Ultima modifica: 14 Ottobre 2020

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5 Ottobre 20 Documento Trasparenza

Regolamento per l’utilizzo di graduatorie di pubblici concorsi approvate da altri enti

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 169 del 17 settembre 2020

Art. 1 – Utilizzo di graduatorie concorsuali di altri enti

1. Al fine di rispondere ai principi di funzionalità e ottimizzazione delle risorse, così come prescrive l’art. 91 del T.U.E.L 18 agosto 2000, n. 267 ed in relazione al disposto dell’art. 9 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, per la copertura di posti vacanti disponibili, in assenza di proprie graduatorie in corso di validità per qualifica, categoria e regime giuridico dei posti da ricoprire, l’Amministrazione può avvalersi della facoltà di utilizzare graduatorie di pubblici concorsi approvate da altri enti alle condizioni e nel rispetto delle procedure disciplinate dal presente regolamento.
2. Le motivazioni alla base di tale scelta consistono nella semplificazione dei procedimenti di selezione; nell’economicità degli atti; nella riduzione dei tempi e dei costi occorrenti per l’assunzione dei dipendenti.
3. Ai fini di tale facoltà riconosciuta all’Ente , potranno essere prese in considerazione, in via prioritaria, le graduatorie approvate da parte degli Enti del comparto Regioni e Autonomie Locali ed in particolare dai Comuni e dalle Amministrazioni Provinciali.

Art. 2 – Modalità di utilizzo

1. L’utilizzo di graduatorie di pubblici concorsi approvate da altri enti può avvenire previo accordo tra le amministrazioni interessate stipulato sia prima che dopo l’approvazione della graduatoria.
2. L’utilizzo deve essere disposto con deliberazione della Giunta comunale. Tale deliberazione, nel rispetto dei vincoli di cui al presente regolamento, può essere disposta sia per concorsi da bandire, sia per concorsi in fase di espletamento, sia per concorsi le cui graduatorie siano già state approvate.
3. L’accordo si concretizza:

  1. se l’utilizzo della graduatoria è antecedente alla conclusione del concorso con la stipula di una convenzione per la gestione comune della procedura di reclutamento del personale, con indicazione di: durata dell’accordo, numero di assunzioni, modalità operative di chiamata degli idonei e di comunicazione tra i due enti pubblici nonché gli eventuali rapporti economici tra gli Enti convenzionati.
  2. se l’utilizzo della graduatoria è successiva alla conclusione del concorso con il rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo rilasciata dall’ente che ha formato la graduatoria. In tal caso l’intesa si concretizza con uno scambio di lettere che sancisce l’intesa e il consenso degli Enti in ordine all’utilizzo della graduatoria.

4. L’utilizzo può essere disposto sia per assunzioni a tempo indeterminato sia per assunzioni a tempo determinato dello stesso comparto o di comparti diversi.
5. Nel caso di assunzioni a tempo determinato possono essere utilizzate per scorrimento le graduatorie a tempo indeterminato di un altro Ente.
6. Per l’utilizzo vi deve essere omogeneità tra il posto da coprire e quello in graduatoria. Pertanto l’utilizzazione delle graduatorie di altro Ente è possibile per le assunzioni di dipendenti della stessa categoria e posizione iniziale di inquadramento giuridico, senza considerare il livello economico all’interno della categoria. Il profilo deve essere lo stesso o, quanto meno, deve essere coerente, anche alla luce dei requisiti richiesti come titolo di studio. Sussiste omogeneità tra il posto da coprire e quello in graduatoria anche quando si intende utilizzare una graduatoria di concorso a tempo indeterminato e part time per l’assunzione a tempo determinato e pieno.
7. La concreta utilizzazione di graduatorie di altro Ente, limitatamente all’assunzione a tempo indeterminato, è subordinata al previo esperimento con esito negativo delle procedure obbligatorie previste dalla legge nazionale (art.34 bis D.Lgs.n.165/2001).

Art.3 – Criteri per l’individuazione e l’utilizzo delle graduatorie

Tra le graduatorie in essere che rispettano i criteri di cui all’art.1 comma 3, l’individuazione di quella alla quale attingere, previa stipula della convenzione di cui all’art.2, avverrà , in primis sulla base del cd. “ambito territoriale” applicando il seguente ordine di priorità:

  1. Enti locali appartenenti alla Provincia di Salerno;
  2. Enti locali appartenenti alle altre province della Regione Campania;
  3. Enti locali appartenenti alle regioni geograficamente limitrofe alla Regione Campania; IV → Enti Locali appartenenti ad altre Regioni d’Italia;

In caso di pluralità di graduatorie nel medesimo ambito territoriale si darà preferenza alla graduatoria più recente e, nel caso di più graduatorie disponibili approvate nello stesso anno, si darà preferenza al candidato idoneo meglio collocato in base all’ordine di graduatoria e, a parità di collocazione, a quello più giovane di età e a parità di età si terrà conto del carico familiare.

Art. 4 – Iter procedurale utilizzo graduatorie di altri Enti

1. Al fine di individuare la graduatoria a norma del precedente art. 3 si procederà come di seguito:

  • l’Ufficio Gestione del Personale procede via pec a formulare espressa richiesta di utilizzo di graduatoria ad almeno 50 Comuni della Provincia di Salerno e alla stessa Amministrazione Provinciale di Salerno;
  • in ipotesi di richiesta infruttosa ( negativa ovvero inevasa nel termine di gg. 15 dalla ricezione della pec) la medesima sarà estesa nell’ordine ad almeno 50 Comuni e Amministrazioni Provinciali in ambito regionale, se necessario, successivamente, ad almeno 50 Enti locali appartenenti alle regioni geograficamente limitrofe alla Regione Campania ed, infine, se ancora necessario, ad almeno 50 Enti Locali appartenenti ad altre Regioni d’Italia;
  • in presenza di Ente che dichiari disponibilità ad addivenire alla definizione dell’accordo e alla stipula della convenzione di cui all’art.2 si prevede che, agli idonei individuati in applicazione dei criteri di cui all’art.3 venga assegnato un termine di dieci giorni per comunicare la propria disponibilità in ordine alla assunzione a tempo indeterminato o a tempo determinato, fermo restando che l’utilizzo a tempo determinato di unità utilmente collocate in graduatorie di altri Enti non pregiudica la posizione dell’idoneo o vincitore nella graduatoria dell’Ente detentore della stessa.
  • Nel caso in cui, nel termine assegnato, non pervengano da parte delle Amministrazioni interpellate disponibilità all’utilizzo delle graduatorie richieste, il comune di Sala Consilina procederà motivatamente ad individuare un Ente con il quale stipulare la convenzione per l’utilizzo della graduatoria da esso detenuta.
  • Acquisito il consenso dal candidato individuato, il perfezionamento dell’assunzione rimane subordinato al rilascio di attestazione del Segretario Comunale o del Responsabile del Servizio Personale dell’amministrazione titolare della graduatoria che riporti l’indicazione del provvedimento di approvazione della graduatoria del pubblico concorso con la precisazione se sia stato impugnato/proposto ricorso concluso o pendente, o se siano decaduti i termini senza che sia stato proposto alcun ricorso. Il solo avvio della procedura di impugnativa avverso la graduatoria del concorso costituisce motivo di diniego al consenso.

2. Il Comune di Sala Consilina si riserva la facoltà di non procedere all’assunzione dell’idoneo posizionato utilmente, qualora, a seguito di colloquio, non venga ritenuto idoneo alla posizione da coprire, tenuto conto delle conoscenze e competenze acquisite, ovvero vengano meno i presupposti e le condizioni di legge prescritte in materia assunzionale.
3. Per le assunzioni a tempo determinato, qualora sussistano ragioni di urgenza dettate da motivi di ordine pubblico, igiene e sanità o per garantire il regolare funzionamento dei servizi essenziali e di pubblica utilità, il comune di Sala Consilina procederà motivatamente ad individuare un Ente con il quale stipulare la convenzione per l’utilizzo della graduatoria mediante scorrimento dei soggetti utilmente in essa collocati, ai quali sarà singolarmente assegnato un termine di 5 giorni per confermare la propria disponibilità in merito all’assunzione.

Art. 5 – Iter procedurale utilizzo di graduatorie del Comune di Sala Consilina

1. In caso di richieste da parte di altri Enti di utilizzare graduatorie, a tempo determinato o indeterminato, approvate dal Comune di Sala Consilina, il Segretario Generale sottoporrà le stesse alla Giunta con proprio motivato parere.
2. A seguito di delibera di autorizzazione della Giunta, l’utilizzo della graduatoria dovrà essere disciplinata, a seguito di accordo con l’Ente richiedente, da apposita convenzione di contenuto coerente con quanto previsto all’art.2 del presente regolamento.
3. L’utilizzo a tempo determinato presso altro Ente non pregiudica la posizione dell’idoneo o vincitore nella graduatoria dell’Ente detentore della stessa per assunzioni a tempo determinato o indeterminato. I candidati risultati idonei che, a seguito della conclusione del suddetto iter, non accettassero proposte di assunzione da parte di altro Ente non perdono il diritto ad essere chiamati ed assunti da questo ente.

Art. 6 – Entrata in vigore, abrogazioni e pubblicità

1. Le disposizioni di cui sopra costituiscono a tutti gli effetti integrazione alle vigenti norme regolamentari disciplinanti le procedure per l’accesso all’impiego presso il Comune di Sala Consilina e del regolamento sull’organizzazione degli uffici e dei servizi.
2. L’entrata in vigore del regolamento determinerà l’abrogazione di tutte le altre norme regolamentari in contrasto col medesimo.
3. Il presente regolamento entra in vigore trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione all’albo pretorio on line.
4. Il presente regolamento è pubblicato ai sensi dell’art.12,comma 1, del D.Lgs.n. 33/2013 nel sito istituzionale dell’Ente nella sezione “Amministrazione Trasparente” sotto sezione “Disposizioni generali – Atti generali”.

Art. 7 – Rinvio dinamico

1. Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano tutte le disposizioni vigenti in materia.
2. Le norme del presente regolamento si intendono modificate per effetto di sopravvenute disposizioni normative gerarchicamente sovra ordinate.

5 Ottobre 20 Documento Trasparenza

Regolamento per la disciplina dello smart working

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 170 del 17 settembre 2020

Art. 1 – Definizione

Lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e da un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro, che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorisce la crescita della sua produttività.
Si tratta di una filosofia manageriale che restituisce alle persone flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.
Il fondamento dello Smart Working è l’esistenza del rapporto fiduciario tra dipendente e datore di lavoro, che da solo assicura la corretta esecuzione di tutte le fasi del suo svolgimento e l’assunzione reciproca di responsabilità.

Art. 2 – Oggetto

Il comune di Sala Consilina, con il presente regolamento, intende disciplinare l’istituto dello Smart Working, come definito nel precedente articolo, in attuazione dell’articolo 14 della Legge 7 agosto 2015, n° 124 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche -, della Direttiva n° 3 del 1° giugno 2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e della Legge 22 maggio 2017, n° 81, entrata in vigore il 14 giugno 2017.
Possono avvalersi di tale istituto i dipendenti del Comune di Sala Consilina a tempo pieno o con un rapporto di lavoro a tempo parziale con percentuale superiore al 50%.

Art. 3 – Vantaggi

Per i lavoratori, il ricorso allo smart working offre la possibilità della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, capace di tutelare specifiche difficoltà. Lavorando da casa si riesce a gestire la propria capacità di bilanciare in modo equilibrato il lavoro e la vita privata (il proprio work-life balance), valorizzando il tempo a disposizione.
Si apprezzano aspetti di profonda innovazione per i lavoratori e per la Civica Amministrazione, quali:

  • la valorizzazione delle risorse umane e la responsabilizzazione. Ci si concentra sui risultati del lavoro e non sugli aspetti formali;
  • la razionalizzazione nell’uso delle risorse e aumento della produttività, quindi risparmio in termini di costi e miglioramento dei servizi offerti;
  • la promozione dell’uso delle tecnologie digitali più innovative e l’utilizzo dello smart working come leva per la transizione al digitale e per lo sviluppo delle conoscenze digitali;
  • il rafforzamento dei sistemi di misurazione e valutazione delle performance basate sui risultati e sui livelli di servizio.
  • l’abbattimento delle differenze di genere;
  • la riduzione delle forme di “assenteismo sostanziale”;
  • l’attrazione di talenti;
  • la valorizzazione del patrimonio immobiliare delle PA, grazie al fatto che vengono reinventati gli spazi, ad esempio attraverso postazioni di coworking.

Art. 3 – Disciplina generale

Ai dipendenti in smart working si applica la disciplina vigente per i dipendenti del Comune, per quanto concerne il trattamento economico e le aspettative in merito a eventuali progressioni di carriera o iniziative formative.
I dipendenti che fruiscono di forme di smart working hanno diritto a fruire dei medesimi titoli di assenza previsti per la generalità dei dipendenti comunali, fatta eccezione dei permessi brevi o altri istituti che comportino riduzioni di orario, incompatibili con questa modalità di espletamento dell’attività lavorativa.
Ai dipendenti in smart working restano applicabili le norme sull’incompatibilità, di cui all’art. 53 del D.Lgs. 165/2001; gli stessi sono soggetti al Codice Disciplinare e all’applicazione delle sanzioni ivi previste.
Durante i periodi in smart working, le ordinarie funzioni gerarchiche e/o di coordinamento, naturalmente inerenti il rapporto di lavoro subordinato, sono mantenute.
Durante i periodi di prestazione lavorativa resi in smart working ai dipendenti interessati spetta il buono pasto (nei casi in cui lo smart working sia disposto dall’amministrazione, per scelta organizzativa o nei casi emergenziali, mentre, se l’accesso allo stesso è per scelta individuale, il buono pasto spetta solo nei giorni di presenza in sede), ma non sono configurabili liquidazioni di indennità per lavoro straordinario o per attività di lavoro notturno o festivo, fatta eccezione per il lavoro straordinario elettorale e per calamità naturali, ex art. 39 del CCNL 14/09/2000 ed ex art. 40 CCNL 22/01/2004, reso in presenza.
La prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge.

Art. 4 – Modalità di svolgimento della prestazione

Le modalità di svolgimento della prestazione di smart working vengono concordate nel singolo accordo tra il dipendente interessato e il dirigente di riferimento dello stesso.
L’autorizzazione alla fruizione dello smart working deve essere data dal dirigente responsabile e deve descrivere in maniera chiara gli obiettivi da raggiungere, che devono essere, a loro volta facilmente individuabili e verificabili, costituendo oggetto di valutazione della performance individuale.
L’attività in smart working viene distribuita nell’arco della giornata a discrezione del dipendente, in relazione all’attività da svolgere, in modo da garantire, in ogni caso, almeno il mantenimento del medesimo livello quali-quantitativo in termini di prestazione e di risultati che si sarebbe conseguito presso la sede istituzionale.
Il dipendente in smart working deve, in ogni caso, essere contattabile telefonicamente, di norma, nella fascia oraria tra le ore 9:00 e le ore 19:00, salvo diversa intesa da definire nell’accordo tra le parti.
In ogni caso la Civica Amministrazione, durante lo smart working, riconosce l’obbligo alla disconnessione e, pertanto, indica al dipendente, nell’arco della giornata, quali tutele adottare per salvaguardare la propria salute e la propria sicurezza.

Art. 5 – Fruizione e durata

La modalità di esecuzione del rapporto di lavoro in smart working è assicurata ad almeno il 25% dei dipendenti, ove ne ricorrano le condizioni, ai quali viene riconosciuta come modalità ordinaria.
Nel singolo accordo tra il dipendente interessato e il dirigente di riferimento dello stesso, verranno stabiliti i giorni di presenza fisica nella sede comunale, ai quali devono essere associate modalità telematiche per riunioni, convegni e momenti formativi.
L’utilizzo dello smart working ha una durata minima individuale di un mese e massima di un anno, comunque prorogabile secondo le necessità di conciliazione dei tempi di vita e lavoro del dipendente e le esigenze organizzative di reale performance della Civica Amministrazione, per la quale lo smart working rappresenta il modo di lavorare del futuro, basato su una cultura orientata ai risultati.

Art. 6 – Attività che possono essere svolte in smart working

Possono essere svolte in smart working le attività che, in generale:

  • possono essere attuate in autonomia;
  • non necessitano di continua comunicazione con gli altri;
  • sono facilmente controllabili e i relativi risultati sono verificabili con facilità.

In particolare, le attività che possono essere svolte in smart working devono rispondere a requisiti:

a. di carattere oggettivo:

  • livello di digitalizzazione dei processi e delle procedure, dei sistemi comunicativi e decisionali;
  • modalità di svolgimento delle attività, livello di interscambio digitale con l’utenza esterna;
  • livello di utilizzo di strumenti informatici in relazione al contenuto dell’attività lavorativa;
  • grado di interscambio relazionale, di tipo digitale, con i colleghi più prossimi e con la dirigenza;
  • grado di necessità di effettiva compresenza fisica degli addetti di un processo;
  • grado di misurazione della prestazione;

b. di carattere professionale:

  • competenze informatiche;
  • capacità di valutare criticamente il proprio operato e i risultati raggiunti;
  • capacità di lavorare in autonomia per conseguire gli obiettivi assegnati;
  • capacità di far fronte in autonomia agli imprevisti;
  • capacità di gestione del tempo.

Art. 7 – Controlli

Secondo le previsioni degli articoli 2086 e 2104 c.c., il potere di controllo del datore di lavoro consiste nel verificare l’esatto adempimento della prestazione lavorativa, anche al fine di salvaguardare l’integrità del patrimonio dell’amministrazione e, per questo, tiene conto di due aspetti propri del rapporto di lavoro di tipo subordinato: il potere organizzativo del datore di lavoro e la diligenza del prestatore.
Viste le finalità di conciliazione dell’attività lavorativa con le esigenze di tutela della vita familiare della lavoratrice o del lavoratore da realizzare attraverso modalità di svolgimento della prestazione in smart working, il potere di controllo, ferma restando la configurazione del rapporto di lavoro di natura subordinata, viene esercitato con riguardo al risultato della prestazione, in termini sia qualitativi sia quantitativi, in relazione alle priorità definite dal dirigente.
La verifica del conseguimento degli obiettivi fissati è realizzata mediante la stesura di una reportistica secondo una cadenza concordata tra dirigente e dipendente, ovvero attraverso momenti di confronto nei giorni di presenza in sede del dipendente.

Art. 8 – Modalità di accesso allo smart working

L’assegnazione di posizioni di smart working avviene mediante sottoscrizione di accordo stipulato, in forma scritta, fra il dipendente interessato e il suo dirigente.
L’accesso allo smart working può avvenire:

  1. su richiesta individuale del dipendente;
  2. per scelta organizzativa, previa adesione del dipendente;
  3. in caso di specifiche esigenze di natura temporanea e/o eccezionale.

In ogni caso è necessario che i dirigenti definiscano, condividendolo con i dipendenti interessati, le attività e gli obiettivi da perseguire.
L’accordo individuale dovrà prevedere:

  • gli obiettivi generali e specifici che si intendono perseguire;
  • le modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi;
  • la durata;
  • i supporti tecnologici da utilizzare;
  • le fasce orarie giornaliere di contattabiltà telefonica;
  • i giorni di presenza fisica nella sede comunale;
  • gli adempimenti sulla sicurezza e sul trattamento dati.

Art. 9 – Tutela della salute e sicurezza del lavoratore

Allo smart working si applicano le disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare quelle di cui al D.Lgs. n° 81/2008 e s.i.m., delle Linee Guida contenute nella Direttiva n° 3 del 1° giugno 2017 del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e della Legge 22 maggio 2017, n° 81.
Il datore di lavoro deve fornire al dipendente, avvalendosi della struttura competente in materia di sicurezza aziendale, tutte le informazioni circa le eventuali situazioni di rischio e curare un’adeguata formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro.
Il dipendente che svolge la propria prestazione in modalità di smart working è comunque tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro, al fine di fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Art. 10 – Tutela assicurativa

Il dipendente in regime di smart working ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa, rese all’esterno dei locali aziendali.
Il dipendente ha inoltre diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, solo quando la scelta del luogo della prestazione risponda a criteri di ragionevolezza e sia dettata:

  1. da esigenze connesse alla prestazione stessa;
  2. dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita, preventivamente concordate con l’Amministrazione, con quelle lavorative.

Art. 11 – Rinvio

In occasione di calamità o di emergenze nazionali, dalle quali derivano disposizioni normative che comportano applicazioni e modalità speciali in materia di smart working, il presente regolamento si uniforma automaticamente alle stesse, sino al loro stato di vigenza.

Art. 12 – Entrata in vigore

A norma dell’art 10 delle Preleggi e dell’art. 10, comma 4, dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio on-line del Comune.


Allegati:

30 Settembre 20 Documento Trasparenza

Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di n. 3 posti di istruttore vigile urbano-categoria giuridica c a tempo pieno ed indeterminato da assegnare al settore polizia locale

SETTORE DI RIFERIMENTO Settore Polizia Locale
DATA DI PUBBLICAZIONE 29/09/2020
DATA DI SCADENZA Trenta giorni dal giorno successivo alla data di pubblicazione dell’estratto del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana- IV serie Speciale – Concorsi ed esami.
Qualora il termine di scadenza coincida con il giorno di sabato o festivo, lo stesso deve intendersi automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo utile (G.U. n. 76 del 29/9/2020)
ALLEGATI

Determina Settore Polizia Urbana n. 41 del 21/8/2020
Bando
Modello di domanda
L’Avviso
ATTI Direttiva della Giunta per rettifica bando in merito al requisito del possesso della patente A.
ESITO  

 

11 Agosto 20 Documento Trasparenza

Regolamento per l’applicazione dell’Imposta Municipale Propria (IMU)

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 24 del 29 giugno 2020

INDICE
Articolo 1 – Oggetto
Articolo 2 – Determinazione dei valori venali per le aree fabbricabili
Articolo 3 – Abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari
Articolo 4- Riduzione d’imposta per immobili inagibili ed inabitabili
Articolo 5 – Versamenti effettuati da un contitolare
Articolo 6 – Differimento del termine di versamento
Articolo 7 – Esenzione immobile dato in comodato
Articolo 8 – Versamenti minimi
Articolo 9 – Interessi moratori
Articolo 10 – Rimborsi e compensazione
Articolo 11 – Accertamento esecutivo e rateazione
Articolo 12 – Entrata in vigore del regolamento

Articolo 1 – Oggetto

1. Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà regolamentare prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, disciplina l’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU).
2. Per quanto non disciplinato dal presente regolamento, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, i regolamenti comunali e le altre disposizioni normative che non siano incompatibili con la nuova disciplina IMU.

Articolo 2 – Determinazione dei valori venali per le aree fabbricabili

1. La base imponibile dell’area fabbricabile è determinata considerando il valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno d’imposizione, o a far data dall’adozione degli strumenti urbanistici generali o attuativi, così come risultante da atto pubblico o perizia giurata e comunque in misura non inferiore ai valori venali di riferimento deliberati dalla Giunta Comunale entro il 31 marzo di ogni anno o comunque entro il termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione, in applicazione della facoltà di cui all’articolo 1, comma 777 della legge 27 dicembre 2019, n.160. In caso di mancata deliberazione entro il suddetto termine, i valori venali si intendono confermati di anno in anno.
2. Qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello predeterminato dalla Giunta Comunale, non si farà luogo ad accertamento di maggiore imposta a condizione che per la medesima area non sia stato registrato, in atto pubblico o perizia, un valore superiore a quello deliberato.
3. Qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore superiore a quello predeterminato dalla Giunta Comunale non si darà luogo al rimborso, salve le ipotesi di errore debitamente documentato.
4. Al lotto di terreno che presenta una possibilità edificatoria condizionata per le ridotte dimensioni o per la particolare configurazione topografica o per la presenza di determinati vincoli, fisici o urbanistici, può essere riconosciuta una riduzione fino all’80 per cento del valore predeterminato dalla Giunta comunale, da graduarsi in ragione del vincolo. Nel caso in cui il lotto sia annesso ad altra area e sia oggetto di edificazione dalla data di inizio dei lavori di edificazione non verrà applicata la riduzione e la valutazione dell’area fabbricabile seguirà i normali criteri determinati dalla Giunta con le modalità di cui ai commi precedenti.
5. In caso di interventi di recupero a norma dell’articolo 3, comma 1, lettere c),
d) e f) del DPR 6 giugno 2001, n. 380, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato. Per la valutazione dell’area fabbricabile, con la delibera di cui al comma 1, la Giunta Comunale può individuare dei valori di riferimento, tenendo conto della destinazione e della zona.
6. Nel caso di omessa o infedele denuncia di area fabbricabile, il valore di accertamento è pari a quello deliberato ai sensi del comma 1 o, se maggiore, a quello risultante da atto pubblico o perizia.

Articolo 3 – Abitazione posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari

1. Si considera abitazione principale l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare. Allo stesso regime dell’abitazione soggiacciono le eventuali pertinenze, limitatamente ad una unità classificata in ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7, anche se accatastata unitamente all’abitazione.

Articolo 4 – Riduzione d’imposta per immobili inagibili ed inabitabili

1. La base imponibile è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono tali condizioni.
2. L’inagibilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente e simile), non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, bensì con interventi di restauro e risanamento conservativo e/o ristrutturazione edilizia, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettere c) e d) del dPR 6 giugno 2001, n. 380.
3. Se il fabbricato è costituito da più unità immobiliari, catastalmente autonome o anche con diversa destinazione, la riduzione è applicata alle sole unità immobiliari dichiarate inagibili o inabitabili.
4. Lo stato di inabitabilità o di inagibilità può essere accertato:
a) da parte dell’Ufficio tecnico comunale, con spese a carico del possessore, che allega idonea documentazione alla dichiarazione;
b) da parte del contribuente, mediante presentazione di una dichiarazione sostitutiva ai sensi D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato, con espresso riferimento ai requisiti di cui al comma 2.
5. In ogni caso, la riduzione prevista al comma 1 si applica dalla data in cui è stata accertata l’inabitabilità o l’inagibilità da parte dell’Ufficio tecnico comunale, ai sensi del comma 4, lettera a), ovvero dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva, ai sensi del comma 4, lettera b).
6. La cessata situazione di inagibilità o inabitabilità deve essere dichiarata al Comune.

Articolo 5 – Versamenti effettuati da un contitolare

1. I versamenti dell’imposta municipale propria si considerano regolarmente effettuati anche se corrisposti da un contitolare per conto degli altri, a condizione che ne sia data comunicazione all’ente impositore.

Articolo 6 – Differimento del termine di versamento

1. Nel caso di decesso del contribuente avvenuto nel primo semestre dell’anno, gli eredi possono effettuare il versamento in acconto, sia con riferimento all’imposta dovuta dal de cuius sia a quella dovuta dagli eredi, relativa agli immobili pervenuti in successione, entro il termine di versamento previsto per il saldo d’imposta. Nel caso di decesso avvenuto nel secondo semestre dell’anno gli eredi possono effettuare il versamento a saldo, sia con riferimento all’imposta dovuta dal de cuius sia a quella dovuta dagli eredi, relativa agli immobili pervenuti in successione, entro il termine previsto per l’acconto d’imposta relativo all’anno successivo.
2. Con deliberazione della Giunta comunale i termini ordinari di versamento dell’imposta possono essere differiti per i soggetti passivi interessati da gravi calamità naturali, gravi emergenze sanitarie e altri gravi eventi di natura straordinaria, anche limitatamente a determinate aree del territorio comunale.
3. Con riferimento agli immobili classificati nel gruppo catastale D, gravati da una quota dell’IMU di spettanza statale, il differimento dei termini di cui al presente articolo viene disposto con contestuale comunicazione al Ministro dell’Economia e delle finanze, che potrà eventualmente confermare o negare il beneficio con riferimento alla predetta quota di spettanza statale mediante proprio provvedimento.

Articolo 7 – Esenzione immobile dato in comodato

1. Sono esenti gli immobili dati in comodato gratuito registrato al Comune o altro ente territoriale, destinati esclusivamente all’esercizio dei rispettivi compiti istituzionali.
2. L’esenzione di cui al comma precedente è subordinata alla presentazione di una comunicazione redatta su modello predisposto dal Comune da presentarsi a pena di decadenza entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si verificano i presupposti per l’esenzione.
3. L’esenzione opera solo per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte dal comma 1.
4. Con riferimento alle esenzioni disposte ai sensi del presente articolo su immobili classificati nel gruppo catastale D, gravati da una quota dell’IMU di spettanza statale, si applicano le disposizioni di cui al comma 4 dell’articolo 7.

Articolo 8 – Versamenti minimi

1. L’imposta non è dovuta qualora essa sia uguale o inferiore a 12 euro. Tale importo si intende riferito all’imposta complessivamente dovuta per l’anno e non alle singole rate di acconto e di saldo.

Articolo 9 – Interessi moratori

1. Sulle somme dovute a titolo di imposta municipale propria a seguito di violazioni contestate si applicano gli interessi moratori pari al tasso legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.

Articolo 10 – Rimborsi e compensazione

Sulle somme da rimborsare è corrisposto l’interesse nella misura stabilita dall’articolo 9. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.
1. Il provvedimento di rimborso deve essere emanato entro centoottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
2. Non si dà luogo al rimborso di importi uguali o inferiori al versamento minimo di cui all’articolo 8.
3. Le somme da rimborsare possono, su richiesta del contribuente formulata nell’istanza di rimborso, essere compensate con gli importi dovuti dal contribuente al Comune stesso a titolo di imposta municipale propria. La compensazione è subordinata alla notifica del provvedimento di accoglimento del rimborso e con esso comunicata.
4. L’obbligazione tributaria di importo non superiore ad euro mille può essere estinta, purché non sia intervenuta decadenza del diritto al rimborso, mediante compensazione tra credito e debito IMU, fermo restando il divieto di compensazione tra quota statale e quota comunale dell’IMU. Il contribuente che intende avvalersi della compensazione presenta apposta comunicazione, su modulo predisposto dal Comune, almeno trenta giorni prima della scadenza del termine previsto per il versamento dell’imposta dovuta. Rimane impregiudicata la possibilità di accertamento a seguito della verifica delle comunicazioni presentate dal contribuente.
5. È ammesso l’accollo del debito d’imposta altrui senza liberazione del contribuente originario, previa comunicazione da presentare su modulo predisposto dal Comune. È fatto divieto di estinguere il debito accollato mediante compensazione con crediti dell’accollante.

Articolo 11 – Accertamento esecutivo e rateazione

1. L’attività di controllo è effettuata secondo le modalità disciplinate dalla legge
n. 296 del 2006 e dalla legge n. 160 del 2019.
2. Nell’attività di recupero non si dà luogo ad emissione dell’avviso di accertamento esecutivo quando l’importo dello stesso, per imposta, sanzione ed interessi, non supera euro 12,00.
3. Il Comune, o il soggetto affidatario che decorso il termine ultimo per il pagamento procederà alla riscossione, concede, su richiesta del contribuente che versi in una situazione di temporanea ed obiettiva difficoltà, la ripartizione del pagamento delle somme dovute secondo le condizioni e le modalità stabilite nel regolamento comunale per la riscossione coattiva.

Articolo 12 – Entrata in vigore del regolamento

1. A norma dell’art. 10 dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione ed è portato a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione.
2. Il presente regolamento ha efficacia dal 1° gennaio 2020.
3. Il presente regolamento si adegua automaticamente alle modificazioni della normativa nazionale e comunitaria. I richiami e le citazioni di norme contenuti nel presente regolamento si devono intendere fatti al testo vigente delle norme stesse.

10 Agosto 20 Documento Trasparenza

Regolamento generale delle entrate tributarie e non tributarie

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 31 del 21 luglio 2020

INDICE
TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1 – Oggetto e scopo del regolamento
Articolo 2 – Limiti alla potestà regolamentare
Articolo 3 – Rapporti ed assistenza al contribuente
Articolo 4 – Regime dei dati acquisiti, privacy e riservatezza
Articolo 5 – Pubblicità dei provvedimenti comunali
TITOLO II – ENTRATE COMUNALI – DEFINIZIONE E GESTIONE
Articolo 6 – Individuazione delle entrate comunali
Articolo 7 – Soggetti Responsabili delle Entrate
Articolo 8 – Determinazione di aliquote, tariffe, detrazioni e scadenze di versamento
Articolo 9 – Agevolazioni
Articolo 10 – Forme di gestione
Articolo 11 – Modalità di pagamento dei tributi
Articolo 12 – Attività di verifica e controllo
TITOLO III – ENTRATE TRIBUTARIE
Articolo 13 – Attività di accertamento delle entrate tributarie
Articolo 14 – Importo minimo per recupero tributario
Articolo 15 – Requisiti dell’atto di accertamento in rettifica o d’ufficio
Articolo 16 – Sanzioni tributarie ed interessi moratori
Articolo 17 – Notificazione degli atti, spese postali e oneri di riscossione a carico debitore
Articolo 18 – Dilazione del pagamento delle somme dovute a seguito di atti di accertamento
Articolo 19 – Rateizzazioni
Articolo 20 – Insinuazione al passivo delle procedure concorsuali e da sovra indebitamento
Articolo 21 – Riscossione coattiva delle entrate
Articolo 22 – Rimborsi
Articolo 23 – Compensazione: definizione, presupposti ed effetti
Articolo 24 – Compensazione su istanza del debitore
Articolo 25 – Compensazione su proposta d’ufficio
TITOLO IV – ISTITUTI DEFLATTIVI DEL CONTENZIOSO: INTERPELLO, AUTOTUTELA ED ACCERTAMENTO CON ADESIONE
CAPO I – INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE
Articolo 26 – Diritto di interpello del contribuente
Articolo 27 – Presentazione dell’istanza di interpello
Articolo 28 – Istanza di interpello
Articolo 29 – Adempimenti del Comune
Articolo 30 – Efficacia della risposta all’istanza di interpello
CAPO II – AUTOTUTELA
Articolo 30 – Autotutela – Principi
Articolo 31 – Autotutela su istanza di parte
Articolo 32 – Procedimento in autotutela d’ufficio
CAPO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE
Art. 33 – Disciplina dell’istituto dell’accertamento con adesione
Art. 34 – Ambito di applicazione dell’accertamento con adesione
Art. 35 – Attivazione del procedimento per la definizione in accertamento con adesione
Art. 36 – Accertamento con adesione ad iniziativa dell’ufficio
Art. 37 – Accertamento con adesione ad iniziativa del contribuente
Art. 38 – Esame dell’istanza ed invito a comparire per definire l’accertamento
Art. 39 – Atto di accertamento con adesione
Art. 40 – Perfezionamento della definizione
Art. 41 – Effetti della definizione
Art. 42 – Riduzione della sanzione
CAPO IV – RECLAMO/MEDIAZIONE
Art. 43 – Reclamo/Mediazione – ambito di applicazione
Art. 44 – Effetti della presentazione dell’istanza di mediazione
Art. 45 – Trattazione dell’istanza
Art. 46 – Accordo di mediazione
Art. 47 – Perfezionamento dell’accordo di mediazione
Art. 48 – Sanzioni
Art. 49 – Mancato perfezionamento della mediazione o accoglimento parziale
Art. 50 – Provvedimento di diniego
Art. 51 – Irregolarità nel perfezionamento della definizione
TITOLO V – RAVVEDIMENTO OPEROSO
Art. 52 – Ambito applicativo dell’istituto del ravvedimento operoso
TITOLO VI – ENTRATE NON TRIBUTARIE
Art. 53 – Agevolazioni
Art. 54 – Contestazione in caso di mancato pagamento
Art. 55 – Rateazioni
Art. 56 – Rimborsi delle Entrate Patrimoniali ed Extratributarie
Art. 57 – Compensazione su iniziativa dell’Amministrazione
Art. 58 – Crediti inesigibili o di difficile riscossione
Art. 59 – Attività precoattiva e recupero stragiudiziale
TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI ED ENTRATA IN VIGORE
Art .60 – Disposizioni finali

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1
Oggetto e scopo del regolamento

1. Il presente Regolamento, adottato in attuazione della disposizione dell’art. 52 del D. Lgs. 15 dicembre 1997, n° 446, disciplina in via generale le entrate comunali di natura tributaria e non tributaria, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti, con obiettivi di equità, economicità e trasparenza nell’attività amministrativa.
2. Il regolamento disciplina la riscossione delle entrate, le attività relative alla gestione, all’accertamento, alla liquidazione, al rimborso, al contenzioso e strumenti deflattivi, ai diritti del contribuente ed ogni altra attività di definizione o pagamento delle entrate tributarie e non tributarie del Comune di Sala Consilina.
3. Le norme del presente provvedimento si applicano in quanto non in contrasto con diverse disposizioni contenute nei regolamenti di disciplina specifica del singolo tributo.

Articolo 2
Limiti alla potestà regolamentare

1. Il presente regolamento non può regolare aspetti relativi alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi, le aliquote e tariffe massime delle singole entrate, nonché tutte le materie che la legge sottrae espressamente alla disciplina regolamentare comunale.

Articolo 3
Rapporti ed assistenza al contribuente

1. I rapporti con i contribuenti devono essere informati a criteri di collaborazione, semplificazione, trasparenza, pubblicità.
2. Il Comune garantisce in forma gratuita il servizio di informazione ed assistenza al contribuente per gli adempimenti connessi alla determinazione dei tributi in autoliquidazione, di dichiarazione o comunicazione previste dalle disposizioni vigenti, avvalendosi delle modalità organizzative e di comunicazione più efficace.
3. La comunicazione in modalità telematica deve rispettare le norme di certezza della fonte di provenienza della istanza o richiesta e di individuazione del soggetto interessato.

Articolo 4
Regime dei dati acquisiti, privacy e riservatezza

1. La raccolta, il trattamento e la diffusione dei dati acquisiti sono effettuati ai sensi dell’art.6,lett.e),art.9 ed art.23 del Regolamento UE 2016/679(GDPR)per esclusive finalità di interesse pubblico, nel pieno rispetto della normativa vigente e dei singoli regolamenti che disciplinano le entrate dell’Ente, nonchè nel rispetto dei limiti previsti dalla suddetta normativa.
2. Salvo che non sia altrimenti disposto il titolare del Trattamento dei dati personale è il COMUNE DI SALA CONSILINA, legale rappresentante il Sindaco pro-tempore, con sede in Via Mezzacapo n.°44, Sala Consilina.
3. In caso di affidamento a terzi di attività che implichino il trattamento di dati personali, gli affidatari sono esonerati dall’obbligo di comunicare all’amministrazione comunale i nominativi dei soggetti titolari e responsabili del trattamento. I dati raccolti da terzi affidatari o concessionari nell’ambito dell’attività affidata restano di proprietà esclusiva del Comune e sono trattati in conformità alle disposizioni richiamate dal presente articolo. Alla cessazione dell’affidamento saranno trasmessi, nella forma richiesta dal Comune agli uffici comunali dallo stesso indicati, entro sessanta giorni dalla cessazione dell’affidamento. Il terzo che ha cessato l’affidamento si impegna a distruggere i dati di cui è in possesso alla scadenza di un anno dalla cessazione del rapporto contrattuale con il Comune.

Articolo 5
Pubblicità dei provvedimenti comunali

1. Il Comune assicura adeguate forme di pubblicità volte a consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia tributaria mediante:
a) apertura di sportelli di ricevimento del pubblico;
b) affissioni di manifesti negli spazi destinati alla pubblicità istituzionale;
c) comunicati stampa sui quotidiani e sulle emittenti radiotelevisive di interesse locale;
d) spazi informativi sul sito del Comune.

TITOLO II – ENTRATE COMUNALI – DEFINIZIONE E GESTIONE

Articolo 6
Individuazione delle entrate comunali

1. Costituiscono entrate tributarie quelle derivanti dall’applicazione delle vigenti leggi dello Stato, le quali, in attuazione della riserva dell’art. 23 della Costituzione, individuano i tributi di pertinenza del Comune, le fattispecie imponibili, i soggetti passivi, le aliquote massime, con esclusione dei trasferimenti di quote di tributi erariali, regionali e provinciali.
2. Costituiscono entrate non tributarie le entrate da canoni e proventi derivanti dall’uso o dal godimento particolare di beni comunali, le tariffe ed i corrispettivi per la fornitura di beni e servizi, inerenti rapporti obbligatori di natura privatistica sorti sia a seguito di trasformazione di precedenti imposte, tributi e tasse, sia a seguito di nuove disposizioni legislative emanate appositamente, nonché ogni altra risorsa finanziaria di cui sia titolare il Comune.

Articolo 7
Soggetti Responsabili delle Entrate

1. Il responsabile delle singole risorse di entrata è il Dirigente, il Responsabile del Servizio o altro soggetto avente i requisiti richiesti dalla normativa vigente per ciascuna entrata.
2. Il Funzionario Responsabile del tributo cura tutte le operazioni utili all’acquisizione delle entrate, comprese le attività istruttorie di controllo e verifica, finalizzate all’emissione dei provvedimenti di accertamento, di irrogazione sanzioni, nonché le attività di riscossione volontaria e coattiva del credito.

Articolo 8
Determinazione di aliquote, tariffe, detrazioni e scadenze di versamento

1. Le tariffe e le aliquote relative ai tributi e alle altre entrate comunali individuate nell’art.6 del presente regolamento, sono deliberate entro la data fissata dalle norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, si applicano le tariffe e le aliquote vigenti per l’anno precedente.
2. Le deliberazioni tariffarie delle entrate tributarie dei comuni sono inviate al Ministero dell’Economia e delle Finanze esclusivamente per via telematica, nel rispetto delle normative e disposizioni vigenti in materia.
3. Con deliberazione della Giunta Comunale i termini ordinari del versamento delle entrate tributarie, anche derivanti dall’emissione di atti impositivi e dilazioni di versamento concesse sugli stessi, possono essere sospesi o differiti nel caso di eventi eccezionali non prevedibili e incidenti in maniera rilevante sul normale andamento economico dell’attività o vita famigliare dei contribuenti.

Articolo 9
Agevolazioni

1. I criteri per le riduzioni ed esenzioni per le entrate comunali sono individuati dal Consiglio Comunale, con apposita deliberazione o nell’ambito degli specifici regolamenti di applicazione.
2. Le agevolazioni che non necessitino di essere disciplinate con norme regolamentari, stabilite dalle leggi successivamente all’adozione di dette deliberazioni, si intendono comunque applicabili, pur in assenza di una conforme previsione, salvo che l’Ente modifichi il Regolamento inserendo espressa esclusione della previsione di legge, nell’ipotesi in cui questa non abbia carattere cogente.

Articolo 10
Forme di gestione

1. Il Consiglio Comunale determina la forma di gestione delle entrate, singolarmente per ciascuna di esse o cumulativamente per due o più entrate per le attività, anche disgiunte, di accertamento e riscossione, secondo quanto previsto dall’art. 52, comma 5, del D. Lgs. 446/1997.
2. La forma di gestione prescelta per le entrate deve rispondere a criteri di maggiore economicità, funzionalità, efficienza, efficacia e fruizione per i cittadini in condizioni di eguaglianza.
3. In caso di affidamento a terzi, le fasi di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre entrate comunali possono essere affidate anche disgiuntamente.
4. In caso di gestione affidata all’esterno, ai soggetti affidatari competono le medesime attribuzioni e obbligazioni che sono previste dalle norme di legge e di regolamenti comunali per i funzionari e i dirigenti del Comune preposti alla gestione delle entrate.
5. L’affidamento della gestione a terzi non deve comportare maggiori oneri a carico dei cittadini.
6. Qualora la riscossione delle entrate sia affidata a terzi, compete al dirigente responsabile della specifica entrata vigilare sull’osservanza del contratto di affidamento secondo quanto meglio definito nel contratto stesso.
7. L’eventuale insorgenza di controversie in via amministrativa o giurisdizionale inerenti l’attività di accertamento, liquidazione e riscossione posta in essere da soggetti gestori terzi comporta l’assunzione a carico dagli stessi di tutti gli oneri, economici e non, relativi alla difesa degli interessi del Comune; in ogni caso, il soggetto gestore presta la massima collaborazione agli uffici dell’amministrazione preposti alla difesa.

Articolo 11
Modalità di pagamento

1. Le modalità di pagamento dei tributi e delle altre entrate comunali, sia in caso di versamento spontaneo sia in caso di versamento a seguito di accertamento e riscossione coattiva, sono definite dalla legge ovvero nei singoli regolamenti disciplinanti le diverse risorse di entrata, in base all’art 52 del D. Lgs. 446/1997 e s.m.i. e all’art. 2-bis del D.L. 193/2016 e s.m.i., fatta salva la disciplina particolare prevista dalla legge per il singolo tributo, nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e in funzione della velocizzazione delle fasi di acquisizione delle risorse e rendicontazione delle stesse. In particolare la riscossione avviene attraverso il Sistema “pagoPA” che rappresenta il sistema nazionale dei pagamenti elettronici in favore delle Pubbliche Amministrazioni e degli altri soggetti tenuti per legge all’adesione, in attuazione dell’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale e dal D. L. 179/2012 e s.m.i.
2. Sono previsti i seguenti metodi di pagamento: a. “Delega unica F24” (c.d. modello F24) fino alla sua integrazione con il Sistema “pagoPA”; b. Sepa Direct Debit (SDD) fino alla sua integrazione con il Sistema “pagoPA”; c. POS integrati sistema “pagoPA” presso gli sportelli degli Uffici Comunali che ne sono dotati; 8 d. per cassa, presso la tesoreria comunale o l’agente contabile ove presente nello sportello comunale. 3. In ogni caso l’obbligazione si intende assolta il giorno in cui l’ufficio competente rilascia quietanza di avvenuto versamento al soggetto debitore. Per gli incassi effettuati da soggetti incaricati del Comune, l’obbligazione si intende assolta fin dal momento del rilascio da parte dei soggetti stessi della relativa ricevuta. In ogni caso salvo buon fine del relativo incasso.

Articolo 12
Attività di verifica e controllo

1. Ai fini dello svolgimento delle attività di verifica e di controllo, il Servizio Entrate/Tributi e i soggetti incaricati della gestione/riscossione delle entrate si avvalgono di tutti i poteri previsti dalle norme di legge e regolamentari vigenti, purché autorizzati.
2. Nell’intento di perseguire obiettivi di efficienza e di potenziare le attività di accertamento dei tributi propri, i controlli vengono effettuati sulla base degli obiettivi e criteri individuati dalla Giunta Comunale in occasione dell’approvazione del Piano Esecutivo di Gestione.
3. Al fine di potenziare l’azione di contrasto all’elusione ed evasione relative alle entrate comunali, ai sensi dell’art. 1 comma 1091 della L. 145/2018 es.m.i. è istituito il Fondo di incentivazione e potenziamento degli uffici entrate tributarie e non; tale fondo è costituito da un importo percentuale delle maggiori somme a titolo di recupero dell’evasione IMU e TARI a titolo definitivo e destinato all’incentivazione del personale degli uffici tributari, nonché di personale dipendente del Comune di Sala Consilina specificamente individuato ed incaricato delle attività di partecipazione alle attività di verifica e controllo. La disciplina relativa all’ambito di applicazione del Fondo di cui al comma precedente, l’individuazione del personale incaricato, le modalità di costituzione, i criteri di ripartizione e la liquidazione dei compensi incentivanti è demandata alla competenza della Giunta Comunale.

TITOLO III – ENTRATE TRIBUTARIE

Articolo 13
Attività di accertamento delle entrate tributarie

1. L’attività di accertamento delle entrate tributarie deve essere informata a criteri di equità, trasparenza, funzionalità, economicità delle procedure.
2. Il Servizio Entrate/Tributi o il concessionario del servizio di accertamento/riscossione, procede notificando apposito avviso motivato:
a) alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali/tardivi versamenti
b) all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o omessi versamenti.
3. L’avviso in rettifica o d’ufficio deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.
4. Entro gli stessi termini devono essere contestate e irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma delle relative disposizioni legislative in materia.

Articolo 14
Importo minimo per recupero tributario

1. Non si fa luogo all’accertamento e riscossione di crediti tributari, comprensivi o costituiti solo da sanzioni amministrative o interessi, qualora l’ammontare dovuto, con riferimento ad ogni periodo di imposta, non superi l’ammontare fissato in Euro 12,00 (Dodici/00);
2. In caso di riscossione coattiva diretta o di affidamento della stessa ai soggetti di cui all’art. 52, comma 5, lettera b) delD.Lgs. n. 446/1997, non si procede all’attivazione di misure cautelari od esecutive se l’importo del titolo esecutivo (comprensivo di sanzioni ed interessi) è inferiore ad Euro 10,00 (dieci/00) così come stabilito dal comma 794, art.1 della L.160/2019 e s.m.i.

Articolo 15
Requisiti dell’atto di accertamento in rettifica o d’ufficio

1. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati. L’obbligo si ritiene assolto qualora dall’esame del provvedimento il destinatario sia messo nelle condizioni di poter esercitare, validamente, i propri diritti difensivi nelle sedi competenti.
2. Gli atti devono, altresì, contenere l’indicazione:
a) dell’ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto notificato;
b) del responsabile del procedimento;
c) dell’organo od autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame dell’atto;
d) delle modalità, del termine e dell’organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere;
e) del termine entro cui effettuare il relativo pagamento;
f) dell’importo degli oneri di riscossione connessi all’emissione dell’atto impositivo;
g) della indicazione dei maggiori oneri connessi all’attivazione delle procedure di riscossione coattiva.
3. Nel caso in cui l’avviso di accertamento provveda alla contestuale irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, lo stesso dovrà dare indicazione dei fatti attribuiti al trasgressore, degli elementi probatori, delle norme applicate, dei criteri utilizzati per la determinazione delle sanzioni comminate e della loro entità nei limiti minimi e massimi previsti dalla legge.
4. L’avviso di accertamento deve contenere l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, oppure, in caso di tempestiva proposizione del ricorso, l’indicazione dell’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 19 del D.Lgs 472/1997 relativo alla riscossione frazionata delle sanzioni in pendenza di giudizio.
5. L’avviso deve inoltre espressamente dare indicazione che, in caso di inutile decorso del termine per il versamento degli importi richiesti, lo stesso acquisisce l’efficacia di titolo esecutivo idoneo ad attivare le procedure esecutive e cautelari di cui al Titolo II del D.P.R. n. 602/1973, senza la necessità di procedere a successiva emissione di altro atto.
6. L’avviso deve altresì recare indicazione del soggetto che, decorsi sessanta giorni dal termine ultimo per il pagamento, procederà alla riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata, delle somme richieste e non versate secondo le disposizioni di cui al successivo articolo 19.

Articolo 16
Sanzioni tributarie ed interessi moratori

1. Le sanzioni relative alle entrate tributarie sono determinate, graduate ed irrogate ai sensi delle singole disposizioni di legge vigenti nonché dei decreti legislativi nn. 471, 472, 473 del 18 dicembre 1997 e s.m.i; nell’atto impositivo sono indicate le eventuali riduzioni della sanzione in caso di acquiescenza alle risultanze dell’atto, correlato al versamento degli importi complessivamente entro il termine indicato ed intimato nell’atto.
2. L’avviso di contestazione della sanzione deve contenere tutti gli elementi utili per la individuazione della violazione e dei criteri seguiti per la quantificazione della sanzione stessa.
3. Gli interessi moratori sulle somme dovute a titolo di tributo sono determinati nella misura annua del tasso legale ; l’avviso di accertamento provvede altresì a liquidare l’importo degli interessi nonché intimare il versamento entro il termine per la presentazione del ricorso avverso il medesimo atto.
4. In caso di omesso pagamento dell’importo indicato nell’avviso di accertamento o dell’ingiunzione e sino ad avvenuto pagamento dello stesso maturano gli interessi moratori sulle somme dovute a titolo di tributo determinati nella misura annua del tasso legale .
5. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dalla data in cui sono divenuti esigibili o da diversa data prevista dalla legge.

Articolo 17
Notificazione degli atti, spese postali e oneri di riscossione a carico debitore

1. Gli atti di accertamento devono essere notificati in forma diretta dal Servizio Entrate/Tributi o a mezzo del messo notificatore, secondo quanto previsto dalle norme del Codice di procedura civile, ovvero a mezzo del servizio postale mediante raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo PEC secondo le modalità previste per legge; analogamente devono essere notificati con una delle modalità sopra indicate gli atti in cui siano rideterminati gli importi dovuti in base agli avvisi di accertamento e ai connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni quali, ad esempio, quelli connessi a procedure di autotutela decisoria, a procedure di accertamento con adesione disciplinato dal presente regolamento ovvero di mediazione tributaria di cui all’art. 17 bis del D.Lgs 546/192 e s.m.i..
2. Le attività di accertamento e di recupero delle somme dovute, nel caso di affidamento mediante convenzione o concessione a terzi del servizio, devono essere svolte secondo le modalità contenute nei regolamenti ed indicate nel disciplinare che regola i rapporti tra Comune e tale soggetto.
3. Nel rispetto delle diposizioni di cui al D.Lgs. 196/2003 (Legge sulla privacy) e al GDPR (General Data Protection Regulation) le modalità di notificazione devono essere tali da garantire che il contenuto degli atti non sia conosciuto da soggetti diversi dal destinatario.
4. Al destinatario della notificazione deve essere garantito il diritto alla difesa, ponendolo in condizione di conoscere, con l’ordinaria diligenza, il contenuto dell’atto.
5. Per la notifica degli atti di accertamento e delle ingiunzioni fiscali emanate ai sensi del Regio Decreto 14 aprile 1910, n° 639 e s.m.i. il Dirigente con provvedimento formale, può nominare uno o più messi notificatori. I messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti dell’amministrazione comunale o tra i dipendenti dei soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, l’accertamento e la riscossione dei tributi che per qualifica professionale, esperienza, capacità ed affidabilità, forniscono idonea garanzia del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previo superamento di esame di idoneità.
6. Gli atti di accertamento e/o irrogazione delle sanzioni liquidano ed intimano il versamento degli importi dovuti a titolo di spese di notifica dell’atto stesso e di oneri di riscossione, determinati dalle vigenti disposizioni di legge, posti a carico del debitore.

Articolo 18
Dilazione del pagamento delle somme dovute a seguito di atti di accertamento

1. Il Funzionario Responsabile del tributo può rilasciare dilazioni di pagamento di somme certe, liquide ed esigibili di natura tributaria risultanti da avvisi di accertamento esecutivo, emesso ai sensi dell’art. 1, comma 792 della L. n. 160/2019 e s.m.i. ovvero di ingiunzione di pagamento ai sensi del R.D. 689/1910, in caso di temporanea difficoltà del debitore.
2. Si definisce stato temporaneo di difficoltà la situazione del debitore che impedisce il versamento dell’intero importo dovuto sulla base degli atti di cui sopra indicati, ma è in grado di far fronte all’onere finanziario risultante dalla ripartizione del debito in un numero di rate congrue e sostenibile rispetto alla sua condizione reddito-patrimoniale.

IMPORTO DEBITO PERSONE FISICHE/DITTE INDIVIDUALI PERSONE GIURIDICHE
fino ad € 60.000,00 semplice dichiarazione stato di temporanea difficoltà semplice dichiarazione stato di temporanea difficoltà
da € 60.001,00 valutazione della dichiarazione ISEE valutazione economico patrimoniale e situazione finanziaria dell’impresa

3. Su richiesta del contribuente, in relazione all’entità della somma da versare, del periodo di dilazione richiesto e delle condizioni economiche del debitore, e previo accertamento di inesistenza di morosità relative a precedenti rateazioni o dilazioni, può essere concessa, dal Funzionario Responsabile del tributo, la ripartizione del pagamento delle somme dovute, secondo un piano rateale predisposto dall’Ufficio secondo il successivo schema:

SOMMA DA VERSARE RATE MENSILI MINIME
fino € 100,00 nessuna dilazione
da 101,00 a 500,00 € 4 rate
da 501,00 a 3.000,00 € 12 rate
da 3.001,00 a 6.000,00 € 24 rate
da 6.001,00 a 20.000,00 € 36 rate
oltre 20.000,00 € 72 rate

4. In caso di avvisi di accertamento che prevedano la riduzione dell’importo per le sanzioni in caso di adesione, la relativa riduzione si applica se la richiesta di dilazione, congiuntamente alla dichiarazione di acquiescenza alle risultanze dell’accertamento, viene presentata entro il termine di scadenza del versamento risultante dall’atto notificato.
5. In caso di mancato pagamento, dopo espresso sollecito, di due rate anche non consecutive nell’arco di sei mesi nel corso del periodo di rateazione, il debitore decade automaticamente dal beneficio e il debito non può più essere rateizzato; l’intero importo ancora dovuto è immediatamente riscuotibile in unica soluzione.
6. In caso di comprovato peggioramento della situazione economica la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a un massimo di 72 rate.
7. Ricevuta la richiesta di rateazione, il Comune o il soggetto concessionario può iscrivere l’ipoteca o il fermo amministrativo solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza dai benefici della rateazione. Sono fatte comunque salve le procedure cautelari ed esecutive già avviate alla data di concessione della rateazione; con il pagamento della prima rata è possibile richiedere la sospensione dell’eventuale fermo amministrativo eventualmente apposto sul bene mobile registrato.
8. Le rate nelle quali il pagamento è stato dilazionato hanno cadenza mensile.
9. Il piano di rateazione degli importi è determinato applicando gli interessi di maggior rateazione con misura al tasso legale con decorrenza dalla data di scadenza del termine per il pagamento. Il piano di rateazione sottoscritto dalle parti perfeziona la sua efficacia solamente a seguito dell’avvenuto versamento della prima rata della stessa. Il contribuente dovrà esibire al Servizio Entrate/Tributi nei 10 giorni successivi al pagamento della singola rata la ricevuta di versamento.
10. In caso di richieste di dilazione di importi affidati in carico all’Agenzia delle Entrate Riscossione la richiesta di dilazione dovrà essere presentata, ai sensi dell’art. 19 del DPR 602/1973 e art. 26 D.Lgs 46/1999, alla predetta Agenzia competente al rilascio dell’eventuale piano di dilazione secondo le disposizioni che ne regolano l’attività.

Articolo 19
Rateizzazioni ruoli ordinari

1. Si applicano le disposizioni sulla rateizzazione che gli specifici regolamenti o la normativa prevedono per le singole entrate tributarie.
2. Su richiesta del contribuente, nelle ipotesi di obiettiva difficoltà economica, può essere concessa la ripartizione del pagamento delle somme dovute, secondo un piano rateale predisposto dal responsabile del tributo e l’istanza di rateizzazione può essere accettata solo a seguito di esame complessivo della situazione del debitore alla data di presentazione della domanda.
3. La dilazione viene concessa tenendo conto dei seguenti criteri e modalità:
a. ripartizione della somma in un numero di rate dipendenti dall’entità della somma da versare e dalle condizioni economiche del debitore, seguendo i criteri della’art. 18 del presente regolamento;
b. scadenza di ciascuna rata entro l’ultimo giorno del mese;
c. applicazione degli interessi come disciplinati dal presente regolamento;
d. decadenza automatica del beneficio in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive e riscossione del debito residuo in un’unica soluzione con preclusione di altre dilazioni, in caso di avvenuta decadenza. In casi di dubbia esigibilità o di ammontare elevato è facoltà del Comune richiedere prestazione di idonea garanzia, mediante fidejussione bancaria o polizza fidejussoria.

Articolo 20
Insinuazione al passivo delle procedure concorsuali e da sovra indebitamento

1. L’insinuazione ordinaria e tardiva nel passivo è disposta per importi dovuti e non pagati a titolo di entrata tributaria dal soggetto giuridico interessato da procedure concorsuali.
2. Potrà essere previamente contattato il curatore al fine di effettuare un’analisi sulla massa passiva disponibile e, in assenza di massa passiva, sarà facoltà dell’ente procedere o meno all’insinuazione al passivo.
3. L’insinuazione al passivo della composizione della crisi da sovraindebitamento è disposta per importi dovuti e non pagati a titolo di entrata tributaria dal soggetto giuridico interessato.

Articolo 21
Riscossione coattiva delle entrate

1. La riscossione coattiva per gli atti di accertamento e per gli atti finalizzati alla riscossione delle entrate è effettuata secondo le disposizioni di cui all’art. 1, commi 792-804 della L. n. 160/2019 e s.m.i.e delle misure disciplinate dal titolo II del DPR 602/1973, con l’esclusione di quanto previsto all’articolo 48-bis del medesimo decreto.
2. La riscossione coattiva delle entrate tributarie può essere effettuata:
a) in forma diretta dal Comune;
b) mediante soggetti concessionari delle relative potestà di cui all’art. 52, comma 5 lett. b) del D.Lgs n. 446/1997 e s.m.i.;
c) mediante l’agente nazionale della riscossione affidatario del relativo servizio, ai sensi delle disposizioni di cui al D.L. n. 193/2016 e s.m.i.
d) mediante soggetti ai quali, alla data del 31/12/2013, risulta affidato il servizio di gestione dei rifiuti o di accertamento e riscossione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi di cui all’articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e fino alla scadenza del relativo contratto;
3. La riscossione coattiva può essere effettuata a seguito dell’intervenuta esecutività di :
a) avviso di accertamento con efficacia di titolo esecutivo ai sensi dell’art. 1 c. 792 della L. 160/2019 e s.m.i.;
b) ingiunzione di pagamento sulla base di quanto previsto dal R.D. 14.4.1910, n° 639;
c) cartella di pagamento sulla base delle disposizioni di cui al D.P.R. 29/09/1973, n° 602;
4. Il titolo esecutivo di cui alle lett. b) e c) del comma precedente deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.
5. In relazione agli atti di cui al comma 3 lett. a) ed in relazione all’avvenuta presentazione di ricorso il dirigente/ funzionario responsabile del tributo valuta la possibilità di immediata attivazione delle procedure di riscossione in pendenza di giudizio, allorquando sussista fondato pericolo per la riscossione, avendo riferimento alla natura del creditore, entità del credito.

Articolo 22
Rimborsi

1. Per le entrate tributarie i contribuenti possono richiedere, con apposita istanza, il rimborso delle somme versate e non dovute entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione.
2. Il rimborso è disposto entro 180 giorni dalla data di ricezione della relativa richiesta. In caso di mancata comunicazione entro detto termine al contribuente dell’esito dell’istanza, sull’istanza stessa si forma il silenzio-rigetto, contro il quale sono esperibili i rimedi di legge.
3. Nello stesso termine l’Ufficio può richiedere, tramite invio di raccomandata A/R o di PEC al contribuente ulteriori chiarimenti necessari per completare il procedimento di rimborso. In tale caso il termine di cui al comma precedente è interrotto e decorre nuovamente dalla data della richiesta.
4. Qualora il contribuente non fornisca i chiarimenti richiesti entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata o dalla PEC di cui al comma precedente, in caso di esito positivo dell’istanza di rimborso gli interessi sono calcolati fino al giorno del ricevimento della richiesta di chiarimenti rimasta inevasa.
5. Sulle somme che vengono riconosciute a titolo di rimborso sono dovuti gli interessi nella medesima misura determinata all’art. 16, comma 3 del presente Regolamento e sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dalla data dell’eseguito versamento.
6. Alle procedure di rimborso di cui al presente articolo si applica comunque la disciplina prevista dal D.M. Interministeriale Finanze e Interno in data 24 Febbraio 2016 e relative norme sostitutive e integrative, anche in relazione ai casi di versamenti effettuati ad Ente incompetente.
7. I rimborsi non vengono disposti qualora le somme da riconoscere siano inferiori o uguali ad Euro 12,00 (dodici/00). Analogamente non si procede all’emissione di provvedimento di discarico/sgravio di cartelle di pagamento relative a crediti tributari per importi pari o inferiori ad euro 12,00 (dodici/00).
8. Nel caso in cui il rimborso abbia più beneficiari(eredi) all’istanza di rimborso deve essere allegata attestazione7autorizzazione da parte degli altri beneficiari ad effettuare il rimborso a favore del richiedente.

Articolo 23
Compensazione: definizione, presupposti ed effetti

1. Ai fini del presente Regolamento sussiste il diritto a richiedere compensazione quando il contribuente è titolare di un credito tributario non prescritto nei confronti del Comune e debitore assoggettato ad obbligazione tributaria nei confronti dello stesso Comune.
2. Il contribuente può opporre in compensazione il proprio credito tributario nei confronti del Comune solo se riconosciuto certo, liquido ed esigibile dal Servizio Entrate/Tributi.
3. La compensazione è definita verticale quando riguarda diverse annualità o periodi di imposta del medesimo tributo comunale; il contribuente, entro le scadenze di versamento del tributo, può detrarre dalla quota dovuta eventuali eccedenze di versamento del tributo medesimo relative all’anno in corso od a quelli precedenti, senza interessi e purché non sia intervenuta decadenza dal diritto al rimborso.
4. La compensazione comporta l’estinzione dell’obbligazione tributaria nei limiti dell’ammontare del credito tributario riconosciuto dall’Ente.

Articolo 24
Compensazione su istanza del debitore

1. Il contribuente che intende avvalersi della facoltà di cui al precedente articolo deve presentare, almeno 30 giorni prima della scadenza di pagamento per la quale intende valersi della compensazione, una istanza contenente i seguenti elementi:
a) generalità e codice fiscale del contribuente;
b) il debito tributario di cui si chiede l’estinzione;
c) l’esposizione delle eccedenze di versamento che si intende portare in compensazione distinte per l’anno di imposta e per tributo;
d) l’attestazione di non aver chiesto il rimborso delle quote versate in eccedenza e portate in compensazione.
2. La richiesta di compensazione può essere presentata anche con riferimento ad un’istanza di rimborso precedentemente formulata all’Ente. In tal caso dovrà essere allegata copia dell’istanza di rimborso o dovranno essere indicati tutti i dati necessari alla sua individuazione.
3. Il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario responsabile del tributo, verificata la fondatezza del credito vantato dal contribuente, comunica al medesimo l’esito del procedimento con l’esatta indicazione dell’importo da compensare e il termine entro il quale procedere al versamento dell’eventuale differenza dovuta.
4, Nel caso in cui il credito abbia più beneficiari(eredi) all’istanza di compensazione deve essere allegata attestazione/autorizzazione da parte degli altri beneficiari ad effettuare la compensazione a favore del richiedente.

Articolo 25
Compensazione su proposta d’ufficio

1. Nel caso in cui un contribuente risulti creditore nei confronti del Comune relativamente al pagamento di somme di denaro certe, liquide ed esigibili relative a fatture per prestazioni ovvero contributi e/o provvidenze economiche di qualunque specie e natura e il medesimo, alla data in cui dovrebbe essere eseguito il pagamento, risulti debitore del Comune per somme di denaro certe, liquide ed esigibili relative a tributi oggetto di avvisi di accertamento od ingiunzioni scaduti, il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario responsabile del tributo può proporre al debitore la compensazione per le corrispondenti somme a credito/debito, che si estinguono dalla data in cui entrambe sono divenute certe, liquide ed esigibili.
2. Nel caso in cui il credito del contribuente sia superiore al debito nei confronti del Comune, il Comune procede al versamento per la differenza.
3. La compensazione credito/debitoria di cui al comma 2 del presente articolo è esclusa in caso di:
a) importi a debito risultante da cartelle di pagamento in carico all’agente nazionale della riscossione regolate dall’art. 48 bis del DPR 602/1973 e s.m.i.;
b) pignoramento del credito che il contribuente vanta nei confronti del Comune;
c) altre cause di indisponibilità previste da legge o provvedimenti giudiziali;
d) liquidazione contributi sociali.

TITOLO IV – ISTITUTI DEFLATTIVI DEL CONTENZIOSO: INTERPELLO, AUTOTUTELA ED ACCERTAMENTO CON ADESIONE

CAPO I – INTERPELLO DEL CONTRIBUENTE

Articolo 26
Diritto di interpello del contribuente

1. Il diritto di interpello del contribuente in materia di tributi comunali è disciplinato dal presente regolamento in attuazione e sulla base dei principi degli artt.1 e 11 della legge n. 212/20000 e s.m.i. e del D. Lgs. n. 156/2015 e s.m.i..
2. Il diritto di interpello ha la funzione di far conoscere preventivamente al contribuente quale sia la portata di una disposizione tributaria o l’ambito di applicazione della disciplina ad una specifica fattispecie e quale sarà il comportamento del Comune in sede di controllo.

Articolo 27
Presentazione dell’istanza di interpello

1. Ciascun contribuente, qualora ricorrano condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione di una disposizione normativa riguardante tributi comunali e sulla corretta qualificazione di una fattispecie impositiva alla luce delle disposizioni tributarie applicabili alle medesime, può inoltrare al Comune istanza di interpello; l’istanza di interpello deve riguardare l’applicazione della disposizione tributaria a casi concreti e personali. L’interpello non può essere proposto con riferimento ad accertamenti tecnici.
2. Non ricorrono condizioni di obiettiva incertezza quando il Comune ha compiutamente fornito la soluzione per fattispecie corrispondenti a quella rappresentata dal contribuente per le quali il Comune ha già reso note istruzioni, chiarimenti ed interpretazioni di carattere generale mediante atti pubblicati ai sensi dell’articolo 27.
3. L’istanza di interpello può essere presentata dal contribuente, anche non residente, obbligato a porre in essere adempimenti tributari dichiarativi o di versamento relativi a tributi di competenza del Comune di Sala Consilina; l’istanza può essere presentata anche dai soggetti che in base a specifiche disposizioni di legge sono obbligati a porre in essere gli adempimenti tributari per conto del predetto contribuente.
4. Le Associazioni sindacali e di categoria, i Centri di Assistenza Fiscale e gli studi professionali possono presentare apposita istanza relativa al medesimo caso che riguarda una pluralità di associati, iscritti o rappresentati. In tal caso la risposta fornita dal Comune non produce gli effetti di cui all’articolo 28.
5. L’istanza di cui al comma 1 deve essere presentata:
a) prima della scadenza dei termini previsti dalla legge o dai regolamenti comunali per la presentazione della dichiarazione o per l’assolvimento di altri obblighi tributari aventi ad oggetto o comunque connessi alla fattispecie cui si riferisce l’istanza medesima senza che, a tali fini, assumano valenza i termini concessi all’amministrazione per rendere la propria risposta;
b) prima di porre in essere il comportamento o di dare attuazione alla norma oggetto di interpello.
6. L’istanza di interpello, redatta in carta libera ed esente da bollo, è presentata al Comune mediante consegna a mano, o mediante spedizione a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento o per via telematica attraverso PEC.
7. La presentazione dell’istanza di interpello non ha effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, né sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione.

Articolo 28
Istanza di interpello

1. L’istanza di interpello deve contenere a pena di inammissibilità:
a) i dati identificativi del contribuente e l’indicazione del domicilio e dei recapiti anche telematici dell’istante o dell’eventuale domiciliatario presso il quale devono essere effettuate le comunicazioni del Comune e deve essere comunicata la risposta;
b) la circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e personale sul quale sussistono obiettive condizioni di incertezza della norma o della corretta qualificazione di una fattispecie impositiva;
c) le specifiche disposizioni di cui si richiede l’interpretazione o l’applicazione;
d) l’esposizione, in modo chiaro ed univoco, della soluzione proposta;
e) la sottoscrizione dell’istante o del suo legale rappresentante.
2. All’istanza di interpello deve essere allegata copia della documentazione non in possesso del Comune ed utile ai fini della soluzione del caso prospettato.
3. Nei casi in cui le istanze siano carenti dei requisiti di cui alle lettere c), d) ed e) del comma 1, il Comune invita il contribuente alla loro regolarizzazione entro il termine di 30 giorni; i termini della risposta iniziano a decorrere dal giorno in cui la regolarizzazione è stata effettuata.
4. L’istanza è inammissibile se:
a) è priva dei requisiti di cui al comma 1, lett a) e b);
b) non è presentata preventivamente, ai sensi dell’articolo 25, comma 5;
c) non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza, ai sensi dell’articolo 25;
d) ha ad oggetto la medesima questione sulla quale il contribuente ha già ottenuto un parere, salvo che vengano indicati elementi di fatto o di diritto non rappresentati precedentemente;
e) verte su questioni per le quali siano state già avviate attività di controllo alla data di presentazione dell’istanza di cui il contribuente sia formalmente a conoscenza, ivi compresa la notifica del questionario di cui all’articolo 1, comma 693 della legge 27 dicembre 2013, n. 147;
f) il contribuente invitato a integrare i dati che si assumono carenti ai sensi del comma 3, non provvede alla regolarizzazione nei termini previsti.

Articolo 29
Adempimenti del Comune

1. La risposta, scritta e motivata, fornita dal Comune è comunicata al contribuente mediante servizio postale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o mediante PEC entro novanta giorni decorrenti dalla data di ricevimento dell’istanza di interpello da parte del Comune.
2. Quando non sia possibile fornire una risposta sulla base del contenuto dell’istanza e dei documenti allegati, il Comune può richiedere, una sola volta, al contribuente di integrare l’istanza di interpello o la documentazione allegata. In tal caso il termine di cui al primo comma si interrompe alla data di ricevimento, da parte del contribuente, della richiesta del Comune e inizia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Comune, della integrazione. La mancata presentazione della documentazione richiesta entro il termine di tre mesi comporta rinuncia all’istanza di interpello, ferma restando la facoltà di presentazione di una nuova istanza, ove ricorrano i presupposti previsti dalla legge.
3. Le risposte fornite sono pubblicate sul sito internet del Comune di Sala Consilina.

Articolo 30
Efficacia della risposta all’istanza di interpello

1. La risposta ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante, limitatamente al caso concreto e personale prospettato nell’istanza di interpello. Tale efficacia si estende anche ai comportamenti successivi del contribuente riconducibili alla medesima fattispecie oggetto dell’istanza di interpello, salvo modifiche normative.
2. Qualora la risposta su istanze ammissibili e recanti l’indicazione della soluzione di cui all’articolo 26 comma 1, lettera d), non pervenga entro il termine di cui all’articolo 27 si intende che il Comune concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal contribuente.
3. Sono nulli gli atti amministrativi emanati in difformità della risposta fornita dal Comune, ovvero della interpretazione sulla quale si è formato il silenzio assenso.
4. Il Comune può successivamente rettificare la propria risposta, con atto da comunicare mediante servizio postale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o con PEC, con valenza esclusivamente per gli eventuali comportamenti futuri dell’istante.
5. Le risposte alle istanze di interpello non sono impugnabili.

CAPO II – AUTOTUTELA

Articolo 30
Autotutela – Principi

1. Salvo che sia intervenuto giudicato sostanziale, il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate può annullare parzialmente o totalmente un proprio atto ritenuto illegittimo o infondato, con provvedimento motivato.
2. Il provvedimento in autotutela deve essere finalizzato al perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) realizzare l’interesse pubblico;
b) ripristinare la legalità;
c) ricercare nello stesso ordine amministrativo una soluzione alle potenziali controversie insorte evitando il ricorso a mezzi giurisdizionali;
d) migliorare il rapporto con i cittadini, favorendo, in sede di riesame dell’atto, il contraddittorio con il contribuente.
3. Tale provvedimento può essere disposto d’ufficio dall’Amministrazione o a seguito di formulazione di istanza da parte del contribuente come indicato negli articoli seguenti.
4. Il potere di autotutela può essere esercitato in ogni tempo anche in pendenza di giudizio, nel qual caso deve esserne data ritualmente comunicazione all’Autorità Giudiziaria procedente.
5. L’atto di annullamento può intervenire fino all’emissione di sentenza con efficacia di giudicato tra le parti.
6. Le sentenze passate in giudicato per motivi di ordine formale (inammissibilità, irricevibilità, improcedibilità ecc.) non escludono la facoltà di esercitare il potere di autotutela.
7. Nel potere di annullamento deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dell’atto che appare illegittimo o infondato.
8. Nel caso di annullamento o revoca parziale dell’atto nel corso del giudizio il contribuente può avvalersi degli istituti di definizione agevolata della sanzione, previsti per l’atto oggetto di annullamento o revoca, alle medesime condizioni previste dalle disposizioni alla data di notifica dell’atto originario, purché rinunci al ricorso e le spese rimangono a carico delle parti che le hanno sostenute; annullamento e revoca parziale non sono autonomamente impugnabili.

Articolo 31
Autotutela su istanza di parte

1. Il contribuente può chiedere l’annullamento dell’atto, totale o parziale, con istanza motivata in fatto o in diritto.
2. La richiesta deve riportare i dati anagrafici e il codice fiscale dell’istante, l’indicazione dell’atto gravato e deve essere corredata della documentazione addotta a sostegno della domanda.
3. All’interessato viene comunicato l’esito dell’istanza con atto scritto motivato in fatto e in diritto, indicando i documenti e gli altri elementi di prova su cui la decisione è fondata.
4. L’autotutela non interrompe i termini del ricorso,salvo la proroga per la mediazione.

Articolo 32
Procedimento in autotutela d’ufficio

1. Il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario Responsabile, può procedere all’annullamento in autotutela di un provvedimento tributario illegittimo, anche in assenza di specifica istanza del contribuente. A titolo esemplificativo ma non esaustivo si elencano di seguito casi tipici di autotutela:
a) errore di persona;
b) evidente errore logico o di calcolo;
c) errore sul presupposto;
d) doppia imposizione;
e) mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;
f) mancanza di documentazione sanata dalla successiva produzione entro i termini di decadenza;
g) errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile.
2. Il provvedimento deve essere comunicato al contribuente interessato.
3. Nei casi in cui il provvedimento sia divenuto definitivo per decorrenza dei termini di impugnazione il funzionario responsabile del tributo, anche su istanza della parte interessata, può procedere in tutto o in parte all’annullamento del medesimo nei casi di illegittimità dell’atto nonché nel caso delle fattispecie di cui al comma 1.
4. Nell’esercizio dell’autotutela il Dirigente/Responsabile del Servizio Entrate/Tributi o il Funzionario Responsabile del tributo, dovrà tener conto dell’orientamento giurisprudenziale pronunciato sulla questione sottoposta al suo esame nonché della probabilità di soccombenza in un eventuale contenzioso e di condanna al rimborso delle spese di giudizio.

CAPO III – ACCERTAMENTO CON ADESIONE

Art. 33
Disciplina dell’istituto dell’accertamento con adesione

1. Il Comune, per l’instaurazione di un migliore rapporto con i contribuenti improntato a principi di collaborazione e trasparenza e quale elemento di prevenzione e deflativo del contenzioso, introduce nel proprio ordinamento, ai sensi dell’art. 50 della L. N. 449 del 27/12/1997, l’istituto dell’accertamento con adesione.
2. L’accertamento dei tributi comunali può essere definito con adesione in contraddittorio col contribuente sulla base dei principi dettati dal D.Lgs. 19/06/1997 n. 218 e s.m.i. e delle disposizioni del presente regolamento.
3. Per contribuente s’intendono tutte le persone fisiche, società di persone, associazioni professionali, società di capitali ed enti soggetti passivi di imposta, tassa o tributo comunale.

Art. 34
Ambito di applicazione dell’accertamento con adesione

1. Il ricorso all’accertamento con adesione presuppone la presenza di materia concordabile e quindi di elementi suscettibili di apprezzamento valutativo, quindi esulano dal campo applicativo dell’istituto le questioni cosiddette “di diritto” e tutte le fattispecie nelle quali l’obbligazione tributaria è determinabile in conformità a elementi certi, determinati od obiettivamente determinabili.
2. La definizione in contraddittorio con il contribuente è limitata agli accertamenti di contestazione di omissione o infedeltà di adempimenti dichiarativi, non si estende agli atti di mera liquidazione dei tributi, conseguente all’attività di controllo formale delle dichiarazioni né agli atti di contestazione di inadempimento degli obblighi di versamento dei tributi.
3. L’accertamento può essere definito anche con l’adesione di uno solo degli obbligati. La definizione chiesta e ottenuta da uno degli obbligati, comportando il soddisfacimento dell’obbligo tributario, estingue la relativa obbligazione nei confronti di tutti i coobbligati.
4. L’adesione del contribuente deve riguardare l’atto di accertamento nella sua interezza, comprendente ogni pretesa relativa al tributo in oggetto, sanzioni pecuniarie ed interessi, non potendosi ammettere adesione parziale all’ atto medesimo.
5. In sede di contraddittorio l’Ufficio deve compiere un’attenta valutazione del rapporto costo beneficio dell’operazione, tenendo conto della fondatezza degli elementi posti a base dell’accertamento, nonché degli oneri e del rischio di soccombenza di un eventuale ricorso.

Art. 35
Attivazione del procedimento per la definizione in accertamento con adesione

1. Il procedimento per la definizione può essere attivato:
a) a cura dell’Ufficio, prima della notifica dell’avviso di accertamento;
b) su istanza del contribuente, successivamente all’avvenuta notifica dell’avviso di accertamento ovvero dell’avvio di procedure ed operazioni di controllo.

Art. 36
Accertamento con adesione ad iniziativa dell’ufficio

1. L’Ufficio, in presenza di situazioni che rendono opportuna l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente, a seguito dell’attività di accertamento ma prima della notifica dell’avviso di accertamento, invia al contribuente stesso un invito a comparire, da comunicare con lettera raccomandata o mediante notifica o a mezzo PEC, con l’indicazione:
a) della fattispecie tributaria suscettibile di accertamento;
b) dei periodi d’imposta suscettibili di accertamento;
c) degli elementi in base ai quali l’Ufficio è in grado di emettere avvisi di accertamento;
d) del giorno e del luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione.
2. Le richieste di chiarimenti, gli inviti a esibire o trasmettere atti e documenti, l’invio di questionari per acquisire dati e notizie di carattere specifico ecc., che il Comune, ai fini dell’esercizio dell’attività di liquidazione e accertamento, può rivolgere ai contribuenti non costituiscono invito ai sensi del precedente comma per l’eventuale definizione dell’accertamento con adesione.
3. La partecipazione del contribuente al procedimento, nonostante l’invito, non è obbligatoria e la mancata risposta all’invito stesso non è sanzionabile, così come l’attivazione del procedimento da parte dell’Ufficio non riveste carattere di obbligatorietà.
4. La mancata attivazione del procedimento da parte dell’Ufficio lascia aperta al contribuente la possibilità di agire di sua iniziativa, a seguito della notifica dell’avviso di accertamento, qualora riscontri nello stesso aspetti che possano portare ad un ridimensionamento della pretesa tributaria del Comune.

Art. 37
Accertamento con adesione ad iniziativa del contribuente

1. Il contribuente al quale sia stato notificato avviso di accertamento, non preceduto dall’invito di cui all’articolo precedente può formulare, anteriormente all’impugnazione dell’atto innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, istanza in carta libera di accertamento con adesione indicando il proprio recapito anche telefonico.
2. L’istanza di cui al comma precedente può essere proposta dal contribuente a seguito dell’attivazione di procedure di controllo, richieste di chiarimenti, di invito a esibire o trasmettere atti e documenti, di invio di questionari.
3. L’istanza può essere presentata all’Ufficio mediante consegna diretta, a mezzo posta o tramite PEC.
4. L’impugnazione dell’avviso comporta rinuncia all’istanza di definizione.
5. La presentazione dell’istanza produce l’effetto di sospendere, per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, sia i termini per l’impugnazione sia quelli di pagamento del tributo.
6. Entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza di definizione, l’Ufficio anche telefonicamente o telematicamente, formula l’invito a comparire.

Art. 38
Esame dell’istanza ed Invito a comparire per definire l’accertamento

1. La presentazione dell’istanza di cui all’art. 36 viene verificata in ordine alla sussistenza dei presupposti di cui all’art. 33.
2. In caso di sussistenza dei requisiti l’istanza viene accolta e si provvede alla comunicazione al contribuente dell’invito a comparire con indicazione del giorno ed orario, eventualmente preventivamente concordato; in caso di insussistenza dei requisiti l’istanza viene rigettata.
3. La mancata comparizione del contribuente nel giorno indicato con l’invito, comporta rinuncia alla definizione dell’accertamento con adesione.
4. Eventuali, motivate richieste di differimento avanzate dal contribuente in ordine alla data di comparizione indicata nell’invito, saranno prese in considerazione solo se avanzate entro tale data.
5. Delle operazioni compiute, delle comunicazioni effettuate, dell’eventuale mancata comparizione dell’interessato e dell’esito negativo del concordato, è dato atto in succinto verbale da parte del Funzionario incaricato del procedimento.

Art. 39
Atto di accertamento con adesione

1. A seguito del contraddittorio, ove l’accertamento sia concordato con il contribuente, l’ufficio redige in duplice esemplare atto di accertamento con adesione che va sottoscritto dal contribuente (o da suo procuratore generale o speciale) e dal Responsabile del tributo o suo delegato. La procura generale o speciale deve essere conferita per iscritto e con firma autenticata.
2. Nell’atto di definizione vanno indicati:
a) gli elementi e la motivazione su cui la definizione si fonda, anche con richiamo alla documentazione in atti;
b) la liquidazione delle maggiori tasse, imposte, interessi e sanzioni dovute in dipendenza della definizione;
c) le modalità di versamento delle somme dovute.

Art. 40
Perfezionamento della definizione

1. La definizione si perfeziona con il versamento, entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione, delle somme dovute con le modalità indicate nell’atto stesso e, in caso di pagamento rateale, con pagamento della prima rata accordata e la prestazione della garanzia eventualmente richiesta ai sensi del precedente art. 18. Entro 10 giorni dal suddetto versamento il contribuente fa pervenire all’Ufficio la quietanza del pagamento dell’intero importo delle somme dovute, ovvero dell’importo della prima rata con copia della garanzia di cui all’ultimo comma. L’Ufficio, a seguito del ricevimento della quietanza, rilascia al contribuente l’esemplare dell’atto di accertamento con adesione destinato al contribuente stesso.
2. È ammesso, a richiesta del contribuente, il pagamento in forma rateale sulla base delle disposizioni di cui all’art. 18 (in alternativa: secondo le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs 218/1997); in caso di mancato pagamento delle rate il contribuente decade dal beneficio della rateazione, sulla base di quanto previsto dall’art. 18, comma 7 (periodo da “sulla base” a “comma 7” da non indicare qualora siano state scelte le disposizioni di cui art. 8, D.Lgs. 218/1997), con conseguente annullamento della riduzione delle sanzioni sul pagamento residuo.

Art. 41
Effetti della definizione

1. Il perfezionamento dell’atto di adesione comporta la definizione del rapporto tributario che ha formato oggetto del procedimento. L’accertamento definito con adesione non è pertanto soggetto ad impugnazione, non è integrabile o modificabile da parte dell’Ufficio.
2. L’intervenuta definizione non esclude peraltro la possibilità per l’Ufficio di procedere ad accertamenti integrativi nel caso che la definizione riguardi accertamenti parziali e nel caso di sopravvenuta conoscenza di nuova materia imponibile sconosciuta alla data del precedente accertamento e non rilevabile né dal contenuto della dichiarazione, né dagli atti in possesso alla data medesima.
3. Qualora l’adesione sia conseguente alla notifica dell’avviso di accertamento, questo perde efficacia dal momento del perfezionamento alla definizione.

Art. 42
Riduzione della sanzione

1. A seguito della definizione, le sanzioni per le violazioni che hanno dato luogo all’accertamento si applicano nella misura di un terzo del minimo previsto dalla legge; in ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
2. Per le violazioni collegate al tributo richiesto con l’avviso di accertamento, le sanzioni irrogate sono ridotte ad un terzo se il contribuente non proponga ricorso contro tale atto e formuli istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione; in ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
3. Di detta possibilità di riduzione è reso edotto il contribuente apponendo la relativa avvertenza in calce agli avvisi di accertamento. L’infruttuoso esperimento del tentativo di concordato da parte del contribuente così come la mera acquiescenza prestata dal contribuente in sede di contraddittorio all’accertamento del Comune rendono inapplicabile l’anzidetta riduzione.
4. Le sanzioni scaturenti dall’attività di liquidazione del tributo sulla base dei dati indicati nella dichiarazione o denuncia nonché quelle che conseguono a violazione formale e concernenti la mancata, incompleta o non esaustiva risposta a richieste formulate dall’Ufficio sono parimenti escluse dalla anzidetta riduzione.

CAPO IV – RECLAMO/MEDIAZIONE

Art. 43
Reclamo/ Mediazione – ambito di applicazione

1. L’istituto del reclamo/mediazione si applica alle controversie tributarie dell’ente locale, di valore non superiore al limite previsto dall’art. 17 bis del D.Lgs. 546/1997 e s.m.i. e relative agli atti oggetto di impugnazione ai sensi dell’art. 19 del predetto decreto.
2. Ai sensi delle disposizioni dettate dall’articolo 17-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione, tesa a chiedere la rideterminazione dell’ammontare della pretesa, La presentazione del ricorso introduce automaticamente il procedimento di reclamo/mediazione. Pertanto, dalla proposizione dell’impugnazione derivano, oltre agli effetti sostanziali e processuali del ricorso, anche quelli del reclamo/mediazione.

Art. 44
Effetti della presentazione dell’istanza di mediazione

1. La presentazione del ricorso, che costituisce l’istanza di mediazione, produce i seguenti effetti:
• interrompe il decorso del termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto;
• apre una fase amministrativa della durata di 90 (novanta) giorni entro la quale deve svolgersi il procedimento di reclamo/mediazione, nel corso della quale le due parti sono tenute a verificare se sussistono i presupposti per una risoluzione stragiudiziale della controversia;
• sospende la riscossione ed il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo per 90 giorni, ferma restando la debenza degli interessi previsti dalla disciplina applicabile al singolo tributo.

Art. 45
Trattazione dell’istanza

1. La competenza ad esaminare l’istanza di reclamo-mediazione di cui all’art. 17-bis del D.Lgs. 546/1992 è, in via generale, in capo ai singoli Funzionari Responsabili di ogni tributo.
2. La Giunta Comunale, con propria deliberazione, può individuare una struttura diversa e autonoma da quella che cura l’istruttoria degli atti reclamabili, compatibilmente con la propria struttura organizzativa. In tal caso, il Servizio Entrate/Tributi verifica che l’istanza contenga tutti gli elementi necessari per la trattazione e, verificata l’impossibilità di procedere all’annullamento dell’atto impugnato, invia apposita relazione, al responsabile dell’esame dei reclami / proposte di mediazione illustrando la posizione del Servizio Tributi.
3. Il responsabile/la struttura incaricata dell’esame a valutazione del reclamo procede ad autonoma valutazione istruttoria della controversia, al fine di verificare la sussistenza dei presupposti per una definizione stragiudiziale del contenzioso.
4. Il responsabile/la struttura procede quindi all’autonoma adozione delle decisioni in materia di accoglimento o rigetto, anche parziali, dei motivi di reclamo, ivi comprese le determinazioni circa l’eventuale proposta di mediazione contenuta nel reclamo o da proporre al reclamante.
5. La valutazione istruttoria e decisioni del responsabile/della struttura sono effettuate sulla base delle disposizioni di legge vigenti concernenti la controversia nonché al principio di indisponibilità della pretesa tributaria, alla eventuale incertezza della controversia, al grado di sostenibilità della pretesa tributaria anche alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità, all’orientamento consolidato della giurisprudenza di merito, nonché al principio di economicità dell’azione amministrativa.
6. Il responsabile/la struttura, in relazione alle responsabilità, funzioni e poteri previsti dalla legge, procede a:
a) accoglimento o rigetto, anche parziale, dei motivi del reclamo e conseguente annullamento totale o parziale della pretesa tributaria;
b) formulazione di eventuale ipotesi di mediazione da sottoporre al contribuente ed eventuale sottoscrizione degli stessi.

Art. 46
Accordo di mediazione

1. Il responsabile/struttura dell’esame dei reclami / proposte di mediazione, qualora ritenga che sussistano i presupposti per la mediazione, attiva le relative procedure:
a) accoglie la proposta di mediazione formulata dal contribuente;
b) elabora una propria offerta di mediazione sottoposta ad accettazione del contribuente.
2. Qualora le parti pervengono ad un accordo, deve essere redatto apposito verbale che riporta le procedure e le motivazioni che hanno consentito alle parti di addivenire ad una soluzione stragiudiziale della controversia, nonché elencare le modalità con cui si è pervenuti all’accordo, l’indicazione specifica degli importi risultanti dalla mediazione, ossia l’ammontare del tributo, degli interessi e delle sanzioni, le modalità di versamento degli stessi, le eventuali modalità di rateizzazione.

Art. 47
Perfezionamento dell’accordo di mediazione

1. ll perfezionamento dell’accordo di mediazione avviene nel rispetto delle seguenti modalità:
a) pagamento, entro venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo, dell’importo dovuto per la mediazione o, in caso di pagamento rateale, della prima rata; in caso di rateazione si applicano le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs. 218/1997 (ovvero:) le disposizioni di cui all’art. 18 del presente regolamento.
b) con la sottoscrizione dell’accordo stesso, se la controversia ha ad oggetto il rifiuto espresso o tacito della richiesta di restituzione di somme.
2. Quando il perfezionamento della mediazione riguarda la richiesta di restituzione di somme di denaro, l’accordo costituisce il titolo per il pagamento delle somme dovute a favore del contribuente. Tale documento consente che venga data esecuzione al pagamento concordato, rappresentando titolo per l’azione esecutiva davanti al giudice ordinario.

Art. 48
Sanzioni

1. A seguito del perfezionamento dell’accordo di mediazione, le sanzioni applicate ed indicate dell’atto impugnato sono ridotte nella misura del 35% (trentacinque per cento) del minimo previsto dalla legge.

Art. 49
Mancato perfezionamento della mediazione o accoglimento parziale

1. In caso di mancato accoglimento della mediazione, il contribuente può proseguire con la procedura di ricorso, attraverso la costituzione in giudizio, in conformità alle disposizioni dettate dall’art. 22, del D. Lgs. n. 546/92.
2. Qualora l’ufficio proceda all’accoglimento parziale della proposta di mediazione, il contribuente può comunque costituirsi in giudizio, nel rispetto delle disposizioni richiamate al comma 1.

Art. 50
Provvedimento di diniego

1. Nel termine di 90 (novanta) giorni dal ricevimento dell’istanza di mediazione, Il responsabile/struttura comunica al contribuente il provvedimento di diniego, indicando le motivazioni ed evidenziando l’assenza dei presupposti, da cui è derivata l’impossibilità di procedere con l’annullamento dell’atto.
2. Il provvedimento di diniego riporta le ragioni, di fatto e di diritto, che stanno alla base della pretesa tributaria.

Art. 51
Irregolarità nel perfezionamento della definizione

1. Costituiscono irregolarità nel perfezionamento della definizione le seguenti ipotesi:
a) versamento dell’intera somma o della prima rata in misura inferiore a quella dovuta;
b) mancato o tardivo versamento dell’intera somma dovuta o della prima rata;
c)mancata prestazione della garanzia, quando richiesta.
2. In caso di accertata irregolarità nel perfezionamento della definizione di cui al comma 1, Il responsabile/struttura valuta la sussistenza dell’interesse pubblico al perfezionamento della procedura di mediazione.
3. Qualora permanga l’interesse pubblico al perfezionamento della mediazione, il funzionario responsabile del tributo, invita il contribuente a sanare le irregolarità riscontrate, fornendo un termine perentorio di 10 (dieci) giorni per adempiere. La regolarizzazione avviene mediante:
a) versamento dell’eventuale somma ancora dovuta e degli interessi legali computati a giorni dalla originaria scadenza del termine alla data di effettuazione del versamento;
b) prestazione della garanzia in caso di rateizzazione (qualora richiesta);
c) dichiarazione con la quale il contribuente conferma la volontà di perfezionare la mediazione.

TITOLO V – RAVVEDIMENTO OPEROSO

Art. 52
Ambito applicativo dell’istituto del ravvedimento operoso

1. La sanzione è ridotta:
a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;
b) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro novanta giorni dalla data dell’omissione o dell’errore, ovvero se la regolarizzazione delle omissioni e degli errori commessi in dichiarazione avviene entro novanta giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione in cui l’omissione o l’errore è stato commesso;
c) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
d) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
e) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
f) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.
La regolarizzazione con il versamento della sanzione ridotta è ammessa a condizione che la violazione non sia stata già constatata con la notificazione di avviso di accertamento od atto di contestazione di irrogazione sanzioni delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza.
2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della sua differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

TITOLO VI – ENTRATE NON TRIBUTARIE

Art. 53
Agevolazioni

1. I criteri per le riduzioni ed esenzioni per le entrate comunali non tributarie sono individuati dal Consiglio Comunale nell’ambito degli specifici provvedimenti di applicazione.
2. Le agevolazioni, che non necessitino di essere disciplinate con norme regolamentari stabilite dalle leggi successivamente all’adozione di dette deliberazioni si intendono comunque applicabili, pur in assenza di una conforme previsione, salvo che l’Ente modifichi il Regolamento inserendo espressa esclusione della previsione di legge, nell’ipotesi in cui questa non abbia carattere cogente.

Art. 54
Contestazione in caso di mancato pagamento

1. I responsabili dell’entrata contestano il mancato pagamento delle somme dovute per crediti non aventi natura tributaria, mediante atto finalizzato alla riscossione.
2 L’atto finalizzato alla riscossione, recante l’individuazione del debitore, del motivo della pretesa, della somma dovuta, degli eventuali interessi accessori o sanzioni nella misura prevista dall’art. 1224 e ss. del Codice Civile, del termine perentorio per il pagamento e delle relative modalità, dell’indicazione del responsabile del procedimento, nel rispetto del relativo regolamento è reso noto al cittadino mediante notifica ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile o mediante plico raccomandato con avviso di ricevimento ovvero a mezzo posta certificata.
3. L’atto finalizzato alla riscossione deve contenere l’intimazione ad adempiere secondo quanto previsto dal comma 792, art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i..
Per quanto riguarda la riscossione coattiva, il Comune non procede qualora l’ammontare dovuto sia inferiore ad euro 10,00 (dieci/00), così come stabilito dal comma 794, art. 1 della L. 160/2019 e s.m.i.. Il debito rimane comunque a carico del soggetto moroso e potrà essere oggetto di recupero con la successiva notifica di atti che superino cumulativamente l’importo di euro 10,00.

Art. 55
Rateazioni

1. Sino a quando non abbiano avuto inizio le procedure di esecuzione forzata, ai debitori di somme certe, liquide ed esigibili possono essere concesse dilazioni e rateazioni dei pagamenti dovuti, secondo le modalità, alle condizioni e nei limiti di cui al presente articolo. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni di legge che, in particolari materie, prevedano specifiche modalità, limiti e condizioni per la concessione di rateazioni.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 7, il debitore è ammesso, previa sottoscrizione dell’atto di impegno al pagamento di cui al successivo comma 5, alla rateizzazione in presenza delle seguenti condizioni soggettive:
a) sussistenza di una situazione di difficoltà economica, risultante da apposita documentazione comprovante lo stato di disagio o valutata d’ufficio, che incide negativamente sulle disponibilità economiche e finanziarie dell’obbligato, o sulla possibilità di estinguere il debito in un’unica soluzione secondo quanto enunciato all’art. 18;
b) inesistenza di morosità relative a precedenti rateazioni o dilazioni.
3. L’atto formale di autorizzazione alla rateizzazione e/o comunque l’atto di impegno al pagamento devono obbligatoriamente prevedere le seguenti clausole:
a) durata massima dodici mesi, con possibilità per il Responsabile della specifica entrata di prevedere, in particolari ed eccezionali situazioni, un periodo di dilazione più prolungato, comunque proporzionato all’importo del debito da rateizzare e di norma non superiore a 24 mesi. La concessione di un periodo di dilazione superiore a 12 mesi deve, in ogni caso, essere adeguatamente motivata nel provvedimento di concessione della dilazione;
b) decadenza dal beneficio di rateizzazione concesso nel caso di mancato pagamento di due rate nel termine previsto;
c) importo minimo della rata: euro 100,00 mensili;
d) applicazione degli interessi legali;
e) prestazione di idonea garanzia ai sensi del successivo comma 7.
4. Al fine di ottenere la dilazione, il debitore deve presentare apposita domanda. Qualora la domanda rispetti le condizioni ed i criteri di cui al presente articolo, il dirigente Responsabile rilascia apposito atto formale di autorizzazione alla rateizzazione, che ne detta le condizioni ed i limiti, in conformità ai commi 2 e 3, e che stabilisce: il numero di rate, l’importo di ciascuna rata, il termine di pagamento di ciascuna, le modalità di pagamento.
5. La concessione della rateizzazione si perfeziona in ogni caso con la sottoscrizione da parte del debitore di apposito “atto di impegno” al pagamento rateale, che riporta le condizioni ed i limiti stabiliti dal dirigente nell’atto di cui al comma precedente.
6. L’atto di impegno è sottoscritto dal debitore e controfirmato dal dirigente Responsabile.
7. Fatti salvi i vincoli di legge con riferimento alla prestazione di idonea garanzia fideiussoria, è facoltà del dirigente responsabile concedere dilazioni e/o rateizzazioni anche in assenza della condizione soggettiva di cui al comma 2 lettera b) e disapplicando una o più delle clausole previste al comma 3, dandone adeguata motivazione negli atti di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo.

Art. 56
Rimborsi delle Entrate Patrimoniali ed Extratributarie

1. Il rimborso di un’entrata versata e risultata non dovuta è disposta dal Responsabile dell’entrata su richiesta dell’utente.
2. La richiesta di rimborso deve essere motivata, sottoscritta e corredata dalla documentazione dell’avvenuto pagamento.
3. Nel caso di rimborso su iniziativa dell’Ente, al cittadino interessato verrà data apposita comunicazione in cui verranno indicate le motivazioni e le modalità di versamento. Nel caso in cui il rimborso interessi una pluralità di cittadini la comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione di adeguate informazioni sul sito web del Comune e, ove opportuno, da ulteriori forme di pubblicità sui media locali.
4. Il rimborso deve essere effettuato preferibilmente tramite bonifico.
5. Fermo restando l’applicazione da parte delle amministrazioni pubbliche della direttiva sui servizi di pagamento 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015, recepita con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218 e s.m.i., secondo la quale, il soggetto debitore gode del diritto incondizionato al rimborso del pagamento entro le otto settimane, il responsabile dell’entrata è sempre onerato dalla verifica del perdurare dell’esigibilità della stessa e delle azioni conseguenti.

Art. 57
Compensazione su iniziativa dell’Amministrazione

1. Il Comune può estinguere le proprie obbligazioni mediante compensazione legale con propri crediti certi, liquidi ed esigibili o mediante compensazione volontaria, secondo i principi stabiliti dal codice civile.
2. La compensazione legale è sempre esclusa quando il credito del Comune risulta contestato e nei casi esplicitamente previsti dalla legge.
3. La compensazione legale è attuata dal dirigente che liquida la spesa nei confronti di un soggetto verso il quale l’Amministrazione vanta un credito certo liquido ed esigibile.
4. Tale dirigente comunica la compensazione all’interessato nonché al dirigente responsabile del credito comunale e al Servizio Finanziario, per le conseguenti regolarizzazioni contabili.
5. La procedura di verifica dell’esistenza di crediti da portare in compensazione non deve comportare alcun ritardo nei tempi di pagamento dei debiti commerciali.

Art. 58
Crediti inesigibili o di difficile riscossione

1. I crediti inesigibili o ritenuti di improbabile riscossione in ragione della inconsistenza del patrimonio del debitore o della sua irreperibilità, su proposta motivata del responsabile del servizio e previa verifica da parte del responsabile del servizio finanziario, sono stralciati dal rendiconto alla chiusura dell’esercizio.
2. Nei casi di crediti nei confronti di soggetti sottoposti a procedure concorsuali è consentita al funzionario responsabile dell’entrata la valutazione sull’opportunità del perseguimento del credito sotto il profilo economico. Si intende comunque antieconomico il perseguimento di crediti complessivamente inferiori o comunque pari alle spese previste per le necessarie procedure.
3. I crediti sopracitati sono conservati nel conto del Patrimonio sino al compimento del termine di prescrizione.
4. Prima dello scadere del termine prescrizionale il responsabile del servizio verifica ulteriormente se il debitore è ancora insolvibile e, qualora venga a conoscenza di nuovi elementi reddituali o patrimoniali riferibili al soggetto passivo, avvia le procedure per la riscossione coattiva.

Art. 59
Attività precoattiva e recupero stragiudiziale

1. E’ obiettivo del Comune di Sala Consilina potenziare tutte le possibili forme di riscossione per ridurre il ricorso alla riscossione coattiva.
2. Prima di iniziare le procedure esecutive e cautelari di riscossione il Comune si riserva la possibilità di intraprendere una attività precoattiva con l’adozione di appositi strumenti di recupero stragiudiziale dei crediti di natura tributaria e patrimoniale.

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI ED ENTRATA IN VIGORE

Art. 60
Disposizioni finali

1. A far data dalla sua entrata in vigore il presente Regolamento abroga il precedente regolamento Generale delle entrate approvato con deliberazione di C.C. 22 del 27 marzo 1999
2. Per quanto non regolamentato si applicano le disposizioni di legge e regolamenti vigenti.
3. Il presente regolamento, pubblicato nei modi di legge, entra in vigore il 1° gennaio 2020.

10 Agosto 20 Documento Trasparenza

Regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 23 del 29 giugno 2020

Art. 1
Finalità e ambito di applicazione del regolamento

Scopo del presente regolamento è quello di dare attuazione della previsione dell’articolo 15 ter del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 così come modificato dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58.
Nell’ambito del presente regolamento, per tributi locali si intendono tutte le obbligazioni di natura tributaria la cui soggettività attiva e relativi poteri gestori sono attribuiti per legge al Comune.
Il presente regolamento si applica anche ai tributi locali affidati dal Comune in gestione, in appalto o in concessione, ad altri Enti, soggetti concessionari pubblici o privati, per l’accertamento e/o la riscossione.
Nel caso di affidamento della gestione dei citati tributi a soggetti terzi, l’Ente o il soggetto concessionario coopererà con l’ufficio tributi del Comune per dare attuazione al presente regolamento.
Sono escluse dall’applicazione del presente regolamento le addizionali comunali relativamente alle quali il Comune è solo beneficiario dei relativi introiti essendo la gestione attribuita per legge allo Stato, all’Agenzia delle Entrate o ad altri soggetti.

Art.2
Definizione di irregolarità tributaria

Ai fini dell’applicazione del presente regolamento, si ritiene che possa esservi irregolarità tributaria allorquando, il soggetto istante abbia un debito, risultante da tutte le entrate ricomprese nel precedente articolo 1 a seguito di omessa o infedele denuncia, parziale o mancato versamento alla scadenza ordinaria, di emissione di avviso di accertamento – non sospeso amministrativamente o giudizialmente – o di avvio della riscossione coattiva superiore all’importo di euro 1.500,00.

Art. 3
Soggetti che si trovano in posizione di irregolarità tributaria nei confronti dell’Ente

Ai soggetti che esercitano attività commerciali o produttive che si trovano in posizione di irregolarità tributaria non è consentito il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi. Nel caso in cui, invece, la situazione di morosità sia successiva al provvedimento autorizzatorio, e dunque, in caso di esito negativo della verifica da parte del Comune sulla regolarità tributaria, l’ufficio competente notifica all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria o assicurativa con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
In caso di rateazione delle somme dovute, anche il solo mancato pagamento di una rata fa ritornare il contribuente nella posizione di irregolarità tributaria ai fini dell’applicazione del presente regolamento.
In caso di ricorso in Commissione Tributaria del provvedimento con il quale venga contestata irregolarità tributaria oppure situazione di morosità, con la richiesta di sospensiva dell’atto impugnato ex art. 47 del D.Lgs.546/1992, il procedimento di sospensione di cui i commi precedenti è sospeso fino alla notifica della pronuncia della Commissione Tributaria, anche se quest’ultima dovesse avvenire dopo il decorso dei termini predetti.

Art. 4
Modalità di verifica in caso di rilascio di nuove istanze

All’atto del rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di segnalazioni certificate di inizio attività, uniche o condizionate, concernenti attività commerciali o produttive l’ufficio preposto procede a richiedere all’ufficio tributi dell’Ente l’attestato di regolarità tributaria del soggetto istante.
Per soggetto istante si intende sia la persona fisica che agisce in proprio, sia la persona fisica che agisce in rappresentanza di un soggetto avente o meno personalità giuridica. Nel caso di attività svolta da una persona fisica la verifica di regolarità è effettuata solo relativamente alla posizione tributaria dell’attività d’impresa.
Nel caso di istanza presentata da persona giuridica a mezzo di proprio legale rappresentante, la regolarità tributaria sarà verificata esclusivamente con riguardo alla persona giuridica istante.
L’istante potrà procedere a dimostrare l’avvenuto pagamento dei tributi disciplinati dall’articolo 1 mediante esibizione delle attestazioni di pagamento complete delle ricevute dell’istituto che ha veicolato il pagamento. In tale caso la documentazione prodotta è trasmessa all’Ufficio tributi che provvederà a verificarne la correttezza entro trenta giorni lavorativi decorrenti dalla data di trasmissione dell’ufficio, trascorsi i quali la situazione si riterrà in regime di regolarità tributaria ferme restanti le disposizioni del successivo articolo 5.

Art. 5
Modalità di verifica delle istanze già autorizzate

In sede di prima applicazione entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento, e poi con cadenza mensile un elenco aggiornato, l’ufficio provvede a inviare all’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 l’elenco dei soggetti che hanno licenze, autorizzazioni e concessioni attive e dei quali è necessario verificare la posizione di irregolarità tributaria.
L’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 provvederà ad avviare l’attività di verifica delle posizioni trasmesse dandovi priorità nell’ambito delle proprie attività di verifica e comunicandone gli esiti all’ufficio.
Per i tributi a liquidazione dell’ufficio entro 30 giorni dalle date di scadenza dei versamenti dovuti l’ufficio procederà alla verifica dello stato di irregolarità tributaria inviando l’elenco dei soggetti morosi al competente ufficio per la notifica all’interessato della comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
Per i tributi iscritti a ruolo la verifica viene effettuata dall’Ufficio tributi sulla base degli elementi risultanti alla data della stessa dall’apposito applicativo web di Agenzia delle entrate riscossione.

Art. 6
Collaborazione tra gli uffici nell’applicazione del presente regolamento

Al fine di consentire la corretta applicazione del presente regolamento gli uffici competenti e gli eventuali concessionari procederanno a concordare in un apposito documento le modalità di interscambio delle informazioni necessarie dandone comunicazione al Segretario comunale.

Art. 7
Norma di rinvio

Per quanto non disciplinato si fa riferimento ai regolamenti approvati dall’Ente.
A norma dell’art. 10 dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione ed è portato a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione.

10 Agosto 20 Documento Trasparenza

Regolamento sul benessere animale e contrasto al randagismo

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 18 del 4 giugno 2020
Modificato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 34 del 21 luglio 2020

TITOLO I – PRINCIPI GENERALI
Articolo 1 – Oggetto del Regolamento

Il presente Regolamento ha lo scopo di promuovere il benessere e la tutela degli animali, favorendo e diffondendo i principi di corretta convivenza con la specie umana.

Articolo 2 – Principi e finalità

1) Il Comune di Sala Consilina, per realizzare sul proprio territorio una corretta convivenza tra le persone e gli animali d’affezione, organizza, promuove iniziative e campagne di sensibilizzazione nonché attività di informazione mirate ad incentivare l’adozione degli animali abbandonati e finalizzate ad arginare il fenomeno del randagismo, promuovendo e disciplinando il controllo del randagismo, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente e per migliorare in modo efficace il benessere degli animali d’affezione e il loro rapporto con l’uomo.
2) Il Comune di Sala Consilina, individua nella tutela dei diritti degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi ed in particolare verso le specie più deboli; ritenendo che il rapporto con gli animali concorra al pieno sviluppo della persona umana, contrasta ogni atto di discriminazione nei confronti dei possessori di animali. Contrasta altresì ogni comportamento finalizzato ad impedire la presenza di animali all’interno del nucleo familiare e qualsiasi atto che ostacoli la serena convivenza fra la specie umana e quella animale.
3) Il Comune di Sala Consilina promuove, anche in collaborazione con le Associazioni Animaliste e di Volontariato Zoofilo, così come con altri soggetti pubblici e privati, ad attività didattico- culturali rivolte a favorire la conoscenza ed il rispetto degli animali nonché il principio della convivenza con gli stessi. Valorizza altresì la cultura e la tradizione animalista della propria città ed incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto ed alla difesa degli animali.
4) Il Comune di Sala Consilina, in quanto soggetto pubblico deputato in via generale alla protezione degli animali sul proprio territorio, può a tal fine ricorrere a tutte le risorse disponibili, comprese le Associazioni animaliste, le Guardie zoofile, i volontari della Protezione civile comunale o soggetti a tale scopo individuati.

Articolo 3 – Competenze del Sindaco

1) Al Sindaco, spetta la vigilanza sulla osservanza del Regolamento locale relativo alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente Regolamento anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.
2) Il Sindaco può promuovere, in collaborazione con le Associazioni animaliste riconosciute , campagne di sensibilizzazione per incentivare gli affidamenti e le adozioni dei randagi.

Articolo 4 – Competenze delle Aziende Sanitarie Locali

I servizi veterinari delle ASL, provvedono a:
a) promuovere e attuare interventi mirati al controllo demografico dei cani randagi e delle colonie feline registrate, con mezzi chirurgici o con altri mezzi idonei riconosciuti dal progresso scientifico;
b) attivare il servizio di accalappiamento dei cani randagi (la cattura del cane randagio è effettuata da personale appositamente formato ed avviene con metodi non lesivi per l’incolumità dell’animale stesso) per il successivo trasferimento presso le strutture comunali o canili per essere sterilizzati,microcippati e reinseriti nel territorio;
c) assicurare la sterilizzazione, anche attraverso apposite convenzioni con veterinari liberi professionisti, e la degenza post-operatoria dei cani randagi prima dell’inoltro ai canili o della loro reimmissione sul territorio di provenienza e dei gatti delle colonie prima della loro reimmissione nelle stesse nonché dei gatti liberi non appartenenti a colonie prima della loro reimmissione sul luogo di ritrovamento;
d) effettuare il controllo sanitario dei canili pubblici e privati e di qualunque struttura che ospita animali d’affezione al fine di verificare la profilassi delle malattie infettive e le condizioni di benessere degli animali, l’idoneità igienico-sanitaria e la rispondenza ai criteri tecnico-costruttivi previsti dalla legge;
e) attivare un pronto soccorso veterinario per i cani vaganti feriti e per i gatti liberi feriti, su chiamata diretta del cittadino che risponde delle dichiarazioni rese a motivo dell’intervento;
f) iscrivere i dati dei cani, gatti contestualmente all’apposizione del microchip e le variazioni anagrafiche nelle 48 ore successive alla comunicazione di tali dati;
g) assicurare i necessari accertamenti sulle segnalazioni relative a inconvenienti igienico sanitari provocati dagli animali d’affezione;
h) provvedere al ritiro dai luoghi pubblici delle spoglie di animali d’affezione, alla verifica di eventuale microchip, all’accertamento delle relative cause di morte, anche mediante l’ausilio di esami necroscopici, prima dell’invio agli impianti riconosciuti per il trattamento delle spoglie animali; provvedere, inoltre, alla registrazione delle attività nello specifico sistema informativo regionale,
i) eseguire esami necroscopici su spoglie di animali d’affezione provenienti dai canili ove siano necessari per la valutazione delle cause di morte;
l) promuovere o partecipare ad iniziative di informazione, rivolte ai proprietari di animali d’affezione e all’opinione pubblica in genere, da svolgere anche nelle scuole, per la protezione degli animali, per il controllo delle nascite, il non abbandono e per la promozione delle adozioni.

Art. 5 – Banca dati regionale anagrafe degli animali d’affezione

1) È istituita la Banca dati regionale anagrafe degli animali d’affezione, di seguito denominata Banca dati. La Banca dati è consultabile dagli organi di controllo delle ASL, dai Comuni, dalle forze dell’ordine e dalle Associazioni protezionistiche iscritte all’Albo regionale;
2) Il proprietario del cane residente nella Regione o domiciliato per un periodo di tempo superiore a
90 giorni, iscrive il proprio cane alla Banca dati tramite il servizio veterinario della ASL territorialmente competente;
3) Il proprietario di un cane è tenuto ad iscriverlo alla Banca dati entro 15 giorni dall’inizio del possesso o entro 15 giorni dalla nascita e, comunque, prima della sua cessione a qualunque titolo. I proprietari dei cani di età superiore ai 2 mesi non ancora identificati e registrati provvedono a far identificare e registrare i cani entro 30 giorni e dichiarano obbligatoriamente la provenienza degli stessi con autocertificazione. Devono provvedere alla registrazione anche i proprietari dei cani,già, identificati mediante tatuaggio se non inseriti in Banca dati;
4) Il cane iscritto alla Banca dati è identificato con microchip a norma ISO compatibile;
5) Nella Banca dati sono annotati le generalità del proprietario, i dati identificativi del cane e il codice del microchip assegnato, gli interventi di profilassi e di polizia veterinaria nonché gli eventuali interventi effettuati;
6) L’ASL competente per territorio, all’atto dell’iscrizione, compila una scheda identificativa in duplice copia nella quale sono riportati i dati di cui al comma 5. La copia di tale documento è rilasciata al proprietario unitamente alle informazioni sugli obblighi di legge;
7) L’applicazione del microchip,in quanto atto medico veterinario, è effettuata contestualmente all’iscrizione in Banca dati presso le strutture dell’ASL o a pagamento, presso veterinari liberi professionisti accreditati dalla Regione. L’applicazione del microchip presso le strutture delle ASL è gratuita, fatta eccezione per gli allevatori o proprietari di cani a scopo di commercio all’ingrosso e al dettaglio che sono tenuti al pagamento delle tariffe stabilite nel tariffario regionale in vigore per l’applicazione del microchip e per i passaggi di proprietà. Le ASL destinano i proventi delle tariffe per l’incremento delle attività tese a incentivare l’adozione dei cani ricoverati nei canili municipali e convenzionati con i Comuni;
8) I veterinari liberi professionisti accreditati verificano in ogni caso la presenza del microchip identificativo del cane; nel caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, il proprietario o il detentore sono informati degli obblighi di legge e il medico veterinario, libero professionista accreditato, ha facoltà di impiantarlo e, in caso di inadempienza, ne dà comunicazione al servizio veterinario;
9) I cani randagi catturati sul territorio comunale e i cani liberi accuditi sono registrati dall’ASL a nome del Sindaco del Comune di cattura. In caso di loro ricovero presso una struttura privata convenzionata il titolare della struttura ne risulta il detentore;
10) Il proprietario del cane è tenuto a segnalare per iscritto al servizio veterinario dell’ASL territorialmente competente:
a) la variazione della propria residenza o domicilio entro 5 giorni dall’evento;
b) il trasferimento di proprietà del cane entro 5 giorni dall’evento;
c) lo smarrimento, il furto o il ritrovamento del cane entro 3 giorni dall’evento;
d) il decesso del cane, entro 3 giorni dall’evento, nonché idonea documentazione di avvenuto smaltimento della carcassa (certificato di sepoltura o cremazione) secondo le vigenti norme;
e) la detenzione del proprio cane presso luogo diverso da quello dichiarato all’atto di iscrizione in Banca dati, in caso di permanenza superiore a 20 giorni.
11) I servizi veterinari provvedono a registrare in Banca dati le variazioni entro 48 ore dalla comunicazione del proprietario.
12) La registrazione nella Banca dati di cani e gatti è effettuata da veterinari liberi professionisti accreditati dalla Regione, secondo le modalità applicative definite con delibera della Giunta regionale.
13) Sono esentati dall’obbligo dell’iscrizione alla Banca dati i cani di proprietà delle forze armate e dei corpi di pubblica sicurezza.
14) I proprietari di gatti, su base volontaria, richiedono l’identificazione e la contestuale registrazione del proprio animale nella Banca dati. L’applicazione del microchip è effettuata, a spese del proprietario, presso le strutture dell’ASL o presso il veterinario libero professionista accreditato. Per l’inserimento del microchip presso le strutture della ASL è applicata la tariffa stabilita nel tariffario regionale in vigore, maggiorata del costo del microchip.
15) I gatti appartenenti alle colonie feline censite sono identificati dal servizio veterinario dell’ASL gratuitamente con il microchip all’atto della sterilizzazione e registrati nella Banca dati a nome del Sindaco del Comune competente per territorio.
16) Il proprietario di cane o gatto vende o cede il proprio animale:
a) se identificato e registrato;
b) di età superiore ai 2 mesi, fatti salvi i casi in cui i cuccioli di età inferiore ai 2 mesi sono allontanati dalla madre per motivi sanitari certificati da un medico veterinario pubblico o da un medico veterinario libero professionista accreditato dalla Regione per l’accesso e la registrazione alla Banca dati.
17) È istituita, sul portale on line della Banca dati, la piattaforma informatica per favorire le adozioni dei cani randagi ricoverati nei canili nonché dei cani di proprietà di cui, previa verifica dei servizi veterinari delle ASL, risulta necessario il trasferimento per gravi, motivate e documentate ragioni per le quali il proprietario non può più prendersene cura.
18) Il proprietario di un cane iscritto alla Banca dati regionale anagrafe degli animali d’affezione, di cui all’articolo 5, che per gravi e documentati motivi è impossibilitato a tenere presso di sé l’animale, può fare domanda al Sindaco del Comune di residenza per l’autorizzazione a consegnare il cane a un canile pubblico o convenzionato.

TITOLO II – DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 6 – Ufficio Tutela Animali

1) Il Comune, tramite la Polizia Municipale, le altre Forze dell’Ordine, le guardie zoofile a ciò deputate, controlla il rispetto dei diritti degli animali, vigila sulla attuazione del presente Regolamento, oltre che sul rispetto della normativa vigente in materia di benessere animale, anche a seguito degli accertamenti svolti dagli Organi competenti e delle segnalazioni di cittadini e Associazioni di volontariato animalista;
2) Per lo svolgimento delle proprie attività di controllo il Comune opera in collaborazione con le autorità sanitarie e di polizia urbana. Per la realizzazione dei propri programmi collabora anche con le Associazioni animaliste presenti sul territorio

Articolo 7 – Definizioni ed ambito di applicazione

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) animale d’affezione: l’animale tenuto o destinato a essere tenuto dall’uomo per affezione, senza fini produttivi o alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali coinvolti nell’ambito degli interventi assistiti con animali;
b) animale randagio: il cane vagante sul territorio che non ha un proprietario o un detentore;
c) cane libero accudito: il cane che vive abitualmente in un determinato territorio che ha abitudini stanziali nonché assenza di comportamenti aggressivi;
d) proprietario di un animale d’affezione: colui che ha la facoltà di disporre di un animale d’affezione in modo pieno e esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi previsti dall’ordinamento giuridico, provvedendo ai suoi bisogni e soddisfacendo le sue necessità naturali, rispondendo della vita e della sua incolumità;
e) detentore di un animale d’affezione: colui che detiene a qualunque titolo un animale d’affezione anche per un periodo limitato di tempo;
f) canile: struttura adibita al ricovero temporaneo di cani;
g) Banca dati regionale anagrafe degli animali d’affezione: il sistema informativo on line della Regione Campania di registrazione dei codici dei microchip identificativi previsti per animali d’affezione per i quali è previsto un obbligo nazionale;
h) colonia felina: il gruppo di gatti formatosi spontaneamente che condivide il medesimo habitat ovvero qualsiasi territorio pubblico o privato nel quale vive stabilmente, indipendentemente dal numero di cui è composto e che sia accudito o meno da cittadini;

Articolo 8 – Responsabilità e doveri dei proprietari e dei detentori di animali d’affezione

1) Chi tiene un animale dovrà assicurare la sua buona tenuta, averne cura e rispettare tutte le norme dettate per la sua tutela ed il suo benessere.
2) Gli animali di proprietà e quelli a qualsiasi titolo custoditi dovranno essere accuditi ed alimentati secondo la specie, la razza, l’età e le condizioni di salute.
3) I proprietari e i detentori di animali d’affezione sono responsabili dello stato di salute e del benessere generale del proprio animale e provvedono alla sistemazione e a fornire adeguate cure e attenzioni allo stesso, tenendo conto dei bisogni fisiologici e etologici secondo l’età, il sesso, la specie, la razza, la taglia e le condizioni di salute; in particolare sono tenuti a rifornire di acqua e cibo in quantità adeguata all’età e alla taglia.
4) Il privato cittadino possessore dell’animale deve impegnarsi ad impedire la proliferazione del proprio animale domestico se non di fronte alla certezza di collocare idoneamente la cucciolata che verrà a nascere;
5) A tutti gli animali di proprietà, o tenuti e/o custoditi a qualsiasi titolo, dovrà essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze relative alle proprie caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
Articolo 8 bis – Rondini.
1) E’ vietata a chiunque la distruzione dei nidi di Rondini.
2) In caso di restauri o ristrutturazioni, possono essere concesse deroghe solo al di fuori del periodo di nidificazione, ovverosia tra il 15 settembre ed il 15 febbraio, previa autorizzazione degli uffici competenti e a fronte della compensazione obbligatoria con nidi artificiali.

Art. 9 – Disciplina dei cani liberi accuditi

1) Al cane si riconosce il diritto di essere animale libero, se si accerta la non sussistenza di condizioni di pericolosità per uomini, animali e cose. I Comuni provvedono a disciplinare le condizioni per il riconoscimento di cani liberi accuditi.
2) Il servizio veterinario dell’ASL, su proposta delle Associazioni animaliste presenti sul territorio, veterinai comportamentalisti o dei cittadini, accerta le condizioni per il riconoscimento dei cani liberi accuditi e le comunica al Sindaco competente che riconosce i cani idonei, informandone la cittadinanza con avviso pubblico.
3) I cani liberi accuditi, a seguito del riconoscimento, sono sterilizzati dal servizio veterinario della ASL competente per territorio o da medici veterinari convenzionati.
4) I cani liberi accuditi sono iscritti nella Banca dati a nome del Sindaco del Comune che ne ha effettuato il riconoscimento e l’Associazione proponente ne ha cura per l’accudimento, attraverso i suoi volontari.
5) Il cane libero accudito, dopo la sua sterilizzazione e il relativo censimento, è reintrodotto nella zona esatta da dove è stato prelevato; lo stesso viene dotato di collare e medaglietta di riconoscimento.
6) È vietato a chiunque e per qualsiasi motivo spostare su altri territori cani dichiarati liberi accuditi dal Comune di appartenenza.

Articolo 10 – Divieti generali

1) E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni normative.
2) E’ vietato tenere animali in spazi angusti in condizioni di scarsa od eccessiva luminosità, eccessiva umidità, scarsa od eccessiva areazione, scarsa od eccessiva insolazione, scarsa od eccessiva temperatura, eccessivo rumore nonché privarli dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a rigori climatici tali da causare sofferenze psico-fisiche anche temporanee.
3) E’ vietato tenere animali all’esterno sprovvisti di un idoneo riparo. In particolare, nel caso dei cani, la cuccia dovrà essere adeguata alle dimensioni dell’animale, sufficientemente coibentata e dotata di tetto impermeabilizzato; dovrà essere chiusa sui tre lati ed essere rialzata da terra e, ove non posta in luogo riparato dalle intemperie, dovrà essere dotata di una adeguata tettoia; non dovrà infine essere umida né posta in luoghi soggetti a ristagni d’acqua ovvero in ambienti che possano risultare nocivi per la salute dell’animale.
4) E’ vietato detenere l’animale in carenti condizioni igienico-sanitarie o fatte salve specifiche necessità di cura e tutela degli animali in maniera difforme alle singole esigenze di ogni specie, anche in caso di custodia temporanea, ogni animale dovrà essere accudito e curato secondo le necessità tipiche della specie.
5) E’ vietato tenere animali in isolamento e/o in condizioni tali da rendere impossibile il controllo quotidiano del loro stato di benessere psicofisico o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie. E’ vietato tenere permanentemente animali su terrazze o balconi senza possibilità alcuna di accesso all’interno dell’abitazione e di integrazione con il nucleo familiare. E’ parimenti vietato isolarli in rimesse, cantine, scantinati o segregarli in contenitori o scatole.
6) E’ vietato detenere animali d’affezione alla catena o ad altro strumento di contenzione similare.
7) I cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore nelle aree pubbliche o di uso pubblico compresi parchi, giardini ed aree verdi attrezzate devono essere tenuti al guinzaglio (è vietato l’uso del collare a strozzo), di lunghezza non superiore a due metri, nonché anche muniti di apposita museruola per i cani di indole mordace. (La museruola deve essere di materiale atossico, adatta alla taglia, alla razza e tale comunque da impedire ai cani di mordere, ma non di bere) Tutti i cuccioli fino ai 6 mesi di età non hanno l’obbligo della museruola.
8) E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze fisiche e/o comportamentali, percosse, utilizzo di mezzi dolorosi, costrizioni fisiche in ambienti inadatti, angusti o poveri di stimoli che impediscono all’animale di manifestare i comportamenti tipici della specie.
9) E’ vietato addestrare animali appartenenti a specie selvatiche fatte salve le necessarie autorizzazioni previste dalla legislazione vigente.
10) E’ vietato utilizzare animali per il pubblico divertimento in contrasto con la normativa vigente ed in particolare a scopo di scommesse. Sono tassativamente vietate le lotte ed i combattimenti fra animali in qualunque forma organizzati.
11) E’ vietato intraprendere o promuovere forme di gioco, lotterie od intrattenimenti anche in occasione di fiere, mercati o spettacoli viaggianti, sagre, feste, mostre, ecc., la cui vincita o premio sia costituita da animali vivi e comunque di regalare in tali occasioni animali vivi a qualsiasi titolo. E’ parimenti vietato regalare animali vivi in omaggio a scopo pubblicitario.
12) E’ vietato su tutto il territorio comunale colorare artificialmente gli animali; è altresì vietato detenere, esporre e vendere animali colorati artificialmente.
13) E’ vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi nei bagagliai dei veicoli a tre volumi il cui bagagliaio non è in collegamento con l’abitacolo.
14) E’ vietato trasportare o detenere animali in condizioni o con mezzi tali da procurare loro, anche potenzialmente, sofferenze, ferite o danni fisici anche temporanei. Fatti salvi i casi di trasporto regolamentati da specifica normativa, è vietata la detenzione di animali in strutture e/o spazi troppo angusti. I mezzi di trasporto, o gli appositi contenitori (gabbie, trasportini, ecc.) dovranno essere adeguati alla specie, tipo, razza e numero degli animali; tali contenitori devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie o lesioni, consentire una adeguata ventilazione e ricambio d’aria nonché la stazione eretta e la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi. Deve essere assicurato l’adeguato apporto idrico e nutritivo in base alle esigenze delle specie trasportate.
15) E’ vietato catturare, uccidere, disturbare ed allontanare forzatamente le specie aviarie ivi compreso distruggere i siti di nidificazione durante il periodo della riproduzione e del successivo svezzamento, ovvero porre in atto qualsiasi forma di maltrattamento.
16) E’ vietato condurre o far correre animali legati al guinzaglio o liberi al seguito di mezzi di locomozione in movimento su terra ed acqua. E’ consentito limitatamente alle biciclette e nelle aree verdi ed isole pedonali (parchi, giardini, ecc.) a condizione di non sottoporre l’animale ad affaticamento o sforzo. In tal caso è consigliabile l’uso della pettorina in luogo del collare. E’ comunque vietato l’utilizzo del collare a strozzo.
17) E’ vietato separare i cuccioli dalla madre prima di 60 giorni e gli stessi, ai sensi della normativa vigente, non possono essere ceduti o venduti se non identificati con l’inserimento del microchip.
18) E’ vietato catturare animali randagi e/o vaganti se non per scopi protezionistici nei limiti e con i modi previsti dalla vigente normativa e dal presente Regolamento.
19) E’ vietata ogni forma di mutilazione degli animali per motivi esclusivamente estetici (taglio di orecchie, taglio di coda, recisione delle corde vocali e l’asportazione delle unghie).
20) è vietato cedere o vendere animali d’affezione a minorenni;
21) E’ vietato strappare o manomettere cartelli o comunicati del Comune contenenti prescrizioni sugli animali, è del pari vietato affiggerne con contenuti contrastanti con le prescrizioni del presente Regolamento e della legislazione vigente in materia.
22) Sono vietati, su tutto il territorio del Comune di Sala Consilina, la vendita, il trasporto, l’uso ed il far indossare collari elettrici e collari a punte rivolte verso l’interno.
23) E’ vietato allevare animali da pelliccia, tranne che per uso da affezione, su tutto il territorio comunale.
24) E’ vietato, su tutto il territorio del Comune di Sala Consilina, nella pratica dell’accattonaggio, utilizzare animali in stato di incuria, denutrizione, precarie condizioni di salute, in evidente stato di maltrattamento, impossibilitati alla deambulazione o comunque sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono esposti. E’ altresì vietato l’accattonaggio con cuccioli di qualsiasi specie animale di età inferiore ai 180 giorni. Gli animali non possono comunque essere soggetti attivi dell’accattonaggio. I cuccioli e gli animali di cui sopra saranno sequestrati a cura degli Organi di Vigilanza e ricoverati presso il Canile Municipale.
25) E’ vietato su tutto il territorio del Comune di Sala Consilina, fare esplodere petardi, botti, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici in genere nei confronti degli animali. L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili si configura come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali e comporta quindi responsabilità dei trasgressori.

Articolo 11 – Abbandono di animali

1) E’ severamente vietato abbandonare qualsiasi tipo di animale, sia domestico che selvatico, sia appartenente alla fauna autoctona che esotica, in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico.
2) E’ vietato a chiunque lasciare liberi o non custodire con le debite cautele cani e/o animali pericolosi di proprietà o di cui si abbia il possesso, la detenzione o la custodia.
3) E’ vietato affidare la custodia di animali a persona inesperta od inidonea, ovvero condurli in luoghi inidonei al loro benessere ed alla sicurezza altrui.
4) E’ vietato aizzare cani e/o altri animali in modo da mettere in pericolo l’incolumità di persone, altri animali e/o provocare il danneggiamento di cose.

Articolo 12 – Detenzione di cani od altri animali in proprietà confinanti con la pubblica via o con altra proprietà privata

Le recinzioni della proprietà privata, confinante con altre strade pubbliche o con altre proprietà private, devono essere costruite e conservate in modo idoneo per evitare che l’animale possa scavalcarle, superarle od oltrepassarle con la testa o possa mordere od arrecare danni a persone ed animali che si trovino dall’altra parte della recinzione

Articolo 13 – Aree e percorsi destinate ai cani

1) Nell’ambito dei giardini, parchi ed altre aree verdi o di uso pubblico sono individuati appositi spazi espressamente riservati alla sgambatura dei cani. L’ Amministrazione provvede a realizzarli con uniforme distribuzione nel tessuto urbano e, ove possibile, provvedendo a suddividere gli spazi per cani di diverse taglie.
2) Tali spazi saranno dotati di apposita cartellonistica nonché delle opportune attrezzature. In tali spazi è consentito ai conduttori dei cani far correre e giocare liberamente gli animali, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori fermo restando l’obbligo di evitare che i cani stessi costituiscano pericolo per le persone, per gli altri animali, o arrechino danni a cose.
3) Anche in tali spazi è obbligatorio rimuovere le deiezioni solide lasciando pulito lo spazio sporcato dagli animali.
4) Esclusivamente nel caso in cui siano in attesa, all’esterno dell’area a loro dedicata, cani non compatibili caratterialmente, è consentita la permanenza per un massimo di 15 minuti dell’animale già presente all’interno dello spazio.

Articolo 14 – Accesso negli esercizi, uffici e mezzi pubblici

1) Sui mezzi pubblici di trasporto, i cani accompagnati dal padrone o detentore hanno libero accesso, secondo le modalità previste dai gestori del pubblico servizio.
2) Nei locali aperti al pubblico e nei pubblici uffici, i cani accompagnati dal padrone o dal detentore hanno libero accesso.
3) Gli animali devono essere sempre tenuti al guinzaglio e nei casi particolati con museruola,ad eccezione dei cani di piccola taglia che possono essere tenuti in braccio od in borsa.
4) I proprietari o detentori devono comunque avere cura a che i cani non sporchino e non creino disturbo o danno alcuno.

Articolo 15 – Obbligo di raccolta delle deiezioni solide

1) I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di cani ed altri animali hanno l’obbligo di raccogliere le deiezioni solide prodotte dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del luogo e di depositarli nei contenitori per rifiuti solidi urbani, così come sono tenuti a portare con sé un una bottiglia d’acqua da versare nel punto in cui l’animale urini accanto a negozi o monumenti;
2) L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico (via, piazza, giardino, area verde, area cani, ecc.) dell’intero territorio comunale.
3) I proprietari e/o detentori di cani che si trovano su area pubblica o di uso pubblico devono essere muniti di sacchetti di plastica, con o senza paletta, per una igienica raccolta o rimozione delle deiezioni solide prodotte dagli animali.
4) Tale obbligo non opera rispetto alle seguenti categorie di persone: non vedenti, ipovedenti, diversamente abili e persone con gravi difficoltà motorie.

Articolo 16 – Ritrovamento e gestione di cani vaganti sul territorio comunale

1) I cani vaganti sono catturati a cura del servizio Asl competente per essere condotti presso il Canile Municipale e se sono dotati di microchip sono restituiti al proprietario o possessore dietro pagamento delle spese di cattura, mantenimento e cura
2) Il cittadino che ritrovi un cane vagante sul territorio comunale deve avvisare prontamente il Canile o la Polizia Municipale per il suo recupero
3) I cani di accertata proprietà (microchippati) che non vengono riscattati dal proprietario entro i 30 giorni a far data dal ricevimento della notifica, saranno considerati liberi a tutti gli effetti e potranno essere dati in affidamento. Contestualmente, la Città di Sala Consilina segnala agli Enti competenti l’abbandono dell’animale per i provvedimenti di competenza.
4) I cani microchippati, previo espletamento dei controlli sanitari, saranno dati in affidamento a chi ne fa richiesta. L’affidamento è considerato provvisorio per 60 giorni, durante i quali il cane rimane di proprietà della Città che potrà effettuare controlli sul benessere degli animali. Trascorso tale termine, l’affidatario provvederà a formalizzare l’adozione definitiva presso il Canile Municipale.
5) Gli animali non possono essere dati in affido, anche temporaneo, o adozione a coloro che abbiano riportato condanne per maltrattamento di animali. Per assicurare il rispetto delle condizioni di benessere degli animali, la Città può attivare controlli anche preventivi con particolare riferimento ai cani di razza molossoide o loro incroci, per i quali sono previsti ulteriori accertamenti.
6) L’Amministrazione può stipulare convenzioni con Associazioni animaliste presenti sul territorio, ad fine di autorizzarle ad accedere al Canile Municipale, per attività finalizzate all’adozione degli animali ivi presenti
7) L’Amministrazione, al fine del contenimento della popolazione canina, procede alla sterilizzazione delle cagne libere presenti sul proprio territorio.

Articolo 17 – Trasporto di cani o di altri animali di affezione su autoveicoli

1) Il conducente di un autoveicolo deve provvedere a che l’animale trasportato non abbia la possibilità di oltrepassare con la testa la sagoma dell’automezzo, al fine di evitare danni a terzi o a se stesso.
2) Ferme restando le norme previste dal Nuovo Codice della Strada, chi trasporta animali su autoveicoli deve adottare tutte le misure necessarie a prevenire ed a evitare pericoli e/o danni per tutti gli occupanti del veicolo od a terzi.
3) Il conducente deve comunque assicurare all’animale:
– areazione del veicolo;
– in caso di viaggi prolungati: somministrazione di acqua, cibo e soste.
4) Deve, inoltre, essere vietata l’esposizione ai raggi solari ed alle fonti eccessive di calore o di freddo, per periodi comunque tali da compromettere il benessere e/o il sistema fisiologico dell’animale.
5) Devono, comunque, essere evitate durante il trasporto sofferenze all’animale.

Articolo 18 – Avvelenamento di animali

1) E’ severamente vietato a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose e/o materiali nocivi in luoghi ai quali possano accedere animali. Sono da escludere dal divieto le operazioni di derattizzazione, disinfestazione e deblatizzazione, che devono essere eseguite con modalità tali da non interessare o nuocere in alcun modo ad altre specie animali, affiggendo cartelli di avviso e schede tossicologiche con l’indicazione dell’antidoto.
2) I medici veterinari, privati od operanti all’interno dell’Azienda Sanitaria Locale, devono segnalare all’ Amministrazione tutti i casi di avvelenamento di animali di cui vengano a conoscenza. In detta segnalazione dovranno essere indicati la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati e, ove individuato, il tipo di veleno utilizzato.

Articolo 19 – Attraversamento di animali, rallentatori di traffico, barriere antiattraversamento, cartellonistica

1) Nei punti delle sedi stradali dove sia stato rilevato un frequente attraversamento di animali da sottoporre a tutela, possono essere installati, a cura degli uffici competenti, gli idonei rallentatori del traffico.
2) In dette zone può essere installata anche apposita cartellonistica per segnalare l’attraversamento di animali che dovrà indicare, con apposita figura stilizzata, la specie di volta in volta interessata ai singoli attraversamenti.

Articolo 20 – Detenzione di animali nelle abitazioni

1) in osservanza di quanto previsto dalla legislazione vigente, in tutti gli edifici esistenti o di nuova costruzione deve essere consentita la detenzione di animali. I regolamenti condominiali non possono contenere disposizioni che vietino la detenzione di animali. Nel caso di regolamenti preesistenti, tale disposizione è da ritenersi abrogata.
2) Gli alloggiamenti devono avere caratteristiche tali da garantire condizioni igieniche adeguate in relazione alla salute delle persone e degli animali.
3) La detenzione degli animali deve comunque assicurare la non insorgenza di inconvenienti igienico-sanitari e l’osservanza della quiete del vicinato deve avvenire nel rispetto dei limiti della normale tollerabilità ai sensi dell’articolo 844 Codice Civile.

Articolo 21 – Documenti da portare al seguito

1) Il possessore o detentore di un cane ha sempre l’obbligo di portare al seguito originale o fotocopia autenticata del documento comprovante l’iscrizione dell’animale all’anagrafe canina o certificato di avvenuto inserimento di microchip.
2) Detti documenti dovranno essere esibiti su richiesta agli agenti delle Forze dell’Ordine, agli ispettori dell’A.S.L., alle guardie zoofile e/o ai soggetti appositamente incaricati.
3) Il trasgressore dovrà esibire entro cinque (5) giorni il documento comprovante l’avvenuta microchippatura all’organo accertatore che avrà scritto sul verbale il termine massimo di esibizione del documento. In caso di mancata esibizione del documento nei cinque (5) giorni verrà applicata ulteriore sanzione oltre a quella minima già attribuita.

GATTI
Articolo 22 – Status dei gatti liberi e delle colonie feline

I gatti liberi e le colonie feline che vivono sul territorio comunale sono tutelati dal Comune. Nel caso di episodi di maltrattamento e/o uccisione il Comune di Sala Consilina procederà a sporgere denuncia ai sensi delle norme vigenti.

Articolo 23 – Colonie feline e gatti liberi

1) Le colonie feline ed i gatti liberi non possono essere catturati, spostati od allontanati dall’habitat dove risiedono, fatto salvo per motivi di carattere igienico-sanitario oppure in caso di epidemie che mettono a repentaglio la salute dell’uomo e degli animali stessi.
2) E’ vietato a chiunque ostacolare od impedire l’attività di gestione di una colonia felina o di gatti liberi, asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione, riparo e cura (ciotole, ripari, cucce, ecc.). Deve essere comunque sempre consentita la presenza di contenitori per l’acqua.
3) E’ vietato, inoltre, predisporre strumenti finalizzati ad impedire la libera circolazione dei felini all’interno del loro habitat o che possano costituire per gli stessi fonte di pericolo o danno.
4) Nelle aree interessate dalla presenza di colonie feline o gatti liberi potranno essere disposte, dall’ Amministrazione o dagli affidatari degli animali, cucce per il riparo degli animali nonché appositi cartelli informativi o segnaletici della presenza dei felini anche con l’indicazione della normativa a loro tutela.

Articolo 24 – Censimento delle colonie feline e dei gatti liberi sul territorio

1) Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente e quanto stabilito dal precedente articolo, le colonie feline ed i gatti liberi che vivono all’interno del territorio comunale sono censiti, con i mezzi più opportuni, dal Comune in collaborazione con l’A.S.L., le Associazioni animaliste ed i singoli cittadini.
2) Finalità del Censimento è la mappatura delle colonie esistenti sia in aree pubbliche che private. In dette aree deve essere garantita la cura e l’alimentazione degli animali ivi stanziati.
3) L’elenco delle colonie è redatto ed aggiornato dal Comune presso il Comando di polizia municipale ed è a disposizione dei cittadini secondo la normativa che regola l’accesso agli atti delle Pubbliche Amministrazioni.

Articolo 25 – Attività di cura delle colonie feline e dei gatti liberi

1) Il Comune di Sala consilina, al fine di garantire il benessere e la cura della popolazione felina presente sul territorio comunale, riconosce l’attività benemerita dei cittadini che, come gattare e gattari, si adoperano volontariamente e gratuitamente per la cura ed il sostentamento dei felini. Agli stessi previa richiesta di affidamento di una colonia felina o di gatti liberi, verrà rilasciato apposito tesserino di riconoscimento. Il tesserino verrà ritirato od il suo utilizzo sospeso qualora il comportamento del soggetto sia in contrasto con la normativa vigente e con le disposizioni impartite Di ciascun affidamento verrà data comunicazione al Servizio Veterinario A.S.L. per un più agevole espletamento delle attività di vigilanza e controllo.
2) Alla/al gattara/o deve essere permesso l’accesso, al fine dell’alimentazione e cura dei gatti, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comunale. L’accesso ad aree private sarà disciplinato con un accordo fra le parti e qualora necessario con l’ausilio della polizia municipale che provvederà a concorrere alla regolamentazione della attività della/del gattara/o (orari, siti di alimentazione, ecc.).

Articolo 26 – Alimentazione dei gatti

1) Le/i gattare/i potranno, previa autorizzazione dell’ Amministrazione, rivolgersi alla mense, per il prelievo di avanzi alimentari da destinare all’alimentazione dei gatti. Altre forme di approvvigionamento alimentare potranno essere istituite a tale scopo.
2) Le/i gattare/i sono tenuti a rispettare le norme igieniche del suolo pubblico e privato relativamente allo spazio adibito ed utilizzato per l’alimentazione dei gatti, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia necessaria.

Articolo 27 – Detenzione dei gatti di proprietà

1) E’ fatto assoluto divieto di tenere i gatti, anche per breve tempo, in terrazze o balconi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione, ovvero in rimesse o cantine senza possibilità di uscita. E’ parimenti vietato, sia all’interno che all’esterno dell’abitazione, segregarli in trasportini e/o contenitori di vario genere nonché tenerli legati o in condizioni di sofferenza e maltrattamento.
2) Al fine di evitare e contenere l’incremento della popolazione felina, nel caso di gatti che siano lasciati uscire all’esterno dell’abitazione e vagare liberamente sul territorio, è consigliabile che i proprietari o detentori provvedano alla sterilizzazione degli stessi.

Articolo 28 – Sterilizzazione

Il Comune di Sala Consilina concorre in base alla normativa vigente alla sterilizzazione dei gatti liberi. Procede altresì alla sterilizzazione degli animali presenti presso le proprie strutture ricettive e quelle convenzionate. La cattura dei felini potrà essere effettuata, previa autorizzazione delle Associazioni animaliste, sia dalle/dai gattare/i, sia da personale appositamente incaricate dall’ Amministrazione. Successivamente alla sterilizzazione i gatti liberi saranno rimessi nella colonia di appartenenza.

Articolo 29 – Cantieri

1) I soggetti pubblici e/o privati che intendono eseguire opere edili e/o di restauro conservativo, di carattere pubblico e/o privato, i cui interventi riguardino zone ed aree interessate dalla presenza di gatti liberi o colonie feline debbono prevedere, a proprie cura e spese prima dell’inizio dei lavori ed in fase di progettazione ove possibile e compatibilmente con lo stato dei luoghi interessati dai lavori, un’idonea collocazione temporanea e/o permanente per detti animali. A tal fine l’Ufficio di polizia municipale collabora per l’individuazione dei siti in cui collocare gli animali e per le eventuali attività connesse.
2) Tale collocazione di norma deve essere ubicata in una zona adiacente al cantiere e dovrà essere in grado di ospitare tutti gli animali appartenenti alle colonie interessate dagli interventi; dovrà altresì essere consentita alle/ai gattare/i, od in alternativa a persona incaricata dall’ Amministrazione, con le modalità più opportune, la possibilità di continuare ad alimentare gli animali.
3) Al termine dei lavori gli animali, previa collocazione di appositi ed adeguati insediamenti, dovranno essere rimessi sul loro territorio di origine, ovvero in siti immediatamente adiacenti a quello originario di provenienza.

Articolo 30 – Custodia gatti randagi

1) L’Amministrazione può stipulare convenzioni con Associazioni animaliste presenti nel proprio territorio per attività finalizzate alla divulgazione e promozione di adozione dei randagi.
2) Il Comune di Sala Consilina predispone, ove necessario, idonei ripari nei parchi, nei giardini ed in altri spazi pubblici ove siano presenti colonie feline.

Articolo 31 – Sanzioni Amministrative
(rif. Art 25 della Legge Regionale n. 21 del 15/04/2019)

1. Alle violazioni delle norme contenute nella presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie fatta salva l’applicazione di ulteriori sanzioni previste dalla normativa nazionale ed in concorso con eventuali reati:
a) per la violazione di cui all’articolo 6, commi 2, 3, 8 e 10 da euro 100,00 a euro 600,00;
b) per la violazione di cui all’articolo 6, comma 16 da euro 150,00 a euro 900,00;
c) per la violazione di cui all’articolo 9, comma 1 da euro 50,00 a euro 300,00;
d) per la violazione di cui all’articolo 10, comma 2, lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), o) e comma 5 da euro 500,00 a euro 3.000,00;
e) per la violazione di cui all’articolo 10, comma 2, lettera n), da euro 150,00 a euro 600,00;
f) per la violazione di cui all’articolo 10, comma 2, lettera m), da euro 5.000,00 a euro 30.000,00;
g) per la violazione di cui all’articolo 17, comma 1 da euro 1.000,00 a euro 6.000,00;
h) per la violazione di cui all’articolo 18, commi 2, 3, 4, e 5 da euro 500,00 a euro 3.000,00;
i) per la violazione delle disposizioni regolamentari adottate, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera m) numero 1 da euro 100,00 a euro 600,00; numeri 2, 3, 4, 5 da euro 500,00 a euro 3.000;
l) per le violazioni di cui all’articolo 14, comma 2, da euro 150,00 a euro 900,00.
2. Le Autorità competenti alla rilevazione e contestazione degli illeciti sono i servizi veterinari delle ASL, le Polizie municipali nonché gli altri soggetti di cui all’articolo 13, comma 4 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).
3. La Regione Campania rappresenta l’Autorità prevista dall’articolo 18 della legge 689/1981 competente ad irrogare le sanzioni mediante ordinanze o ingiunzioni.
4. La Regione Campania è l’Ente cui destinare i proventi contravvenzionali delle violazioni. Le somme incassate, al netto delle spese sostenute, sono destinate al miglioramento dell’efficienza dei controlli ufficiali previsti dalla presente legge.

Articolo 32 – Vigilanza

Sono incaricati di far rispettare il presente Regolamento gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale ed anche, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del Codice di Procedura Penale, le Guardie particolari giurate delle Associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute

Articolo 33 – Incompatibilità ed abrogazione di norme

Alla data di entrata in vigore del presente Regolamento sono da intendersi abrogate tutte le norme, con esso incompatibili od in contrasto, eventualmente contenute in altri regolamenti, provvedimenti e disposizioni comunali.

Art. 34 – Entrata in vigore

A norma dell’art. 10 dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.
A norma dell’art. 10, comma 5, dello Statuto Comunale, il regolamento è portato a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione

31 Luglio 20 Documento Trasparenza

Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di n. 1 posto di Istruttore Direttivo di Vigilanza – categoria giuridica D a tempo pieno ed indeterminato da assegnare al settore Polizia Locale

SETTORE DI RIFERIMENTO Settore Polizia Locale
DATA DI PUBBLICAZIONE 31/07/2020
DATA DI SCADENZA Trenta giorni dal giorno successivo alla data di pubblicazione dell’estratto del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana- IV serie Speciale – Concorsi ed esami– .Qualora il termine di scadenza coincida con il giorno di sabato o festivo, lo stesso deve intendersi automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo utile (31/8/2020 – G.U. n.59 del 31/7/2020
ALLEGATI

Determina Settore Polizia Urbana n.27 del 28/5/2020
Bando
Modello di domanda
L’Avviso
ATTI
ESITO  

 

14 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 7 del 20 febbraio 2020

Art. 1 – Finalità e ambito di applicazione del regolamento

Scopo del presente regolamento è quello di dare attuazione della previsione dell’articolo 15 ter del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 così come modificato dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58.
Nell’ambito del presente regolamento, per tributi locali si intendono tutte le obbligazioni di natura tributaria la cui soggettività attiva e relativi poteri gestori sono attribuiti per legge al Comune. Il presente regolamento si applica anche ai tributi locali affidati dal Comune in gestione, in appalto o in concessione, ad altri Enti, soggetti concessionari pubblici o privati, per l’accertamento e/o la riscossione.1
Nel caso di affidamento della gestione dei citati tributi a soggetti terzi, l’Ente o il soggetto concessionario coopererà con l’ufficio tributi del Comune per dare attuazione al presente regolamento.

Sono escluse dall’applicazione del presente regolamento le addizionali comunali relativamente alle quali il Comune è solo beneficiario dei relativi introiti essendo la gestione attribuita per legge allo Stato, all’Agenzia delle Entrate o ad altri soggetti.

Art.2 – Definizione di irregolarità tributaria

Ai fini dell’applicazione del presente regolamento, si ritiene che possa esservi irregolarità tributaria allorquando, il soggetto istante abbia un debito, risultante da tutte le entrate ricomprese nel precedente articolo 1 a seguito di omessa o infedele denuncia, parziale o mancato versamento alla scadenza ordinaria, di emissione di avviso di accertamento – non sospeso amministrativamente o giudizialmente – o di avvio della riscossione coattiva superiore all’importo di euro 1.500,00.2

Art. 3 – Soggetti che si trovano in posizione di irregolarità tributaria nei confronti dell’Ente

Ai soggetti che esercitano attività commerciali o produttive che si trovano in posizione di irregolarità tributaria non è consentito il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi. Nel caso in cui, invece, la situazione di morosità sia successiva al provvedimento autorizzatorio, e dunque, in caso di esito negativo della verifica da parte del Comune sulla regolarità tributaria, l’ufficio competente notifica all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria o assicurativa con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
In caso di rateazione delle somme dovute, anche il solo mancato pagamento di una rata fa ritornare il contribuente nella posizione di irregolarità tributaria ai fini dell’applicazione del presente regolamento.
In caso di ricorso in Commissione Tributaria del provvedimento con il quale venga contestata irregolarità tributaria oppure situazione di morosità, con la richiesta di sospensiva dell’atto impugnato ex art. 47 del D.Lgs.546/1992, il procedimento di sospensione di cui i commi precedenti è sospeso fino alla notifica della pronuncia della Commissione Tributaria, anche se quest’ultima dovesse avvenire dopo il decorso dei termini predetti.

Art. 4 – Modalità di verifica in caso di rilascio di nuove istanze

All’atto del rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di segnalazioni certificate di inizio attività, uniche o condizionate, concernenti attività commerciali o produttive l’ufficio3 preposto procede a richiedere all’ufficio tributi dell’Ente l’attestato di regolarità tributaria del soggetto istante.
Per soggetto istante si intende sia la persona fisica che agisce in proprio, sia la persona fisica che agisce in rappresentanza di un soggetto avente o meno personalità giuridica. Nel caso di attività svolta da una persona fisica la verifica di regolarità è effettuata solo relativamente alla posizione tributaria dell’attività d’impresa.
Nel caso di istanza presentata da persona giuridica a mezzo di proprio legale rappresentante, la regolarità tributaria sarà verificata esclusivamente con riguardo alla persona giuridica istante.
L’istante potrà procedere a dimostrare l’avvenuto pagamento dei tributi disciplinati dall’articolo 1 mediante esibizione delle attestazioni di pagamento complete delle ricevute dell’istituto che ha veicolato il pagamento. In tale caso la documentazione prodotta è trasmessa all’Ufficio tributi che provvederà a verificarne la correttezza entro trenta giorni lavorativi decorrenti dalla data di trasmissione dell’ufficio4, trascorsi i quali la situazione si riterrà in regime di regolarità tributaria ferme restanti le disposizioni del successivo articolo 5.

Art. 5 – Modalità di verifica delle istanze già autorizzate

In sede di prima applicazione entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento5, e poi con cadenza mensile un elenco aggiornato, l’ufficio6 provvede a inviare all’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 l’elenco dei soggetti che hanno licenze, autorizzazioni e concessioni attive e dei quali è necessario verificare la posizione di irregolarità tributaria.
L’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 provvederà ad avviare l’attività di verifica delle posizioni trasmesse dandovi priorità nell’ambito delle proprie attività di verifica e comunicandone gli esiti all’ufficio.7
Per i tributi a liquidazione dell’ufficio entro 30 giorni dalle date di scadenza dei versamenti dovuti l’ufficio procederà alla verifica dello stato di irregolarità tributaria inviando l’elenco dei soggetti morosi al competente ufficio per la notifica all’interessato della comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione.

Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
Per i tributi iscritti a ruolo la verifica viene effettuata dall’Ufficio tributi sulla base degli elementi risultanti alla data della stessa dall’apposito applicativo web di Agenzia delle entrate riscossione.

Art. 6 – Collaborazione tra gli uffici nell’applicazione del presente regolamento

Al fine di consentire la corretta applicazione del presente regolamento gli uffici competenti e gli eventuali concessionari procederanno a concordare in un apposito documento le modalità di interscambio delle informazioni necessarie dandone comunicazione al Segretario comunale.

Art. 7 – Norma di rinvio

Per quanto non disciplinato si fa riferimento ai regolamenti approvati dall’Ente.

NOTE
1 È possibile limitare solo ad uno o più tributi l’ambito di applicazione, così come pure in relazione a diversi anni di imposta a seconda delle scelte operate dall’Ente e della situazione delle attività poste in essere e programmate. In particolare peri i tributi in autoliquidazione, quali IMU e TASI, la valutazione dovrà essere effettuata dal Comune sulla base del livello di aggiornamento delle banche dati e l’organizzazione del servizio.

2 La norma non dispone meccanismi e criteri per individuare la soglia che fa scattare la situazione di irregolarità Pertanto per semplificare si è scelto di indicare un importo minimo. Tuttavia sarebbe possibile uniformare tale importo a quello previsto prevista ai sensi della legge n. 296/2006, così come è possibile variare l’importo scritto con uno ritenuto più rispondente alla specifica situazione dell’Ente. In alternativa a seconda dell’ambito di intervento definito nell’articolo 1 è possibile anche elencare per ogni tributo il livello minimo al di sopra del quale scatta la posizione di irregolarità.
3 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
4 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
5 termine modificabile dall’Ente
6 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
7 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..

10 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica di ingiunzioni di pagamento

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 32 del 27 giugno 2019

Indice
Articolo 1 – Oggetto del Regolamento
Articolo 2 – Oggetto della definizione agevolata
Articolo 3 – Definizione agevolata degli importi oggetto di rateizzazione
Articolo 4 – Definizione agevolata degli importi inclusi in accordi o piani del consumatore
Articolo 5 – Procedure cautelari ed esecutive in corso
Articolo 6 – Disposizioni finali

Articolo 1 – Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento adottato nell’ambito della potestà prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ed in attuazione dell’articolo 15 del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 disciplina la definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzioni di pagamento di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
2. Ai fini del presente regolamento, per «Comune» si intende il Servizio Tributi.

Articolo 2 – Oggetto della definizione agevolata

1. Relativamente alle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica delle ingiunzioni di pagamento di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, negli anni dal 2000 al 2017, i debitori possono estinguere il debito, senza corrispondere le sanzioni, versando:
a) Le somme ingiunte a titolo di capitale e di interessi;
b) le spese relative alla riscossione coattiva, riferibili agli importi di cui alla precedente lettera a);
c) le spese relative alla notifica dell’ingiunzione di pagamento;
d) le spese relative alle eventuali procedure cautelari o esecutive sostenute.
2. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il debitore manifesta al Comune e al concessionario la sua volontà di avvalersene, rendendo entro il 31/08/2019 apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso Comune mette a disposizione sul proprio sito internet nel termine di 15 giorni dall’approvazione del presente regolamento. In tale dichiarazione il debitore indica, altresì, il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro comunque il limite massimo del 30 settembre 2021, nonché la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i debiti cui si riferisce la dichiarazione, e assume l’impegno a rinunciare agli stessi, o ad accettare la rinuncia, con compensazione delle spese di lite.
3. II Comune e il concessionario entro il 30/09/2019 comunicano ai debitori che hanno presentato la comunicazione di cui al comma 2 l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, le modalità di pagamento, nonché l’importo delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:
a) Versamento unico: entro il 31 ottobre 2019;
b) versamento in 6 rate di pari importo:
entro il 31 ottobre 2019;
entro il 29 febbraio 2020;
entro il 31 luglio 2020;
entro il 31 dicembre 2020;
entro il 31 maggio 2021;
entro il 30 settembre 2021;
c) versamento in 10 rate di pari importo:
entro il 31 ottobre 2019;
entro il 31 dicembre 2019;
entro il 31 marzo 2020;
entro il 30 giugno 2020;
entro il 30 settembre 2020;
entro il 31 dicembre 2020;
entro il 29 febbraio 2021;
entro il 30 aprile 2021;
entro il 30 giugno 2021;
entro il 30 settembre 2021;
Nel caso di versamento dilazionato in rate si applicano gli interessi previsti nel regolamento comunale sulla riscossione coattiva, ovvero al tasso legale.
4. Il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai debiti definibili, la revoca automatica dell’eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata.
5. In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto dell’istanza. In tale caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
6. Sono esclusi dalla definizione agevolata di cui al comma l le entrate comunali non riscosse relative alle sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie.
7. Per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente agli interessi, inclusi quelli di mora e quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689.
8. La definizione agevolata prevista dal presente articolo può riguardare il singolo debito incluso nelle ingiunzioni di pagamento.
9. Le somme relative ai debiti definibili, versate a qualsiasi titolo, anche anteriormente alla definizione, restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili.

Articolo 3 – Definizione agevolata degli importi oggetto di rateizzazione

1. La facoltà di definizione prevista dall’articolo 2 può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dal Comune o dal concessionario, le somme dovute relativamente alle ingiunzioni di pagamento di cui all’articolo 2, comma 1, purché rispetto ai piani rateali in essere risultino adempiuti i versamenti entro gennaio 2019. In tal caso, ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare ai sensi dell’articolo 2, comma 1, non si tiene conto degli importi già versati a titolo di sanzioni ed interessi, compresi quelli di dilazione, che restano definitivamente acquisiti e non sono rimborsabili.
2. A seguito della presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, sono sospesi, per i debiti oggetto della domanda di definizione, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere relativamente alle rate di tali dilazioni in scadenza in data successiva al 31 gennaio 2019.

Articolo 4 – Definizione agevolata degli importi inclusi in accordi o piani del consumatore

1. Sono compresi nella definizione agevolata di cui all’articolo 2, comma 1, i debiti che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori ai sensi del capo II, sezione prima, della legge 27 gennaio 2012, n. 3. In tal caso, gli importi dovuti possono essere corrisposti nelle modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.

Articolo 5 – Procedure cautelati ed esecutive in corso

1. A seguito della presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, sono sospesi i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto di tale comunicazione.
2. Il Comune (o il concessionario) relativamente ai debiti definibili non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, e non può, altresì, proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Articolo 6 – Disposizioni finali

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.