Ultima modifica: 23 ottobre 2018

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23 ottobre 18 Documento Trasparenza

Fondo 2018

Costituzione Fondo
Ripartizione Fondo
Relazione tecnico-finanziaria
Parere Revisore dei conti
Delibera di autorizzazione alla sottoscrizione
Fondo sottoscritto

14 febbraio 18 Documento Trasparenza

Regolamento in materia di accesso civico e accesso generalizzato

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Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 13 del 22 gennaio 2018

 

INDICE
Art. 1 – Definizioni
Art. 2 – Oggetto
Art. 3 – Accesso generalizzato e accesso documentale
Art. 4 – Legittimazione soggettiva
Art. 5 – Istanza di accesso civico e generalizzato
Art. 6 – Responsabili del procedimento
Art. 7 – Soggetti Controinteressati
Art. 8 – Termini del procedimento
Art. 9 – Eccezioni assolute all’accesso generalizzato
Art. 10 – Eccezioni relative all’accesso generalizzato
Art. 11 – Richiesta di riesame
Art. 12 – Motivazione del diniego all’accesso
Art. 13 – Impugnazioni
Art.14 – Monitoraggio
Art.15 – Registro
Art.16 – Entrata in vigore

Art. 1 – Definizioni

Ai fini del presente regolamento si intende per:

  1. “decreto trasparenza” il D.Lgs. n. 33/2012 così come modificato dal D.Lgs. n. 97/2016;
  2. “accesso documentale” l’accesso disciplinato dal capo V della legge n. 241/1990;
  3. “accesso civico” (o accesso civico “semplice”) l’accesso ai documenti oggetto degli obblighi di pubblicazione, previsto dall’art. 5, c. 1, del decreto trasparenza;
  4. “accesso generalizzato” l’accesso previsto dall’art. 5, c. 2, del decreto trasparenza.

Art. 2 – Oggetto

1. Il presente regolamento disciplina i criteri e le modalità organizzative per l’effettivo esercizio dei seguenti diritti:

  • l’accesso civico che sancisce il diritto di chiunque di richiedere i documenti, le informazioni o i dati che l’ente abbia omesso di pubblicare pur avendone l’obbligo ai sensi del decreto trasparenza;
  • l’accesso generalizzato che comporta il diritto di chiunque di accedere a dati, documenti ed informazioni detenuti dall’ente, ulteriori rispetto a quelli sottoposti ad obbligo di pubblicazione, ad esclusione di quelli sottoposti al regime di riservatezza.

Art. 3 – Accesso generalizzato e accesso documentale

1. L’accesso documentale disciplinato dagli artt. 22 e seguenti della Legge n. 241/1990, resta disciplinato da tali norme; il Comune ne dà attuazione in conformità a tali disposizioni ed a quelle regolamentari appositamente adottate con delibera del Consiglio Comunale n. 29 del 12/5/1998;
2. La finalità dell’accesso documentale ex Lege n. 241/1990 è quella di porre i soggetti interessati in grado di esercitare al meglio le facoltà partecipative e/o oppositive e difensive che l’ordinamento attribuisce loro a tutela delle posizioni giuridiche qualificate di cui sono titolari. L’accesso documentale opera sulla base di norme e presupposti diversi da quelli afferenti l’accesso civico (generalizzato e non).
3. Il diritto di accesso generalizzato, oltre che quello civico, è riconosciuto allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico; la Legge n. 241/1990 esclude perentoriamente l’utilizzo del diritto di accesso al fine di sottoporre l’Amministrazione ad un controllo generalizzato.

Art. 4 – Legittimazione soggettiva

1. L’esercizio dell’accesso civico e dell’accesso generalizzato non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente; chiunque può esercitare tale diritto indipendentemente dall’essere cittadino italiano o residente nel territorio dello Stato.
2. L’istanza di accesso, contenente le complete generalità del richiedente con i relativi recapiti e numeri di telefono, identifica i dati, le informazioni o i documenti richiesti. Le istanze non devono essere generiche ma consentire l’individuazione del dato, del documento o dell’informazione di cui è richiesto l’accesso.
3. Non è ammissibile una richiesta meramente esplorativa volta a scoprire di quali informazioni l’Amministrazione dispone.

Art. 5 – Istanza di accesso civico e generalizzato

1. L’istanza può essere trasmessa dal soggetto interessato per via telematica secondo le modalità previste dal Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante il «Codice dell’amministrazione digitale». Pertanto, ai sensi dell’art. 65 del CAD, le istanze presentate per via telematica sono valide se:

  1. sottoscritte mediante la firma digitale o la firma elettronica qualificata il cui certificato è rilasciato da un certificatore qualificato;
  2. l’istante o il dichiarante è identificato attraverso il sistema pubblico di identità digitale (SPID), nonché la carta di identità elettronica o la carta nazionale dei servizi;
  3. sono sottoscritte e presentate unitamente alla copia del documento d’identità;
  4. trasmesse dall’istante o dal dichiarante mediante la propria casella di posta elettronica certificata purché le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalità definite con regole tecniche adottate ai sensi dell’art. 71 (CAD), e ciò sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato.

2. Resta fermo che l’istanza può essere presentata anche a mezzo posta, fax o direttamente presso gli uffici e che laddove la richiesta di accesso civico non sia sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto, la stessa debba essere sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore, che va inserita nel fascicolo (cfr. art. 38, commi 1 e 3, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
3. Se l’istanza ha per oggetto l’accesso civico “semplice” deve essere presentata al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, i cui riferimenti sono indicati nella Sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale del Comune. Ove tale istanza venga presentata ad altro ufficio del Comune, il responsabile di tale ufficio provvede a trasmetterla al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza nel più breve tempo possibile.
4. Nel caso di accesso generalizzato, l’istanza va indirizzata, in alternativa:

  • all’ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti;
  • all’ufficio indicato dall’amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale.

5. L’istanza di accesso civico non richiede motivazione alcuna.
6. Tutte le richieste di accesso pervenute all’Amministrazione locale dovranno essere registrate in ordine cronologico in una banca dati accessibile ai Dirigenti/Responsabili degli uffici, al RPCT e all’OIV, con indicazione:

  • dell’ufficio che ha gestito il procedimento di accesso;
  • dei controinteressati individuati;
  • dell’esito e delle motivazioni che hanno portato ad autorizzare o negare o differire l’accesso nonché l’esito di eventuali ricorsi proposti dai richiedenti o dai contro interessati.

7. Il RPCT può chiedere in ogni momento agli uffici informazioni sull’esito delle istanze.

Art. 6 – Responsabili del procedimento

1. I Dirigenti/Responsabili degli uffici del Comune garantiscono il tempestivo e regolare flusso delle informazioni da pubblicare.
2. Responsabile dei procedimenti di accesso di cui al precedente art. 2 è il Dirigente/Responsabile dell’ufficio che riceve l’istanza, il quale può affidare ad altro dipendente l’attività istruttoria ed ogni altro adempimento inerente il procedimento, mantenendone comunque la responsabilità.
3. I Dirigenti/Responsabili dell’Amministrazione comunale ed il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza controllano ed assicurano la regolare attuazione dell’accesso sulla base di quanto stabilito dal presente regolamento.
4. Nel caso di istanze per l’ accesso civico il Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza ha l’obbligo di segnalare, in relazione alla loro gravità, i casi di inadempimento o adempimento parziale all’ufficio di disciplina del Comune ai fini dell’eventuale attivazione del procedimento disciplinare; la segnalazione degli inadempimenti viene effettuata anche al vertice politico dell’amministrazione e all’OIV ai fini dell’attivazione dei procedimenti rispettivamente competenti in tema di responsabilità. Se il documento, l’informazione o il dato richiesti risultino essere già pubblicati sul sito istituzionale dell’ente nel rispetto della normativa vigente, il responsabile del procedimento comunica tempestivamente al richiedente l’avvenuta pubblicazione, indicandogli il relativo collegamento ipertestuale.

Art. 7 – Soggetti controinteressati

1. L’ufficio cui è indirizzata la richiesta di accesso generalizzato, se individua soggetti controinteressati è tenuto a dare comunicazione agli stessi, mediante invio di copia della stessa, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica per coloro che abbiano acconsentito a tale forma di comunicazione.
2. I soggetti controinteressati sono esclusivamente le persone fisiche e giuridiche portatrici dei seguenti interessi privati di cui all’art. 5-bis, c. 2 del decreto trasparenza:

  1. protezione dei dati personali, in conformità al D.Lgs. n. 196/2003;
  2. libertà e segretezza della corrispondenza intesa in senso lato ex art.15 Costituzione;
  3. interessi economici e commerciali, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali.

3. Possono essere controinteressati anche le persone fisiche interne all’amministrazione comunale (componenti degli organi di indirizzo, dirigenti, P.O., dipendenti, componenti di altri organismi).
4. Entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione, i controinteressati possono presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla richiesta di accesso. Decorso tale termine, l’Amministrazione comunale provvede sulla richiesta di accesso, accertata la ricezione della comunicazione da parte dei controinteressati.
5. La comunicazione ai soggetti controinteressati non è dovuta nel caso in cui l’istanza riguardi l’accesso civico c.d. ”semplice”, cioè dati, documenti ed informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria.

Art. 8 – Termini del procedimento

1. Il procedimento di accesso civico deve concludersi con provvedimento espresso e motivato nel termine di trenta giorni (art. 5, c. 6, del D.Lgs. n. 33/2013) dalla presentazione dell’istanza con la comunicazione del relativo esito al richiedente e agli eventuali soggetti controinteressati. Tali termini sono sospesi nel caso di comunicazione dell’istanza ai controinteressati durante il tempo stabilito dalla norma per consentire agli stessi di presentare eventuale opposizione (10 giorni dalla ricezione della comunicazione).
2. In caso di accoglimento, l’ufficio competente di cui all’art. 5 del presente Regolamento provvede a trasmettere tempestivamente al richiedente i dati o i documenti richiesti, ovvero, nel caso in cui l’istanza riguardi l’accesso civico, a pubblicare sul sito i dati, le informazioni o i documenti richiesti e a comunicare al richiedente l’avvenuta pubblicazione dello stesso, indicandogli il relativo collegamento ipertestuale.
3. Qualora vi sia stato l’accoglimento della richiesta di accesso generalizzato nonostante l’opposizione del controinteressato, il Comune è tenuto a darne comunicazione a quest’ultimo. I dati o i documenti richiesti possono essere trasmessi al richiedente non prima di quindici giorni dalla ricezione della stessa comunicazione da parte del controinteressato, ciò anche al fine di consentire a quest’ultimo di presentare eventualmente richiesta di riesame o ricorso al difensore civico, oppure ricorso al giudice amministrativo.
4. Nel caso di richiesta di accesso generalizzato, il Comune deve motivare l’eventuale rifiuto, differimento o la limitazione dell’accesso con riferimento ai soli casi e limiti stabiliti dall’art. 5-bis del decreto trasparenza.

Art. 9 – Eccezioni assolute all’accesso generalizzato

1. Il diritto di accesso generalizzato è escluso:
1.1.) nei casi di segreto di Stato (cfr. art. 39, legge n. 124/2007) e nei casi in cui l’accesso è subordinato dalla disciplina vigente al rispetto di specifiche condizioni, modalità o limiti (tra cui la disciplina sugli atti dello stato civile, la disciplina sulle informazioni contenute nelle anagrafi della popolazione, gli Archivi di Stato), inclusi quelli di cui all’art. 24, c. 1, legge n. 241/1990. Ai sensi di quest’ultima norma il diritto di accesso è escluso:

  1. per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge;
  2. nei procedimenti tributari locali, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
  3. nei confronti dell’attività dell’Ente diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;
  4. nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

1.2.) nei casi di divieti di accesso o divulgazione previsti dalla legge tra cui:

  • il segreto militare (R.D. n.161/1941);
  • il segreto statistico (D.Lgs 322/1989);
  • il segreto bancario (D.Lgs. 385/1993);
  • il segreto scientifico e il segreto industriale (art. 623 c.p.);
  • il segreto istruttorio (art.329 c.p.p.);
  • il segreto sul contenuto della corrispondenza (art.616 c.p.);
  • i divieti di divulgazione connessi al segreto d’ufficio (art.15, D.P.R. 3/1957)
  • i dati idonei a rivelare lo stato di salute, ossia a qualsiasi informazione da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici (art. 22, comma 8, del Codice; art. 7-bis, c. 6, D.Lgs.. n. 33/2013);
  • i dati idonei a rivelare la vita sessuale (art. 7-bis, c. 6, D.Lgs.. n. 33/2013);
  • i dati identificativi di persone fisiche beneficiarie di aiuti economici da cui è possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute ovvero alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati (divieto previsto dall’art. 26, comma 4, D.Lgs. n. 33/2013).

2. Tale categoria di eccezioni all’accesso generalizzato è prevista dalla legge ed ha carattere tassativo. In presenza di tali eccezioni il Comune è tenuto a rifiutare l’accesso trattandosi di eccezioni poste da una norma di rango primario, sulla base di una valutazione preventiva e generale, a tutela di interessi pubblici e privati fondamentali e prioritari rispetto a quello del diritto alla conoscenza diffusa.
3. Nella valutazione dell’istanza di accesso, il Comune deve verificare che la richiesta non riguardi atti, documenti o informazioni sottratte alla possibilità di ostensione in quanto ricadenti in una delle fattispecie indicate al primo comma.
4. Per la definizione delle esclusioni all’accesso generalizzato di cui al presente articolo, si rinvia alle Linee guida recanti indicazioni operative adottate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione ai sensi dell’art. 5-bis del decreto trasparenza, che si intendono qui integralmente richiamate.

Art. 10 – Eccezioni relative all’accesso generalizzato

1. I limiti all’accesso generalizzato sono posti dal legislatore a tutela di interessi pubblici e privati di particolare rilievo giuridico che il Comune deve necessariamente valutare con la tecnica del bilanciamento, caso per caso, tra l’interesse pubblico alla divulgazione generalizzata e la tutela di altrettanto validi interessi considerati dall’ordinamento.
2. L’accesso generalizzato è rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno degli interessi pubblici inerenti:
a) la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, i verbali e le informative riguardanti attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e di tutela dell’ordine pubblico, nonché i dati, i documenti e gli atti prodromici all’adozione di provvedimenti rivolti a prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità e la sicurezza pubblica;
b) la sicurezza nazionale;
c) la difesa e le questioni militari. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, gli atti, i documenti e le informazioni concernenti le attività connesse con la pianificazione, l’impiego e l’addestramento delle forze di polizia;
d) le relazioni internazionali;
e) la politica e la stabilità finanziaria ed economica dello Stato;
f) la conduzione di indagini sui reati e il loro perseguimento. In particolare, sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto:

  • gli atti, i documenti e le informazioni concernenti azioni di responsabilità di natura civile, penale e contabile, rapporti e denunce trasmesse dall’Autorità giudiziaria e comunque atti riguardanti controversie pendenti, nonché i certificati penali;
  • i rapporti con la Procura della Repubblica e con la Procura regionale della Corte dei Conti e richieste o relazioni di dette Procure ove siano nominativamente individuati soggetti per i quali si manifesta la sussistenza di responsabilità amministrative, contabili o penali;

g) il regolare svolgimento di attività ispettive preordinate ad acquisire elementi conoscitivi necessari per lo svolgimento delle funzioni di competenza dell’Ente. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto:

  • gli atti, i documenti e le informazioni concernenti segnalazioni, atti o esposti di privati, di organizzazioni sindacali e di categoria o altre associazioni fino a quando non sia conclusa la relativa fase istruttoria o gli atti conclusivi del procedimento abbiano assunto carattere di definitività, qualora non sia possibile soddisfare prima l’istanza di accesso senza impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell’azione amministrativa o compromettere la decisione finale;
  • le notizie sulla programmazione dell’attività di vigilanza, sulle modalità ed i tempi del suo svolgimento, le indagini sull’attività degli uffici, dei singoli dipendenti o sull’attività di enti pubblici o privati su cui l’ente esercita forme di vigilanza;
  • verbali ed atti istruttori relativi alle commissioni di indagine il cui atto istitutivo preveda la segretezza dei lavori;
  • verbali ed atti istruttori relativi ad ispezioni, verifiche ed accertamenti amministrativi condotti su attività e soggetti privati nell’ambito delle attribuzioni d’ufficio; – pareri legali redatti dagli uffici comunali, nonché quelli di professionisti esterni acquisiti, in relazione a liti in atto o potenziali, atti difensivi e relativa corrispondenza.

3. L’accesso generalizzato è altresì rifiutato se il diniego è necessario per evitare un pregiudizio concreto alla tutela di uno dei seguenti interessi privati:
a) la protezione dei dati personali, in conformità con la disciplina legislativa in materia, fatto salvo quanto previsto dal precedente art.9. In particolare, sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, i seguenti atti, documenti ed informazioni:

  • documenti di natura sanitaria e medica ed ogni altra documentazione riportante notizie di salute o di malattia relative a singole persone, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici;
  • relazioni dei Servizi Sociali ed Assistenziali in ordine a situazioni sociali, personali, familiari di persone assistite, fornite dall’Autorità giudiziaria e tutelare o ad altri organismi pubblici per motivi specificatamente previsti da norme di legge;
  • la comunicazione di dati sensibili e giudiziari o di dati personali di minorenni, ex D.Lgs. n. 193/2003;
  • notizie e documenti relativi alla vita privata e familiare, al domicilio ed alla corrispondenza delle persone fisiche, utilizzati ai fini dell’attività amministrativa;

b) la libertà e la segretezza della corrispondenza. In particolare sono sottratti all’accesso, ove sia rilevata la sussistenza del pregiudizio concreto, i seguenti atti, documenti ed informazioni:

  • gli atti presentati da un privato, a richiesta del Comune, entrati a far parte del procedimento e che 24 integrino interessi strettamente personali, sia tecnici, sia di tutela dell’integrità fisica e psichica, sia finanziari, per i quali lo stesso privato chiede che siano riservati e quindi preclusi all’accesso;
  • gli atti di ordinaria comunicazione tra enti diversi e tra questi ed i terzi, non utilizzati ai fini dell’attività amministrativa, che abbiano un carattere confidenziale e privato;

c) gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, ivi compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali;
4. Il Comune è tenuta a verificare e valutare, una volta accertata l’assenza di eccezioni assolute, se l’ostensione degli atti possa determinare un pregiudizio concreto e probabile agli interessi indicati dal legislatore; deve necessariamente sussistere un preciso nesso di causalità tra l’accesso ed il pregiudizio. Il pregiudizio concreto va valutato rispetto al momento ed al contesto in cui l’informazione viene resa accessibile.
5. I limiti all’accesso generalizzato per la tutela degli interessi pubblici e privati individuati nei commi precedenti si applicano unicamente per il periodo nel quale la protezione è giustificata in relazione alla natura del dato.
6. L’accesso generalizzato non può essere negato ove, per la tutela degli interessi pubblici e privati individuati nei commi precedenti, sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.
7. Qualora i limiti di cui ai commi precedenti riguardano soltanto alcuni dati o alcune parti del documento richiesto deve essere consentito l’accesso parziale utilizzando, se del caso, la tecnica dell’oscuramento di alcuni dati; ciò in virtù del principio di proporzionalità che esige che le deroghe non eccedano quanto è adeguato e richiesto per il raggiungimento dello scopo perseguito.

Art. 11 – Richiesta di riesame

1. Il richiedente, nei casi di diniego totale o parziale dell’accesso generalizzato o di mancata risposta entro il termine previsto al precedente art. 8, ovvero i controinteressati, nei casi di accoglimento della richiesta di accesso, possono presentare richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza che decide con provvedimento motivato, entro il termine di venti giorni.
2. Se l’accesso generalizzato è stato negato o differito a tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina legislativa in materia, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta.
3. A decorrere dalla comunicazione al Garante, il termine per l’adozione del provvedimento da parte del RPCT è sospeso, fino alla ricezione del parere del Garante e comunque per un periodo non superiore ai predetti dieci giorni.

Art. 12 – Motivazione del diniego all’accesso

1. Sia nei casi di diniego, anche parziale, connessi all’esistenza di limiti all’accesso generalizzato, sia per quelli connessi alle eccezioni assolute, sia per le decisioni del RPCT, gli atti sono adeguatamente motivati.

Art. 13 – Impugnazioni

1. Avverso la decisione del responsabile del procedimento o, in caso di richiesta di riesame, avverso la decisione del RPCT, il richiedente l’accesso generalizzato può proporre ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale ai sensi dell’art. 116 del Codice del processo amministrativo di cui al D.Lgs. n. 104/2010. Il termine di cui all’art. 116, c. 1, Codice del processo amministrativo, qualora il richiedente l’accesso generalizzato si sia rivolto al difensore civico provinciale/regionale, decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell’esito della sua istanza allo stesso.
2. In alternativa il richiedente, o il controinteressato nei casi di accoglimento della richiesta di accesso generalizzato, può presentare ricorso al difensore civico competente per ambito territoriale (qualora tale organo non sia stato istituito la competenza è attribuita al difensore civico competente per l’ambito territoriale immediatamente superiore). Il ricorso deve essere notificato anche all’Amministrazione interessata.
3. Il difensore civico si pronuncia entro trenta giorni dalla presentazione del ricorso. Se il difensore civico ritiene illegittimo il diniego o il differimento ne informa il richiedente e lo comunica all’Amministrazione. Se l’Amministrazione non conferma il diniego o il differimento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico, l’accesso è consentito.
4. Se l’accesso generalizzato è negato o differito a tutela della protezione dei dati personali in conformità con la disciplina legislativa in materia, il difensore civico provvede sentito il Garante per la protezione dei dati personali il quale si pronuncia entro dieci giorni dalla richiesta.
5. Nel caso in cui la richiesta riguardi l’accesso civico (dati, informazioni o documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria), il RPCT ha l’obbligo di effettuare la segnalazione di cui all’art. 43, c. 5, del decreto trasparenza.

Art. 14 – Monitoraggio

1. Gli uffici comunicano al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza gli esiti delle domande di accesso generalizzato.
2. In ogni caso, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza può sempre verificare presso gli uffici l’esito delle istanze e le decisioni assunte.

Art. 15 – Registro

1. È istituito il “registro delle domande di accesso generalizzato”. La gestione e l’aggiornamento del registro sono assegnate all’Ufficio di Segreteria al quale l’Ufficio Protocollo trasmetterà per opportuna conoscenza copia dell’istanza indirizzata all’ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti o all’ufficio indicato dall’amministrazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale. Tutti gli uffici dell’Ente sono tenuti a collaborare con l’ufficio di cui sopra, per la gestione del registro, comunicando tempestivamente allo stesso copia delle domande di accesso generalizzato ricevute ed i provvedimenti di decisione (accoglimento, rifiuto, differimento) assunti in merito alle domande stesse.
2. Il registro è tenuto semplicemente attraverso fogli di calcolo o documenti di videoscrittura (es. excel, word, ecc.).
3. Il registro reca, quali indicazioni minime essenziali: l’oggetto della domanda d’accesso generalizzato, la data di registrazione al protocollo, il relativo esito con indicazione della data.
4. Il registro è pubblicato, oscurando eventuali dati personali, e aggiornato semestralmente in “Amministrazione trasparente”, “Altri contenuti – accesso civico”.

Art. 16. – Entrata in vigore

Il Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione all’ albo pretorio ai sensi dell’art. 10 del vigente Statuto comunale.

Allegati:
Modello per la richiesta di Accesso Civico Semplice
Modello per la richiesta di Accesso Civico Generalizzato
Modello di comunicazione ai soggetti controinteressati
Modello di provvedimento di diniego totale, parziale o differimento dell’accesso

19 gennaio 18 Documento Trasparenza

Regolamento per il volontariato civico

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Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale  n° 66 del 29 dicembre 2017

INDICE
Art. 1 – Oggetto, definizioni e caratteristiche del volontariato civico
Art. 2 – Identificazione dei servizi ed istituzione del registro dei volontari civici
Art. 3 – Modalità di accesso per i cittadini
Art. 4 – Espletamento del servizio
Art. 5 – Revoca o rinuncia del volontario
Art. 6 – Mezzi e modalità per lo svolgimento dell’attività di volontariato
Art. 7 – Doveri del volontario civico
Art.8 – L’amministrazione comunale
Art. 9 – Riconoscimenti per il servizio svolto
Art. 10 – Monitoraggio ed adempimento delle funzioni svolte
Art. 11 – Copertura assicurativa
Art. 12 – Disposizioni finali

Art. 1 – Oggetto, definizioni e caratteristiche del volontariato civico

1. Il presente regolamento disciplina le modalità di svolgimento del volontariato individuale da parte dei singoli, mentre l’attività di volontariato svolta tramite la partecipazione ad organizzazioni resta disciplinata dalle vigenti norme di legge.
2. Il volontariato individuale, cosi come disciplinato dal presente regolamento, viene definito come quell’insieme di attività prestate in modo personale, spontaneo e gratuito, da singoli cittadini a favore della comunità locale e investe le attività di cui al successivo articolo 2, anche ad integrazione del servizio già svolto direttamente dai dipendenti comunali.
3. Tale insieme di attività, assume particolare rilievo poiché l’impegno espresso in vari ambiti da quanti sono animati da valori di partecipazione civile coincide con gli obiettivi generali di garantire la custodia e la valorizzazione del patrimonio territoriale, storico ed artistico, sostenere ed accrescere, nei singoli cittadini, il senso di appartenenza, aspetto indispensabile per una crescita coesa che sta alla base della coscienza sociale a partire dalle fasce più giovani.
4.L’instaurazione di rapporti con singoli volontari non può comportare la soppressione di posti in dotazione organica, né la rinuncia alla copertura di posti vacanti, né pregiudicare il rispetto della normativa vigente in materia di collocamento obbligatorio di categorie protette.
5. L’Amministrazione Comunale non si avvarrà di volontari civici per attività che possano comportare rischi di particolare gravità onde evitare di compromettere l’incolumità psico-fisica dei volontari, anche in relazione alle loro caratteristiche individuali.

Art. 2 – Identificazione dei servizi ed istituzione del registro dei volontari civici

1. Il volontariato individuale è prestato in relazione a tutte le attività di interesse pubblico di competenza dell’Amministrazione Comunale e non espressamente vietate o riservate ad altri soggetti dalle norme statali e regionali, dallo Statuto comunale e dai Regolamenti comunali.
2. A titolo esemplificativo le finalità del servizio civico volontario, in conformità agli artt. 1 e 2 della L. 266/91 viene articolato nelle seguenti aree di intervento:
a) AREA CULTURALE-TURISTICA relativa ad attività di carattere culturale ossia quelle inerenti la tutela, la promozione e la valorizzazione della cultura, del patrimonio storico ed artistico, della Biblioteca Comunale, delle attività ricreative e/o culturali al fine di ottimizzare gli orari di accesso alle esigenze dell’utenza; alla sorveglianza, vigilanza ed assistenza agli utenti nella biblioteca, nei musei, in mostre ed eventi, nei luoghi in genere in cui è contenuto il patrimonio storico-artistico e culturale della collettività, anche al fine di migliorarne la fruizione; accompagnamento turistico, valorizzazione, organizzazione e gestione di eventi culturali, turistici, ricreativi, sportivi ed aggregativi in genere, ecc.;
b) AREA CIVICO-PATRIMONIALE relativa alla tutela dell’ambiente, protezione del paesaggio e della natura, vigilanza e custodia del verde pubblico, di monumenti, edifici e strutture pubbliche, piccola manutenzione degli spazi pubblici, dell’arredo urbano e delle aree verdi (a titolo esemplificativo: pulizia, manutenzione e sistemazione di marciapiedi, viali, panchine, rastrelliere, fioriere, aiuole, rimozione di foglie, rami secchi e rifiuti da vialetti e prati, cura e irrigazione manuale delle piante, sfoltimento dei cespugli, pulizia dalle foglie e dalla neve di marciapiedi e aree cortilizie pubbliche di scuole, uffici, aree cimiteriali, aree annesse a strutture sportive e turistico-ricreative, ecc.), apertura, chiusura e custodia di aree verdi recintate, pulizia e cura delle aree di protezione fluviale, recupero e pulizia di sentieri e percorsi turistici, ecc;
c) AREA SOCIALE E DELL’ISTRUZIONE relativa al supporto e collaborazione ai diversi servizi e iniziative dell’Amministrazione finalizzate alla prevenzione e al sostegno alle forme di disagio e di emarginazione sociale; supporto nell’assistenza e nell’accompagnamento a persone malate, anziane, diversamente abili e/ o bisognose; attività di assistenza, guida e manutenzione di autoveicoli di proprietà comunale adibiti a servizi scolastici, sociali ed assistenziali erogati dal Comune; attività di supporto e vigilanza presso i nidi d’infanzia e le scuole comunali; accompagnamento alunni; sorveglianza presso strutture a valenza ricreativa e/o sociale e socio-assistenziale, anche al fine di meglio adeguare gli orari di accesso alle esigenze dell’utenza; attività di supporto alle iniziative di assistenza sociale rivolte ad anziani, minori, malati, persone diversamente abili e, in generale, persone in stato di necessità, ecc.;
d) AREA DELLA COMUNICAZIONE E DELL’INNOVAZIONE relativa al supporto con strumenti e tecnologie informatiche e digitali ai fini dell’erogazione di servizi per via telematica e all’attuazione di politiche di e-Government e e-Democracy (modulistica on line); sviluppo e gestione di mezzi d’informazione e di comunicazione anche istituzionale (a titolo esemplificativo: notiziari stampati e online, newsletter, blog, sito web, social media, pannelli informativi elettronici, ecc.).
3. L’Amministrazione Comunale si riserva, previa apposita deliberazione, di disporre l’utilizzo dei volontari per ambiti di attività non contemplati nel presente regolamento, al fine di sopperire a bisogni immediati non preventivamente individuabili per i quali sia fattibile l’utilizzo di volontari.
4. Il Registro Comunale dei Volontari, istituito presso l’ufficio Segreteria, verrà semestralmente aggiornato dall’ufficio competente, in seguito alle richieste pervenute ed ammesse durante l’anno.
5. Periodicamente potranno essere esposti all’albo pretorio, nei luoghi abituali e sul sito web del Comune, avvisi pubblici per il coinvolgimento dei Volontari nello svolgimento di attività, fatta salva comunque la possibilità da parte dei cittadini di poter presentare spontaneamente durante tutto l’anno la propria candidatura al Volontariato.

Art. 3 – Modalità di accesso per i cittadini

1. Chi intende svolgere attività di volontariato individuale presenta la propria candidatura con nota indirizzata al Sindaco nella quale indica i dati anagrafici, i recapiti, il titolo di studio, la professione in essere o esercitata, l’attività che è disponibile a svolgere, i tempi nei quali è disponibile, le modalità di esercizio e l’accettazione incondizionata del presente regolamento, mediante apposita modulistica predisposta dagli uffici comunali.
2. Al Registro Comunale dei Volontari possono iscriversi coloro che sono in possesso dei requisiti, abbiano presentato regolare richiesta e siano stati ritenuti idonei in base a quanto disposto dal presente Regolamento. Non potrà essere attuata alcuna discriminazione in ordine al sesso, razza, religione e credo politico dell’aspirante Volontario.
3. Possono presentare richiesta coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti:
a) età non inferiore agli anni 18;
b) idoneità psico-fisica per lo svolgimento dell’ attività richiesta;
c) godimento dei diritti civili e politici ed assenza di condanne penali o procedimenti penali pendenti per reati gravi;
d) per i cittadini extracomunitari, regolare permesso di soggiorno.
4. Possono accedere anche pensionati, pensionati per invalidità o disabili, previa valutazione della compatibilità dell’utilizzo con la condizione fisica.
5. La richiesta dovrà essere presentata presso l’Ufficio Protocollo dell’Ente, mediante la compilazione dell’apposito modulo disponibile presso l’Ufficio Segreteria della sede Comunale e/ o sul sito web istituzionale www.salaconsilina.gov.it.. Le persone al momento della richiesta d’iscrizione potranno comunicare la propria disponibilità ed idoneità per tutte le attività indicate all’art. 3 o solo per una o più di esse.
6. L’elenco delle candidature, suddiviso nei vari ambiti è formato, custodito ed aggiornato dal Responsabile dell’Ufficio di Segreteria che provvede a metterlo a disposizione di tutte le Aree/Settori in cui è organizzato il Comune.
7. Il candidato verrà successivamente contattato per effettuare un colloquio con l’Amministrazione o il Responsabile del Servizio (o un suo delegato) che disporrà l’inserimento nel Registro Comunale depositato presso la Segreteria Comunale.
8. Esperita la verifica della sussistenza dei requisiti, la redazione di un progetto individuale e l’attivazione della dovuta copertura assicurativa, il volontario potrà iniziare a prestare la sua opera.
9. I volontari saranno impiegati in attività e Progetti concordati con loro, tenuto conto della disponibilità, capacità e potenzialità dei singoli e delle relative attitudini e pregresse esperienze personali.
10. L’esclusione dall’elenco avviene:
a) a richiesta dell’interessato;
b) d’ufficio,anche per comportamenti in contrasto con le disposizioni previste nel presente regolamento.

Art. 4 – Espletamento del servizio

1. I singoli volontari impiegati nelle attività di cui al presente regolamento devono essere provvisti, a cura dell’Amministrazione, di cartellino identificativo che, portato in modo ben visibile, consenta l’immediata riconoscibilità degli stessi volontari da parte dell’utenza o, comunque, della cittadinanza.
2. L’organizzazione delle attività terrà conto dell’esigenza di tutelare il segreto d’ufficio e la riservatezza delle pratiche amministrative.
3. L’attività del volontariato non è in alcun modo subordinata, ma si esplica, secondo obiettivi e modalità predeterminate, in un rapporto di collaborazione con il personale dipendente del Comune di Sala Consilina riassunto nel progetto individuale.
4. Il volontario è tenuto, sotto pena di revoca dell’incarico, a: a) svolgere i compiti assegnati con la massima diligenza e in conformità con le direttive impartite dal Referente del Servizio a cui il volontario è assegnato; b) rispettare gli orari di attività prestabiliti; c) tenere un comportamento improntato alla massima correttezza ed educazione; d) segnalare agli uffici comunali tutti quei fatti e circostanze che richiedono l’intervento di personale comunale; e) segnalare tempestivamente al Referente del Servizio a cui il volontario è assegnato la propria assenza o impedimento a svolgere il compito affidato; f) garantire la riservatezza sui dati ed informazioni di cui venga a conoscenza nello svolgimento dei propri compiti.

Art. 5 – Revoca o rinuncia del volontario

1. L’incarico di volontario civico è revocabile:
a) in qualsiasi momento, da parte dell’Amministrazione Comunale, per sopravvenuta inidoneità (psico-fisica,ecc.) del volontario;
b) per violazione di quanto previsto nel presente Regolamento o delle modalità di svolgimento dell’incarico o per altra causa;
c) d’ufficio, previa comunicazione all’interessato, nel caso in cui, decorsi due anni dall’iscrizione, il volontario non avesse prestato alcun servizio benché contattato.
2. Il volontario può a sua volta rinunciare all’incarico in ogni momento, avvertendo il Referente del Servizio, in modo da permettere la propria tempestiva sostituzione evitando l’interruzione dell’attività svolta. Se tale rinuncia è avvenuta in modo verbale è necessario che segua anche la comunicazione scritta.

Art. 6 – Mezzi e modalità per lo svolgimento dell’attività di volontariato

1. I mezzi e le attrezzature necessarie all’espletamento di alcune attività di volontariato possono essere messe a disposizione dal Comune. In tale ipotesi, i volontari sono custodi dei mezzi e delle attrezzature affidate loro per l’espletamento delle attività e ne dispongono secondo la diligenza relativa alla propria funzione. I beni devono essere riconsegnati nei modi e nei termini di volta in volta concordati. Il volontario che utilizza mezzi e attrezzature comunali ne avrà personalmente cura fino alla riconsegna. L’Amministrazione Comunale fornirà inoltre a ciascun volontario, se necessario, i dispositivi di protezione individuali di sicurezza in rapporto all’attività svolta.
2. Le prestazioni eventualmente rese in orari prefissati e i contatti che dovessero intercorrere tra i volontari e i responsabili dei servizi e degli uffici comunali, costituiscono mere modalità del concreto svolgimento dell’attività volontaria e non costituiscono perciò in alcun modo indice di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa anche part time..
3. Qualora le attività da svolgere richiedessero competenze particolari e specifiche diverse da quelle già in possesso da parte dei volontari, l’Amministrazione potrà fornire occasioni concrete di formazione e aggiornamento, volte soprattutto a migliorare e curare la sicurezza individuale, secondo modalità da concordare con i volontari stessi, che saranno tenuti a partecipare a tali iniziative.

Art. 7 – Doveri del volontario civico

1. I volontari si impegnano a:
a) svolgere le attività esclusivamente per fini di partecipazione attiva alla vita della comunità e di solidarietà, in forma gratuita, senza alcun carattere di prestazione lavorativa dipendente o professionale;
b) operare nell’ambito dei programmi impostati dall’Amministrazione Comunale, in forma coordinata con gli altri volontari e con i Responsabili del Progetto, assicurando l’adeguata continuità dell’intervento per il periodo di tempo stabilito ed essendo disponibili alle verifiche concordate;
c) operare nel pieno rispetto dell’ambiente e delle persone a favore delle quali svolgono l’attività e degli altri volontari;
d) operare nel pieno rispetto delle funzioni e del ruolo degli uffici e del personale comunale con i quali entrano in relazione;
e) svolgere i compiti assegnati con la massima diligenza, perizia e prudenza, senso di responsabilità, impegno, lealtà e spirito di servizio, conformemente all’interesse pubblico e in piena osservanza del presente Regolamento e delle vigenti disposizioni di legge, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi definiti per i singoli Progetti;
f) partecipare ai percorsi di formazione che vengono organizzati dall’Amministrazione Comunale per favorire le migliori condizioni di svolgimento delle attività.
2. I volontari sono tenuti al rispetto della normativa concernente il segreto d’ufficio per le informazioni e notizie di cui verranno eventualmente a conoscenza in virtù dell’opera svolta e che potranno fornire solo ai competenti uffici comunali o Autorità Pubbliche.
Analogamente i volontari sono tenuti alla scrupolosa osservanza della normativa vigente in materia di privacy (D.Lgs. 196/2003 e s.m.i).
3. Gli stessi volontari sono chiamati altresì, a dare tempestiva comunicazione al Responsabile del progetto, delle interruzioni che, per giustificato motivo, dovessero intervenire nello svolgimento delle attività. Dal canto suo, l’Amministrazione è tenuta a comunicare tempestivamente ai volontari ogni intervento che possa incidere sullo svolgimento delle attività.

Art.8 – L’amministrazione comunale

1. L’Amministrazione Comunale predispone le opportune agevolazioni per facilitare le attività dei volontari; per tutti i casi in cui i volontari debbano personalmente sostenere oneri per l’espletamento delle attività legate all’attuazione dei Progetti, può essere ammesso il rimborso, previa autorizzazione del responsabile comunale del singolo Progetto, delle spese effettivamente sostenute e adeguatamente documentate, purché direttamente connesse all’attività prestata.
2. In relazione a ciascun Progetto l’Amministrazione Comunale potrà stanziare un budget per la copertura delle spese ritenute necessarie per l’esecuzione delle attività connesse.
3. All’inizio della collaborazione, il Responsabile del Progetto predispone di comune accordo con i volontari civici il programma operativo per le modalità ed i tempi di svolgimento delle attività e l’uso degli strumenti necessari.
4. Il Responsabile nell’ambito dei propri compiti anche di vigilanza ha facoltà di sospendere in qualsiasi momento le attività di volontariato qualora:
a) da esse possa derivare un danno a persone o cose;
b) vengano a mancare i presupposti e le condizioni previste dal presente Regolamento;
c) siano accertate violazioni di leggi, regolamenti o di ordini della pubblica autorità.

Art. 9 – Riconoscimenti per il servizio svolto

Con il fine di valorizzare e stimolare le attività di utilità sociale, l’Amministrazione Comunale:
a. adotta idonee iniziative di promozione;
b. rilascia attestati che certifichino il servizio offerto;
c. riconosce i meriti per la tipologia dei servizi spontaneamente resi.

Art. 10 – Monitoraggio ed adempimento delle funzioni svolte

1. L’adempimento delle funzioni assegnate ai singoli volontari sarà soggetto alla supervisione del Responsabile di Progetto che curerà, nell’ambito di sua competenza e nelle forme più opportune:
a) la verifica della buona conduzione dell’attività quanto a metodi e risultati;
b) la verifica circa la persistenza dell’idoneità allo svolgimento dell’attività in capo al volontario;
c) la redazione di una prima relazione circa il monitoraggio delle attività a metà periodo ed un’ulteriore relazione concernente il rendiconto ed i risultati ottenuti a fine periodo.
2. I volontari civici, nello svolgimento delle loro attività, collaborano con il personale comunale con cui verranno a contatto. Ciascun volontario è personalmente e pienamente responsabile delle proprie azioni e risponderà personalmente di eventuali comportamenti aventi natura di illecito amministrativo, civile e penale.
3. L’Amministrazione Comunale ed i suoi dipendenti sono sollevati da ogni responsabilità al riguardo.

Art. 11 – Copertura assicurativa

1. Lo svolgimento dell’attività di Volontario Civico è subordinato alla stipula di apposita assicurazione per la copertura dei rischi di responsabilità civile per i possibili danni che possono derivare ai volontari durante lo svolgimento delle attività di cui trattasi, nonché per danni derivanti a cose o terzi in connessione o derivanti dalle attività svolte.
2. Parimenti verranno assicurati, ove necessario, i mezzi, gli strumenti e le dotazioni tecniche che verranno assegnati ai volontari, sia per gli eventuali danni che potrebbero essere causati a terzi o cose, sia per gli eventuali danni al Volontario Civico nell’esercizio delle relative attività.
3. L’Amministrazione Comunale si impegna inoltre ad osservare gli obblighi di legge correlati alla vigente normativa in materia di sicurezza ed in particolare alla legge 81/2008 e s.m.i.

Art. 12 – Disposizioni finali

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.

19 gennaio 18 Documento Trasparenza

Regolamento per la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali. Istituzione della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine)

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Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 67 del 29 dicembre 2017

INDICE
Art. 1 Oggetto e finalità
Art. 2 Ambito dell’intervento comunale
Art. 3 Definizioni
Art. 4 Istituzione della De.C.O.
Art. 5 Istituzione
Art. 6 Istituzione di un albo comunale delle iniziative e manifestazioni
Art. 7 Logo De.C.O.
Art. 8 Requisiti per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
Art. 9 Procedura per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali
Art. 10 Commissione comunale per la De.C.O.
Art. 11 Utilizzo della De.C.O. e del relativo logo
Art. 12  Controlli e sanzioni
Art. 13 Struttura organizzativa competente
Art. 14 Iniziative comunali
Art. 15 Le tutele e le garanzie
Art. 16 Attività di coordinamento
Art. 17  Rinvio alle norme statali e regionali
Art. 18 Norme finali

Art. 1 – Oggetto e finalità

  1. Il presente regolamento ha per oggetto la tutela e la valorizzazione delle attività agro-alimentari tradizionali locali che costituiscono una risorsa di sicuro valore economico, culturale e turistico e uno strumento di promozione dell’immagine del Comune di Sala Consilina.
  2. Il Comune individua tra i propri fini istituzionali, ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e del vigente Statuto Comunale, l’assunzione di opportune iniziative dirette a sostenere e tutelare il patrimonio di tradizioni, cognizioni ed esperienze, relative alle attività agro-alimentari e gastronomiche, dirette alla produzione e preparazione di quei prodotti e di quelle specialità locali che, essendo tipiche di Sala Consilina rappresentano un vanto del territorio comunale e sono, quindi, meritevoli di essere valorizzate. Inoltre l’Amministrazione valorizza anche le elaborazioni gastronomiche realizzate con l’utilizzo di prodotti De.C.O.. Il Comune assume, altresì, adeguate iniziative a favore di sagre e manifestazioni che, per il loro radicamento sul territorio comunale, sono motivo di particolare interesse pubblico e, come tali, meritevoli di valorizzazione.
  3. Con riferimento all’art. 13 del D.Lgs. 267/2000, laddove si richiama il principio di sussidiarietà in materia di tutela e promozione del territorio, anche attraverso la valorizzazione e la promozione dei prodotti che su esso si generano, il Comune di Sala Consilina, grazie alle predette iniziative, intende quindi curare la promozione e lo sviluppo del proprio territorio attraverso le produzioni artigianali, alimentari e di cultura materiale, riconoscendo ad esse capacità di creare importanti occasioni di marketing territoriale con utili ricadute sulla comunità tutta.
  4. Nel contempo, in attuazione dei principi statutari e nell’ambito delle politiche di sostegno del comparto produttivo, intende anche valorizzare, attraverso le produzioni tipiche locali, il ruolo e la professionalità delle imprese agricole, artigianali e commerciali del territorio salese.
  5. Per le finalità di cui sopra, il Comune, ispirandosi a criteri di trasparenza ed efficacia, promuove iniziative ed assume attività che, nel rispetto della legislazione comunitaria e nazionale in materia di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli ed alimentari, comportano l’affermazione sostanziale dei principi di cui ai precedenti commi e la loro attuazione.
  6. Con il presente regolamento, sono stabilite anche le modalità di attribuzione, promozione e tutela della De.C.O. (acrononimo di “Denominazione comunale di Origine).

Art. 2 – Ambito dell’intervento comunale

  1. In particolare, l’azione del Comune si manifesta in direzione:
    1. dell’indagine conoscitiva diretta ad individuare l’esistenza sul territorio comunale di originali e caratteristiche produzioni agro-alimentari (comprese le rispettive lavorazioni e/o confezioni tradizionali) che, a motivo della loro rilevanza siano meritevoli di evidenza pubblica, e di promuoverne la protezione attraverso l’istituzione di un apposito registro pubblico al fine di garantirne il mantenimento della loro peculiarità;
    2. dell’assunzione, nell’ambito delle disponibilità finanziarie di volta in volta individuate, di iniziative di valorizzazione a favore di quei prodotti agro-alimentari locali (e delle attività culturali ad esse connesse) che per il loro significato culturale e tradizionale siano meritevoli di riconoscimento (anche attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni pubbliche);
    3. dell’intervento mediante forme dirette e/o di coordinamento, in attività di ricerca storica finalizzata all’individuazione di ogni fonte che risulti utile per il conseguimento delle finalità di cui al presente regolamento;
    4. della promozione e del sostegno alle iniziative esterne, anche attraverso interventi finanziari diretti, nei limiti delle ricorrenti compatibilità di bilancio e nel rispetto delle procedure previste dal regolamento comunale per la concessione di contributi, ricercando forme di sponsorizzazione da parte di altri soggetti, pubblici o privati, a favore degli organismi associativi che abbiano nei loro programmi istituzionali la salvaguardia dei beni e delle attività agro-alimentari;
    5. del contributo alla creazione di opportunità economiche e commerciali per le imprese legate alla cultura produttiva e gastronomica, alle tradizioni locali e all’economia del turismo.

Art. 3 – Definizioni

  1. Agli effetti del presente regolamento, per “prodotto tipico locale” si intende il prodotto agro-alimentare derivante da attività agricola o zootecnica o dalla lavorazione e trasformazione di prodotti derivanti da attività agricola e zootecnica, ottenuto o realizzato sul territorio comunale secondo modalità che si sono consolidate nei costumi e nelle consuetudini a livello locale anche tenendo conto di tecniche innovative e rielaborazioni che ne costituiscono il naturale sviluppo e aggiornamento.
  2. L’aggettivo “tipico” è inteso come sinonimo di “tradizionale”, attribuendovi lo stesso significato di cui al comma precedente.

Art. 4 – Istituzione della De.C.O.

  1. Per i fini di cui al presente regolamento, è istituita la De.C.O., “Denominazione Comunale di Origine”, per attestare l’origine dei prodotti ed il loro legame storico e culturale con il territorio comunale, nonché quale efficace strumento promozionale del territorio di Sala Consilina.
  2. Attraverso la De.C.O. si mira a:
    1. conservare nel tempo i prodotti tipici che si identificano con gli usi e che fanno parte della cultura popolare locale;
    2. tutelare la storia, le tradizioni, il patrimonio culturale e i sapori legati alle produzioni tipiche locali.
  3. La De.C.O. non costituisce un marchio di qualità ma, quale attestazione di origine geografica, equivale nel significato, negli obiettivi e negli effetti, al marchio “Origine in Sala Consilina”.
  4. La De.C.O., come pure il relativo logo, sono di esclusiva proprietà del Comune di Sala Consilina. Qualunque uso improprio da parte di soggetti non autorizzati sarà perseguito ai sensi di legge.

Art. 5 – Istituzione

  1. Viene istituito presso la competente struttura comunale di cui all’art. 13 un registro pubblico per i prodotti agro-alimentari tipici del territorio del Comune di Sala Consilina che ottengono la De.C.O..
  2. L’iscrizione nel registro vale ad attestare l’origine locale del prodotto, la sua composizione e le modalità di produzione, secondo apposito disciplinare o scheda identificativa.
  3. Nel registro sono annotati, in ordine cronologico di riconoscimento:
    1. i prodotti a denominazione comunale di origine (De.C.O.);
    2. le imprese che hanno ottenuto il diritto di utilizzare la De.C.O. sui loro prodotti in quanto rispondenti al disciplinare-tipo (o alle indicazioni della scheda descrittiva);
    3. gli estremi della deliberazione di Giunta comunale che dispone l’iscrizione e le eventuali successive modificazioni.
  4. L’iscrizione può essere concessa per le seguenti tipologie di prodotti agro-alimentari:
    1. carni fresche di qualsiasi specie animale e le loro preparazioni;
    2. salse e condimenti;
    3. formaggi e altri prodotti derivanti dal latte;
    4. prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati;
    5. paste fresche, prodotti della panetteria, della gastronomia, della biscotteria, della pasticceria, della confetteria e della gelateria;
    6. preparazioni di prodotti ittici di acqua dolce;
    7. prodotti di origine animale;
    8. piatti tradizionali della cucina salese;
    9. bevande analcoliche, alcoliche, liquori.
  5. L’elencazione di cui al comma precedente ha comunque carattere indicativo e non esaustivo, per cui possono ottenere la De.C.O. anche prodotti di altre tipologie se in possesso delle caratteristiche a tale fine richieste.
  6. Possono ottenere l’iscrizione nel pubblico registro De.C.O. le imprese agricole, artigianali e commerciali, nonché le cooperative, gli enti e le associazioni, che svolgono l’attività inerente la produzione e commercializzazione dei prodotti di cui al comma 1 nell’ambito del Comune di Sala Consilina, anche se non vi hanno la sede legale.
  7. Su proposta della commissione di cui all’art. 10, l’iscrizione potrà essere concessa anche ad imprese a carattere industriale che operino in conformità ai criteri previsti dal presente regolamento e secondo i disciplinari di produzione o le schede identificative dei prodotti.
  8. Per uno stesso prodotto possono ottenere la De.C.O. anche più imprese diverse, se ed in quanto in possesso dei relativi requisiti.
  9. Una stessa impresa può ottenere la De.C.O. per più prodotti diversi.
  10. Per ogni prodotto De.C.O. è istituito un fascicolo con tutta la documentazione ad esso relativa.

Art. 6 – Istituzione di un albo comunale delle iniziative e manifestazioni

  1. Viene istituito presso la competente struttura comunale di cui all’art. 13 un apposito albo di cui vengono iscritte le iniziative e le manifestazioni riguardanti le attività e le produzioni agro-alimentari che, a motivo delle loro caratteristiche e dell’interesse culturale, sono meritevoli di particolare attenzione e rilevanza pubblica.
  2. Possono ottenere l’iscrizione all’albo le manifestazioni ricorrenti, organizzate dallo stesso Comune o da altri soggetti, volte alla valorizzazione e promozione:
    1. dei prodotti C.O.;
    2. dei prodotti tipici locali, insigniti di marchi comunitari ufficiali;
    3. di altri prodotti tipici locali;
    4. di prodotti tipici regionali e/o italiani in genere quando le manifestazioni sia comunque radicata sul territorio del Comune tanto da costituire un’iniziativa consolidata e tradizionale.
  3. L’elenco ufficiale delle manifestazioni da iscrivere nell’albo è approvato dalla Giunta comunale, su proposta dell’ufficio competente, ed è soggetto a periodico aggiornamento.
  4. L’iscrizione è concessa alle manifestazioni che abbiano avuto luogo nel territorio comunale per almeno tre anni consecutivi.
  5. L’iscrizione vale anche per le edizioni successive della stessa manifestazione fino a che permangono i requisiti che hanno consentito di concederla.
  6. Ai fini del mantenimento dell’iscrizione già concessa, il Comune può richiedere agli organizzatori, ad ogni nuova edizione della manifestazione, il relativo programma ed ogni altra informazione o documentazione alla valutazione dei relativi requisiti.
  7. L’iscrizione decade automaticamente qualora la manifestazione venga soppressa o sospesa per almeno cinque anni consecutivi, fatta salva comunque, nel secondo caso, la possibilità di riottenerla in caso l’iniziativa venga organizzata nuovamente.
  8. L’uso difforme o improprio del logo di cui all’art. 7 può comportare la cancellazione dall’albo.

Art. 7 – Logo De.C.O.

  1. Per contraddistinguere e riconoscere chiaramente i prodotti iscritti nel registro di cui all’art. 5 e le iniziative di cui all’art. 6, viene adottato un apposito logo identificativo a colori, così come allegato al presente regolamento.

Art. 8 – Requisiti per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali

  1. I prodotti che si fregiano della De.C.O. devono essere prodotti nell’ambito del territorio del Comune di Sala Consilina ed essere comunque strettamente legati alla storia, alla cultura e alle tradizioni locali.
  2. La Denominazione Comunale di Origine può essere riconosciuta solo a prodotti e specialità che, secondo gli usi e tradizioni locali, siano preparate con ingredienti genuini e di qualità.
  3. L’imprenditore deve preparare le miscele per gli impasti esclusivamente con ingredienti ammessi della normativa vigente.
  4. Devono essere osservate tutte le norme vigenti relative alla preparazione, commercializzazione ed etichettatura e le altre disposizioni relative alla disciplina igienica ed alimentare.
  5. Per i prodotti ortofrutticoli, anche se impiegati come ingredienti del prodotto finale De.C.O., devono essere osservate tutte le norme del settore agro-alimentare e le disposizioni relative alla lotta antiparassitaria, come pure le norme comunitarie relative alla qualità dei prodotti e quelle relative alla produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari.
  6. In nessun caso possono essere impiegati prodotti transgenici ovvero contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.).
  7. Per i prodotti trasformati e le preparazioni gastronomiche, nel disciplinare del singolo prodotto approvato dalla Giunta comunale, sarà specificato se, in base alla specifica tradizione, uno o più degli ingredienti devono essere in tutto o in parte originari del territorio comunale o, eventualmente, provinciale.

Art. 9 – Procedura per l’attribuzione della De.C.O. ai prodotti locali

  1. Le segnalazioni inerenti i prodotti da iscrivere nel registro De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) possono essere avanzate da chiunque ritenga di promuoverle e d’ufficio anche dal Comune.
  2. Le istanze per l’attribuzione della De.C.O. devono essere corredate da un’adeguata documentazione, diretta ad evidenziare le caratteristiche del prodotto, con particolare riferimento a quelle analitiche e di processo e comunque ogni informazione ritenuta utile al fine dell’iscrizione. In particolare dovranno essere indicati:
    1. il nome del prodotto;
    2. l’area geografica di produzione (che dovrà comprendere in tutto o in parte il territorio del Comune di Sala Consilina) debitamente certificata ai fini della salubrità e compatibilità ambientale e quantitativa;
    3. le caratteristiche del prodotto e le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo in base agli usi locali uniformi e costanti;
    4. i materiali e le attrezzature specifiche utilizzate per la preparazione, il condizionamento e l’imballaggio dei prodotti;
    5. la descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura.
  3. Sull’ammissibilità della iscrizione nel registro della De.C.O. si pronuncia, di norma entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta corredata da tutti gli allegati, la Commissione comunale di cui all’art.10.
  4. Ai fini delle valutazioni di competenza, la Commissione dovrà effettuare sopralluoghi ai siti di coltivazione, ai locali di produzione e controlli su attrezzature ed impianti nonché richiedere ogni ulteriore elemento informativo.
  5. La Commissione, sulla base della documentazione a corredo della segnalazione e degli altri elementi informativi raccolti, verificherà se il prodotto segnalato ha le caratteristiche per l’iscrizione al registro De.C.O. e predisporrà, per ogni singolo prodotto che propone di iscrivere, una scheda identificativa del prodotto e delle sue caratteristiche peculiari ed un disciplinare di produzione con relativa tracciabilità del prodotto.
  6. Completata l’istruttoria, la Commissione presenterà le proprie proposte alla Giunta comunale che deciderà in merito ai prodotti da iscrivere nel registro De.C.O., approvando contestualmente le schede identificative e/o i disciplinari di produzione dei singoli prodotti che saranno vincolanti per la concessione della De.C.O.
  7. Qualora la segnalazione di cui al comma 1 provenga dalla stessa impresa produttrice interessata all’iscrizione nel registro De.C.O., con l’iscrizione del prodotto è disposta anche quella dell’impresa, previa presentazione della relativa domanda di richiesta De.C.O. di cui allegato C).
  8. L’iscrizione delle imprese nel registro De.C.O., qualora avvenga in un momento successivo a quello dell’iscrizione del relativo prodotto, è disposta con atto del Responsabile del Servizio.
  9. L’accoglimento della richiesta è comunicato all’impresa, unitamente agli estremi dell’iscrizione nel registro (numero e data) e alle modalità di utilizzo del logo; alla comunicazione sono allegati copia della scheda identificativa o del disciplinare di produzione del prodotto e il modello del logo. Nel disciplinare di produzione del prodotto potrà essere disposta la facoltà di indicare in etichetta anche il nome della frazione o un toponimo.
  10. L’iscrizione nel registro De.C.O. non comporta oneri per l’impresa, fatto salvo le tariffe a titolo di spese di istruttoria e diritti che la Giunta è autorizzata a deliberare. Gli introiti derivanti devono essere destinati ad attività connesse allo sviluppo e promozione del settore agricolo.
  11. Per le segnalazioni e domande previste dal presente articolo possono essere utilizzati i modelli allegati al presente regolamento.

Art. 10 – Commissione comunale per la De.C.O.

  1. L’esame delle richieste di iscrizione nel registro della DE.C.O. è affidato ad un’apposita Commissione nominata dal Sindaco e presieduta dal Sindaco o suo delegato. Nella Commissione sono di norma rappresentati esponenti del settore agro-alimentare, commerciale, operatori e rappresentanti delle associazioni di categoria operanti sul territorio.
  2. La Commissione è composta da numero cinque membri e precisamente:
    • PRESIDENTE: Sindaco o suo delegato (membro di diritto);
    • MEMBRI: quattro tecnici o esperti di cui due segnalati dalla minoranza.
  3. A supporto del lavoro della commissione, in considerazione della vastità delle tipologie di prodotti agroalimentari da valutare, di volta in volta potranno essere invitati a partecipare uno o più esperti scelti tra persone in possesso di comprovata professionalità e/o conoscenza, nonché storici locali in relazione allo specifico settore produttivo.
  4. La Commissione dura in carica fino alla scadenza del mandato amministrativo e viene dichiarata indispensabile per la realizzazione dei fini istituzionali ai sensi dell’art. 96 del D.Lgs. 267/2000.
  5. La Commissione opera validamente con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e decide a maggioranza dei presenti.
  6. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un componente della Commissione stessa designato dal Presidente.
  7. Non è previsto alcun compenso per i componenti, neppure a titolo di rimborso spese.

Art. 11 – Utilizzo della De.C.O. e del relativo logo

  1. Il Comune concede l’utilizzo gratuito della scritta “De.C.O.” e del relativo logo identificativo alle imprese iscritte nel registro di cui all’art. 5, nel rispetto delle disposizioni che seguono.
  2. L’uso del logo può inoltre essere concesso, previa espressa richiesta e alle medesime condizioni, anche alle imprese che commercializzano o somministrano prodotti De.C.O. anche se nel registro è iscritta per quel prodotto l’impresa produttrice.
  3. Il concessionario ha facoltà di riprodurre il logo De.C.O. nelle quantità e dimensioni che gli sono necessarie per l’esercizio della sua attività e nei colori originali o in bianco e nero, fermo restando che le riproduzioni devono essere assolutamente fedeli; è obbligatoria l’aggiunta degli estremi di iscrizione (data e numero).
  4. Il logo De.C.O. deve essere sistemato in modo chiaro e visibile; l’utilizzatore del logo non più impiegare altri contrassegni che per il loro aspetto esterno, e/o in seguito alla loro applicazione, possano ingenerare confusione con il logo De.C.O.
  5. Nel caso di vendita al minuto, la presentazione del prodotto dovrà avvenire in imballaggi e/o confezioni tali da garantire una gradevole immagine e conferire adeguata attrattività nei confronti del consumatore. Non potranno quindi essere utilizzati imballaggi vetusti o con evidenti difetti estetici da ledere l’immagine del prodotto.
  6. E’ vietato l’impiego di appellativi atti ad esaltare le qualità, quali “super”, “eccellente”, ecc.
  7. Il Comune di Sala Consilina, proprietario del logo De.C.O., può avvalersi dello stesso in ogni occasione in cui ciò sia ritenuto utile ed opportuno dall’Amministrazione.
  8. E’ vietato l’utilizzo, in qualunque forma, del logo De.C.O. da parte di soggetti non autorizzati.
  9. Le disposizioni del presente articolo valgono anche per l’utilizzo del logo De.C.O. nella pubblicità delle iniziative di cui all’art. 6, se ed in quanto applicabili.

Art. 12 – Controlli e sanzioni

  1. Ogni abuso nell’utilizzazione del logo verrà perseguito dal Comune di Sala Consilina a termini di legge.
  2. Possono essere fatti controlli dall’Amministrazione comunale in osservanza del presente regolamento e delle norme contenute negli eventuali disciplinari, compreso il controllo a campione sull’origine del prodotto presso l’azienda o sul mercato.
  3. Costituiscono causa di revoca della De.C.O. e conseguente cancellazione dal relativo registro, fatta salva ogni eventuale azione giudiziaria a tutela dell’Amministrazione:
    1. il mancato rispetto del disciplinare di produzione (o delle indicazioni contenute nella scheda identificativa del prodotto) e delle altre disposizioni del presente regolamento, salvo regolarizzazione nei termini fissati dal Comune;
    2. il rifiuto dell’impresa a consentire i controlli e/o a presentare la documentazione richiesta in sede di verifica sulla corretta utilizzazione della De.C.O.;
    3. la perdita dei requisiti richiesti;
    4. l’uso difforme o improprio del logo De.C.O., accertato dal Comune, anche su segnalazione della commissione di cui all’art. 10 qualora, dopo la relativa contestazione, l’utilizzatore non provveda all’adeguamento nei termini fissati;
    5. gravi violazioni alle norme igienico-sanitarie;
    6. frode alimentare.
  4. Qualora gli organi di controllo, sia nell’esercizio delle proprie funzioni sia su segnalazione di terzi, rilevino infrazioni da parte di un utilizzatore del logo alle disposizioni vigenti, registrano le stesse in modo ineccepibile per iscritto, fotograficamente e con altri mezzi idonei dandone quindi pronta comunicazione all’Amministrazione comunale.
  5. La Giunta comunale, con proprio provvedimento e previo parere obbligatorio e motivato della Commissione di cui all’art. 10, sospende oppure revoca il diritto all’utilizzazione del logo De.C.O..
  6. La Commissione formula il parere di cui al comma 5 solo dopo aver ascoltato il contraddittorio il trasgressore e l’organo di controllo che ha rilevato le infrazioni
  7. Colui al quale è stato sospeso o revocato il diritto del riconoscimento De.C.O. non può richiedere alcun indennizzo o risarcimento danni.

Art. 13 – Struttura organizzativa competente 

  1. La struttura organizzativa comunale competente per gli adempimenti previsti dal presente regolamento è inserita nell’Area Affari Generali.
  2. Il Responsabile della struttura organizzativa di cui al comma precedente è anche responsabile di tutti i procedimenti previsti dal presente regolamento; sentita la Commissione comunale per la De.C.O., la Giunta Comunale nomina, tra le aziende già iscritte nel registro pubblico per i prodotti agro-alimentare del territorio di Sala Consilina, le aziende agricole produttrici di sementi antichi oggetto del marchio De.C.O.
  3. La struttura organizzativa comunale competente, su richiesta della Giunta e della Commissione comunale per la De.C.O., previo bando pubblico, potrà stabilire accordi pluriennali con laboratori di provata esperienza operanti nel settore agro-alimentare, per la conservazione, il risanamento e la certificazione delle sementi De.C.O., nonché con aziende vivaistiche accreditate presso la Regione Campania, per la coltivazione delle sementi De.C.O. e per la produzione di piantine.

Art. 14 – Iniziative comunali

  1. Il Comune assicura mediante gli strumenti a sua disposizione la massima divulgazione delle disposizioni previste dal presente regolamento.
  2. Il Comune individua forme di comunicazione pubblica a cui affidare ogni utile informazione riferita alla materia trattata dal regolamento.
  3. Il Comune, altresì, ricerca, ai fini di tutela della De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) forme di collaborazione con enti ed associazioni particolarmente interessati alla cultura delle attività agro-alimentari attraverso tutte le forme associative previste dalla vigente legge sull’ordinamento degli enti locali.

Art. 15 – Le tutele e le garanzie

  1. Il Comune, nei modi e nelle forme consentiti dalla legge, valorizza i diritti e gli interessi pubblici derivanti dalla presenza di espressioni popolari riguardanti le attività agro-alimentari, in quanto rappresentanti di un rilevante patrimonio culturale pubblico, strettamente connesso agli interessi che il Comune è tenuto a tutelare e a garantire ai sensi degli artt. 3 e 13 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

Art. 16 – Attività di coordinamento

  1. Il Comune, nell’ambito delle iniziative previste dal presente regolamento, attua mediante i propri organi di governo forme di coordinamento rispetto a tutte le organizzazioni pubbliche e private che hanno tra i propri fini la cultura delle attività agro-alimentari riferita alle corrispondenti espressioni locali.

Art. 17 – Rinvio alle norme statali e regionali

  1. Le disposizioni del presente regolamento si ispirano ai principi di cui alle norme statali e regionali vigenti; conseguentemente queste costituiscono un limite, rispetto alle discipline dalle stesse previste, all’applicazione del regolamento in tutte le eventualità di ordine attuativo.

Art. 18 – Norme finali

  1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.

Allegati:
Logo De.C.O.
Segnalazione De.C.O. (fac simile)
Richiesta De.C.O. (fac simile)
Scheda descrittiva del prodotto (fac simile)
Disciplinare di produzione (fac simile)

 

13 dicembre 17 Documento Trasparenza

Regolamento sale da gioco e giochi leciti

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Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 60 del 5 dicembre 2017

Indice

Titolo I – Disposizioni generali
Art. 1 Ambito di applicazione
Art. 2 Finalità e principi generali
Art. 3 Giochi vietati
Art. 4 Tabella dei giochi proibiti
Titolo II – Sale pubbliche da gioco
Art. 5 Definizione di sala pubblica da gioco
Art. 6 Localizzazioni e requisiti dei locali
Art. 7 Adempimenti per l’esercizio di sala pubblica da gioco
Art. 8 Prescrizioni di esercizio e divieti
Art. 9 Durata ed efficacia dell’autorizzazione
Art. 10 Subingresso
Art. 11 Requisiti morali di accesso all’attività
Art. 12 Cessazione dell’attività
Art. 13 Revoca, decadenza, sospensione della licenza
Art. 14 Caratteristiche dei giochi
Art. 15 Utilizzo degli apparecchi: prescrizioni e divieti
Art. 16 Informazione al pubblico
Art. 17 Orari
Titolo III – Installazione di apparecchi e congegni automatici e semiautomatici nei locali in possesso di licenza di cui all’art. 86 e all’art. 88 del TULPS e altri giochi leciti
Art. 18 New Slot
Art. 19 Prescrizioni generali ed orario di funzionamento
Art. 20 Domanda di autorizzazione per installazione giochi
Art. 21 Rinnovo
Art. 22 Apparecchi da divertimento senza vincita in denaro e biliardi
Art. 23 Giochi leciti che non necessitano del nulla osta dell’Amministrazione dello Stato
Art. 24 Sanzioni
Art. 25 Disposizioni finali e transitorie

Titolo I – Disposizioni generali

Art. 1 – Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento disciplina le licenze e le autorizzazioni di competenza comunale relative all’esercizio di giochi leciti in conformità a quanto previsto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931 n. 773 e s.m.i., d’ora innanzi TULPS, dalla Legge Regione Campania n. 16 del 7 agosto 2014 e dell’art. 19 del D.P.R. n. 616 del 24.07.1977.
2. Le tipologie dei giochi trattati dal presente regolamento sono:
a) quelle previste dall’art. 110 comma 6 del TULPS, cosiddette new slot e Videolottery (VLT), giochi leciti esercitati in apposite sale pubbliche da gioco, sale dedicate, sale biliardi, agenzie per la raccolta di scommesse ippiche e sportive, agenzie di scommesse; negozi di gioco sale bingo; alberghi, locande e pensioni; trattorie, osterie e ristoranti caffè, enoteche e bar con somministrazione di bevande alcoliche e non, stabilimenti balneari e piscine, rivendite di tabacchi ed attività commerciali;
b) apparecchi dell’articolo 110, comma 7 del TULPS;
c) apparecchi meccanici ed elettromeccanici (AM): Biliardo e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo; elettrogrammofono e apparecchi similari attivabili a moneta o gettone (“juke box”); apparecchi meccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: calcio balilla – bigliardini e apparecchi similari; Apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo ( flipper, gioco elettromeccanico dei dardi, cosiddette freccette e apparecchi similari apparecchi meccanici e/o elettromeccanici per bambini attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: congegno a vibrazione tipo “Kiddie rides” e apparecchi similari; apparecchi elettromeccanici attivabili a moneta o gettone, ovvero affittati a tempo: gioco a gettone azionato da ruspe e apparecchi similari.
3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente regolamento le forme di intrattenimento esercitate su area pubblica e quelle nelle quali è prevalente l’attività di intrattenimento mediante forme di spettacolo.

Art. 2 – Finalità e principi generali

1. Il Comune di Sala Consilina, con il presente Regolamento, si prefigge l’obiettivo di garantire che la diffusione dei locali in cui si pratica il gioco lecito avvenga evitando effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica e limitando le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché la dequalificazione territoriale e del valore degli immobili.
2. L’Amministrazione intende prevenire il gioco patologico, anche attraverso iniziative di informazione e di educazione e valorizzare le forme di aggregazione sociale e di gestione del tempo libero che stimolino la creazione di relazioni positive, la comunicazione e la creatività.
3. Le procedure amministrative connesse all’apertura, svolgimento, modificazione e cessazione delle attività economiche disciplinate dal presente Regolamento si informano ai seguenti principi:
a) tutela dei minori;
b) tutela degli utilizzatori, con particolare riferimento alla necessità di:
b1. contenere i rischi connessi alla moltiplicazione delle offerte, delle occasioni e dei centri di intrattenimento aventi come oggetto il gioco d’azzardo, in funzione della prevenzione del gioco d’azzardo patologico;
b2. contenere i costi sociali ed economici, oltre che umani e morali, derivanti dall’abuso del gioco d’azzardo, con particolare riferimento alla necessità di contenere i rischi derivanti dal fenomeno della sindrome da gioco patologico e dall’effetto che questi potrebbero avere nel contesto familiare;
c) tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza urbana, della salute e della quiete della collettività.
4. Ai sensi dell’articolo 9 del TULPS, l’Amministrazione comunale si riserva la facoltà di imporre vincoli, prescrizioni, obblighi o altre forme dirette o indirette di limitazione al termine di un procedimento di valutazione in relazione a:
a) rispetto dei vincoli di destinazione urbanistica degli immobili;
b) della prossimità dei locali sede dell’attività a luoghi di pubblico interesse di cui al successivo art.7.
5. I procedimenti amministrativi di cui al presente atto rientrano nella competenza dello Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) competente al rilascio dell’autorizzazione.

Art. 3 – Giochi vietati

1. L’esercizio del gioco d’azzardo è vietato in tutte le sue manifestazioni e l’installazione e l’uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d’azzardo sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie, ad eccezione degli apparecchi e congegni consentiti dalla legge statale.
2. Sono altresì vietati tutti gli apparecchi e congegni che sono privi del nulla osta, ove necessario, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
3. Fatte salve le sanzioni previste nei confronti di chiunque eserciti illecitamente attività di offerta di giochi con vincita in denaro, è vietata la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità.

Art. 4 – Tabella dei giochi proibiti

1. Sono considerati giochi proibiti quelli indicati nell’apposita tabella predisposta dal Questore e vidimata dal Comune.
2. In tutte le sale pubbliche da gioco o negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o alla installazione di apparecchi da gioco, deve essere esposta, in luogo ben visibile, la tabella predisposta dal Questore, nella quale oltre al divieto delle scommesse, sono indicati i giochi d’azzardo e quelli vietati per motivi di pubblico interesse.

Titolo II – Sale pubbliche da gioco sale biliardi – sale giochi – agenzie per la raccolta di scommesse ippiche e sportive – sale VLT (videolottery) – sale bingo – negozi dedicati

Art. 5 – Definizione di sala pubblica da gioco

1. Si intende per sala pubblica da gioco, in seguito denominata anche “sala giochi”, un esercizio composto da uno o più locali, la cui attività prevalente sia mettere a disposizione della clientela una gamma di giochi leciti (biliardo, apparecchi automatici o semiautomatici da gioco di vario tipo, bowling ecc.) e altre apparecchiature per intrattenimento, (ad esclusione di quelle che possano configurarsi quale forma di spettacolo) quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: sale dedicate alle VLT, sale scommesse, sale bingo negozi dedicati al gioco.

Art. 6 – Localizzazioni e requisiti dei locali

1. Nei casi di agenzie per la raccolta di scommesse, sale VLT o nel caso dell’esercizio di giochi con vincita in denaro, il locale dove viene svolta l’attività deve essere distante almeno 500 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da:
1) istituti scolastici di qualsiasi grado,sedi e strutture universitarie;
2) luoghi di culto, intendendosi come tali anche i cimiteri;
3) impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani;
4) strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, strutture ricettive, ed inoltre strutture ricettive per categorie protette.
5) giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati;
6) musei civici e nazionali.
2. I luoghi di cui ai numeri 1) sedi e strutture universitarie e 5) del comma precedente sono espressamente individuati dal presente regolamento come luoghi sensibili ai sensi del comma 201 della Legge Regionale Campania n. 16 del 7 agosto 2014.
3. Al fine di tutela della salute pubblica, per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca incentivo al gioco, all’interno del locale non potranno essere presenti sportelli bancari, postali o bancomat e non potranno essere aperte sale nel raggio di 200 mt da sportelli bancari, postali o bancomat, né agenzie di prestiti di pegno o attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi.
4. Non è richiesto il requisito della distanza di 500 metri dai luoghi sensibili nel caso di apertura sala biliardi o sala giochi che non installi apparecchi da gioco con vincita in denaro.
5. Ai fini della misurazione della distanza tra locali e i luoghi di cui al primo comma, essa dovrà essere misurata partendo dal centro della porta di ingresso al locale e seguendo il percorso pedonale più breve, nel rispetto del Codice della Strada, fino al centro della porta di ingresso del luogo sensibile individuato.
6. L’esercizio delle attività di cui al presente titolo sono vietate:
-negli immobili di proprietà della Civica Amministrazione, che opererà, inoltre, affinché analogo divieto venga introdotto con riferimento agli immobili delle società partecipate della stessa;
-nei chioschi su suolo pubblico;
– nel perimetro del Centro storico cittadino ricompreso nell’area tra le seguenti Vie anch’esse incluse nel perimetro interdetto:
7. Nel caso in cui tali attività fossero presenti in immobili locati o concessi dall’Amministrazione, non si procederà al rinnovo del contratto alla prima scadenza di legge.
8. Il locale adibito alle attività disciplinate dal presente titolo deve essere ubicato esclusivamente al piano terra degli edifici purché non all’interno o adiacenti a unità immobiliari residenziali.
9. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione il locale deve rispettare: la normativa vigente in materia di barriere architettoniche; la normativa vigente in materia di inquinamento acustico; la normativa vigente in materia igienico-sanitaria e sicurezza sui luoghi di lavoro; i regolamenti locali di Polizia Urbana; la normativa urbanistica edilizia vigente.
10. Il locale deve rispondere ai requisiti di sorvegliabilità previsti dall’art. 4 del D.M. 564/92 modificato con successivo decreto 5.8.1994 n.534.

Art. 7 – Adempimenti per l’esercizio di sala pubblica da gioco

1. L’apertura delle sale pubbliche da gioco di cui al presente titolo, il loro trasferimento di sede, l’ampliamento della superficie, il cambio di titolarità sono sempre subordinati all’ottenimento dell’autorizzazione comunale, ai sensi dell’articolo 86 del TULPS e dell’art. 19 del D.P.R. n. 616 del 24.07.1977.
2. Per l’apertura di agenzie per la raccolta di scommesse ippiche e sportive e per sale dedicate all’installazione di apparecchi o sistemi di gioco VLT (Video Lottery Terminal) di cui all’art. 110 comma 6 lettera b) del TULPS, dovrà parimenti essere ottenuta la prescritta licenza di cui all’art. 88 del TULPS rilasciata dalla Questura. L’autorizzazione comunale costituisce comunque condizione di esercizio dell’attività sul territorio comunale.
3. La domanda di apertura o di trasferimento di sede di una sala pubblica da gioco è redatta in ossequio alle indicazioni degli uffici comunali competenti e della modulistica dagli stessi eventualmente predisposta.
4. In caso di richiesta di apertura di una agenzia per la raccolta di scommesse ippiche e sportive, di sale VLT (videolottery) si dovrà dichiarare anche il possesso di quanto previsto dall’art. 88 del TULPS e dalle successive eventuali normative in materia.
5- Alla domanda devono essere allegati i documenti richiesti dai competenti uffici comunali.
6. L’autorizzazione è rilasciata entro 90 giorni dal ricevimento della domanda da parte del SUAP, termine decorso il quale la domanda si intende accolta (art.20 L.241/90 s.m.i.) ed ha la durata di cinque anni.

Art. 8 – Prescrizioni di esercizio e divieti

1. È ammessa la rappresentanza nella gestione dell’attività da parte di soggetto che abbia i requisiti previsti e che, a tal fine, deve risultare autorizzato.
2. I giochi devono essere leciti e tali da non presentare rischi per l’incolumità degli utilizzatori.
3. Gli apparecchi da gioco di cui all’art.110 comma 6 e 7 del TULPS devono essere dotati del Nulla Osta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
4. In nessun caso è consentita l’installazione degli apparecchi da gioco all’esterno dei locali.
5. Il numero massimo degli apparecchi da gioco di cui all’art.110 C.6 del TULPS è stabilito dal Decreto 27 luglio 2011 “Determinazione dei criteri e parametri numerici quantitativi per l’installabilità di apparecchi di cui all’art.110, comma 6 del TULPS” del Ministero dell’Economia e delle Finanze e s.m.i..
6. La variazione del numero o della tipologia degli apparecchi da gioco nelle sale giochi è subordinata alla presentazione di Segnalazione Certificata Inizio Attività al SUAP.
7. Il titolare dell’esercizio commerciale, del locale ovvero del punto di offerta del gioco con vincite in denaro identifica i minori di età mediante richiesta di esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età sia manifesta.
8. Per la sostituzione di un apparecchio da gioco nell’ambito della stessa tipologia è sufficiente inviare al SUAP il Nulla Osta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la loro matricola identificativa.
9. Costituisce esercizio non autorizzato dell’attività di sala giochi, punito ai sensi delle vigenti normative:
a) il superamento dei limiti numerici previsti dalla legge;
b) la realizzazione, pur nel rispetto formale dei limiti numerici, di sale attrezzate, funzionalmente o strutturalmente con accesso separato dall’attività principale e dedicate all’esercizio dell’attività di intrattenimento mediante giochi e congegni.
10. L’attività di somministrazione è ammessa, previa SCIA da presentare al SUAP e la superficie utilizzata non potrà essere superiore a 1/4 della superficie complessiva del locale.
11. L’attività di somministrazione può essere svolta unicamente negli orari stabiliti per l’erogazione del gioco e non disgiuntamente all’attività di gioco stessa.
12. La superficie utilizzata per la somministrazione è da intendersi come attività meramente accessoria e servente rispetto a quella dell’offerta di gioco pubblico.
13. L’accesso all’area di somministrazione non può avvenire da ingresso diverso da quello di accesso al locale in cui si svolge il gioco e l’area di somministrazione non deve essere collocata immediatamente dopo l’ingresso al locale stesso.
14. L’autorizzazione comunale, la tabella dei giochi proibiti e la tariffa dei prezzi devono essere sempre tenute esposte nel locale sede dell’attività in luogo visibile e mostrate agli organi di controllo per gli accertamenti di competenza. Sono inoltre vietate le esposizioni esterne al locale di cartelli, manoscritti e/o proiezioni che pubblicizzano vincite temporali appena accadute o storiche.
15. È vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco.
16. Ai sensi dell’articolo 9 del TULPS, oltre alle condizioni previste dalle normative in vigore, chiunque eserciti le attività disciplinate dal presente regolamento deve anche osservare le eventuali prescrizioni che l’autorità comunale ritenga di imporgli nel pubblico interesse.

Art. 9 – Durata ed efficacia dell’autorizzazione

1. Le autorizzazioni di cui all’articolo 86 e 88 del TULPS e quelle delegate ai sensi dell’art. 19, primo comma n. 8 del DPR 616/1977, aventi ad oggetto l’installazione degli apparecchi di cui all’art. 1 che precede, sono concesse per cinque anni e ne può essere richiesto il rinnovo dopo la scadenza.
2. Per le autorizzazioni esistenti il termine di cinque anni decorre dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
3. Determinano l’efficacia dell’autorizzazione:
a) la validità dei nulla osta rilasciati dall’Amministrazione delle Dogane e dei Monopoli agli apparecchi installati;
b) il regolare pagamento delle imposte stabilite dallo Stato sugli apparecchi installati;
c) il possesso della tabella dei giochi proibiti.

Art. 10 – Subingresso

1. Ai fini della tutela dei valori di cui all’art. 2, il trasferimento della proprietà o della gestione dell’azienda comporta il rilascio di una nuova autorizzazione al subentrante. A tal fine il cessionario, acquisito il titolo, deve presentare apposita domanda e non può iniziare l’attività se non dopo il rilascio dell’autorizzazione.
2. L’istanza deve essere predisposta su apposita modulistica scaricabile dal sito internet comunale ed inviata in via esclusivamente telematica al SUAP, corredata di tutti i documenti indicati sul modello. Tutta la corrispondenza verrà inviata dal SUAP via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC del soggetto che ha provveduto all’invio telematico della pratica.
3. In caso di subingresso verrà verificata la corrispondenza dei locali e delle strutture con le prescrizioni previste dall’art.7 del presente regolamento.
4. L’autorità di pubblica sicurezza può ordinare la cessazione dell’attività se l’interessato o il rappresentante esercente sia privo dei requisiti soggettivi previsti dalle vigenti normative e dal presente regolamento.

Art. 11 – Requisiti morali di accesso all’attività

1. Per poter richiedere ed ottenere il rilascio dell’autorizzazione all’attività, il titolare di impresa individuale deve:
a) essere in possesso dei requisiti soggettivi previsti dagli artt. 11 e 92 del TULPS;
b) non essere sottoposto a misure di prevenzione che costituiscano “cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 10 della legge 31.5.1965, n. 575” e succ. mod. (antimafia);
c) dichiarare di essere in regola con il pagamento di ogni tassa, imposta o onere verso l’amministrazione Comunale (programma 100);
d) allegare alla domanda di autorizzazione il certificato antimafia rilasciato dalla competente autorità.
2. In caso di impresa svolta in forma societaria, i requisiti morali di cui al precedente comma 1, devono essere posseduti da tutti soci che svolgono attività di gestione ed amministrazione, per le società di persone e dagli amministratori, presidenti o componenti del consiglio di amministrazione per le società di capitali”.

Art. 12 – Cessazione dell’attività

1. Il titolare di autorizzazione per l’esercizio dell’attività di sala giochi e assimilabili che cessa di esercitare l’attività a qualunque titolo, deve trasmettere all’Ufficio comunale competente, entro 30 giorni dalla cessazione, apposita comunicazione scritta allegando l’originale della autorizzazione stessa.
2. L’avvenuta presentazione della comunicazione di prosecuzione di attività da parte del subentrante, non esime il cedente dall’obbligo di comunicare la cessazione e restituire l’autorizzazione.
3. In caso di morte del titolare, l’obbligo di comunicazione della cessazione spetta agli eredi.

Art. 13 – Revoca, decadenza, sospensione della licenza

1) La licenza comunale rilasciata decade d’ufficio in caso di:
a) perdita dei requisiti soggettivi da parte del titolare;
b) revoca della licenza all’esercizio dell’attività prevalente di cui agli art. 86 e 88 del TULPS;
c) mancata attivazione dell’esercizio entro 180 giorni dal rilascio della licenza, salvo proroga per comprovata necessità debitamente documentata;
d) trasferimento di sede o di titolarità dell’azienda oggetto di licenza ex art. 86 e 88 del TULPS;
e) sospensione dell’attività per un periodo superiore a 8 giorni senza darne comunicazione al SUAP, così come previsto dall’art. 99 del TULPS;
f) sospensione dell’attività per un periodo superiore a quello comunicato al Comune o, comunque, superior a 90 giorni, salvo proroga per comprovata necessità;
g) su richiesta del Prefetto per motivi di ordine pubblico;
h) recidiva o reiterazione delle violazioni previste dall’articolo 110 comma 9 del TULPS da parte del titolare. Per recidiva e reiterazione si intende l’inosservanza per due volte alla medesima disposizione;
i) reiterata violazione delle norme del presente Regolamento, previa contestazione dell’addebito nelle forme e con le garanzie procedimentali di cui alla L. 241/90 e s.m.i. successivamente a provvedimento di sospensione. Per recidiva e reiterazione si intende l’inosservanza per due volte alla medesima disposizione;
j) accertato e reiterato superamento dei limiti di rumore previsti dalle vigenti normative.
L’accertamento deve essere effettuato dai competenti organi di controllo, con procedura di cui al precedente punto i). Per recidiva e reiterazione si intende l’inosservanza per due volte alla medesima disposizione.
2.La licenza comunale può essere revocata:
a) quando il titolare non osservi i provvedimenti di sospensione o non ripristini i requisiti mancanti nei termini indicati;
b) nei casi stabiliti dal Comune per motivi di pubblico interesse, quali a titolo esemplificativo sicurezza urbana, quiete pubblica, viabilità;
c) quando al titolare per due volte nell’arco di 12 mesi viene assegnata la sospensione di cui al comma 5.
3. La licenza comunale può essere sospesa:
a) quando venga meno la sorvegliabilità dei locali. L’attività è sospesa per una durata non inferiore a tre giorni e non superiore a novanta giorni, termine entro il quale, salvo proroga in caso di comprovata necessità e previa motivata istanza, il titolare può riprendere l’attività, ripristinati i requisiti mancanti;
b) nel caso in cui l’esercente non rispetti gli orari, le prescrizioni e le eventuali indicazioni operative decise dal Comune, nonché le disposizioni previste dalle normative vigenti e dal presente Regolamento.
4. L’attività può essere sospesa per motivi di igiene e per inosservanza delle norme contenute nel presente regolamento. Qualora il titolare non provveda al ripristino delle condizioni prescritte dall’autorità entro i termini dalla stessa stabiliti, la licenza può essere revocata, salvo proroghe per accertata necessità.
5. La sospensione dell’attività ai sensi dell’articolo 10 del TULPS in caso di abuso del titolare, intendendosi per tale ogni comportamento in contrasto con il pubblico interesse o con le prescrizioni generali imposte dalla legge, dall’autorità o da quanto contenuto nel presente Regolamento è la seguente:
I) 15 giorni nel caso di comportamento in contrasto con il pubblico interesse;
II) 60 giorni nel caso di comportamento in contrasto con il pubblico interesse o con le prescrizioni generali imposte dalla legge, dall’autorità o da quanto contenuto nel presente Regolamento.

Art. 14 – Caratteristiche dei giochi

1. I giochi devono essere leciti e conformi a quanto disposto dalla vigente legislazione nazionale.
2. È consentita l’installazione e la gestione di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di trattenimenti e da gioco di abilità ed aleatorietà così come definiti dall’art. 110 T.U.LP.S. e s.m.i. Tali apparecchi dovranno avere le caratteristiche del decreto 11 marzo 2003 e s.m.i. ed essere muniti dei relativi nulla osta rilasciati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
3. È consentita l’installazione di apparecchi telematici senza vincita in denaro con connessione ad Internet, utilizzabili anche come strumenti di gioco da intrattenimento, purchè autorizzati secondo le vigenti normative e nel rispetto delle condizioni di cui al comma precedente.
4. È vietata l’installazione e l’uso degli apparecchi o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco d’azzardo, fatta eccezione per i giochi espressamente ammessi dalla legge.
5.Sono ritenuti giochi proibiti quelli indicati nella tabella predisposta dalla competente Questura, vidimata dal Sindaco o suo delegato, o quella predisposta dal Ministero dell’Interno in caso di giochi a carattere nazionale.

Art. 15 – Utilizzo degli apparecchi: prescrizioni e divieti

1. Ai sensi dell’articolo 9 del TULPS le attività di cui al presente regolamento devono osservare tutte le condizioni stabilite dalle normative vigenti, quelle riportate nella tabella dei giochi proibiti, nonché quelle particolari disposte nel pubblico interesse e di seguito elencate:
a) l’obbligo di installare l’apparecchio in posizione tale da non arrecare intralcio al normale funzionamento dell’esercizio e non arrecare disturbo alla quiete pubblica e privata;
b) l’obbligo di adottare le necessarie misure per la prevenzione dei rischi e la sicurezza degli ambienti di lavoro ai sensi della L. 81/2008 e s.m.i.;
c) il divieto di installare qualsiasi gioco all’esterno dei locali o aree destinate all’attività, con esclusione dei soli giochi per bambini, tenendo conto dello spazio a disposizione che deve essere adiacente al fabbricato sede dell’attività e non intralciare il pubblico passaggio, nel rispetto di quanto stabilito dal locale regolamento di occupazione del suolo pubblico;
d) il divieto, già sopra menzionato, di utilizzare per i minori di anni 18 gli apparecchi e i congegni di cui all’articolo 110 comma 6 del TULPS e il divieto del gioco delle carte, del biliardo e altri giochi simili e quant’altro indicato nella tabella dei giochi proibiti per i minori di anni 14;
e) ove ricorrano le circostanze, il rispetto del D.M. 16/02/1982 e s.m.i. in materia di prevenzione incendi;
f) il rispetto delle vigenti norme in materia di inquinamento acustico;
g) l’impianto elettrico dei locali deve essere realizzato in conformità alla vigente normativa di sicurezza, attestato con la procedura di cui alla L. 46/90 e successivi regolamenti di applicazione, come da dichiarazione di conformità sottoscritta da professionista abilitato;
h) il divieto di apportare modifiche alla normale sistemazione o collocazione degli arredi nel pubblico esercizio, al fine di trasformare il locale in una vera e propria sala da gioco;
i) l’obbligo di osservare le disposizioni legislative in materia di divieto di fumo;
j) il divieto di attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale giochi.

Art. 16 – Informazione al pubblico

1. All’interno dei locali autorizzati a detenere apparecchi da gioco deve essere esposto in modo chiaro e ben visibile un cartello contenente le indicazioni di utilizzo degli apparecchi in uso ed ogni altra indicazione prevista dalla legge e dagli uffici competenti del Comune di Sala Consilina.
2. Ai sensi del comma 200 della legge Regione Campania n. 16 del 7 agosto 2014 gli esercizi commerciali e ad altri soggetti deputati all’intrattenimento che scelgono di non installare nel proprio esercizio apparecchiature per il gioco d’azzardo potranno esporre il marchio “Slot Free” per il quale non è dovuta alcuna imposta o tassa all’amministrazione comunale.

Art. 17 – Orari

1. Anche ai sensi dell’art. 50, comma 7 del vigente TUEL l’orario di attività delle sale da gioco è dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 18,00 alle 23,00 di tutti i giorni, festivi compresi e salvo diversa determinazione del Sindaco nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge.
2. Nell’ambito di tali limiti il titolare della licenza ha facoltà di scegliere il proprio orario di apertura e di chiusura dandone comunicazione scritta al Servizio Attività Produttive del Comune.
3. La chiusura infrasettimanale e festiva sono facoltative, se non diversamente disciplinate con Ordinanza del Sindaco.
4. L’orario adottato dovrà essere reso noto al pubblico con l’esposizione di apposito cartello nel quale dovranno anche essere riportati gli estremi della comunicazione inoltrata al Comune.
5. Fatta salva l’applicazione delle norme del Codice penale, del Codice civile ed in materia di inquinamento acustico, in caso di necessità, connessa al ricorrente e comprovato disturbo alla quiete pubblica ed inquinamento acustico e nelle altre ipotesi previste dall’articolo 54, comma 3 del D.lgs. 18 agosto 2000 n. 267, il Sindaco dispone, anche per singole attività, la riduzione dell’orario di chiusura serale delle sale pubbliche da gioco e/o il divieto di utilizzo di apparecchi da gioco rumorosi in particolari orari della giornata.
6. La riduzione dell’orario di cui al comma precedente è disposta dal Sindaco per un periodo:
a) di giorni sette, per la prima volta in cui viene accertato il disturbo alla quiete pubblica;
b) di giorni quindici, in caso di secondo accertamento di disturbo alla quiete pubblica commesso nello stesso anno;
c) di mesi tre, per ogni successivo accertamento al secondo del disturbo alla quiete pubblica, indipendentemente dall’arco temporale di tale accertamento rispetto al precedente.

Titolo III – Gioco lecito nei locali aperti al pubblico

Art. 18 – New Slot

1. Il presente articolo disciplina gli apparecchi previsti dall’art. 110 comma 6 lettera a) del TULPS comunemente detti new slot.
2. Detti apparecchi, dotati di attestato di conformità alle disposizioni vigenti rilasciato dal Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e obbligatoriamente collegati alla rete telematica di cui all’ articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, si attivano con l’introduzione di moneta metallica ovvero con appositi strumenti di pagamento elettronico definiti con provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nei quali insieme con l’elemento aleatorio sono presenti anche elementi di abilità, che consentono al giocatore la possibilità di scegliere, all’avvio o nel corso della partita, la propria strategia, selezionando appositamente le opzioni di gara ritenute più favorevoli tra quelle proposte dal gioco, il costo della partita non supera 1 euro, la durata minima della partita è di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina. Le vincite, computate dall’apparecchio in modo non predeterminabile su un ciclo complessivo di non più di 140.000 partite, devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate. In ogni caso tali apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque le sue regole fondamentali.
3. Relativamente agli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici di cui al comma precedente è necessaria l’autorizzazione prevista dall’art. 86 TULPS:
a) per l’installazione negli esercizi già autorizzati ai sensi dell’art.86 del TULPS per la somministrazione di alimenti e bevande, alberghi.
b) per l’installazione in esercizi commerciali, artigianali, rivendite di tabacchi, edicole;
c) per l’installazione in internet point, phone center, anche se già autorizzati ai sensi dell’art.88 del TULPS.
4. Gli apparecchi e congegni di cui al presente articolo non possono, in alcun caso, essere installati negli esercizi pubblici, qualora gli stessi si trovino all’interno di ospedali, luoghi di cura, scuole od istituti scolastici, sedi e strutture universitarie, ovvero all’interno delle pertinenze di luoghi di culto; nei locali di proprietà della Civica Amministrazione e delle società partecipate, anche se concessi o locati a terzi; in esercizi insistenti su area pubblica rilasciata in concessione, compresi i dehor. Inoltre, non possono essere installati all’interno di circoli privati, sedi di associazioni, Società di Mutuo Soccorso e Pubbliche assistenze, non autorizzati alla somministrazione ai sensi dell’art.86 del TULPS.
5. Non possono installarsi apparecchi di intrattenimento e svago, come definiti dall’art. 110 T.U.L.P.S. ai commi 6 e 7 in aree appositamente destinate e allestite individuate all’interno dei locali di somministrazione.
6. Nei circoli privati l’area in cui vengono installati gli apparecchi di cui sopra deve essere funzionalmente separata da quella di somministrazione.
7. È facoltà del SUAP predisporre ogni altro accertamento e richiedere eventuale altra documentazione integrativa che ritenesse necessaria ai fini della sicurezza, dell’ordine pubblico, della quiete della collettività e per motivi igienico-sanitari.
8. Al titolare di somministrazione che detiene giochi all’interno del proprio locale non sono rilasciate concessioni di occupazione suolo pubblico.

Art. 19 – Prescrizioni generali ed orario di funzionamento

1. In nessun caso è consentita l’installazione degli apparecchi da gioco all’esterno dei locali, ad eccezione dei giochi riservati esclusivamente ai bambini.
2. L’orario massimo di funzionamento degli apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS, collocati nelle tipologie di esercizi di cui al presente titolo III, è fissato dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.00 alle ore 20.00, di tutti i giorni, festivi compresi. Le violazioni alle disposizioni e prescrizioni del presente provvedimento saranno punite applicandosi la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di € 25,00 ad un massimo di € 500,00, ai sensi dell’art. 7 bis del d.Lgs. 267/2000.

Art. 20 – Domanda di autorizzazione per installazione giochi

1. L’installazione e il trasferimento di apparecchi e congegni automatici e semiautomatici da intrattenimento e svago in locali già in possesso dell’autorizzazione di cui all’art.86 del TULPS, nonché nelle altre attività commerciali e artigianali deve essere comunicata all’Amministrazione cittadina all’ufficio commercio che, ai sensi dell’art. 19 del D.P.R. 616 del 24.07.1977, rilascia l’autorizzazione all’esercizio.
2. La domanda di autorizzazione, di cui al presente titolo, è redatta in ossequio alle indicazioni degli uffici comunali competenti e della modulistica dagli stessi eventualmente predisposta.
3.Alla domanda devono essere allegati i documenti richiesti dai competenti uffici comunali.
4. In caso di trasferimento di proprietà o gestione dell’attività dei locali nei quali sono collocati gli apparecchi o congegni da gioco, il nuovo titolare o gestore è tenuto a presentare istanza di subingresso, contenente gli elementi sopra indicati.
5. L’autorizzazione rilasciata per subingresso avrà la stessa validità temporale di quella originaria, fermo restando quanto previsto in materia di rinnovo dal successivo articolo 22.
6. L’eventuale rigetto della domanda, con le motivazioni del mancato accoglimento, è notificato al richiedente nel termine previsto dalla L.241/90 e s.m.i.

Art. 21 – Rinnovo

1. Gli esercenti detentori di giochi dovranno chiedere il rinnovo dell’autorizzazione alla scadenza dei cinque anni. Tale termine varrà anche nel caso di trasferimento della proprietà o della gestione dell’esercizio detentore di giochi.
2. I titolari di autorizzazione rilasciata dovranno chiedere il rinnovo alla data di scadenza indicata sulla stessa.
3. Il rinnovo dell’autorizzazione è in ogni caso subordinato alla verifica della sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa regionale di cui sopra.

Art. 22 – Apparecchi da divertimento senza vincita in denaro e biliardi

1. Apparecchi di cui all’art. 110, comma 7 lett. a) del TULPS: apparecchi e congegni per il gioco lecito di tipo elettromeccanico, privi di monitor attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica, attivabili unicamente con l’introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, a € 1,00, che distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non è superiore a venti volte il costo della partita; detti apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali; apparecchi di cui all’art. 110, comma 7 lett. c) del TULPS: apparecchi e congegni per il gioco lecito basati sulla sola abilità fisica, mentale o strategica, che non distribuiscono premi, per i quali la durata della partita può variare in relazione all’abilità del giocatore e il costo della singola partita può essere superiore a € 0,50; detti apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le sue regole fondamentali. Apparecchi di cui all’art.110, comma 7 lett.c-bis) del TULPS: quelli, meccanici ed elettromeccanici differenti dagli apparecchi di cui alle lettere a) e c), attivabili con moneta, con gettone ovvero con altri strumenti elettronici di pagamento e che possono distribuire tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita. Apparecchi di cui all’art.110, comma 7 lett.c-ter) del TULPS: quelli, meccanici ed elettromeccanici, per i quali l’accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo.
2. Biliardi. L’installazione di uno o più biliardi e degli apparecchi di cui al presente articolo è soggetta alla presentazione di Segnalazione Certificata Inizio Attività, con la finalità di prendere atto della volontà dell’esercizio del gioco e consentire al comune di avere dati aggiornati. La SCIA va inoltrata in via esclusivamente telematica al SUAP, corredata di tutti i documenti indicati sul modello. Tutta la corrispondenza dovrà essere inviata dal SUAP via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC del soggetto che ha provveduto all’invio telematico della pratica.

Art. 23 – Giochi leciti che non necessitano del nulla osta dell’Amministrazione dello Stato

1. Giochi per i quali non è previsto il versamento di somme di danaro collegate all’alea della vincita di una somma maggiore o minore, quali carte, bocce, flipper, calciobalilla, ping pong, giochi da tavolo (dama, scacchi, giochi di società in genere), giochi tramite l’utilizzo si specifiche consolle (es. Playstation, Nintendo, Xbox), giochi con il computer senza collegamento a internet.
2. I giochi di cui al presente articolo non sono assoggettati ad alcun procedimento amministrativo e possono essere installati liberamente negli esercizi già autorizzati ai sensi dell’art. 86 del TULPS. All’interno dell’esercizio deve comunque essere esposta la Tabella dei giochi proibiti rilasciata dal Questore e vidimata dal Sindaco o suo delegato.

Art. 24 – Sanzioni

1. Ferme restando le sanzioni penali, le violazioni al Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza di cui al R.D. 773/1931, sono punite a norma degli artt. 17bis, 17ter, 17-quater e 110 del medesimo.
2. Le altre violazioni al presente Regolamento comportano l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 7bis del Dlgs. 267/2000 Testo Unico delle legg sugli enti locali, il cui importo è rideterminato ai sensi dell’art. 16 comma 2 della L. 689/1981 in Euro 500,00.
3. In caso di reiterate violazioni, potrà essere disposta ai sensi dell’art. 10 del TULPS la sanzione della sospensione dell’autorizzazione amministrativa dell’esercizio, o della decadenza in caso di grave e reiterate violazioni dello stesso tenore.
4. Inoltre, ai sensi dell’art. 110, comma 10, del TULPS, il titolare di Pubblico Esercizio che configuri gli illeciti di cui all’art. 110, comma 9, l’autorizzazione amministrativa dell’esercizio sarà sospesa per un periodo da uno a 30 giorni ed in caso di reiterazione sarà revocata.
5.Per quanto non previsto nel presente atto, vale quanto stabilito dalle leggi vigenti in materia.

Art. 25 – Disposizioni finali e transitorie

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.
2. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente regolamento, si rinvia alle disposizioni di legge statali e regionali vigenti in materia.

13 dicembre 17 Documento Trasparenza

Regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici

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Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 61 del 5 dicembre 2017

Art. 1 – Finalità

Il Comune di Sala Consilina, in attuazione dei principi espressi dalla Corte Costituzionale nonché quelli espressi nella Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea e dalla Convenzione di Oviedo sulla biomedicina, tutela la piena dignità delle persone e ne promuove il pubblico rispetto anche in riferimento alla fase terminale della vita, garantisce l’attuazione del principio della libertà della persona e della sua autodeterminazione rispetto ai diritto personalissimo della vita, così come affermato dagli arti. 13 e 32 della Costituzione, in virtù dei quali la libertà personale è inviolabile e nessuno può essere sottoposto ad un trattamento sanitario senza il suo consenso.

Art. 2 – Istituzione del Registro

Il Comune di Sala Consilina, nell’ambito della sua potestà. amministrativa e nel pieno rispetto delle disposizioni di leggi vigenti, istituisce il Registro dei Testamenti Biologici nel quale raccogliere le dichiarazioni anticipate di trattamento nei casi e nelle forme di cui agli articoli che seguono.

Art. 3 – Testamento Biologico

Il “testamento biologico” (detto anche testamento di vita o dichiarazione anticipata di trattamento) è la dichiarazione resa dalla persona maggiorenne con la quale si indicano in anticipo i trattamenti medici cui essere o non essere sottoposta in caso di malattie o traumatismi cerebrali che determinino una perdita di coscienza definibile come permanente ed irreversibile. La dichiarazione è un atto personalissimo, facoltativo, volontario, modificabile e revocabile. La persona che lo redige può nominare un Fiduciario che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace di comunicare consapevolmente coni medici, il soggetto chiamato a dare fedele esecuzione alla volontà manifestata.

Art. 4 – Registro dei Testamenti Biologici

1. Il Registro è riservato ai cittadini residenti nel Comune di Sala Consilina ed è tenuto dall’ufficio comunale competente ed ha come finalità di consentire l’iscrizione nominativa, mediante autodichiarazione.
2. L’iscrizione avviene con la consegna, effettuata personalmente dal cittadino dichiarante all’ufficio comunale competente di una dichiarazione con i contenuti di cui agli artt. 1), 2) e 3) che precedono, sottoscritta dall’interessato dinanzi al funzionario ricevente, o già recante la sottoscrizione dell’Interessato, autenticata da soggetto abilitato.
3. Il cittadino interessato, ai fini dell’iscrizione nel registro, può consegnare, con le medesime modalità, una dichiarazione dalla quale risulta esclusivamente il deposito, presso un notaio di fiducia identificato nella dichiarazione di trattamento anticipato.
4. Ove il cittadino interessato sia fisicamente impossibilitato a consegnare personalmente la dichiarazione di trattamento anticipato, può incaricare della consegna il soggetto abilitato che ha provveduto all’autentica della sottoscrizione della dichiarazione stessa.
5. Il Dichiarante (testatore) nomina un Fiduciario.
6. Il Dichiarante può nominare anche un Fiduciario supplente.
7. ll fiduciario non ha l’obbligo della residenza nel Comune di Sala Consilina e può chiedere in ogni momento la revoca della propria designazione che deve essere comunicata al Dichiarante.
8. I fiduciari sono gli unici soggetti ai quali l’Ufficio Comunale competente, che detiene il Registro, è autorizzato a consegnare la busta contenete la dichiarazione anticipata di trattamento.
9. Eventuali dichiarazioni successive sì aggiungono a quelle consegnate in precedenza, ovvero le sostituiscono qualora così fosse richiesto dal dichiarante al momento della consegna dell’ultima dichiarazione o nel testo di quest’ultima. In caso di contrasto tra due o più dichiarazioni avrà valore ed efficacia l’ultima resa.
10. II venir meno della residenza nel Comune di Sala Consilina non comporta la cancellazione dal registro.

Art. 5 – Modalità di tenuta del Registro

1. ll Registro deve riportare il numero progressivo delle dichiarazioni acquisiste agli atti dell’ufficio, è strutturato in modo da garantire l’esatta individuazione del dichiarante, la certezza della data e delle modalità di presentazione, la completezza e l’integrità del plico contenete la dichiarazione stessa. In caso di deposito presso soggetto abilitato, i dati identificativi del depositario.
2. Il Dichiarante dovrà rendere dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del DPR n.445/2000 nella quale darà atto di aver compilato e sottoscritto la dichiarazione anticipata di trattamento. Tale dichiarazione sarà allegata al Registro di cui ai presente Regolamento.
3.Il funzionario comunale accettante ed incaricato defila tenuta e dell’aggiornamento del registro rilascerà al Dichiarante ed al Fiduciario l’attestazione relativa alla dichiarazione di avvenuta predisposizione del testamento biologico. Il funzionario accettante non conosce il contenuto del testamento biologico che è un atto strettamente personale e non risponde pertanto dei contenuti del testamento stesso.
4. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale viene dato atto di aver compilato e sottoscritto una dichiarazione anticipata di trattamento ha un numero progressivo ed è annotata sul Registro. Sul Registro verranno, altresì, annotati riferimenti relativi al luogo di deposito (indirizzo Notaio, Fiduciario/altro Depositarlo).
5. Agli interessati è rilasciata attestazione relativa alla dichiarazione di avvenuta predisposizione del testamento biologico riportante il numero progressivo attribuito e annotato sul registro. Attraverso successiva dichiarazione, da rendersi secondo le modalità sopra riportate, è in ogni momento possibile modificare o revocare le precedenti volontà.
6. Il Comune assume l’obbligo di conservare con cura il testamento biologico depositato che deve essere facilmente accessibile al personale dell’ufficio competente. Nessuna comunicazione della registrazione e dell’avvenuto deposito è effettuata da parte dell’Amministrazione Comunale ad enti pubblici e/o privati se non in forma anonima ed a semplice rilievo statistico.
7. Il Comune potrà adottare per la tenuta del Registro anche sistemi digitali di acquisizione e di conservazione dei dati.

Art. 6 – Cancellazione dai Registro

1. La cancellazione dal Registro dei Testamenti Biologici avviene per volontà del Dichiarante ovvero per morte di quest’ultimo comunicata o accertata dal medesimo ufficio.

Art. 7 – Entrata in vigore

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.

8 novembre 17 Documento Trasparenza

Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2009

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Descrizione Importi lordi** contrattuali
(13 mensilità)
Importi lordi** percepiti nell’anno
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2004/2005] € 40.129,98 € 30.870,61
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] bienni 2006-2007 e 2008-2009 € 682,24 € 524,83
RIA – Maturato Economico ed Altri Assegni ad Personam € 0,00 € 0,00
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 12.848,99
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 2.947,60
Altri Emolumenti corrisposti € 0,00 € 0,00
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 781,94
Retribuzione annua lorda complessiva € 57.515,25 € 47.973,97

**Dall’importo della retribuzione annua lorda sono trattenuti a carico del dipendente:
1) i contributi previdenziali nella misura del 12% circa;
2) l’IRPEF secondo gli scaglioni e le aliquote fiscali vigenti (aliquota massima applicata 43%);
3) le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.

 

8 novembre 17 Documento Trasparenza

Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2010

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Descrizione Importi lordi** contrattuali
(13 mensilità)
Importi lordi** percepiti nell’anno
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2008/2009] € 43.310,90 € 43.021,69
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] anno 2010 € 213,06 € 502,30
RIA – Maturato Economico ed Altri Assegni ad Personam € 0,00 € 0,00
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 16.702,92
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 2.210,70
Altri Emolumenti corrisposti € 0,00 € 0,00
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 4.250,65
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.226,99 € 66.688,26

**Dall’importo della retribuzione annua lorda sono trattenuti a carico del dipendente:
1) i contributi previdenziali nella misura del 12% circa;
2) l’IRPEF secondo gli scaglioni e le aliquote fiscali vigenti (aliquota massima applicata 43%);
3) le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.

 

8 novembre 17 Documento Trasparenza

Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2011

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Descrizione Importi lordi** contrattuali
(13 mensilità)
Importi lordi** percepiti nell’anno
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2008/2009] € 43.310,90 € 43.310,93
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] anno 2010 € 314,73 € 314,73
RIA – Maturato Economico ed Altri Assegni ad Personam € 0,00 € 0,00
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 16.702,92
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 2.947,60
Altri Emolumenti corrisposti € 0,00 € 0,00
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 0,00
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.328,66 € 63.276,18

**Dall’importo della retribuzione annua lorda sono trattenuti a carico del dipendente:
1) i contributi previdenziali nella misura del 12% circa;
2) l’IRPEF secondo gli scaglioni e le aliquote fiscali vigenti (aliquota massima applicata 43%);
3) le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.

 

8 novembre 17 Documento Trasparenza

Compensi dr. Nicola Puglia – Anno 2012

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Descrizione Importi lordi** contrattuali
(13 mensilità)
Importi lordi** percepiti nell’anno
Stipendio Tabellare [ultimo CCNL sottoscritto biennio economico 2008/2009] € 43.310,90 € 43.310,93
I.V.C. [art. 2 – 35° comma – della Legge n° 203/2008] anno 2010 € 314,73 € 314,73
RIA – Maturato Economico ed Altri Assegni ad Personam € 0,00 € 0,00
Retribuzione di Posizione Complessiva (Assegno ad Personam) € 16.703,03 € 16.702,92
Retribuzione di Risultato (riferita ad anno precedente) € 0,00 € 0,00
Altri Emolumenti corrisposti € 0,00 € 0,00
Arretrati relativi ad anni precedenti derivanti da applicazione contratto € 0,00 € 0,00
Retribuzione annua lorda complessiva € 60.328,66 € 60.328,58

**Dall’importo della retribuzione annua lorda sono trattenuti a carico del dipendente:
1) i contributi previdenziali nella misura del 12% circa;
2) l’IRPEF secondo gli scaglioni e le aliquote fiscali vigenti (aliquota massima applicata 43%);
3) le addizionali regionale e comunale all’IRPEF.