateazione, il Comune o il soggetto concessionario può iscrivere l’ipoteca o il fermo amministrativo solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza dai benefici della rateazione. Sono fatte comunque salve le procedure cautelari ed esecutive già avviate alla data di concessione della rateazione; con il pagamento della prima rata è possibile richiedere la sospensione dell’eventuale fermo amministrativo eventualmente apposto sul bene mobile registrato.
8. Le rate nelle quali il pagamento è stato dilazionato hanno cadenza mensile.
9. Il piano di rateazione degli importi è determinato applicando gli interessi di maggior rateazione con misura al tasso legale con decorrenza dalla data di scadenza del termine per il pagamento. Il piano di rateazione sottoscritto dalle parti perfeziona la sua efficacia solamente a seguito dell’avvenuto versamento della prima rata della stessa. Il contribuente dovrà esibire al Servizio Entrate/Tributi nei 10 giorni successivi al pagamento della singola rata la ricevuta di versamento.
10. In caso di richieste di dilazione di importi affidati in carico all’Agenzia delle Entrate Riscossione la richiesta di dilazione dovrà essere presentata, ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/1973 e art. 26 D.Lgs 46/1999, alla predetta Agenzia competente al rilascio dell’eventuale piano di dilazione secondo le disposizioni che ne regolano l’attività.

Articolo 19
Rateizzazioni ruoli ordinari

1. Si applicano le disposizioni sulla rateizzazione che gli specifici regolamenti o la normativa prevedono per le singole entrate tributarie.
2. Su richiesta del contribuente, nelle ipotesi di obiettiva difficoltà economica, può essere concessa la ripartizione del pagamento delle somme dovute, secondo un piano rateale predisposto dal responsabile del tributo e l’istanza di rateizzazione può essere accettata solo a seguito di esame complessivo della situazione del debitore alla data di presentazione della domanda.
3. La dilazione viene concessa tenendo conto dei seguenti criteri e modalità:
a. ripartizione della somma in un numero di rate dipendenti dall’entità della somma da versare e dalle condizioni economiche del debitore, seguendo i criteri della’art. 18 del presente regolamento;
b. scadenza di ciascuna rata entro l’ultimo giorno del mese;
c. applicazione degli interessi come disciplinati dal presente regolamento;
d. decadenza automatica del beneficio in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive e riscossione del debito residuo in un’unica soluzione con preclusione di altre dilazioni, in caso di avvenuta decadenza. In casi di dubbia esigibilità o di ammontare elevato è facoltà del Comune richiedere prestazione di idonea garanzia, mediante fidejussione bancaria o polizza fidejussoria.

Articolo 20
Insinuazione al passivo delle procedure concorsuali e da sovra indebitamento

1. L’insinuazione ordinaria e tardiva nel passivo è disposta per importi dovuti e non pagati a titolo di entrata tributaria dal soggetto giuridico interessato da procedure concorsuali.
2. Potrà essere previamente contattato il curatore al fine di effettuare un’analisi sulla massa passiva disponibile e, in assenza di massa passiva, sarà facoltà dell’ente procedere o meno all’insinuazione al passivo.
3. L’insinuazione al passivo della composizione della crisi da sovraindebitamento è disposta per importi dovuti e non pagati a titolo di entrata tributaria dal soggetto giuridico interessato.

Articolo 21
Riscossione coattiva delle entrate

1. La riscossione coattiva per gli atti di accertamento e per gli atti finalizzati alla riscossione delle entrate è effettuata secondo le disposizioni di cui all’art. 1, commi 792-804 della L. n. 160/2019 e s.m.i.e delle misure disciplinate dal titolo II del DPR 602/1973, con l’esclusione di quanto previsto all’articolo 48-bis del medesimo decreto.
2. La riscossione coattiva delle entrate tributarie può essere effettuata:
a) in forma diretta dal Comune;
b) mediante soggetti concessionari delle relative potestà di cui all’art. 52, comma 5 lett. b) del D.Lgs n. 446/1997 e s.m.i.;
c) mediante l’agente nazionale della riscossione affidatario del relativo servizio, ai sensi delle disposizioni di cui al D.L. n. 193/2016 e s.m.i.
d) mediante soggetti ai quali, alla data del 31/12/2013, risulta affidato il servizio di gestione dei rifiuti o di accertamento e riscossione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi di cui all’articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e fino alla scadenza del relativo contratto;
3. La riscossione coattiva può essere effettuata a seguito dell’intervenuta esecutività di :
a) avviso di accertamento con efficacia di titolo esecutivo ai sensi dell’art. 1 c. 792 della L. 160/2019 e s.m.i.;
b) ingiunzione di pagamento sulla base di quanto previsto dal R.D. 14.4.1910, n° 639;
c) cartella di pagamento sulla base delle disposizioni di cui al D.P.R. 29/09/1973, n° 602;
4. Il titolo esecutivo di cui alle lett. b) e c) del comma precedente deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.
5. In relazione agli atti di cui al comma 3 lett. a) ed in relazione all’avvenuta presentazione di ricorso il dirigente/ funzionario responsabile del tributo valuta la possibilità di immediata attivazione delle procedure di riscossione in pendenza di giudizio, allorquando sussista fondato pericolo per la riscossione, avendo riferimento alla natura del creditore, entità del credito.

Articolo 22
Rimborsi

1. Per le entrate tributarie i contribuenti possono richiedere, con apposita istanza, il rimborso delle somme versate e non dovute entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.
2. Il rimborso è disposto entro 180 giorni dalla data di ricezione della relativa richiesta. In caso di mancata comunicazione entro detto termine al contribuente dell’esito dell’istanza, sull’istanza stessa si forma il silenzio-rigetto, contro il quale sono esperibili i rimedi di legge.
3. Nello stesso termine l’Ufficio può richiedere, tramite invio di raccomandata A/R o di PEC al contribuente ulteriori chiarimenti necessari per completare il procedimento di rimborso. In tale caso il termine di cui al comma precedente è interrotto e decorre nuovamente dalla data della richiesta.
4. Qualora il contribuente non fornisca i chiarimenti richiesti entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata o dalla PEC di cui al comma precedente, in caso di esito positivo dell’istanza di rimborso gli interessi sono calcolati fino al giorno del ricevimento della richiesta di chiarimenti rimasta inevasa.
5. Sulle somme che vengono riconosciute a titolo di rimborso sono dovuti gli interessi nella medesima misura determinata all’art. 16, comma 3 del presente Regolamento e sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.
6. Alle procedure di rimborso di cui al presente articolo si applica comunque la disciplina prevista dal D.M. Interministeriale Finanze e Interno in data 24 Febbraio 2016 e relative norme sostitutive e integrative, anche in relazione ai casi di versamenti effettuati ad Ente incompetente.
7. I rimborsi non vengono disposti qualora le somme da riconoscere siano inferiori o uguali ad Euro 12,00 (dodici/00). Analogamente non si procede all’emissione di provvedimento di discarico/sgravio di cartelle di pagamento relative a crediti tributari per importi pari o inferiori ad euro 12,00 (dodici/00).
8. Nel caso in cui il rimborso abbia più beneficiari(eredi) all’istanza di rimborso deve essere allegata attestazione7autorizzazione da parte degli altri beneficiari ad effettuare il rimborso a favore del richiedente.

Articolo 23
Compensazione: definizione, presupposti ed effetti

1. Ai fini del presente Regolamento sussiste il diritto a richiedere compensazione quando il contribuente è titolare di un credito tributario non prescritto nei confronti del Comune e debitore assoggettato ad obbligazione tributaria nei confronti dello stesso Comune.
2. Il contribuente può opporre in compensazione il proprio credito tributario nei confronti del Comune solo se riconosciuto certo, liquido ed esigibile dal Servizio Entrate/Tributi.
3. La compensazione è definita verticale quando riguarda diverse annualità o periodi di imposta del medesimo tributo comunale; il contribuente, entro le scadenze di versamento del tributo, può detrarre dalla quota dovuta eventuali eccedenze di versamento del tributo medesimo relative all’anno in corso od a quelli precedenti, senza interessi e purché non sia intervenuta decadenza dal diritto al rimborso.
4. La compensazione comporta l’estinzione dell’obbligazione tributaria nei limiti dell’ammontare del credito tributario riconosciuto dall’Ente.

Articolo 24
Compensazione su istanza del debitore

1. Il contribuente che intende avvalersi della facoltà di cui al precedente articolo deve presentare, almeno 30 giorni prima della scadenza di pagamento per la quale intende valersi della compensazione, una istanza contenente i seguenti elementi:
a) generalità e codice fiscale del contribuente;
b) il debito tributario di cui si chiede l’estinzione;
c) l’esposizione delle eccedenze di versamento che si intende portare in compensazione distinte per l’anno di imposta e per tributo;
d) l’attestazione di non aver chiesto il rimborso delle quote versate in eccedenza e portate in compensazione.
2. La richiesta di compensazione può essere presentata anche con riferimento ad un’istanza di rimborso precedentemente formulata all’Ente. In tal caso dovrà essere allegata copia dell’istanza di rimborso o dovranno essere indicati tutti i dati necessari alla sua individuazione.
3. Il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario responsabile del tributo, verificata la fondatezza del credito vantato dal contribuente, comunica al medesimo l’esito del procedimento con l’esatta indicazione dell’importo da compensare e il termine entro il quale procedere al versamento dell’eventuale differenza dovuta.
4, Nel caso in cui il credito abbia più beneficiari(eredi) all’istanza di compensazione deve essere allegata attestazione/autorizzazione da parte degli altri beneficiari ad effettuare la compensazione a favore del richiedente.

Articolo 25
Compensazione su proposta d’ufficio

1. Nel caso in cui un contribuente risulti creditore nei confronti del Comune relativamente al pagamento di somme di denaro certe, liquide ed esigibili relative a fatture per prestazioni ovvero contributi e/o provvidenze economiche di qualunque specie e natura e il medesimo, alla data in cui dovrebbe essere eseguito il pagamento, risulti debitore del Comune per somme di denaro certe, liquide ed esigibili relative a tributi oggetto di avvisi di accertamento od ingiunzioni scaduti, il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario responsabile del tributo può proporre al debitore la compensazione per le corrispondenti somme a credito/debito, che si estinguono dalla data in cui entrambe sono divenute certe, liquide ed esigibili.
2. Nel caso in cui il credito del contribuente sia superiore al debito nei confronti del Comune, il Comune procede al versamento per la differenza.
3. La compensazione credito/debitoria di cui al comma 2 del presente articolo è esclusa in caso di:
a) importi a debito risultante da cartelle di pagamento in carico all’agente nazionale della riscossione regolate dall’art. 48 bis del DPR 602/1973 e s.m.i.;
b) pignoramento del credito che il contribuente vanta nei confronti del Comune;
c) altre cause di indisponibilità previste da legge o provvedimenti giudiziali;
d) liquidazione contributi sociali.

TITOLO IV – ISTITUTI DEFLATTIVI DEL CONTENZIOSO: INTERPELLO, AUTOTUTELA ED ACCERTAMENTO CON ADESIONE

CAPO I – INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE

Articolo 26
Diritto di interpello del contribuente

1. Il diritto di interpello del contribuente in materia di tributi comunali è disciplinato dal presente regolamento in attuazione e sulla base dei principi degli artt.1 e 11 della legge n. 212/20000 e s.m.i. e del D. Lgs. n. 156/2015 e s.m.i..
2. Il diritto di interpello ha la funzione di far conoscere preventivamente al contribuente quale sia la portata di una disposizione tributaria o l’ambito di applicazione della disciplina ad una specifica fattispecie e quale sarà il comportamento del Comune in sede di controllo.

Articolo 27
Presentazione dell’istanza di interpello

1. Ciascun contribuente, qualora ricorrano condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione di una disposizione normativa riguardante tributi comunali e sulla corretta qualificazione di una fattispecie impositiva alla luce delle disposizioni tributarie applicabili alle medesime, può inoltrare al Comune istanza di interpello; l’istanza di interpello deve riguardare l’applicazione della disposizione tributaria a casi concreti e personali. L’interpello non può essere proposto con riferimento ad accertamenti tecnici.
2. Non ricorrono condizioni di obiettiva incertezza quando il Comune ha compiutamente fornito la soluzione per fattispecie corrispondenti a quella rappresentata dal contribuente per le quali il Comune ha già reso note istruzioni, chiarimenti ed interpretazioni di carattere generale mediante atti pubblicati ai sensi dell’articolo 27.
3. L’istanza di interpello può essere presentata dal contribuente, anche non residente, obbligato a porre in essere adempimenti tributari dichiarativi o di versamento relativi a tributi di competenza del Comune di Sala Consilina; l’istanza può essere presentata anche dai soggetti che in base a specifiche disposizioni di legge sono obbligati a porre in essere gli adempimenti tributari per conto del predetto contribuente.
4. Le Associazioni sindacali e di categoria, i Centri di Assistenza Fiscale e gli studi professionali possono presentare apposita istanza relativa al medesimo caso che riguarda una pluralità di associati, iscritti o rappresentati. In tal caso la risposta fornita dal Comune non produce gli effetti di cui all’articolo 28.
5. L’istanza di cui al comma 1 deve essere presentata:
a) prima della scadenza dei termini previsti dalla legge o dai regolamenti comunali per la presentazione della dichiarazione o per l’assolvimento di altri obblighi tributari aventi ad oggetto o comunque connessi alla fattispecie cui si riferisce l’istanza medesima senza che, a tali fini, assumano valenza i termini concessi all’amministrazione per rendere la propria risposta;
b) prima di porre in essere il comportamento o di dare attuazione alla norma oggetto di interpello.
6. L’istanza di interpello, redatta in carta libera ed esente da bollo, è presentata al Comune mediante consegna a mano, o mediante spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento o per via telematica attraverso PEC.
7. La presentazione dell’istanza di interpello non ha effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, né sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione.

Articolo 28
Istanza di interpello

1. L’istanza di interpello deve contenere a pena di inammissibilità:
a) i dati identificativi del contribuente e l’indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni del Comune e deve essere comunicata la risposta;
b) la circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e personale sul quale sussistono obiettive condizioni di incertezza della norma o della corretta qualificazione di una fattispecie impositiva;
c) le specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione o l’applicazione;
d) l’esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta;
e) la sottoscrizione dell’istante o del suo legale rappresentante.
2. All’istanza di interpello deve essere allegata copia della documentazione non in possesso del Comune ed utile ai fini della soluzione del caso prospettato.
3. Nei casi in cui le istanze siano carenti dei requisiti di cui alle lettere c), d) ed e) del comma 1, il Comune invita il contribuente alla loro regolarizzazione entro il termine di 30 giorni; i termini della risposta iniziano a decorrere dal giorno in cui la regolarizzazione è stata effettuata.
4. L’istanza è inammissibile se:
a) è priva dei requisiti di cui al comma 1, lett a) e b);
b) non è presentata preventivamente, ai sensi dell’articolo 25, comma 5;
c) non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza, ai sensi dell’articolo 25;
d) ha ad oggetto la medesima questione sulla quale il contribuente ha già ottenuto un parere, salvo che vengano indicati elementi di fatto o di diritto non rappresentati precedentemente;
e) verte su questioni per le quali siano state già avviate attività di controllo alla data di presentazione dell’istanza di cui il contribuente sia formalmente a conoscenza, ivi compresa la notifica del questionario di cui all’articolo 1, comma 693 della legge 27 dicembre 2013, n. 147;
f) il contribuente invitato a integrare i dati che si assumono carenti ai sensi del comma 3, non provvede alla regolarizzazione nei termini previsti.

Articolo 29
Adempimenti del Comune

1. La risposta, scritta e motivata, fornita dal Comune è comunicata al contribuente mediante servizio postale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o mediante PEC entro novanta giorni decorrenti dalla data di ricevimento dell’istanza di interpello da parte del Comune.
2. Quando non sia possibile fornire una risposta sulla base del contenuto dell’istanza e dei documenti allegati, il Comune può richiedere, una sola volta, al contribuente di integrare l’istanza di interpello o la documentazione allegata. In tal caso il termine di cui al primo comma si interrompe alla data di ricevimento, da parte del contribuente, della richiesta del Comune e inizia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Comune, della integrazione. La mancata presentazione della documentazione richiesta entro il termine di tre mesi comporta rinuncia all’istanza di interpello, ferma restando la facoltà di presentazione di una nuova istanza, ove ricorrano i presupposti previsti dalla legge.
3. Le risposte fornite sono pubblicate sul sito internet del Comune di Sala Consilina.

Articolo 30
Efficacia della risposta all’istanza di interpello

1. La risposta ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante, limitatamente al caso concreto e personale prospettato nell’istanza di interpello. Tale efficacia si estende anche ai comportamenti successivi del contribuente riconducibili alla medesima fattispecie oggetto dell’istanza di interpello, salvo modifiche normative.
2. Qualora la risposta su istanze ammissibili e recanti l’indicazione della soluzione di cui all’articolo 26 comma 1, lettera d), non pervenga entro il termine di cui all’articolo 27 si intende che il Comune concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal contribuente.
3. Sono nulli gli atti amministrativi emanati in difformità della risposta fornita dal Comune, ovvero della interpretazione sulla quale si è formato il silenzio assenso.
4. Il Comune può successivamente rettificare la propria risposta, con atto da comunicare mediante servizio postale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o con PEC, con valenza esclusivamente per gli eventuali comportamenti futuri dell’istante.
5. Le risposte alle istanze di interpello non sono impugnabili.

CAPO II – AUTOTUTELA

Articolo 30
Autotutela – Principi

1. Salvo che sia intervenuto giudicato sostanziale, il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate può annullare parzialmente o totalmente un proprio atto ritenuto illegittimo o infondato, con provvedimento motivato.
2. Il provvedimento in autotutela deve essere finalizzato al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) realizzare l’interesse pubblico;
b) ripristinare la legalità;
c) ricercare nello stesso ordine amministrativo una soluzione alle potenziali controversie insorte evitando il ricorso a mezzi giurisdizionali;
d) migliorare il rapporto con i cittadini, favorendo, in sede di riesame dell’atto, il contraddittorio con il contribuente.
3. Tale provvedimento può essere disposto d’ufficio dall’Amministrazione o a seguito di formulazione di istanza da parte del contribuente come indicato negli articoli seguenti.
4. Il potere di autotutela può essere esercitato in ogni tempo anche in pendenza di giudizio, nel qual caso deve esserne data ritualmente comunicazione all’Autorità Giudiziaria procedente.
5. L’atto di annullamento può intervenire fino all’emissione di sentenza con efficacia di giudicato tra le parti.
6. Le sentenze passate in giudicato per motivi di ordine formale (inammissibilità, irricevibilità, improcedibilità ecc.) non escludono la facoltà di esercitare il potere di autotutela.
7. Nel potere di annullamento deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dell’atto che appare illegittimo o infondato.
8. Nel caso di annullamento o revoca parziale dell’atto nel corso del giudizio il contribuente può avvalersi degli istituti di definizione agevolata della sanzione, previsti per l’atto oggetto di annullamento o revoca, alle medesime condizioni previste dalle disposizioni alla data di notifica dell’atto originario, purché rinunci al ricorso e le spese rimangono a carico delle parti che le hanno sostenute; annullamento e revoca parziale non sono autonomamente impugnabili.

Articolo 31
Autotutela su istanza di parte

1. Il contribuente può chiedere l’annullamento dell’atto, totale o parziale, con istanza motivata in fatto o in diritto.
2. La richiesta deve riportare i dati anagrafici e il codice fiscale dell’istante, l’indicazione dell’atto gravato e deve essere corredata della documentazione addotta a sostegno della domanda.
3. All’interessato viene comunicato l’esito dell’istanza con atto scritto motivato in fatto e in diritto, indicando i documenti e gli altri elementi di prova su cui la decisione è fondata.
4. L’autotutela non interrompe i termini del ricorso,salvo la proroga per la mediazione.

Articolo 32
Procedimento in autotutela d’ufficio

1. Il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario Responsabile, può procedere all’annullamento in autotutela di un provvedimento tributario illegittimo, anche in assenza di specifica istanza del contribuente. A titolo esemplificativo ma non esaustivo si elencano di seguito casi tipici di autotutela:
a) errore di persona;
b) evidente errore logico o di calcolo;
c) errore sul presupposto;
d) doppia imposizione;
e) mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;
f) mancanza di documentazione sanata dalla successiva produzione entro i termini di decadenza;
g) errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile.
2. Il provvedimento deve essere comunicato al contribuente interessato.
3. Nei casi in cui il provvedimento sia divenuto definitivo per decorrenza dei termini di impugnazione il funzionario responsabile del tributo, anche su istanza della parte interessata, può procedere in tutto o in parte all’annullamento del medesimo nei casi di illegittimità dell’atto nonché nel caso delle fattispecie di cui al comma 1.
4. Nell’esercizio dell’autotutela il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario Responsabile del tributo, dovrà tener conto dell’orientamento giurisprudenziale pronunciato sulla questione sottoposta al suo esame nonché della probabilità di soccombenza in un eventuale contenzioso e di condanna al rimborso delle spese di giudizio.

CAPO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE

Art. 33
Disciplina dell’istituto dell’accertamento con adesione

1. Il Comune, per l’instaurazione di un migliore rapporto con i contribuenti improntato a principi di collaborazione e trasparenza e quale elemento di prevenzione e deflativo del contenzioso, introduce nel proprio ordinamento, ai sensi dell’art. 50 della L. N. 449 del 27/12/1997, l’istituto dell’accertamento con adesione.
2. L’accertamento dei tributi comunali può essere definito con adesione in contraddittorio col contribuente sulla base dei principi dettati dal D.Lgs. 19/06/1997 n. 218 e s.m.i. e delle disposizioni del presente regolamento.
3. Per contribuente s’intendono tutte le persone fisiche, società di persone, associazioni professionali, società di capitali ed enti soggetti passivi di imposta, tassa o tributo comunale.

Art. 34
Ambito di applicazione dell’accertamento con adesione

1. Il ricorso all’accertamento con adesione presuppone la presenza di materia concordabile e quindi di elementi suscettibili di apprezzamento valutativo, quindi esulano dal campo applicativo dell’istituto le questioni cosiddette “di diritto” e tutte le fattispecie nelle quali l’obbligazione tributaria è determinabile in conformità a elementi certi, determinati od obiettivamente determinabili.
2. La definizione in contraddittorio con il contribuente è limitata agli accertamenti di contestazione di omissione o infedeltà di adempimenti dichiarativi, non si estende agli atti di mera liquidazione dei tributi, conseguente all’attività di controllo formale delle dichiarazioni né agli atti di contestazione di inadempimento degli obblighi di versamento dei tributi.
3. L’accertamento può essere definito anche con l’adesione di uno solo degli obbligati. La definizione chiesta e ottenuta da uno degli obbligati, comportando il soddisfacimento dell’obbligo tributario, estingue la relativa obbligazione nei confronti di tutti i coobbligati.
4. L’adesione del contribuente deve riguardare l’atto di accertamento nella sua interezza, comprendente ogni pretesa relativa al tributo in oggetto, sanzioni pecuniarie ed interessi, non potendosi ammettere adesione parziale all’ atto medesimo.
5. In sede di contraddittorio l’Ufficio deve compiere un’attenta valutazione del rapporto costo beneficio dell’operazione, tenendo conto della fondatezza degli elementi posti a base dell’accertamento, nonché degli oneri e del rischio di soccombenza di un eventuale ricorso.

Art. 35
Attivazione del procedimento per la definizione in accertamento con adesione

1. Il procedimento per la definizione può essere attivato:
a) a cura dell’Ufficio, prima della notifica dell’avviso di accertamento;
b) su istanza del contribuente, successivamente all’avvenuta notifica dell’avviso di accertamento ovvero dell’avvio di procedure ed operazioni di controllo.

Art. 36
Accertamento con adesione ad iniziativa dell’ufficio

1. L’Ufficio, in presenza di situazioni che rendono opportuna l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente, a seguito dell’attività di accertamento ma prima della notifica dell’avviso di accertamento, invia al contribuente stesso un invito a comparire, da comunicare con lettera raccomandata o mediante notifica o a mezzo PEC, con l’indicazione:
a) della fattispecie tributaria suscettibile di accertamento;
b) dei periodi d’imposta suscettibili di accertamento;
c) degli elementi in base ai quali l’Ufficio è in grado di emettere avvisi di accertamento;
d) del giorno e del luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione.
2. Le richieste di chiarimenti, gli inviti a esibire o trasmettere atti e documenti, l’invio di questionari per acquisire dati e notizie di carattere specifico ecc., che il Comune, ai fini dell’esercizio dell’attività di liquidazione e accertamento, può rivolgere ai contribuenti non costituiscono invito ai sensi del precedente comma per l’eventuale definizione dell’accertamento con adesione.
3. La partecipazione del contribuente al procedimento, nonostante l’invito, non è obbligatoria e la mancata risposta all’invito stesso non è sanzionabile, così come l’attivazione del procedimento da parte dell’Ufficio non riveste carattere di obbligatorietà.
4. La mancata attivazione del procedimento da parte dell’Ufficio lascia aperta al contribuente la possibilità di agire di sua iniziativa, a seguito della notifica dell’avviso di accertamento, qualora riscontri nello stesso aspetti che possano portare ad un ridimensionamento della pretesa tributaria del Comune.

Art. 37
Accertamento con adesione ad iniziativa del contribuente

1. Il contribuente al quale sia stato notificato avviso di accertamento, non preceduto dall’invito di cui all’articolo precedente può formulare, anteriormente all’impugnazione dell’atto innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, istanza in carta libera di accertamento con adesione indicando il proprio recapito anche telefonico.
2. L’istanza di cui al comma precedente può essere proposta dal contribuente a seguito dell’attivazione di procedure di controllo, richieste di chiarimenti, di invito a esibire o trasmettere atti e documenti, di invio di questionari.
3. L’istanza può essere presentata all’Ufficio mediante consegna diretta, a mezzo posta o tramite PEC.
4. L’impugnazione dell’avviso comporta rinuncia all’istanza di definizione.
5. La presentazione dell’istanza produce l’effetto di sospendere, per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, sia i termini per l’impugnazione sia quelli di pagamento del tributo.
6. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza di definizione, l’Ufficio anche telefonicamente o telematicamente, formula l’invito a comparire.

Art. 38
Esame dell’istanza ed Invito a comparire per definire l’accertamento

1. La presentazione dell’istanza di cui all’art. 36 viene verificata in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui all’art. 33.
2. In caso di sussistenza dei requisiti l’istanza viene accolta e si provvede alla comunicazione al contribuente dell’invito a comparire con indicazione del giorno ed orario, eventualmente preventivamente concordato; in caso di insussistenza dei requisiti l’istanza viene rigettata.
3. La mancata comparizione del contribuente nel giorno indicato con l’invito, comporta rinuncia alla definizione dell’accertamento con adesione.
4. Eventuali, motivate richieste di differimento avanzate dal contribuente in ordine alla data di comparizione indicata nell’invito, saranno prese in considerazione solo se avanzate entro tale data.
5. Delle operazioni compiute, delle comunicazioni effettuate, dell’eventuale mancata comparizione dell’interessato e dell’esito negativo del concordato, è dato atto in succinto verbale da parte del Funzionario incaricato del procedimento.

Art. 39
Atto di accertamento con adesione

1. A seguito del contraddittorio, ove l’accertamento sia concordato con il contribuente, l’ufficio redige in duplice esemplare atto di accertamento con adesione che va sottoscritto dal contribuente (o da suo procuratore generale o speciale) e dal Responsabile del tributo o suo delegato. La procura generale o speciale deve essere conferita per iscritto e con firma autenticata.
2. Nell’atto di definizione vanno indicati:
a) gli elementi e la motivazione su cui la definizione si fonda, anche con richiamo alla documentazione in atti;
b) la liquidazione delle maggiori tasse, imposte, interessi e sanzioni dovute in dipendenza della definizione;
c) le modalità di versamento delle somme dovute.

Art. 40
Perfezionamento della definizione

1. La definizione si perfeziona con il versamento, entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione, delle somme dovute con le modalità indicate nell’atto stesso e, in caso di pagamento rateale, con pagamento della prima rata accordata e la prestazione della garanzia eventualmente richiesta ai sensi del precedente art. 18. Entro 10 giorni dal suddetto versamento il contribuente fa pervenire all’Ufficio la quietanza del pagamento dell’intero importo delle somme dovute, ovvero dell’importo della prima rata con copia della garanzia di cui all’ultimo comma. L’Ufficio, a seguito del ricevimento della quietanza, rilascia al contribuente l’esemplare dell’atto di accertamento con adesione destinato al contribuente stesso.
2. È ammesso, a richiesta del contribuente, il pagamento in forma rateale sulla base delle disposizioni di cui all’art. 18 (in alternativa: secondo le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs 218/1997); in caso di mancato pagamento delle rate il contribuente decade dal beneficio della rateazione, sulla base di quanto previsto dall’art. 18, comma 7 (periodo da “sulla base” a “comma 7” da non indicare qualora siano state scelte le disposizioni di cui art. 8, D.Lgs. 218/1997), con conseguente annullamento della riduzione delle sanzioni sul pagamento residuo.

Art. 41
Effetti della definizione

1. Il perfezionamento dell’atto di adesione comporta la definizione del rapporto tributario che ha formato oggetto del procedimento. L’accertamento definito con adesione non è pertanto soggetto ad impugnazione, non è integrabile o modificabile da parte dell’Ufficio.
2. L’intervenuta definizione non esclude peraltro la possibilità per l’Ufficio di procedere ad accertamenti integrativi nel caso che la definizione riguardi accertamenti parziali e nel caso di sopravvenuta conoscenza di nuova materia imponibile sconosciuta alla data del precedente accertamento e non rilevabile né dal contenuto della dichiarazione, né dagli atti in possesso alla data medesima.
3. Qualora l’adesione sia conseguente alla notifica dell’avviso di accertamento, questo perde efficacia dal momento del perfezionamento alla definizione.

Art. 42
Riduzione della sanzione

1. A seguito della definizione, le sanzioni per le violazioni che hanno dato luogo all’accertamento si applicano nella misura di un terzo del minimo previsto dalla legge; in ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
2. Per le violazioni collegate al tributo richiesto con l’avviso di accertamento, le sanzioni irrogate sono ridotte ad un terzo se il contribuente non proponga ricorso contro tale atto e formuli istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione; in ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
3. Di detta possibilità di riduzione è reso edotto il contribuente apponendo la relativa avvertenza in calce agli avvisi di accertamento. L’infruttuoso esperimento del tentativo di concordato da parte del contribuente così come la mera acquiescenza prestata dal contribuente in sede di contraddittorio all’accertamento del Comune rendono inapplicabile l’anzidetta riduzione.
4. Le sanzioni scaturenti dall’attività di liquidazione del tributo sulla base dei dati indicati nella dichiarazione o denuncia nonché quelle che conseguono a violazione formale e concernenti la mancata, incompleta o non esaustiva risposta a richieste formulate dall’Ufficio sono parimenti escluse dalla anzidetta riduzione.

CAPO IV – RECLAMO/MEDIAZIONE

Art. 43
Reclamo/ Mediazione – ambito di applicazione

1. L’istituto del reclamo/mediazione si applica alle controversie tributarie dell’ente locale, di valore non superiore al limite previsto dall’art. 17 bis del D.Lgs. 546/1997 e s.m.i. e relative agli atti oggetto di impugnazione ai sensi dell’art. 19 del predetto decreto.
2. Ai sensi delle disposizioni dettate dall’articolo 17-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione, tesa a chiedere la rideterminazione dell’ammontare della pretesa, La presentazione del ricorso introduce automaticamente il procedimento di reclamo/mediazione. Pertanto, dalla proposizione dell’impugnazione derivano, oltre agli effetti sostanziali e processuali del ricorso, anche quelli del reclamo/mediazione.

Art. 44
Effetti della presentazione dell’istanza di mediazione

1. La presentazione del ricorso, che costituisce l’istanza di mediazione, produce i seguenti effetti:
• interrompe il decorso del termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto;
• apre una fase amministrativa della durata di 90 (novanta) giorni entro la quale deve svolgersi il procedimento di reclamo/mediazione, nel corso della quale le due parti sono tenute a verificare se sussistono i presupposti per una risoluzione stragiudiziale della controversia;
• sospende la riscossione ed il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo per 90 giorni, ferma restando la debenza degli interessi previsti dalla disciplina applicabile al singolo tributo.

Art. 45
Trattazione dell’istanza

1. La competenza ad esaminare l’istanza di reclamo-mediazione di cui all’art. 17-bis del D.Lgs. 546/1992 è, in via generale, in capo ai singoli Funzionari Responsabili di ogni tributo.
2. La Giunta Comunale, con propria deliberazione, può individuare una struttura diversa e autonoma da quella che cura l’istruttoria degli atti reclamabili, compatibilmente con la propria struttura organizzativa. In tal caso, il Servizio Entrate/Tributi verifica che l’istanza contenga tutti gli elementi necessari per la trattazione e, verificata l’impossibilità di procedere all’annullamento dell’atto impugnato, invia apposita relazione, al responsabile dell’esame dei reclami / proposte di mediazione illustrando la posizione del Servizio Tributi.
3. Il responsabile/la struttura incaricata dell’esame a valutazione del reclamo procede ad autonoma valutazione istruttoria della controversia, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per una definizione stragiudiziale del contenzioso.
4. Il responsabile/la struttura procede quindi all’autonoma adozione delle decisioni in materia di accoglimento o rigetto, anche parziali, dei motivi di reclamo, ivi comprese le determinazioni circa l’eventuale proposta di mediazione contenuta nel reclamo o da proporre al reclamante.
5. La valutazione istruttoria e decisioni del responsabile/della struttura sono effettuate sulla base delle disposizioni di legge vigenti concernenti la controversia nonché al principio di indisponibilità della pretesa tributaria, alla eventuale incertezza della controversia, al grado di sostenibilità della pretesa tributaria anche alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità, all’orientamento consolidato della giurisprudenza di merito, nonché al principio di economicità dell’azione amministrativa.
6. Il responsabile/la struttura, in relazione alle responsabilità, funzioni e poteri previsti dalla legge, procede a:
a) accoglimento o rigetto, anche parziale, dei motivi del reclamo e conseguente annullamento totale o parziale della pretesa tributaria;
b) formulazione di eventuale ipotesi di mediazione da sottoporre al contribuente ed eventuale sottoscrizione degli stessi.

Art. 46
Accordo di mediazione

1. Il responsabile/struttura dell’esame dei reclami / proposte di mediazione, qualora ritenga che sussistano i presupposti per la mediazione, attiva le relative procedure:
a) accoglie la proposta di mediazione formulata dal contribuente;
b) elabora una propria offerta di mediazione sottoposta ad accettazione del contribuente.
2. Qualora le parti pervengono ad un accordo, deve essere redatto apposito verbale che riporta le procedure e le motivazioni che hanno consentito alle parti di addivenire ad una soluzione stragiudiziale della controversia, nonché elencare le modalità con cui si è pervenuti all’accordo, l’indicazione specifica degli importi risultanti dalla mediazione, ossia l’ammontare del tributo, degli interessi e delle sanzioni, le modalità di versamento degli stessi, le eventuali modalità di rateizzazione.

Art. 47
Perfezionamento dell’accordo di mediazione

1. ll perfezionamento dell’accordo di mediazione avviene nel rispetto delle seguenti modalità:
a) pagamento, entro venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo, dell’importo dovuto per la mediazione o, in caso di pagamento rateale, della prima rata; in caso di rateazione si applicano le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs. 218/1997 (ovvero:) le disposizioni di cui all’art. 18 del presente regolamento.
b) con la sottoscrizione dell’accordo stesso, se la controversia ha ad oggetto il rifiuto espresso o tacito della richiesta di restituzione di somme.
2. Quando il perfezionamento della mediazione riguarda la richiesta di restituzione di somme di denaro, l’accordo costituisce il titolo per il pagamento delle somme dovute a favore del contribuente. Tale documento consente che venga data esecuzione al pagamento concordato, rappresentando titolo per l’azione esecutiva davanti al giudice ordinario.

Art. 48
Sanzioni

1. A seguito del perfezionamento dell’accordo di mediazione, le sanzioni applicate ed indicate dell’atto impugnato sono ridotte nella misura del 35% (trentacinque per cento) del minimo previsto dalla legge.

Art. 49
Mancato perfezionamento della mediazione o accoglimento parziale

1. In caso di mancato accoglimento della mediazione, il contribuente può proseguire con la procedura di ricorso, attraverso la costituzione in giudizio, in conformità alle disposizioni dettate dall’art. 22, del D. Lgs. n. 546/92.
2. Qualora l’ufficio proceda all’accoglimento parziale della proposta di mediazione, il contribuente può comunque costituirsi in giudizio, nel rispetto delle disposizioni richiamate al comma 1.

Art. 50
Provvedimento di diniego

1. Nel termine di 90 (novanta) giorni dal ricevimento dell’istanza di mediazione, Il responsabile/struttura comunica al contribuente il provvedimento di diniego, indicando le motivazioni ed evidenziando l’assenza dei presupposti, da cui è derivata l’impossibilità di procedere con l’annullamento dell’atto.
2. Il provvedimento di diniego riporta le ragioni, di fatto e di diritto, che stanno alla base della pretesa tributaria.

Art. 51
Irregolarità nel perfezionamento della definizione

1. Costituiscono irregolarità nel perfezionamento della definizione le seguenti ipotesi:
a) versamento dell’intera somma o della prima rata in misura inferiore a quella dovuta;
b) mancato o tardivo versamento dell’intera somma dovuta o della prima rata;
c)mancata prestazione della garanzia, quando richiesta.
2. In caso di accertata irregolarità nel perfezionamento della definizione di cui al comma 1, Il responsabile/struttura valuta la sussistenza dell’interesse pubblico al perfezionamento della procedura di mediazione.
3. Qualora permanga l’interesse pubblico al perfezionamento della mediazione, il funzionario responsabile del tributo, invita il contribuente a sanare le irregolarità riscontrate, fornendo un termine perentorio di 10 (dieci) giorni per adempiere. La regolarizzazione avviene mediante:
a) versamento dell’eventuale somma ancora dovuta e degli interessi legali computati a giorni dalla originaria scadenza del termine alla data di effettuazione del versamento;
b) prestazione della garanzia in caso di rateizzazione (qualora richiesta);
c) dichiarazione con la quale il contribuente conferma la volontà di perfezionare la mediazione.

TITOLO V – RAVVEDIMENTO OPEROSO

Art. 52
Ambito applicativo dell’istituto del ravvedimento operoso

1. La sanzione è ridotta:
a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;
b) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell’omissione o dell’errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l’omissione o l’errore è stato commesso;
c) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
d) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
e) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
f) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.
La regolarizzazione con il versamento della sanzione ridotta è ammessa a condizione che la violazione non sia stata già constatata con la notificazione di avviso di accertamento od atto di contestazione di irrogazione sanzioni delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.
2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della sua differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

TITOLO VI – ENTRATE NON TRIBUTARIE

Art. 53
Agevolazioni

1. I criteri per le riduzioni ed esenzioni per le entrate comunali non tributarie sono individuati dal Consiglio Comunale nell’ambito degli specifici provvedimenti di applicazione.
2. Le agevolazioni, che non necessitino di essere disciplinate con norme regolamentari stabilite dalle leggi successivamente all’adozione di dette deliberazioni si intendono comunque applicabili, pur in assenza di una conforme previsione, salvo che l’Ente modifichi il Regolamento inserendo espressa esclusione della previsione di legge, nell’ipotesi in cui questa non abbia carattere cogente.

Art. 54
Contestazione in caso di mancato pagamento

1. I responsabili dell’entrata contestano il mancato pagamento delle somme dovute per crediti non aventi natura tributaria, mediante atto finalizzato alla riscossione.
2 L’atto finalizzato alla riscossione, recante l’individuazione del debitore, del motivo della pretesa, della somma dovuta, degli eventuali interessi accessori o sanzioni nella misura prevista dall’art. 1224 e ss. del Codice Civile, del termine perentorio per il pagamento e delle relative modalità, dell’indicazione del responsabile del procedimento, nel rispetto del relativo regolamento è reso noto al cittadino mediante notifica ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile o mediante plico raccomandato con avviso di ricevimento ovvero a mezzo posta certificata.
3. L’atto finalizzato alla riscossione deve contenere l’intimazione ad adempiere secondo quanto previsto dal comma 792, art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i..
Per quanto riguarda la riscossione coattiva, il Comune non procede qualora l’ammontare dovuto sia inferiore ad euro 10,00 (dieci/00), così come stabilito dal comma 794, art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i.. Il debito rimane comunque a carico del soggetto moroso e potrà essere oggetto di recupero con la successiva notifica di atti che superino cumulativamente l’importo di euro 10,00.

Art. 55
Rateazioni

1. Sino a quando non abbiano avuto inizio le procedure di esecuzione forzata, ai debitori di somme certe, liquide ed esigibili possono essere concesse dilazioni e rateazioni dei pagamenti dovuti, secondo le modalità, alle condizioni e nei limiti di cui al presente articolo. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni di legge che, in particolari materie, prevedano specifiche modalità, limiti e condizioni per la concessione di rateazioni.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 7, il debitore è ammesso, previa sottoscrizione dell’atto di impegno al pagamento di cui al successivo comma 5, alla rateizzazione in presenza delle seguenti condizioni soggettive:
a) sussistenza di una situazione di difficoltà economica, risultante da apposita documentazione comprovante lo stato di disagio o valutata d’ufficio, che incide negativamente sulle disponibilità economiche e finanziarie dell’obbligato, o sulla possibilità di estinguere il debito in un’unica soluzione secondo quanto enunciato all’art. 18;
b) inesistenza di morosità relative a precedenti rateazioni o dilazioni.
3. L’atto formale di autorizzazione alla rateizzazione e/o comunque l’atto di impegno al pagamento devono obbligatoriamente prevedere le seguenti clausole:
a) durata massima dodici mesi, con possibilità per il Responsabile della specifica entrata di prevedere, in particolari ed eccezionali situazioni, un periodo di dilazione più prolungato, comunque proporzionato all’importo del debito da rateizzare e di norma non superiore a 24 mesi. La concessione di un periodo di dilazione superiore a 12 mesi deve, in ogni caso, essere adeguatamente motivata nel provvedimento di concessione della dilazione;
b) decadenza dal beneficio di rateizzazione concesso nel caso di mancato pagamento di due rate nel termine previsto;
c) importo minimo della rata: euro 100,00 mensili;
d) applicazione degli interessi legali;
e) prestazione di idonea garanzia ai sensi del successivo comma 7.
4. Al fine di ottenere la dilazione, il debitore deve presentare apposita domanda. Qualora la domanda rispetti le condizioni ed i criteri di cui al presente articolo, il dirigente Responsabile rilascia apposito atto formale di autorizzazione alla rateizzazione, che ne detta le condizioni ed i limiti, in conformità ai commi 2 e 3, e che stabilisce: il numero di rate, l’importo di ciascuna rata, il termine di pagamento di ciascuna, le modalità di pagamento.
5. La concessione della rateizzazione si perfeziona in ogni caso con la sottoscrizione da parte del debitore di apposito “atto di impegno” al pagamento rateale, che riporta le condizioni ed i limiti stabiliti dal dirigente nell’atto di cui al comma precedente.
6. L’atto di impegno è sottoscritto dal debitore e controfirmato dal dirigente Responsabile.
7. Fatti salvi i vincoli di legge con riferimento alla prestazione di idonea garanzia fideiussoria, è facoltà del dirigente responsabile concedere dilazioni e/o rateizzazioni anche in assenza della condizione soggettiva di cui al comma 2 lettera b) e disapplicando una o più delle clausole previste al comma 3, dandone adeguata motivazione negli atti di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo.

Art. 56
Rimborsi delle Entrate Patrimoniali ed Extratributarie

1. Il rimborso di un’entrata versata e risultata non dovuta è disposta dal Responsabile dell’entrata su richiesta dell’utente.
2. La richiesta di rimborso deve essere motivata, sottoscritta e corredata dalla documentazione dell’avvenuto pagamento.
3. Nel caso di rimborso su iniziativa dell’Ente, al cittadino interessato verrà data apposita comunicazione in cui verranno indicate le motivazioni e le modalità di versamento. Nel caso in cui il rimborso interessi una pluralità di cittadini la comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione di adeguate informazioni sul sito web del Comune e, ove opportuno, da ulteriori forme di pubblicità sui media locali.
4. Il rimborso deve essere effettuato preferibilmente tramite bonifico.
5. Fermo restando l’applicazione da parte delle amministrazioni pubbliche della direttiva sui servizi di pagamento 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015, recepita con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218 e s.m.i., secondo la quale, il soggetto debitore gode del diritto incondizionato al rimborso del pagamento entro le otto settimane, il responsabile dell’entrata è sempre onerato dalla verifica del perdurare dell’esigibilità della stessa e delle azioni conseguenti.

Art. 57
Compensazione su iniziativa dell’Amministrazione

1. Il Comune può estinguere le proprie obbligazioni mediante compensazione legale con propri crediti certi, liquidi ed esigibili o mediante compensazione volontaria, secondo i principi stabiliti dal codice civile.
2. La compensazione legale è sempre esclusa quando il credito del Comune risulta contestato e nei casi esplicitamente previsti dalla legge.
3. La compensazione legale è attuata dal dirigente che liquida la spesa nei confronti di un soggetto verso il quale l’Amministrazione vanta un credito certo liquido ed esigibile.
4. Tale dirigente comunica la compensazione all’interessato nonché al dirigente responsabile del credito comunale e al Servizio Finanziario, per le conseguenti regolarizzazioni contabili.
5. La procedura di verifica dell’esistenza di crediti da portare in compensazione non deve comportare alcun ritardo nei tempi di pagamento dei debiti commerciali.

Art. 58
Crediti inesigibili o di difficile riscossione

1. I crediti inesigibili o ritenuti di improbabile riscossione in ragione della inconsistenza del patrimonio del debitore o della sua irreperibilità, su proposta motivata del responsabile del servizio e previa verifica da parte del responsabile del servizio finanziario, sono stralciati dal rendiconto alla chiusura dell’esercizio.
2. Nei casi di crediti nei confronti di soggetti sottoposti a procedure concorsuali è consentita al funzionario responsabile dell’entrata la valutazione sull’opportunità del perseguimento del credito sotto il profilo economico. Si intende comunque antieconomico il perseguimento di crediti complessivamente inferiori o comunque pari alle spese previste per le necessarie procedure.
3. I crediti sopracitati sono conservati nel conto del Patrimonio sino al compimento del termine di prescrizione.
4. Prima dello scadere del termine prescrizionale il responsabile del servizio verifica ulteriormente se il debitore è ancora insolvibile e, qualora venga a conoscenza di nuovi elementi reddituali o patrimoniali riferibili al soggetto passivo, avvia le procedure per la riscossione coattiva.

Art. 59
Attività precoattiva e recupero stragiudiziale

1. E’ obiettivo del Comune di Sala Consilina potenziare tutte le possibili forme di riscossione per ridurre il ricorso alla riscossione coattiva.
2. Prima di iniziare le procedure esecutive e cautelari di riscossione il Comune si riserva la possibilità di intraprendere una attività precoattiva con l’adozione di appositi strumenti di recupero stragiudiziale dei crediti di natura tributaria e patrimoniale.

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI ED ENTRATA IN VIGORE

Art. 60
Disposizioni finali

1. A far data dalla sua entrata in vigore il presente Regolamento abroga il precedente regolamento Generale delle entrate approvato con deliberazione di C.C. 22 del 27 marzo 1999
2. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge e regolamenti vigenti.
3. Il presente regolamento, pubblicato nei modi di legge, entra in vigore il 1° gennaio 2020.

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