Ultima modifica: 14 Aprile 2020

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14 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento disciplinante misure preventive per sostenere il contrasto dell’evasione dei tributi locali

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 7 del 20 febbraio 2020

Art. 1 – Finalità e ambito di applicazione del regolamento

Scopo del presente regolamento è quello di dare attuazione della previsione dell’articolo 15 ter del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 così come modificato dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58.
Nell’ambito del presente regolamento, per tributi locali si intendono tutte le obbligazioni di natura tributaria la cui soggettività attiva e relativi poteri gestori sono attribuiti per legge al Comune. Il presente regolamento si applica anche ai tributi locali affidati dal Comune in gestione, in appalto o in concessione, ad altri Enti, soggetti concessionari pubblici o privati, per l’accertamento e/o la riscossione.1
Nel caso di affidamento della gestione dei citati tributi a soggetti terzi, l’Ente o il soggetto concessionario coopererà con l’ufficio tributi del Comune per dare attuazione al presente regolamento.

Sono escluse dall’applicazione del presente regolamento le addizionali comunali relativamente alle quali il Comune è solo beneficiario dei relativi introiti essendo la gestione attribuita per legge allo Stato, all’Agenzia delle Entrate o ad altri soggetti.

Art.2 – Definizione di irregolarità tributaria

Ai fini dell’applicazione del presente regolamento, si ritiene che possa esservi irregolarità tributaria allorquando, il soggetto istante abbia un debito, risultante da tutte le entrate ricomprese nel precedente articolo 1 a seguito di omessa o infedele denuncia, parziale o mancato versamento alla scadenza ordinaria, di emissione di avviso di accertamento – non sospeso amministrativamente o giudizialmente – o di avvio della riscossione coattiva superiore all’importo di euro 1.500,00.2

Art. 3 – Soggetti che si trovano in posizione di irregolarità tributaria nei confronti dell’Ente

Ai soggetti che esercitano attività commerciali o produttive che si trovano in posizione di irregolarità tributaria non è consentito il rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi. Nel caso in cui, invece, la situazione di morosità sia successiva al provvedimento autorizzatorio, e dunque, in caso di esito negativo della verifica da parte del Comune sulla regolarità tributaria, l’ufficio competente notifica all’interessato la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione. Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria o assicurativa con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
In caso di rateazione delle somme dovute, anche il solo mancato pagamento di una rata fa ritornare il contribuente nella posizione di irregolarità tributaria ai fini dell’applicazione del presente regolamento.
In caso di ricorso in Commissione Tributaria del provvedimento con il quale venga contestata irregolarità tributaria oppure situazione di morosità, con la richiesta di sospensiva dell’atto impugnato ex art. 47 del D.Lgs.546/1992, il procedimento di sospensione di cui i commi precedenti è sospeso fino alla notifica della pronuncia della Commissione Tributaria, anche se quest’ultima dovesse avvenire dopo il decorso dei termini predetti.

Art. 4 – Modalità di verifica in caso di rilascio di nuove istanze

All’atto del rilascio di licenze, autorizzazioni, concessioni e dei relativi rinnovi, alla ricezione di segnalazioni certificate di inizio attività, uniche o condizionate, concernenti attività commerciali o produttive l’ufficio3 preposto procede a richiedere all’ufficio tributi dell’Ente l’attestato di regolarità tributaria del soggetto istante.
Per soggetto istante si intende sia la persona fisica che agisce in proprio, sia la persona fisica che agisce in rappresentanza di un soggetto avente o meno personalità giuridica. Nel caso di attività svolta da una persona fisica la verifica di regolarità è effettuata solo relativamente alla posizione tributaria dell’attività d’impresa.
Nel caso di istanza presentata da persona giuridica a mezzo di proprio legale rappresentante, la regolarità tributaria sarà verificata esclusivamente con riguardo alla persona giuridica istante.
L’istante potrà procedere a dimostrare l’avvenuto pagamento dei tributi disciplinati dall’articolo 1 mediante esibizione delle attestazioni di pagamento complete delle ricevute dell’istituto che ha veicolato il pagamento. In tale caso la documentazione prodotta è trasmessa all’Ufficio tributi che provvederà a verificarne la correttezza entro trenta giorni lavorativi decorrenti dalla data di trasmissione dell’ufficio4, trascorsi i quali la situazione si riterrà in regime di regolarità tributaria ferme restanti le disposizioni del successivo articolo 5.

Art. 5 – Modalità di verifica delle istanze già autorizzate

In sede di prima applicazione entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento5, e poi con cadenza mensile un elenco aggiornato, l’ufficio6 provvede a inviare all’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 l’elenco dei soggetti che hanno licenze, autorizzazioni e concessioni attive e dei quali è necessario verificare la posizione di irregolarità tributaria.
L’ufficio competente alla gestione dei tributi di cui all’articolo 1 provvederà ad avviare l’attività di verifica delle posizioni trasmesse dandovi priorità nell’ambito delle proprie attività di verifica e comunicandone gli esiti all’ufficio.7
Per i tributi a liquidazione dell’ufficio entro 30 giorni dalle date di scadenza dei versamenti dovuti l’ufficio procederà alla verifica dello stato di irregolarità tributaria inviando l’elenco dei soggetti morosi al competente ufficio per la notifica all’interessato della comunicazione di avvio del procedimento di sospensione dell’attività di cui alle licenze, autorizzazioni, concessioni e segnalazioni certificate di inizio attività, assegnando un termine di 30 giorni per la regolarizzazione.

Decorso infruttuosamente tale termine nei 15 giorni successivi viene emesso il provvedimento di sospensione per un periodo di novanta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente, previa notifica del provvedimento da parte dell’Ente Locale.
Qualora gli interessati non regolarizzino la loro posizione entro il predetto termine di novanta giorni, la licenza, autorizzazione o concessione viene revocata.
I contribuenti morosi potranno procedere a regolarizzare la propria posizione debitoria con gli strumenti previsti dal regolamento generale delle Entrate o da quelli specifici dei tributi oggetto del debito o fornendo specifica fideiussione bancaria con escussione a prima richiesta pari all’importo dei tributi ancora dovuti a garanzia del pagamento delle somme, anche in caso di rateazione.
Per i tributi iscritti a ruolo la verifica viene effettuata dall’Ufficio tributi sulla base degli elementi risultanti alla data della stessa dall’apposito applicativo web di Agenzia delle entrate riscossione.

Art. 6 – Collaborazione tra gli uffici nell’applicazione del presente regolamento

Al fine di consentire la corretta applicazione del presente regolamento gli uffici competenti e gli eventuali concessionari procederanno a concordare in un apposito documento le modalità di interscambio delle informazioni necessarie dandone comunicazione al Segretario comunale.

Art. 7 – Norma di rinvio

Per quanto non disciplinato si fa riferimento ai regolamenti approvati dall’Ente.

NOTE
1 È possibile limitare solo ad uno o più tributi l’ambito di applicazione, così come pure in relazione a diversi anni di imposta a seconda delle scelte operate dall’Ente e della situazione delle attività poste in essere e programmate. In particolare peri i tributi in autoliquidazione, quali IMU e TASI, la valutazione dovrà essere effettuata dal Comune sulla base del livello di aggiornamento delle banche dati e l’organizzazione del servizio.

2 La norma non dispone meccanismi e criteri per individuare la soglia che fa scattare la situazione di irregolarità Pertanto per semplificare si è scelto di indicare un importo minimo. Tuttavia sarebbe possibile uniformare tale importo a quello previsto prevista ai sensi della legge n. 296/2006, così come è possibile variare l’importo scritto con uno ritenuto più rispondente alla specifica situazione dell’Ente. In alternativa a seconda dell’ambito di intervento definito nell’articolo 1 è possibile anche elencare per ogni tributo il livello minimo al di sopra del quale scatta la posizione di irregolarità.
3 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
4 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
5 termine modificabile dall’Ente
6 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..
7 indicare la denominazione dell’ufficio competente al rilascio etc..

10 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica di ingiunzioni di pagamento

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 32 del 27 giugno 2019

Indice
Articolo 1 – Oggetto del Regolamento
Articolo 2 – Oggetto della definizione agevolata
Articolo 3 – Definizione agevolata degli importi oggetto di rateizzazione
Articolo 4 – Definizione agevolata degli importi inclusi in accordi o piani del consumatore
Articolo 5 – Procedure cautelari ed esecutive in corso
Articolo 6 – Disposizioni finali

Articolo 1 – Oggetto del regolamento

1. Il presente regolamento adottato nell’ambito della potestà prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ed in attuazione dell’articolo 15 del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34 disciplina la definizione agevolata delle entrate comunali, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzioni di pagamento di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639.
2. Ai fini del presente regolamento, per «Comune» si intende il Servizio Tributi.

Articolo 2 – Oggetto della definizione agevolata

1. Relativamente alle entrate comunali non riscosse a seguito della notifica delle ingiunzioni di pagamento di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, negli anni dal 2000 al 2017, i debitori possono estinguere il debito, senza corrispondere le sanzioni, versando:
a) Le somme ingiunte a titolo di capitale e di interessi;
b) le spese relative alla riscossione coattiva, riferibili agli importi di cui alla precedente lettera a);
c) le spese relative alla notifica dell’ingiunzione di pagamento;
d) le spese relative alle eventuali procedure cautelari o esecutive sostenute.
2. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il debitore manifesta al Comune e al concessionario la sua volontà di avvalersene, rendendo entro il 31/08/2019 apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso Comune mette a disposizione sul proprio sito internet nel termine di 15 giorni dall’approvazione del presente regolamento. In tale dichiarazione il debitore indica, altresì, il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro comunque il limite massimo del 30 settembre 2021, nonché la pendenza di giudizi aventi ad oggetto i debiti cui si riferisce la dichiarazione, e assume l’impegno a rinunciare agli stessi, o ad accettare la rinuncia, con compensazione delle spese di lite.
3. II Comune e il concessionario entro il 30/09/2019 comunicano ai debitori che hanno presentato la comunicazione di cui al comma 2 l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, le modalità di pagamento, nonché l’importo delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:
a) Versamento unico: entro il 31 ottobre 2019;
b) versamento in 6 rate di pari importo:
entro il 31 ottobre 2019;
entro il 29 febbraio 2020;
entro il 31 luglio 2020;
entro il 31 dicembre 2020;
entro il 31 maggio 2021;
entro il 30 settembre 2021;
c) versamento in 10 rate di pari importo:
entro il 31 ottobre 2019;
entro il 31 dicembre 2019;
entro il 31 marzo 2020;
entro il 30 giugno 2020;
entro il 30 settembre 2020;
entro il 31 dicembre 2020;
entro il 29 febbraio 2021;
entro il 30 aprile 2021;
entro il 30 giugno 2021;
entro il 30 settembre 2021;
Nel caso di versamento dilazionato in rate si applicano gli interessi previsti nel regolamento comunale sulla riscossione coattiva, ovvero al tasso legale.
4. Il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai debiti definibili, la revoca automatica dell’eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata.
5. In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto dell’istanza. In tale caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
6. Sono esclusi dalla definizione agevolata di cui al comma l le entrate comunali non riscosse relative alle sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie.
7. Per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente agli interessi, inclusi quelli di mora e quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689.
8. La definizione agevolata prevista dal presente articolo può riguardare il singolo debito incluso nelle ingiunzioni di pagamento.
9. Le somme relative ai debiti definibili, versate a qualsiasi titolo, anche anteriormente alla definizione, restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili.

Articolo 3 – Definizione agevolata degli importi oggetto di rateizzazione

1. La facoltà di definizione prevista dall’articolo 2 può essere esercitata anche dai debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dal Comune o dal concessionario, le somme dovute relativamente alle ingiunzioni di pagamento di cui all’articolo 2, comma 1, purché rispetto ai piani rateali in essere risultino adempiuti i versamenti entro gennaio 2019. In tal caso, ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare ai sensi dell’articolo 2, comma 1, non si tiene conto degli importi già versati a titolo di sanzioni ed interessi, compresi quelli di dilazione, che restano definitivamente acquisiti e non sono rimborsabili.
2. A seguito della presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, sono sospesi, per i debiti oggetto della domanda di definizione, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere relativamente alle rate di tali dilazioni in scadenza in data successiva al 31 gennaio 2019.

Articolo 4 – Definizione agevolata degli importi inclusi in accordi o piani del consumatore

1. Sono compresi nella definizione agevolata di cui all’articolo 2, comma 1, i debiti che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori ai sensi del capo II, sezione prima, della legge 27 gennaio 2012, n. 3. In tal caso, gli importi dovuti possono essere corrisposti nelle modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.

Articolo 5 – Procedure cautelati ed esecutive in corso

1. A seguito della presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, sono sospesi i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto di tale comunicazione.
2. Il Comune (o il concessionario) relativamente ai debiti definibili non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 2, comma 2, e non può, altresì, proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Articolo 6 – Disposizioni finali

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.

10 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento commissione mensa scolastica

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 60 del 23 dicembre 2019

Articolo 1 – Costituzione

La Commissione Mensa scolastica è costituita a livello Comunale ed è l’organismo deputato alla verifica della qualità del servizio inerente la ristorazione scolastica che il Comune eroga agli utenti delle Scuole dell’Infanzia e Primaria.
Essa costituisce elemento fondamentale nel perseguimento dell’obiettivo della massima trasparenza nella gestione e di un continuo miglioramento del servizio reso all’utenza.
Attraverso essa si intende svolgere un’attività di proposizione, collaborazione ed educazione alimentare.

Articolo 2 – Oggetto del regolamento

La Commissione Mensa svolge, nell’interesse dell’utenza e di concerto con l’Amministrazione Comunale, un ruolo di:
• collegamento esclusivo tra l’utenza e l’Amministrazione, soggetto titolare del servizio, facendosi carico di riportare le diverse istanze che pervengono dall’utenza;
• sviluppare nella comunità educante il senso di una corretta ed equilibrata alimentazione, attraverso l’educazione alimentare, al fine di indirizzare le giovani generazioni ad un sano rapporto con il cibo, ad una scelta sempre più consapevole degli alimenti ed alla promozione del benessere e della salute del proprio corpo;
• monitoraggio in merito al buon andamento ed alla qualità del servizio, ruolo consultivo e propositivo in merito alla stesura del programma alimentare, all’andamento ed alla qualità del servizio.
Il presente regolamento disciplina, altresì, le modalità di funzionamento della Commissione Mensa ed i rapporti della stessa con l’Amministrazione Comunale e/o altri organismi istituzionali.
I pareri della Commissione Mensa, unico organo che si rapporta con l’Amministrazione Comunale, sono consultivi e non vincolanti per l’Amministrazione Comunale.
Restano in ogni caso fermi i poteri ed i compiti propri degli uffici comunali.

Articolo 3 – Componenti

La Commissione Mensa operante sul territorio di Sala Consilina è unica e comprende i riferimenti dei componenti docenti e genitori delle istituzioni scolastiche cittadine e gli interlocutori competenti dell’Amministrazione comunale.
Nello specifico la Commissione Mensa, nominata dalla Giunta Comunale , è costituita:
Membri di diritto:
• Sindaco (con funzioni di Presidente)
• Assessore e/o Consigliere al ramo
• Consigliere di minoranza segnalato d’intesa dai capigruppo di minoranza.
Menbri nominati:
• n. 4 Genitori (2 dell’Istituto Comprensivo “Sala Consilina” e 2 dell’Istituto Comprensivo “Camera”)
• n. 4 docenti (2 dell’Istituto Comprensivo “Sala Consilina” e 2 dell’Istituto Comprensivo “Camera”) su indicazione dei rispettivi Dirigenti scolastici.
Requisiti indispensabili per essere nominati membri della Commissione Mensa sono:
• l’avere figli utenti del servizio di refezione scolastica;
• l’operare in qualità di docente presso una delle strutture scolastiche presenti nel territorio comunale che usufruiscono del servizio di refezione scolastica.
Partecipano, inoltre, soltanto con funzioni consultive e referenti, ai lavori della Commissione Mensa:
• n. 1 rappresentante della Società appaltatrice del servizio;
• il Medico esperto dell’ASL/SA;
• il Tecnologo Alimentare incaricato dall’Amministrazione Comunale (se nominato);
• il Responsabile/Funzionario del Servizio refezione scolastica comunale.
Il Presidente tra i membri nominati designa il segretario verbalizzante.
Il Presidente può delegare l’Assessore e/o al Consigliere a svolgere in sua assenza le proprie funzioni.
Le funzioni dei componenti sono gratuite.
La Commissione mensa di norma è convocata dal Presidente ogni due mesi. Su richiesta di almeno un terzo dei componenti la Commissione mensa deve essere convocata ad horas entro 48 ore.

Articolo 4 – Durata

La Commissione Mensa come sopra costituita rimane in carica per la durata dell’affidamento del servizio, di norma 3 anni scolastici e comunque fino all’insediamento della nuova ditta appaltatrice.

Articolo 5 – Compiti e modalità di effettuazione dei controlli

I rappresentanti della Commissione Mensa svolgono le seguenti funzioni:
• partecipano alle riunioni della Commissione con diritto di proposta e di voto, nell’ambito delle competenze consultive sul menu tipiche della commissione mensa;
• svolgono funzioni di portavoce e di referente presso il proprio plesso scolastico; ciascun commissario può effettuare sopralluoghi in qualsiasi plesso con refettorio;
• osservano e verificano le modalità di preparazione dei pasti nel rispetto delle tabelle dietetiche;
• osservano e verificano la conformità del menù, il rispetto delle grammature, dei tempi di consegna e somministrazione del cibo, corrispondenza tra numero dei pasti e presenza degli utenti, temperatura al momento di distribuzione e consumo;
• controllano la pulizia dell’ambiente, dei tavoli e delle stoviglie;
• possono chiedere chiarimenti in relazione alla preparazione degli alimenti e consultare i documenti relativi alle forniture e derrate alimentari sottoponendo la relativa richiesta scritta all’Ufficio comunale competente;
• monitorano l’appetibilità e gradibilità del pasto da parte degli alunni attraverso l’osservazione diretta, la verifica della quantità di scarti prodotti, l’assaggio di ogni pietanza presente nel menù.
I componenti della Commissione Mensa dovranno attenersi alle seguenti disposizioni durante i sopralluoghi:
• possono accedere ai locali di preparazione dei pasti (Centro Cottura) ed ai refettori scolastici autonomamente e senza nessun preavviso;
• durante i sopralluoghi dovranno indossare il previsto abbigliamento monouso (camice, copricapo, eventualmente soprascarpe e mascherina) il cui uso è facoltativo solo nei refettori;
• le visite al centro cottura e ai refettori sono consentite contemporaneamente ad un numero di rappresentanti non superiore a due, nel rispetto delle condizioni di cui sopra;
• le visite sono finalizzate unicamente alla conoscenza dell’organizzazione del servizio e quindi non dovranno essere rivolte critiche o reclami al personale addetto al servizio. Si precisa, inoltre, che la Commissione Mensa, essendo un organo propositivo e non esecutivo, non può, in alcun modo, modificare il menù scolastico in vigore.
• gli assaggi potranno essere effettuati a distribuzione ultimata e richiesti al personale di distribuzione presente o al Responsabile del centro cottura;
• non è possibile prelevare sostanze alimentari (materie prime o prodotti finiti) né assaggiare cibi nel Centro Cottura;
• deve essere evitato qualsiasi contatto diretto o indiretto con sostanze alimentari e con le attrezzature nel locale di servizio o presso il centro cottura; non devono quindi essere toccati alimenti cotti pronti per il consumo o crudi, utensili, attrezzature, stoviglie se non quelli messi appositamente a disposizione per la commissione mensa;
• non potranno essere utilizzati i servizi igienici riservati al personale e non si potrà accedere ai locali mensa in caso di tosse, raffreddore e malattie dell’apparato gastrointestinale;
• l’assaggio dei cibi dovrà esser appositamente predisposto dal personale addetto e sarà effettuato con stoviglie messe a disposizione dei componenti della Commissione mensa;
• per ciascun sopralluogo effettuato i componenti della Commissione mensa devono redigere e sottoscrivere una “scheda di valutazione”, utilizzando il modello allegato al presente regolamento, che dovrà essere trasmessa unicamente all’Ufficio comunale preposto entro massimo tre giorni dall’avvenuta visita o il prima possibile in caso di gravi criticità spedito anche a mezzo email all’indirizzo di posta elettronica indicato dall’Ente.
I componenti della Commissione Mensa che non si attengano a quanto previsto nel presente regolamento saranno richiamati ai loro doveri in forma scritta. Qualora l’infrazione si dovesse ripetere il rappresentante può essere revocato su richiesta del Presidente e/o su richiesta dell’Amministrazione Comunale.

Art. 6 – Rapporti con l’amministrazione comunale

L’Amministrazione Comunale assicura il supporto organizzativo necessario per il funzionamento della Commissione Mensa ed in particolare:
• individua nella persona del Funzionario/Responsabile del Servizio refezione scolastica il referente per la raccolta delle istanze della Commissione o dei singoli componenti il quale ha l’obbligo di informare prontamente il Presidente della Commissione;
• provvede a predisporre le convocazioni;
• mette a disposizione i locali per le riunioni;
• assicura la disponibilità dei documenti amministrativi relativi al servizio mensa;
• invia copia dei verbali della Commissione, redatti e sottoscritti, a tutti i componenti della Commissione stessa e agli istituti scolastici interessati per i Dirigenti e per l’affissione in visione dei genitori.
L’ufficio può essere contattato tramite PEC, e-mail o telefonicamente ai numeri diretti indicati dall’Ente o tramite centralino.

Art. 7 – Segnalazioni da parte dei genitori

Qualsiasi contestazione inerente il servizio di ristorazione scolastica, da parte dei genitori non facenti parte della Commissione Mensa dovrà pervenire in forma scritta alla Presidenza della Commissione stessa esclusivamente tramite i commissari mensa della propria scuola.

Art. 8 – Norma finale

A norma dell’art. 10, comma 4, dello Statuto Comunale il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio on-line del Comune.

9 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento per il conferimento di onorificenze OLD

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 11 del 17 aprile 2012

Art. 1

Per il riconoscimento di particolari meriti in campo politico, scientifico, culturale, sociale, sportivo ed economico il Comune di Sala Consilina conferisce le seguenti onorificenze:
la Cittadinanza Onoraria del Comune;
il simbolo d’onore del Comune;
l’attestato di riconoscenza del Comune.

Art. 2

Le onorificenze sono conferite a persone che abbiano giovato alla società e/o dato lustro al nome della Città di Sala Consilina.

Art. 3

Il simbolo d’onore del Comune può essere conferito solo a persone in vita, anche residenti nel Comune di Sala Consilina.

Art. 4

La Cittadinanza Onoraria del Comune può essere conferita ogni anno a non più di 3 (tre) persone che si sono distinte per meriti straordinari verso il Comune ed i suoi abitanti.

Art. 5

Il simbolo d’onore del Comune può essere conferito di norma ogni anno a non più di 3 (tre) persone che grazie al loro impegno in campo politico, scientifico, culturale, sociale, sportivo ed economico si sono rese benemerite verso il Comune ovvero hanno acquistato grande fama in detti campi.
Il simbolo d’onore è costituito da una pergamena riportante lo stemma del Comune di Sala Consilina, il nome della persona onorata e la data del conferimento.

La stessa benemerenza può essere conferita ad associazioni, istituzioni o soggetti organizzati.

Art. 6

L’attestato di riconoscenza viene conferito per il meritevole impegno profuso in un arco di tempo almeno quinquennale nell’interesse del bene comune o per un’azione benemerita che ha suscitato in città vasta eco.

Art. 7

I cittadini onorari e coloro che hanno ricevuto il simbolo d’onore del Comune potranno essere invitati a partecipare alle cerimonie pubbliche ed alle manifestazioni organizzate dal Comune.

Art. 8

Le onorificenze vengono conferite dal Sindaco del Comune di Sala Consilina mediante la consegna di un attestato e delle relative insegne nell’ambito di una cerimonia solenne.

Art. 9

Il conferimento della cittadinanza onoraria e del simbolo d’onore avvengono in base a deliberazione del Consiglio Comunale approvata con la maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
Il conferimento dell’attestato di riconoscenza avviene in base a deliberazione della Giunta Comunale.

Art. 10

In un libro onorario del Comune di Sala Consilina vengono iscritti i nomi dei cittadini onorati, il motivo dell’onorificenza e la data del conferimento.
Il libro onorario è depositato nell’Ufficio del Sindaco.

Art. 11

Il diritto di proposta spetta al Sindaco, ai Consiglieri comunali, ai Cittadini, ad Enti ed Istituzioni pubbliche e private presenti nel Comune di Sala Consilina.
Le proposte devono essere formulate per iscritto ed indirizzate al Sindaco, allegando il curriculum della persona segnalata o precisando le attività o le azioni che abbiano fatto acquisire alla medesima particolare benemerenza nei confronti della Città di Sala Consilina o distinzione per dette virtù civiche.
Il Sindaco provvede senza indugio a trasmettere tale documentazione alla Commissione Consiliare competente in materia per un parere di ammissibilità e di merito.
Qualora la Commissione lo ritenga opportuno, potrà acquisire pareri formulati da parte di esperti nella materia.

Art. 12

Il Consiglio Comunale a scrutinio segreto e previo parere della Commissione Consiliare può revocare la concessione dell’onorificenza quando si accertino situazioni di comprovata gravità o di sopravvenuta indegnità.
Per la validità della deliberazione di revoca è richiesta la medesima maggioranza prescritta per il conferimento.
Nel caso di revoca l’onorificenza deve essere restituita al Comune di Sala Consilina.

Art. 13

La stessa procedura prevista dal precedente art.12 si applica nel caso di revoca delle onorificenze conferite dalla Giunta Comunale.

Art. 14

A norma dell’art. 10 dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.
A norma dell’art. 10, comma 5, dello Statuto Comunale, il regolamento è portato a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione.

9 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento di disciplina del Forum dei Giovani per la partecipazione giovanile

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 5 del 20 febbraio 2020

Indice
Articolo 1 – Istituzione
Articolo 2 – Impegni dell’ amministrazione
Articolo 3 – Finalità
Articolo 4 – Aree di interesse
Articolo 5 – Competenze
Articolo 6 – Composizione assemblea
Articolo 7 – Altri organi
Articolo 8 – Modifiche al regolamento
Articolo 9 – Funzionamento
Articolo 10 – Entrata in vigore

Art. 1 – Istituzione

In attuazione della Carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale, adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa il 21 maggio 2003 e successive modifiche e integrazioni, del “Libro Bianco della Commissione europea: un nuovo impulso per la gioventù europea”, Bruxelles 2001, e della Risoluzione del Consiglio d’Europa del 25 novembre 2003 (obiettivi comuni sulla partecipazione e informazione dei giovani) e della L. R. n. 26 del 2016, è istituito il Forum dei Giovani inteso quale organismo di partecipazione che si propone di avvicinare i giovani alle Istituzioni e le Istituzioni al mondo dei giovani.
I consiglieri del Forum hanno un’età compresa tra i 16 ed i 34 anni e sono rappresentati da una quota elettiva non inferiore al 100% (L. R. n. 26/2016 art. 6 co. 2).

Art. 2 – Impegni dell’amministrazione

L’Amministrazione si impegna a:
• Offrire una sede al Forum con relativa attrezzatura, la sede sarà attrezzata con almeno una scrivania, un computer, una stampante e un collegamento a banda larga ad internet;
• Definire un Responsabile del procedimento per il supporto e il funzionamento del Forum;
• Istituire per il funzionamento del Forum un apposito capitolo di bilancio, con relativo stanziamento;
• Convocare il Consiglio Comunale almeno una volta all’anno per discutere la programmazione delle politiche giovanili comunali alla presenza del Forum;
• Prendere atto del programma presentato dal Forum per le proprie attività;
• Chiedere parere al Forum sul proprio bilancio di previsione nonché sui piani degli investimenti in materia di politiche giovanili;
• Far pervenire, anche su richiesta del Forum, atti, documenti, studi e dati consentiti dalle norme in materia di politiche giovanili;
• Pubblicizzare le iniziative concordate e gli eventuali documenti del Forum;
• Favorire l’utilizzo da parte degli organi del Forum di spazi autonomi sulla stampa edita direttamente dall’Amministrazione Comunale;
• Favorire l’utilizzo di spazi autonomi autogestiti all’interno dell’ufficio Informagiovani;
• Convocare il Consiglio nella prima seduta utile per la discussione delle modifiche al presente regolamento proposte dal Forum;
• Destinare la sala consiliare del municipio, come sede operativa ufficiale per le plenarie del forum, in subordine a tutte le altre necessità della sala, ovvero in caso di necessità una altra sala adatta allo scopo.

Art. 3 – Finalità del Forum

I Forum hanno le seguenti finalità:
• Rappresentare i giovani del territorio in forma democratica e partecipata;
• Stimolare i giovani alla partecipazione democratica alla vita pubblica, contribuendo alla formazione di un sano e robusto tessuto sociale giovanile cittadino;
• Permettere ai giovani della città di disporre di un forte strumento di dialogo e relazione istituzionale con l’amministrazione comunale;
• Fornire ai giovani un luogo in cui possano esprimersi liberamente su argomenti che li preoccupano, ivi compreso a proposito di proposte e di politiche dei Comuni e delle Province, definendo gli obiettivi ed i programmi relativi alle politiche Giovanili di competenza dell’Amministrazione;
• Offrire ai giovani la possibilità di presentare delle proposte;
• Permettere agli Enti suddetti di consultare i giovani su questioni specifiche;
• Fornire una sede in cui si possano elaborare, seguire e valutare dei progetti riguardanti i giovani;
• Offrire una sede che possa favorire la concertazione con delle associazioni ed organizzazioni giovanili;
• Favorire la partecipazione dei giovani in altri organi consultivi degli enti locali;
• Dare ai giovani la possibilità di esprimersi e di agire su problemi che li riguardano, formandoli alla vita democratica e alla gestione della vita della comunità;
• Promuovere iniziative pubbliche, convegni, dibattiti, ricerche in materia di politiche Giovanili;
• Promuovere progetti a livello locale, provinciale regionale e comunitario anche in collaborazione con Enti Pubblici, Associazioni ed altri Forum, rivolti ai giovani;
• Promuovere un rapporto di comunicazione con i giovani dell’Ente in collaborazione con le realtà, le aggregazioni, le istituzioni presenti nel Forum o interessate ai lavori dello stesso;
• Favorire la costituzione di un sistema informativo integrato fra Amministrazione locale, giovani e aggregazioni Giovanili, rispetto ai bisogni emergenti sul territorio comunale ed agli interventi ad essi relativi;
• Affiancare l’Amministrazione Comunale nella strategia di informazione e di comunicazione che coinvolga le Istituzioni, le aggregazioni, le associazioni comprese nel Forum, in rapporto organico con le strutture comunali, che sinergicamente interagiscono con l’intera attività del Forum, così come previsto dalla Risoluzione del Consiglio d’Europa del 25/11/03 in materia di obiettivi comuni sulla partecipazione e informazione dei giovani (GUUE, 5/12/03);
• Approfondire, esaminare e fare proposte sul rapporto tra ente locale e realtà giovanile;
• Promuovere forme di volontariato e di collaborazione con i servizi dell’Amministrazione rivolti ai giovani.
Il Forum è aperto al contributo di tutti, anche di esterni, fermo restando il diritto di voto per i soli consiglieri facenti parte del Forum. La partecipazione al Forum è gratuita.

Art. 4 – Aree di interesse

La surrichiamata “Carta Europea” presenta, come essa stessa esplicita, “alcune grandi direttrici destinate a facilitare la partecipazione dei giovani alle decisioni che li riguardano”, e che tali direttrici, caratterizzate da unicità di significato e finalità, comportano l’impegno a realizzare, attraverso una serie di raccordi:
• Una politica del tempo libero e della vita associativa;
• Una politica per l’occupazione e per la lotta alla disoccupazione giovanile;
• Una politica dell’ambiente urbano, dell’habitat, dell’abitazione e dei trasporti;
• Una politica di formazione e di educazione che favorisca la partecipazione dei giovani;
• Una politica di mobilità e di scambi;
• Una politica sanitaria;
• Una politica a favore dell’uguaglianza tra donne e uomini;
• Una politica specifica per le regioni rurali;
• Una politica di accesso alla cultura;
• Una politica di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale;
• Una politica di lotta alla violenza e alla delinquenza;
• Una politica di lotta alla discriminazione;
• Una politica in materia di sessualità;
• Una politica di accesso ai diritti.

Art. 5 – Competenze

Il Forum ha il compito di:
• Promuovere iniziative pubbliche, convegni, dibattiti, ricerche n materia di politiche giovanili;
• Promuovere progetti su temi d’interesse giovanile e volti a promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani cittadini campani a livello locale, provinciale, regionale e comunitario, anche in collaborazione con enti pubblici, associazioni e altri Forum;
• Istituire gruppi di lavoro, in riferimento alle aree di interesse individuate all’art. 4, che siano coerenti al contesto locale;
• Esaminare e fare propri i documenti elaborati dai vari Gruppi di Lavoro;
• Promuovere un rapporto di comunicazione, ascolto e concertazione con i giovani del Comune in collaborazione con le realtà, le aggregazioni, le istituzioni presenti nel forum o interessate ai lavori dello stesso;
• Esprimere parere entro venti giorni dal ricevimento della documentazione, sul bilancio di previsione del comune, con riferimento ai capitoli di spesa in materia di politiche giovanili;
• Favorire la costituzione di un sistema informativo integrato fra Amministrazione Comunale, giovani e aggregazioni giovanili, rispetto ai bisogni emergenti sul territorio comunale ed agli interventi ad essi relativi;
• Approfondire, esaminare e fare proposte sul rapporto tra ente locale e realtà giovanile;
• Promuovere forme di volontariato e di collaborazione con i servizi dell’Amministrazione Comunale rivolti ai giovani;
• Convocare almeno una volta l’anno un’assemblea pubblica, adeguatamente pubblicizzata presso i principali luoghi di riferimento e di aggregazione giovanili presenti nei territori e comunità di riferimento, per presentare il proprio programma che verrà trasmesso alla Giunta per la presa d’atto;
• Proporre all’Amministrazione Comunale eventuali modifiche al presente regolamento: tale richiesta verrà discussa nel Consiglio Comunale alla sua prima seduta utile.

Art. 6 – Composizione assemblea

Il Forum dei Giovani ha nell’Assemblea il suo organo sovrano. Il Forum è aperto al contributo di tutti, anche di esterni, fermo restando il diritto di voto per i soli membri consiglieri facenti parte del Forum.
Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, senza diritto di voto, il Sindaco, l’Assessore o il Consigliere Comunale alle politiche giovanili e chiunque ne abbia interesse.
L’Assemblea è composta da n.11 consiglieri.
La consultazione avviene nel seggio individuato dalla Amministrazione Comunale. Hanno diritto di voto i cittadini residenti nel comune con età compresa tra i 16 ed i 34 anni.
L’Amministrazione, tramite propria struttura, si incaricherà di svolgere tutte le mansioni necessarie allo svolgimento delle elezioni. Pubblicherà il bando pubblico della data delle elezioni che devono avvenire non prima di 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando.
Il presidente della commissione elettorale verrà supportato dal segretario e da scrutatori.
Le candidature saranno presentate con consegna presso l’ufficio comunale individuato entro e non oltre il termine di 20 giorni prima della data delle elezioni. Per candidarsi c’è bisogno di n. 20 firme di giovani compresi fra i 16 e i 34 anni residenti. La modulistica predisposta dal commissario elettorale sarà disponibile presso l’ufficio comunale individuato a partire da 30 giorni prima della data delle elezioni.
Le elezioni si svolgeranno in un seggio stabilito con avviso affisso presso l’ufficio comunale entro 20 giorni prima dalla data delle elezioni. Hanno diritto al voto i giovani residenti nel comune che abbiano almeno 16 anni e non più di 34 anni. Le preferenze da poter esprimere sono 3. Esse devono essere in forma di numero e in sequenza crescente. Tutte le schede difformi saranno considerate nulle. I candidati che hanno conseguito il maggior numero di preferenze saranno eletti fino al raggiungimento del numero di consiglieri stabilito.
L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano; su decisione del Coordinatore, per argomenti di particolare importanza o su proposta della metà più uno dei presenti la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto; il Coordinatore, in questo caso, sceglie due scrutatori tra i presenti. La perdita della qualifica di membro può avvenire per i seguenti motivi:
• Per dimissioni da comunicarsi per iscritto al Coordinamento;
• In seguito alla registrazione di tre assenze consecutive in sede di Assemblea.
Il Forum è convocato almeno 6 volte per anno solare. II Coordinatore convoca la Assemblea del forum comunicando data, luogo, ora e ordine del giorno tramite affissione presso l’ufficio individuato almeno 10 giorni (compresi festivi) prima della data dell’assemblea.
L’Assemblea può essere convocata anche da almeno un terzo dei consiglieri con le stesse modalità.
L’affissione deve contenere le firme dei richiedenti l’assemblea, data, luogo, ora e ordine del giorno.
L’Assemblea può essere convocata su richiesta del Sindaco o dell’Assessore competente alle politiche Giovanili con affissione presso l’ufficio comunale individuato almeno giorni io (compresi festivi) prima della data dell’Assemblea.
La seduta del Forum è valida in prima istanza con la presenza di almeno la maggioranza semplice dei componenti e in seconda istanza con la presenza di almeno il presidente (o vicepresidente) e di quattro consiglieri.
L’Assemblea è presieduta dal Coordinatore o, in caso di sua assenza, da un suo Vice. I verbali delle riunioni dell’Assemblea e il Registro delle Presenze sono redatti a cura del Segretario o, in sua assenza, e per quella sola Assemblea, da persona scelta dal Coordinatore tra i presenti. L’Assemblea delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza della metà più uno dei membri presenti. In caso di parità dei voti, il voto del Coordinatore vale doppio.
L’Assemblea del Forum della Gioventù con i suoi consiglieri è il massimo organo deliberante.
• Elegge il presidente;
• Fissa le linee programmatiche per l’anno in corso;
• Detta le direttive di allocazione delle risorse;
• Approva in modo definitivo ed esecutivo i progetti del Forum;
• Delibera su gli altri oggetti attinenti l’attività del Forum che non siano riservati alla competenza della Giunta o del Coordinatore;
• Approva ogni regolamento interno;
• Ha facoltà di sciogliersi e quindi indire nuove elezioni anticipate;
• Ogni rappresentante facente parte del Forum ha diritto ad esprimere un solo voto.
Ad ogni Assemblea il Coordinatore nomina un segretario che ha l’obbligo di redigere il verbale d’assemblea e di firmarlo congiuntamente con il presidente.
Un consigliere del forum può delegare tramite richiesta scritta datata, firmata e indirizzata al Coordinatore a farsi rappresentare da un altro consigliere del forum. E’ possibile, per quei consiglieri che ritengono di essere impossibilitati a partecipare al Forum per lungo tempo, delegare in forma permanente un qualsiasi altro consigliere. Il delegato acquisisce tutti i poteri compresi quello di voto, di proposizione e presentazione e gestione dei progetti del consigliere delegante. La delega permanente e l’eventuale revoca vengono presentati tramite richiesta scritta datata, firmata e indirizzata al Coordinatore.
Tutte le cariche, elettive e non, sono legittime fino a scadenza naturale del mandato. Nel caso di superamento del limite di età o di cessazione di un qualunque requisito vige per il consigliere il regime di prorogatio fino a fine mandato.
Le dimissioni sono previste con comunicazione in carta semplice indirizzata al Coordinatore a mezzo raccomandata postale a/r e per conoscenza all’assessore alle politiche giovanili. In tal caso il seggio viene assegnato al primo non eletto. In caso di assenza di candidati il seggio resta vacante.
La carica di componente del Forum è incompatibile con la carica di amministratore di ente locale e/o di dipendente dell’amministrazione stessa.
Il Forum ed i suoi organi durano in carica la metà del mandato dell’amministrazione.

Art. 7 – Altri organi

Gli altri organi sono il Coordinatore e la Giunta.
Il Coordinatore.
Il Sindaco, l’Assessore o il Consigliere alle politiche Giovanili convoca e presiede la prima assemblea del Forum della Gioventù. In questa seduta egli ha funzioni da Coordinatore. La seduta è valida in prima e seconda istanza con la presenza di almeno la maggioranza semplice di tutti i consiglieri. Il Forum quindi procede all’elezione al suo interno del Coordinatore con la modalità che segue. All’apertura dei lavori, i membri stessi individuano tra di loro un Segretario che dirige la fase di elezione (verbalizzazione, raccolta delle candidature, scrutinio) e due scrutatori.
Si raccolgono le candidature, valide con almeno la firma di 3 consiglieri. Si continua con le votazioni a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza. In caso di più di 2 candidati si procede con il ballottaggio dei primi due eletti. Viene eletto il candidato che al ballottaggio riporta un maggior numero di preferenze. In caso di ex-equo viene eletto il candidato più giovane.
Il Coordinatore:
• Dirige il Forum e lo rappresenta;
• Convoca e presiede l’Assemblea e la Giunta;
• Definisce l’ordine del giorno dell’Assemblea di concerto con la Giunta;
• Nomina un vice coordinatore;
• Nomina il Segretario.
In caso di dimissioni o di impedimento grave, la Giunta provvede ad indicare un Coordinatore pro tempore, provvedendo contestualmente ad indire l’Assemblea che procede al rinnovo della carica.
L’insediamento del Coordinatore avviene durante la prima riunione utile dell’Assemblea. La mozione di sfiducia nei confronti del Coordinatore può essere proposta e approvata all’ordine del giorno con il voto favorevole di almeno la maggioranza semplice dei presenti aventi diritto. La mozione di sfiducia è approvata nella seduta successiva con il voto rigorosamente palese e favorevole di almeno la maggioranza semplice di tutti i consiglieri del Forum. In caso di sfiducia il Segretario d’assemblea indice una nuova seduta, valida sia in prima che in seconda convocazione con la presenza di almeno la maggioranza semplice di tutti i consiglieri del Forum. Il Segretario presiederà la seduta atta a ripetere le elezioni del presidente.
In assenza del Coordinatore le assemblee vengono presiedute dal vice Coordinatore scelto tra i componenti della Giunta. Il Coordinatore deve essere necessariamente maggiorenne.
La Giunta
La Giunta è formata da almeno 5 membri più il Coordinatore.
Il Coordinatore appena eletto, nella stessa seduta, presenta la lista dei 5 membri che compongono la Giunta. La Giunta per essere confermata deve ricevere il voto favorevole di almeno la maggioranza semplice di tutti i consiglieri del Forum. Se per 3 volte alla Giunta presentata non viene accordata la fiducia dall’assemblea del Forum allora il Coordinatore decade e si va a nuove elezioni. È facoltà del Coordinatore sostituire uno o più membri della Giunta. In tal caso sarà nuovamente necessaria una votazione di fiducia del Forum con le stesse modalità appena espresse. Nella stessa sede il Coordinatore esprime il suo vice che deve essere indicato all’interno dei consiglieri del Forum.
Negli intervalli tra le Assemblee ed in caso di dimissioni, decadenza od altro impegno di uno o più dei suoi membri, purché meno della metà, la Giunta ha facoltà di procedere – per cooptazione – all’integrazione della stessa fino al limite numerico, fermo restando la convocazione dell’Assemblea entro 5 giorni.
La Giunta una volta costituita, individua eventuali Gruppi di Lavoro le cui materie di competenza sono selezionate, in base alle scelte compiute dall’Assemblea, tra le aree d’interesse di cui sopra e coerentemente ai bisogni della comunità locale. I Gruppi di Lavoro possono proporre all’Assemblea linee guida d’azione strategiche nel campo delle attività di loro competenza e congeniali al Forum.
La Giunta ha il compito di:
• Deliberare sulle questioni riguardanti l’attività del Forum per l’attuazione delle sue finalità secondo le direttive dell’Assemblea assumendo tutte le iniziative del caso;
• Approvare i progetti da presentare tramite il Coordinatore;
• Dare parere su ogni oggetto sottoposto al suo esame dal Coordinatore;
• Discutere tutte le proposte presentate dall’Amministrazione Comunale per procedere in seguito alla discussione in Assemblea;
• Realizzare i deliberati del forum;
• Svolgere funzioni esecutive;
• Amministrare i fondi del forum;
• Predisporre i bilanci e la relazione sull’attività svolta;
• Stilare gli ordini del giorno per le assemblee;
• Esercitare funzioni di controllo e di verifica sui singoli progetti;
• Deliberare la perdita di requisito di membro del forum.
La Giunta delibera a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Coordinatore.
Il Forum della Gioventù è sciolto dal Sindaco o dall’assessore alle politiche giovanili sulla base di:
– scadenza di mandato,
– sfiducia al Coordinatore e/o impossibilità di accordo sull’elezione di un Coordinatore.
In caso di motivazioni gravi e straordinarie, il forum si scioglie anche con la dimissione incondizionata di almeno tre quarti dei consiglieri del Forum. Le lettere di dimissione devono essere indirizzate al Coordinatore, e per conoscenza al Sindaco e all’assessore alle politiche giovanili.
In caso di scioglimento il Sindaco, o l’assessore o un suo delegato assume i poteri di commissario elettorale per portare il Forum alle elezioni.

Art. 8 – Modifiche al regolamento

L’Assemblea delibera a maggioranza dei due terzi dei membri del Forum le proposte di modifica al regolamento e le propone al Consiglio Comunale che provvede ad esaminarle nella sua prima seduta utile.
Tali modifiche, in linea con gli adeguamenti legislativi, non devono ostare ai principi cardine e allo spirito del Forum dei Giovani così come derivato dalle disposizioni comunitarie, regionali e provinciali.
Le modifiche diventano vigenti ed efficaci dopo l’approvazione della modifica ad opera del consiglio comunale.

Art. 9 – Funzionamento

In attuazione di quanto previsto all’art. 2 il Forum utilizza per il proprio funzionamento la sede con relativa bacheca e attrezzature, la sede sarà attrezzata con almeno una scrivania, un computer e un collegamento a banda larga ad internet.
Il Forum trova supporto in un responsabile del procedimento per gli atti necessari e per le relazioni con altre istituzioni.
Il Forum dispone di un proprio capitolo di spesa presso il bilancio dell’amministrazione con apposito stanziamento. A tal fine il Forum approva un documento di programmazione che rappresenta la previsione dell’utilizzo del detto stanziamento e lo trasmette al responsabile del procedimento e per conoscenza all’Assessore alle Politiche giovanili. Le spese saranno impegnate e liquidate sul detto capitolo da parte del responsabile del procedimento sulla base del programma del Forum. Alla fine dell’esercizio annuale il Forum invia al responsabile del procedimento e all’Assessore alle Politiche Giovanili una relazione finale delle attività svolte. Giunta Regionale della Campania Direzione Generale
Istruzione, Formazione, Lavoro e Politiche Giovanili UOD 50.11.02 Politiche Giovanili.
Il Forum ha facoltà di rintracciare fondi e risorse tramite altri enti (comunità montana, amministrazione provinciale, amministrazione regionale, bandi pubblici, sponsor privati con versamento su capitolo di spesa).

Art. 10 – Entrata in vigore

A norma dell’art. 10 dello Statuto Comunale, il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio on-line del Comune.

8 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento del consiglio comunale dei ragazzi e del baby sindaco

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 61 del 23 dicembre 2019

Articolo 1
Istituzione Consiglio Comunale dei Ragazzi

L’Amministrazione comunale conscia dell’importanza che la formazione civica ha per le ragazze e i ragazzi e con l’intenzione di voler favorire una crescita degli stessi che gli permetta di sviluppare una consapevolezza di quelli che sono diritti e doveri legati all’istituzione comunale e verso il resto della cittadinanza e della comunità, dichiara istituito il “Consiglio Comunale dei Ragazzi”.

Articolo 2
Competenze generali del Consiglio

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha funzioni propositive e consultive, da svolgere tramite pareri o richieste informative nei confronti degli organi comunali, sulle tematiche e le criticità che riguardano l’attività amministrativa del Comune e/o sulle esigenze ed istanze che provengono dal mondo dei giovani.

Articolo 3
Disciplina del Consiglio

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi svolge le proprie funzioni in modo libero ed autonomo: la sua organizzazione e le modalità di elezione sono disciplinate dal presente Regolamento.

Articolo 4
Funzionamento del Consiglio

Le decisioni prese dal Consiglio Comunale dei Ragazzi, sotto forma di proposte o pareri, saranno sottoposte ad un impiegato comunale che li verbalizzerà e li proporrà all’Amministrazione Comunale, la quale nel minor tempo possibile formulerà una risposta circa il problema o l’istanza espressi.

Articolo 5
Poteri del Consiglio

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi potrà proporre al Sindaco di inserire all’ordine del giorno del Consiglio comunale del Comune un preciso argomento per la relativa discussione.

Articolo 6
Eleggibilità

Possono essere eletti alla carica di consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi gli alunni che, residenti nel comune di Sala Consilina, frequentano l’ultima classe della Scuola Primaria o la Scuola secondaria di primo grado presenti nel territorio comunale.
I ragazzi dovranno essere previamente autorizzati alla candidatura dai loro genitori.

Articolo 7
Corpo elettorale

Come evincibile dal precedente articolo 6, costituisce il corpo elettorale e, quindi, la platea che avrà il diritto di scegliere i membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, gli alunni che, residenti nel comune di Sala Consilina, frequentano l’ultima classe della Scuola Primaria o la Scuola secondaria di primo grado presenti nel territorio comunale.

Articolo 8
Costituzione del Consiglio

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi si compone di 10 membri (9 consiglieri più il Sindaco) così suddivisi: 3 consiglieri eletti dagli alunni dell’ultima classe della Scuola primaria e 7 Consiglieri eletti tra gli alunni della Scuola secondaria di primo grado, e dura in carica un anno.

Articolo 9
Elezioni del Presidente del Consiglio e del Baby Sindaco

Le modalità e i tempi con cui si dovranno svolgere le elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi e del Baby Sindaco sono:
a) entro il 30 novembre di ogni anno nelle scuole previste dagli articoli 6 e 7 del presente regolamento si svolgeranno le elezioni dei baby consiglieri;
b) entro il mese di dicembre successivo, su convocazione del Sindaco di Sala Consilina, i baby consiglieri eletti si riuniranno in via preliminare presso la sala consiliare del Municipio, per eleggere, ad alzata di mano, ed a maggioranza relativa, il Presidente del Consiglio dei Ragazzi. Qualora due o più ragazzi dovessero ottenere parità di voti si sceglierà il più grande anagraficamente;
c) il Sindaco di Sala Consilina, subito dopo l’elezione, proclama eletto il Presidente del Consiglio del Consiglio Comunale dei Ragazzi;
d) il Consiglio provvederà ad eleggere nella stessa seduta, sempre per alzata di mano ed a maggioranza relativa, un Vice Presidente che dovrà appartenere ad una scuola diversa da quella che ha espresso il Presidente; al Vice Presidente competono le stesse funzioni del Presidente in caso di sua assenza o impedimento;
e) successivamente il Consiglio provvederà ad eleggere il baby Sindaco secondo il seguente procedimento: in una prima votazione il baby Sindaco risulterà eletto col voto dei due terzi dei consiglieri presenti, ma se al primo turno non si dovesse raggiungere il risultato, si passerà ad una seconda votazione a maggioranza assoluta, ed infine, se anche questa votazione risultasse infruttuosa, si avrà una terza ed ultima votazione a maggioranza relativa.

Articolo 10
Il Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi avrà il compito di convocare il Consiglio, di presiedere e disciplinare le sedute del Consiglio.
Nel corso del mandato il Presidente provvederà alla sostituzione dei consiglieri dimissionari o che hanno cessato la frequenza scolastica, con il candidato che aveva ottenuto il maggior numero di voti dopo il candidato cessato.

Articolo 11
Il Baby Sindaco

Il baby Sindaco ha la rappresentanza ufficiale delle istanze del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
Partecipa, senza potere di voto, alle sedute del Consiglio Comunale. Partecipa alle manifestazioni ufficiali in rappresentanza del Consiglio Comunale dei Ragazzi usando come distintivo sindacale la fascia tricolore sulla spalla sinistra.

Articolo 12
Sedute e convocazioni del Consiglio

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi si riunisce nell’aula consiliare nelle ore e nei giorni preventivamente concordati con il Presidente del Consiglio.
Le sedute del Consiglio Comunale dei Ragazzi sono pubbliche. La seduta è valida con la partecipazione di almeno la metà più uno dei componenti. Qualora non si raggiungesse il numero legale la seduta viene rinviata di 30 minuti, trascorsi i quali la seduta potrà tenersi validamente con la presenza di almeno 1/3 dei componenti.
Le deliberazioni sono valide se adottate con i voti della metà più uno dei presenti.
La partecipazione dei ragazzi sarà totalmente gratuita.
Il Consiglio Comunale dei Ragazzi potrà approvare un Regolamento circa il funzionamento interno.

Articolo 13
Partecipazione elettorato

Le scuole disciplineranno, al proprio interno e in modo autonomo, le modalità per favorire il confronto tra “candidati ed elettori” nell’ambito del proprio “collegio”, attraverso “audizioni” o “dibattiti” nelle forme e sedi che si riterranno più compatibili con l’attività didattica.

Articolo 14
Modalità elezioni del Consiglio

Le elezioni si svolgono secondo i seguenti tempi e modalità:
1. presso l’istituto si costituirà un seggio elettorale;
2. per le scuole primarie i candidati di ogni plesso dovranno essere inseriti in un’unica lista. Per le scuole secondarie i candidati di ogni istituto dovranno essere inseriti in tre liste separate una per ogni livello di classi. Espletate le elezioni, i candidati votati confluiranno in una graduatoria unica per ciascuna delle due tipologie di Scuole (primaria e secondaria) e risulteranno eletti i candidati che in ciascuna delle due graduatorie avranno riportato il maggior numero di voti. A parità di voti risulterà eletto il più anziano di età.

Articolo 15
Commissione vigilanza sulle elezioni

Sarà costituita, a cura del Dirigente Scolastico di ogni plesso una Commissione mista di vigilanza sulla regolarità delle procedure elettorali, composta oltre che dal Dirigente Scolastico o suo delegato, anche da due insegnanti e due rappresentanti degli studenti non candidati. Tale commissione provvederà a nominare, tra gli alunni, il seggio elettorale, composto da quattro scrutatori ed un presidente, nominato tra gli insegnanti. Tale commissione avrà anche il compito di decidere a maggioranza su eventuali ricorsi inerenti le procedure elettorali che dovranno essere presentati al Dirigente Scolastico del Plesso entro 24 ore dal fatto per il quale si intende ricorrere e decisi entro le 24 ore successive.

Articolo 16
Materie di competenza del Consiglio Comunale dei Ragazzi

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha il compito di collaborare con il Consiglio Comunale in via consultiva nelle seguenti materie:
– ambiente;
– sport;
– tempo libero;
– giochi;
– rapporti con l’associazionismo;
– cultura e spettacolo;
– pubblica istruzione;
– assistenza ai giovani e agli anziani;
– rapporti con Enti ultranazionali a tutela dell’infanzia.

Articolo 17
Risorse finanziarie

La Giunta Comunale può individuare, se le condizioni finanziare lo permettono, un budget in denaro da assegnare al Consiglio Comunale dei Ragazzi per lo svolgimento delle proprie attività.
Per la gestione di tale budget il Consiglio Comunale dei Ragazzi si avvale della collaborazione degli uffici comunali competenti.
Non sono previsti gettoni di presenza o rimborsi vari per la partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale dei Ragazzi.

Articolo 18
Modifiche al Regolamento

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi può proporre al Consiglio Comunale di Sala Consilina eventuali modifiche ed integrazioni del presente regolamento ove ne ravvisi l’opportunità.

Articolo 19
Norma transitoria

Le prime elezioni dei consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi si svolgeranno, d’intesa con i Dirigenti scolastici, entro il mese di febbraio 2020 ed il Consiglio avrà durata sino a novembre 2020.

Articolo 20
Entrata in vigore

A norma dell’art. 10, comma 4, dello Statuto Comunale il presente Regolamento, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione all’Albo Pretorio on-line del Comune.

7 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento per la gestione del lavoro agile (smart working)

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 69 del 10 marzo 2020 (reso immediatamente eseguibile)

Premessa

Il presente regolamento dà attuazione all’art. 14, c. 1, della legge n. 124/2015, ai sensi del quale le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare misure organizzative per attivare nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa.
La disposizione richiamata – adottata con il duplice obiettivo di introdurre soluzioni organizzative in grado di incrementare la produttività e, al tempo stesso, di rafforzare gli strumenti di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro – precisa, altresì, che tali misure devono essere idonee a consentire, nel termine di tre anni dall’entrata in vigore della legge, ad almeno il 10% dei dipendenti – qualora lo richiedano – di avvalersi di tali innovative formule di esecuzione del rapporto di lavoro.
La significativa portata della norma citata – che nel dare un forte impulso in direzione dello sviluppo di una cultura gestionale orientata al risultato muta profondamente la visione tradizionale del rapporto di pubblico impiego – e le evidenti complessità che inevitabilmente emergono in sede applicativa hanno suggerito lo svolgimento di una fase di sperimentazione – anche alla luce delle linee guida contenute nella direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° giugno 2017, n. 3/17 giungendo alla condivisione del provvedimento in commento. Tale fase sperimentale si è chiusa a seguito dell’entrata in vigore del D.L. n. 6/2020 che, sulla scorta dell’emergenza nata a seguito della diffusione del Covid-19, ha accelerato la necessità di attivarsi per ampliare fin da subito ove possibile l’utilizzo dello smart working.
In particolare il DPCM dell’8 marzo 2020 recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19», oltre a confermare le misure già in vigore per effetto dei DPCM 1° marzo e 4 marzo 2020, contiene una importante novità con riferimento ai datori di lavoro in quanto con una disposizione dai contenuti invariati rispetto ai precedenti DPCM (art. 2, lettera r), conferma la possibilità, per i datori di lavoro, di ricorrere allo smart working (articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81), per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 (i.e. fino al 31 luglio 2020), per ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi generali dettati dalla disciplina di base (legge 22 maggio 2017, n. 81), anche in assenza degli accordi individuali.
Il c.d. lavoro agile o smart working si sostanzia nella possibilità di esecuzione della prestazione lavorativa in parte all’interno della sede di lavoro e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Al fine di potere delineare al meglio le nuove misure organizzative, precisarne contenuti e caratteristiche e verificarne i costi, l’Amministrazione ha ritenuto di adottare un regolamento che consente di avviare in via sperimentale l’utilizzo del lavoro agile nella struttura dell’Ente.
Il Regolamento, composto da 19 articoli, detta una disciplina che definisce oggetto, obiettivi e destinatari dell’iniziativa, stabilisce la procedura di accesso al lavoro agile, le modalità di svolgimento della prestazione al di fuori della sede ove il dipendente presta servizio e la necessaria strumentazione, i diritti e gli obblighi dello smart worker, le prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro, le modalità per la valutazione delle attività e il monitoraggio dei risultati raggiunti, il supporto formativo rivolto al personale coinvolto.

Art. 1 – Definizioni

1. Ai fini del presente Regolamento si intende per:
a) “Lavoro agile” o “smart working”: una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato finalizzata ad incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In particolare, il lavoro agile presenta le seguenti caratteristiche:
– esecuzione della prestazione lavorativa in parte all’interno della sede di lavoro e in parte all’esterno (flessibilità spaziale della prestazione), entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva (flessibilità temporale);
– possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici propri o assegnati dal datore di lavoro per lo svolgimento dell’attività lavorativa;
– assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti al di fuori dell’abituale
sede di lavoro;
b) attività espletabili in modalità “smart” o “agile” : attività che non necessitano di una costante permanenza nella sede di lavoro e che, pertanto, possono essere svolte anche al di fuori di essa;
c) “Amministrazione”: Comune di Sala Consilina;
d) “strumenti di lavoro agile”: strumenti informatici , pc portatile o equivalente, appartenenti anche al dipendente e che costituiscono la dotazione informatica necessaria per l’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dell’abituale sede di lavoro;
e) “sede di lavoro”: luogo ove il dipendente espleta la sede abituale di servizio del dipendente.

Art. 2 – Oggetto

Il presente Regolamento disciplina il ricorso al “lavoro agile o smart working”, in attuazione di quanto previsto dall’art. 14 della legge 7 agosto 2015 n. 124 e della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° giugno 2017, n. 3 ed in osservanza della Legge 22 maggio 2017 n.81.
L’Amministrazione comunale, trascorsi tre mesi dall’entrata in vigore del Regolamento, si riserva la possibilità di modificarne il testo anche sulla base degli esiti del monitoraggio effettuato.
Il “lavoro agile o smart working” non costituisce una nuova tipologia contrattuale, ma una diversa modalità di esecuzione della prestazione del rapporto di lavoro subordinato fissata nel rispetto delle leggi vigenti, di regola mediante accordo tra le parti, in forme di organizzazione per fasi e obiettivi e senza precisi vincoli di luogo di lavoro e con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici di proprietà del dipendente per lo svolgimento dell’attività lavorativa; la prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali ed in parte senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Le nuove modalità spazio-temporali di esecuzione del rapporto di lavoro devono garantire pari opportunità e non discriminazione ai fini del riconoscimento delle professionalità e della progressione di carriera.

Art. 3 – Obiettivi

Il lavoro agile persegue i seguenti obiettivi:
– agevolare la conciliazione vita-lavoro;
– promuovere una nuova visione dell’organizzazione del lavoro, volta a stimolare l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori e mirata a realizzare un incremento di produttività;
– promuovere la mobilità sostenibile tramite riduzione degli spostamenti casa-lavoro casa, anche nell’ottica di una politica ambientale sensibile alla diminuzione del traffico urbano in termini di volumi e percorrenza.
Al dipendente “smart worker”, si applica la disciplina vigente per i dipendenti del comparto Funzioni Locali anche per quanto concerne il trattamento economico e le aspettative, le progressioni di carriera e le iniziative formative; ai dipendenti che fruiscono di forme di “Lavoro agile o Smart working” si applicano i medesimi istituti contrattuali della generalità dei dipendenti, fatta eccezione per i permessi brevi o altri istituti che comportino riduzioni di orario incompatibili con tale modalità di espletamento dell’attività lavorativa.
Il dipendente “smart worker” è tenuto all’osservanza degli obblighi derivanti dal rapporto di subordinazione gerarchica e nei suoi confronti trovano applicazione tutte le norme in materia di incompatibilità di cui all’art. 53 del D..Lgs. 165/2001, come disciplinate dal vigente Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Sala Consilina, nonché, le disposizioni del Codice disciplinare e le relative sanzioni previste in caso di inosservanza delle stesse.
Nei giorni di svolgimento della prestazione lavorativa in modalità “Lavoro agile o smart working” non compete il buono pasto e non sono ammesse prestazioni di lavoro aggiuntive, straordinarie, notturne o festive.

Art. 4 – Destinatari

Possono avvalersi dell’istituto i dipendenti di ruolo del Comune con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, full time o part time superiore al 50% e nella misura graduale nel tempo, fatte salve le esigenze straordinarie di cui al D.P.C.M. del 1 marzo 2020, almeno del 10% dei dipendenti in servizio presso l’Ente purché in possesso dei requisiti previsti nel Regolamento.
La sperimentazione del “Lavoro agile o Smart working” è finalizzata a valutare il conseguimento degli obiettivi indicati dalla normativa di settore relativamente al nuovo modello di organizzazione del rapporto di lavoro quali:
– aumentare la produttività, attraverso l’incremento delle attività e dei servizi prodotti ed il miglioramento della qualità degli stessi;
– razionalizzare e ottimizzare l’uso degli spazi e delle dotazioni tecnologiche in funzione anche della riduzione dei costi di gestione e di funzionamento;
– migliorare la conciliazione vita-lavoro anche attraverso la riduzione dei tempi di spostamento e la flessibilità oraria ed organizzativa nell’esecuzione della prestazione lavorativa giornaliera;
– migliorare l’organizzazione del lavoro anche attraverso l’accrescimento delle competenze digitali ed incentrando l’attività lavorativa sul perseguimento di obiettivi e risultati ;
Il “lavoro agile o smart working“ prevede questa fase sperimentale che avrà lo scopo di collaudare l’istituto per rilevare eventuali criticità applicative ed il conseguimento degli obiettivi sopra enunciati; tale fase sperimentale avrà la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 (i.e. fino al 31 luglio 2020) e sarà disciplinata in coerenza con le esigenze di semplificazione e di accesso temporaneo promosse dalla Direttiva n. 1/2020 del 25.02.2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché dalle disposizioni di cui al D.P.C.M. del 8 marzo 2020.
A seguito delle richieste pervenute dai dipendenti interessati assegnati a ciascuna Area, il Dirigente responsabile, valuterà che la prestazione lavorativa possa essere eseguita in modalità agile sussistendo le seguenti condizioni:
• possibilità di delocalizzare almeno in parte le attività assegnate al dipendente, senza che sia necessaria la sua costante presenza fisica nella sede di lavoro;
• possibilità di utilizzare strumentazioni tecnologiche idonee allo svolgimento della prestazione lavorativa al di fuori della sede di lavoro;
• coerenza della prestazione lavorativa in modalità agile con le esigenze organizzative e funzionali della struttura alla quale il dipendente è assegnato;
• adeguato livello di autonomia operativa ed organizzativa del lavoratore relativamente all’esecuzione della prestazione lavorativa;
• possibilità di monitorare e valutare i risultati delle attività assegnate rispetto agli obiettivi programmati;
In caso di richieste di adesione provenienti da un numero di dipendenti in misura percentuale superiore al 10% delle risorse umane assegnate alle diverse Aree dell’Amministrazione comunale ed in possesso dei requisiti previsti dal presente Regolamento, e fatte salve le esigenze straordinarie di cui al D.P.C.M. del 1 marzo 2020, si terrà conto dei seguenti criteri in ordine di precedenza:
– stato di gravidanza della lavoratrice attestata da documentazione medica;
– lavoratrici nei tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 151/2001 e ss.mm.ii. o lavoratori con figli in condizioni di disabilità di cui all’art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992; debitamente certificate;
– condizioni di salute del dipendente portatore di patologie che lo rende maggiormente esposto al contagio da COVID -19 debitamente certificate;
– condizioni di salute del dipendente che necessitano di cure mediche, anche temporanee, debitamente certificate, che rendano gravoso il raggiungimento della sede di servizio per inconciliabili esigenze di cura;
– condizioni di salute di familiari e/o conviventi, risultanti dallo stato di famiglia o documento equipollente, portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio da COVID -19 debitamente certificate;
– esigenze di cura dei figli minori ovvero non autosufficienti a causa di condizioni di salute, debitamente documentate, non riconducibili a situazioni di disabilità tutelate dalla legge n.104/192;
– esigenze di assistenza nei confronti del coniuge, del partner di un’unione civile, del convivente stabile more uxorio, dei genitori o dei figli maggiori di età anche se non conviventi, o familiari con invalidità non già oggetto di tutela della legge n. 104/1992, attestata da documentazione medica;
– lavoratore sul quale grava la cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi dell’asilo nido e della scuola di infanzia debitamente documentata;
– lavoratore che si trova ad una distanza tra il domicilio dichiarato all’Amministrazione e la sede di lavoro, in termini di tempi di percorrenza, superiore ad un’ora e mezza avvalendosi di servizi pubblici di trasporto debitamente documentate.
Si terrà, altresì, conto delle abilità di svolgimento del lavoro in autonomia e con assunzione di responsabilità in relazione alle funzioni ed attività interessate.
Non potranno, comunque, essere espletate in modalità agile le seguenti attività:
attività di front office,
attività di vigilanza
attività di protocollazione,
gestione del personale,
attività di emergenza,
operatori addetti alla manutenzione o comunque a tutte quelle che non possono prescindere dalla necessaria presenza del personale sull’abituale posto di lavoro.
All’esito della sperimentazione, potranno essere individuate ulteriori casistiche e tipologie di funzioni ed attività compatibili con tale modalità organizzativa del lavoro.

Art. 5 – Esclusioni

1. Non è ammesso il ricorso al lavoro agile da parte di quei dipendenti che:
– siano stati oggetto, nei due anni precedenti alla presentazione dell’istanza, di procedimenti disciplinari definiti con l’irrogazione di una sanzione superiore alla sanzione pecuniaria, per il personale dirigente, al rimprovero scritto, per il personale non dirigente;
– in sede di valutazione dell’attività svolta abbiano ottenuto, nei due anni precedenti alla presentazione dell’istanza, una valutazione inferiore ad eccellente per il personale dirigente ovvero un giudizio non adeguato per il personale non dirigente.

Art. 6 – Ambito oggettivo di applicazione

La prestazione può essere svolta in modalità di “lavoro agile o smart work”, qualora ricorrano le seguenti condizioni:
a) possibilità di svolgere almeno in parte le attività assegnate al dipendente, senza la necessità di costante presenza fisica nei locali dell’Amministrazione;
b) possibilità di utilizzare strumentazioni tecnologiche idonee allo svolgimento della prestazione lavorativa al di fuori dei locali dell’Amministrazione;
c) possibilità di monitorare la prestazione anche a distanza e di valutare i risultati conseguiti.
Le attività che possono essere svolte in “Lavoro agile o Smart working” presuppongono le seguenti caratteristiche oggettive e professionali:
– livello di digitalizzazione dei documenti, dei processi comunicativi e decisionali;
– modalità di svolgimento delle attività, grado e interscambio con l’utenza esterna;
– livello di utilizzo di strumenti informatici in relazione al contenuto dell’attività lavorativa;
– ricorrenza di situazioni organizzative aventi carattere di urgenza nella gestione di un processo;
– grado di interscambio relazionale con i colleghi più prossimi e con la dirigenza;
– grado di necessità di effettiva compresenza fisica degli addetti di un processo;
– grado di misurazione della prestazione;
– capacità di lavorare in autonomia per conseguire gli obiettivi assegnati;
– capacità di gestione del tempo;
– capacità di valutare criticamente il proprio operato e i risultati raggiunti;
– competenze informatiche;
– capacità di far fronte in autonomia agli imprevisti.

Art. 7 – Accesso alla modalità di svolgimento della prestazione lavorativa

L’accesso al “Lavoro agile o Smart working” può avvenire:
1) a seguito di richiesta volontaria del dipendente;
2) per scelta organizzativa dell’Area di appartenenza e previa adesione del dipendente;
3) in caso di specifiche esigenze di natura temporanea e/o eccezionale che rendano la prestazione oggettivamente non eseguibile presso la sede della struttura di appartenenza.
L’accordo individuale di adesione al “Lavoro Agile o Smart Working”, fatte salve le esigenze straordinarie di cui al D.P.C.M. dell’8 marzo 2020, dovrà necessariamente prevedere la definizione puntuale di:
• attività da svolgere;
• obiettivi generali e specifici che si intendono perseguire;
• durata;
• supporti tecnologici da utilizzare;
• modalità di verifica del raggiungimento degli obiettivi;
• adempimenti sulla sicurezza e trattamento dati.
Il dipendente di cui all’articolo 4 che intende partecipare alla sperimentazione deve presentare al Dirigente dell’Area al quale è assegnato una manifestazione di interesse, da predisporre secondo il modello allegato (all. 1).
Il Dirigente dell’Area, ovvero, ove il potenziale fruitore della sperimentazione rivesta qualifica dirigenziale, il Segretario Generale, previa verifica che la tipologia di attività svolta dal dipendente interessato rientra tra quelle individuate ai sensi dell’articolo 6 come espletabili in modalità agile e che nel caso specifico è possibile delocalizzare almeno in parte le attività al medesimo assegnate, accertato, altresì, che non ricorre alcuna delle cause di esclusione indicate al precedente articolo 5,predispone, nei dieci giorni successivi alla presentazione della manifestazione di interesse, in accordo con il dipendente, un progetto individuale, da redigere secondo il modello allegato (all. 2).
L’accordo è sottoscritto dal dipendente e dal Dirigente dell’Area previa verifica della fattibilità tecnica da parte degli Ufficio CED responsabile dei sistemi informativi.
Il Dirigente dell’Area prima della sottoscrizione dell’accordo accerta inoltre la sussistenza dei presupposti e dei requisiti previsti dal presente regolamento nonché la coerenza degli obiettivi generali e specifici con le strategie e le complessive esigenze organizzative e funzionali dell’Amministrazione e con gli obiettivi gestionali della sua Area.
Il personale individuato per l’attivazione in via sperimentale del lavoro agile può svolgere la prestazione lavorativa al di fuori della sede di lavoro per un massimo di 8 giorni al mese, non frazionabili ad ore, secondo un calendario che dovrà essere preventivamente concordato con il Dirigente dell’Ufficio di appartenenza.
Al fine di garantire un’efficace interazione con l’Area di appartenenza e un ottimale svolgimento della prestazione lavorativa, il personale con qualifica non dirigenziale deve garantire nell’arco della giornata di lavoro agile la contattabilità per almeno 2 ore, in fasce orarie anche discontinue indicate nel progetto individuale di cui all’articolo 9.
L’Amministrazione, nel corso della sperimentazione, si riserva di richiedere la presenza in sede del dipendente in qualsiasi momento per esigenze di servizio.
Fatte salve le fasce di contattabilità di cui al comma 2, al lavoratore in modalità agile è garantito il rispetto dei tempi di riposo nonché il “diritto alla disconnessione” dalle strumentazioni tecnologiche.

Art. 8 – Strumenti del lavoro agile

1. La dotazione informatica necessaria allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart può essere sia di proprietà del dipendente sia fornita dall’Amministrazione.
2. L’Amministrazione è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al dipendente per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Laddove il dipendente dovesse riscontrare il cattivo funzionamento degli strumenti tecnologici messi a sua disposizione, dovrà informarne entro 24 ore l’Amministrazione.
3. Per ragioni di sicurezza preordinate alla protezione della rete e dei dati, tanto nel caso in cui i device mobili utilizzati dal lavoratore agile per l’accesso ai dati e agli applicativi siano messi a disposizione dallo stesso dipendente, quanto nel caso in cui siano forniti dall’Amministrazione, l’Ufficio CED competente in materia di sicurezza informatica provvede alla configurazione dei dispositivi e alla verifica della loro compatibilità, ove di proprietà del dipendente.
4. In sede di accordo individuale dovrà essere definita la dotazione da assegnare al dipendente che, per esigenze di contenimento dei costi e salvo giustificate eccezioni, potrà al massimo essere composta da: un pc portatile, sul quale saranno installati e resi disponibili accessi sicuri dall’esterno agli applicativi e ai dati di interesse per la trattazione delle pratiche che dovranno essere evase in modalità da remoto, connessione alla rete internet e intranet.
5. Le spese a questa correlate, riguardanti i consumi elettrici, saranno a carico del dipendente.

Art. 9 – Svolgimento della prestazione

Le modalità di svolgimento della prestazione sono definite nell’accordo sottoscritto dalle parti nel rispetto della presente disciplina, oppure negli atti unilaterali assunti dall’Amministrazione nei casi di cui al citato D.P.C.M. 1 marzo 2020.
Il Dirigente può revocare l’assegnazione al “Lavoro agile o Smart working”, di un dipendente mediante comunicazione scritta, fatto salvo l’eventuale esercizio del potere disciplinare per gravi motivi quali:
a) mancato raggiungimento degli obiettivi indicati nell’accordo;
b) mancato rispetto dell’obbligo di essere contattabili durante il lavoro in modalità “remoto”;
c) prolungati fermi macchina per ragioni di sistema che non consentano il collegamento fra il dipendente e l’Amministrazione e/o l’utenza;
d) mutate esigenze organizzative.
L’attuazione del “Lavoro agile o Smart working” non modifica la regolamentazione dell’orario di lavoro applicata al dipendente, il quale farà riferimento al “normale orario di lavoro” (full-time o part-time) con le caratteristiche di flessibilità temporali proprie del “Lavoro agile o Smart working ”, nel rispetto comunque dei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione.
Nell’ambito delle modalità di esecuzione della prestazione definite nell’accordo individuale, sono stabilite giornate standard di presenza in sede in modalità “ordinaria”. Anche nel caso di un prolungato malfunzionamento che renda impossibile la prestazione lavorativa in modalità “Lavoro agile o Smart working”, il dipendente potrà essere richiamato in sede per assicurare la continuità della prestazione lavorativa. In tale ultima ipotesi il rientro in sede avviene, di norma, dal giorno successivo.
In particolare, nelle giornate di “Lavoro agile o Smart working”, per il lavoratore valgono le seguenti regole:
– fascia di attività standard: 8,00 – 18,30 dal lunedì al venerdì; durante tale fascia di attività il lavoratore è contattabile attraverso gli strumenti di comunicazione in dotazione;
– segnalazione attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnologici messi a disposizione dall’Amministrazione del proprio stato di connesso/non connesso (diritto alla disconnessione);
– fascia di disconnessione standard: dalle 18,30 alle 8,00, oltre sabato, domenica e festivi;
– l’eventuale attività lavorativa svolta nelle giornate di sabato o domenica deve essere esplicitamente indicata nell’accordo individuale di “Lavoro agile o Smart working”, e correlata alla specificità dell’attività oggetto di sperimentazione;
– per effetto della distribuzione discrezionale del tempo di lavoro non sono configurabili permessi brevi ed altri istituti che comportino riduzioni di orario durante le giornate di lavoro in modalità “Lavoro agile o Smart working”;
– durante le giornate di lavoro in modalità “Lavoro agile o Smart working” il buono pasto non è dovuto;
– al lavoratore viene riconosciuto l’orario di lavoro stabilito per la giornata di riferimento secondo il modulo orario prescelto.
Il lavoratore, nell’ambito dell’orario di lavoro e dello status “connesso”, dovrà essere disponibile e contattabile, al fine di garantire un’ottimale organizzazione delle attività e permettere le occasioni di contatto e con il Dirigente dell’Ufficio e con i colleghi con i quali opera in sinergia. Il lavoratore è tenuto a rispettare le norme sui riposi e sulle pause previste per legge e dalla contrattazione nazionale ed integrativa in materia di salute e sicurezza.
La disconnessione e la pausa sono segnalate attraverso strumenti tecnologici individuati e resi operativi dall’amministrazione comunale; durante tali pause non è richiesto lo svolgimento della prestazione lavorativa, la lettura delle email, la risposta alle telefonate e agli SMS, l’accesso e la connessione al sistema informativo dell’Ente.
Nelle giornate di “Lavoro agile o Smart working” il lavoratore avrà cura di svolgere la propria attività lavorativa in luoghi, anche esterni alla sede comunale, che, tenuto conto delle mansioni svolte e secondo un criterio di ragionevolezza, nel rispetto di requisiti di idoneità, sicurezza e riservatezza e che non mettano a rischio la sua l’incolumità, né la riservatezza delle informazioni e dei dati trattati nell’espletamento delle proprie mansioni e rispondano a parametri di sicurezza sul lavoro.
In particolare, il luogo di lavoro deve garantire la necessaria riservatezza delle attività, evitando che estranei possano facilmente venire a conoscenza di notizie riservate.
Ferme restando le eventuali necessità specifiche, da dettagliare nell’accordo, è necessario fornire un’indicazione di massima del luogo prevalente (o dei luoghi), anche ai fini della assicurazione INAIL in caso di infortuni sul lavoro. Eventuali infortuni sul lavoro vanno immediatamente comunicati all’Amministrazione, per le necessarie denunce. L’individuazione di uno o più luoghi prevalenti può essere effettuata anche in relazione alle necessità di conciliazione vita-lavoro.

Art. 10 – Accordo individuale di lavoro agile

I dipendenti ammessi allo svolgimento della prestazione di lavoro subordinato in lavoro agile sottoscrivono, di regola, un accordo individuale da redigere secondo il modello allegato (all. 3) che disciplina quanto segue:
a) Svolgimento della prestazione con specifico riferimento alla durata dell’accordo (tre mesi) e tempo della prestazione, fasce di contattabilità e diritto di disconnessione.
b) Strumenti di lavoro.
c) Trattamento economico e normativo.
d) Esercizio del potere di controllo.
e) Riservatezza.
f) Salute e sicurezza sul lavoro.
g) Preavviso: il recesso è possibile con un preavviso di almeno 30 giorni per gli accordi a tempo indeterminato o in presenza di un giustificato motivo;
h) disciplina dell’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali, con particolare riguardo agli strumenti tecnologici utilizzati e al rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore;
i) modalità di monitoraggio della prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali.
j) aziendali, tenendo conto dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori.
k) diritto all’apprendimento continuo e alla certificazione delle competenze.
L’accordo individuale prevede inoltre:
– le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali e l’individuazione, in via previsionale, del numero delle giornate per le quali è richiesto il rientro in sede (su base settimanale o mensile); in fase di sperimentazione, allo smart worker, è consentito l’espletamento ordinario dell’attività lavorativa al di fuori della sede di lavoro per un massimo di otto giornate mensili e preferibilmente a domicilio;
– l’indicazione dei luoghi prevalenti in cui verrà svolta l’attività;
– le forme di esercizio del potere direttivo del dirigente di riferimento;
– gli strumenti che il lavoratore può / deve utilizzare;
– i tempi di riposo del lavoratore, nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro a tutela della sua salute psico-fisica, della sua efficienza e produttività, e della conciliazione delle esigenze e dei tempi di vita, di riposo e di lavoro.
All’accordo individuale sono allegati:
a) Il documento contenente le prescrizioni in materia di custodia e sicurezza delle dotazioni informatiche di cui all’articolo 12, comma 3 (all.A);
b) l’informativa scritta in materia di tutela della salute e sicurezza del dipendente nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 13, commi 2 e 3 (all.B).

Art. 11 – Trattamento giuridico ed economico

L’Amministrazione garantisce che i dipendenti che si avvalgono delle modalità di lavoro agile non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento delle professionalità e della progressione di carriera. L’assegnazione del dipendente a progetti di smart working non incide sulla natura giuridica del rapporto di lavoro subordinato in atto, regolato dalle norme legislative e dai contratti collettivi nazionali e integrativi, né sul trattamento economico in godimento, salvo quanto previsto dai commi 3 e 4.
La prestazione lavorativa resa con la modalità agile è integralmente considerata come servizio pari a quello ordinariamente reso presso le sedi abituali ed è considerata utile ai fini degli istituti di carriera, del computo dell’anzianità di servizio, nonché dell’applicazione degli istituti relativi al trattamento economico accessorio.
Per effetto della distribuzione flessibile del tempo di lavoro, nelle giornate di lavoro agile non è riconosciuto il trattamento di trasferta e non sono configurabili prestazioni straordinarie, notturne o festive, protrazioni dell’orario di lavoro aggiuntive né permessi brevi e altri istituti che comportino riduzioni di orario.
Nelle giornate di attività in lavoro agile non viene erogato il buono pasto.

Art. 12 – Obblighi di custodia e riservatezza

Il dipendente è personalmente responsabile della sicurezza, custodia e conservazione in buono stato, salvo l’ordinaria usura derivante dall’utilizzo, delle dotazioni informatiche fornitegli dall’Amministrazione.
Le dotazioni informatiche dell’Amministrazione devono essere utilizzate esclusivamente per ragioni di servizio, non devono subire alterazioni della configurazione di sistema, ivi inclusa la parte relativa alla sicurezza, e su queste non devono essere effettuate installazioni di software non preventivamente autorizzate.
La struttura comunale competente in materia di sistemi informativi (Ufficio CED) determina le specifiche tecniche minime di custodia e sicurezza dei dispositivi elettronici e dei software, nonché le regole necessarie a garantire la protezione dei dati e delle informazioni dell’Amministrazione, che saranno contenute in apposito allegato all’accordo di cui all’art. 10 del presente regolamento, costituendone parte integrante e sostanziale.
Nell’esecuzione della prestazione lavorativa in modalità agile, il lavoratore è tenuto al rispetto degli obblighi di riservatezza, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici”.
Restano ferme le disposizioni in materia di responsabilità, infrazioni e sanzioni contemplate dalle leggi e dal codice di comportamento sopra richiamati, che trovano integrale applicazione anche ai lavoratori agili.

Art. 13 – Sicurezza sul lavoro

L’Amministrazione garantisce, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, la salute e la sicurezza del dipendente in coerenza con l’esercizio flessibile dell’attività di lavoro.
A tal fine, al momento della sottoscrizione dell’accordo individuale di cui all’articolo 10, viene consegnata a ciascun dipendente un’informativa scritta con indicazione dei rischi generali e dei rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione della prestazione lavorativa, fornendo indicazioni utili affinché il lavoratore possa operare una scelta consapevole del luogo in cui espletare l’attività lavorativa.
L’informativa è allegata all’accordo individuale, di cui costituisce parte integrante e sostanziale. Ogni dipendente collabora con l’Amministrazione al fine di garantire un adempimento sicuro e corretto della prestazione di lavoro.
L’Amministrazione non risponde degli infortuni verificatisi a causa della negligenza del dipendente nella scelta di un luogo non compatibile con quanto indicato nell’informativa.
L’Amministrazione comunica all’INAIL i nominativi dei lavoratori che si avvalgono di modalità di lavoro agile.

Art. 14 – Valutazione della performance

In riferimento alla valutazione della performance, l’esecuzione della prestazione lavorativa in modalità agile non comporta differenziazione alcuna rispetto allo svolgimento in modalità tradizionale, ferma restando l’individuazione di parametri specifici richiesti dall’innovazione.
La sperimentazione è finalizzata a valutare l’adeguatezza delle modalità applicative del “Lavoro agile o Smart working” in relazione agli obiettivi che tale forma di lavoro persegue.
In particolare, nel corso della sperimentazione dovranno essere osservati, in relazione ai diversi ambiti operativi e organizzativi coinvolti:
– come e se si modifica la relazione tra dirigente e dipendente in termini di semplicità/difficoltà di comunicazione, chiarezza degli obiettivi da raggiungere, necessità di condivisione;
– come e se si modifica la relazione tra i vari componenti del gruppo degli Smart worker;
– come e se si modifica la relazione con i colleghi non Smart worker;
– raggiungimento dei risultati attesi sulle singole attività;
– efficacia della modalità di programmazione e controllo dell’attività;
– criticità e opportunità emerse.
A tal fine, verranno somministrati questionari o realizzate interviste ai dipendenti in “Lavoro agile o Smart working ” ed ai Dirigenti e colleghi delle strutture coinvolte.
I dipendenti in sperimentazione sono tenuti a partecipare alle diverse fasi in cui si articola il monitoraggio.
Le analisi e le valutazioni derivanti dal monitoraggio effettuato sulla sperimentazione, al termine della stessa, saranno valutate dall’Amministrazione anche nell’ambito di incontri con le OO.SS e saranno messi a disposizione del CUG

Art. 15 – Condotte sanzionabili

Le specifiche condotte, connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa nella modalità agile, che danno luogo all’applicazione delle sanzioni disciplinari, sono anche le seguenti:
1. reiterata e mancata risposta del Dipendente nelle fasce di contattabilità;
2. disconnessione volontaria non motivata da comprovate ragioni tecniche o personali di natura contingente;
3. irreperibilità del lavoratore;
4. violazione della diligente cooperazione all’adempimento dell’obbligo di sicurezza.

Art. 16 – Recesso

Ai sensi dell’art. 19 della legge 22 maggio 2017 n. 81, le parti possono recedere dall’accordo di lavoro agile in qualsiasi momento con un preavviso di almeno 30 giorni; nel caso di Dipendente disabile ai sensi dell’articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, il termine del preavviso del recesso da parte dell’amministrazione non può essere inferiore a 90 giorni, al fine di consentire un’adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. In presenza di un giustificato motivo, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine nel caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso nel caso di accordo a tempo indeterminato. I suddetti termini sono ridotti alla metà attesa la fase di sperimentazione dettata dall’emergenza sanitaria.

Art. 17 – Monitoraggio

Il Dirigente dell’Area presso il quale è assegnato il dipendente che partecipa all’avvio dell’esperienza di lavoro agile procede, a cadenza periodica, ad una verifica circa l’andamento di ciascun progetto, utilizzando a tal fine il format allegato al modello di progetto individuale (all. 2-A).

Art. 18 – Formazione

L’Amministrazione definisce specifici percorsi di formazione rivolti al personale che utilizza modalità di lavoro agile, anche con riferimento ai profili della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Art. 19 – Disposizioni finali

Il presente regolamento è pubblicato all’albo pretorio comunale.
Per quanto non esplicitamente indicato nel presente atto, si fa rinvio alle disposizioni che regolano gli istituti che disciplinano il rapporto di lavoro del personale dell’Amministrazione.

Allegati:
Manifestazione di interesse al ricorso al “Lavoro Agile”
Progetto individuale di Lavoro Agile attuazione articolo 14 Legge 124/2015
Accordo individuale di Lavoro Agile
Linee guida ed istruzioni su specifiche tecniche minime di custodia e sicurezza dei dispositivi elettronici e dei software, nonché regole necessarie a garantire la protezione dei dati e delle informazioni
Informativa sui rischi generali e specifici connessi con l’espletamento della prestazione lavorativa in modalità agile

7 Aprile 20 Documento Trasparenza

Regolamento per l’attribuzione dell’indennità per specifiche responsabilità

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 135 del 26 luglio 2017
Modificato all’art. 7 con la deliberazione della Giunta Comunale n° 237 del 4 novembre 2019

Articolo 1 – Finalità

II presente regolamento, in attuazione degli art. 17 lett. f) e lett. i) CCNL del 1/4/1999 e art. 36 CCNL 22 Gennaio 2004, disciplina il compenso per specifiche responsabilità ed in particolare:
a) per l’eventuale esercizio di compiti che comportano specifiche responsabilità da parte del personale delle categorie C quando non trovi applicazione la speciale disciplina di cui all’art. 11, comma 3, del CCNL del 31.3.1999;
b) per specifiche responsabilità affidate al personale della categoria D, che non risulti incaricato di funzioni dell’area delle posizioni organizzative e di alta professionalità;
c) per le specifiche responsabilità del personale delle categorie B, C e D al quale sonoattribuite con atto formale le qualifiche di ufficiale di stato civile, ufficiale di anagrafe ed ufficiale elettorale nonché di responsabile dei tributi stabilite dalle leggi;
d) per compiti di responsabilità eventualmente affidati agli archivisti informatici nonché agli addetti agli uffici per le relazioni con il pubblico ed ai formatori professionali;
e) per funzioni di ufficiale giudiziario attribuite ai messi notificatori; per specifiche responsabilità affidate al personale addetto ai servizi di protezione civile.
II presente regolamento non trova comunque attuazione per l’esercizio di quei compiti o funzioni che costituiscono naturale esplicazione della propria attività lavorativa.
Non trova applicazione inoltre per i Dirigenti/Responsabili di Settore titolari diposizioni organizzative.

Articolo 2 – Applicabilità dell’art. 17 c. 2 lett. f) CCNL 1/4/1999

1. I dipendenti appartenenti alle categorie B, C e D possono ricevere il compenso per specifiche responsabilità in presenza di atto formale che vada a remunerare incarichi che segnino l’attribuzione di responsabilità che siano effettivamente aggiuntive rispetto a quelle previste dalla declaratoria.
2. La dizione “specifiche responsabilità” non coincide con la dizione “responsabilità del procedimento” atteso che per i dipendenti appartenenti alle Categorie B, C e D lo svolgimento di questa attività è strettamente collegata al contenuto della declaratoria professionale ovvero costituisce il normale oggetto delle loro attività e non comporta compiti aggiuntivi.
3. Le specifiche responsabilità non possono essere attribuite ai dipendenti che si occupano di procedimenti in cui la procedura e l’atto sono standardizzati ed i cui procedimenti sono definiti dalle norme di legge e/o regolamentari.
4. L’erogazione di questa indennità è quindi limitata a specifiche e complesse responsabilità di procedimento, non propriamente ascrivibili alla categoria di appartenenza, ma comunque non riconducibili come superiori perché prive delle caratteristiche di prevalenza previste dall’art. 52 del D. Lgs. n. 165/2001.

Articolo 3 – Finanziamento delle posizioni di responsabilità

L’individuazione degli oneri relativi al finanziamento delle indennità delle posizioni che comportino specifiche responsabilità avviene in base ai limiti e criteri concordati in contrattazione decentrata integrativa.
Le risorse economiche occorrenti al finanziamento del fondo sono quantificate di anno in anno in sede di contrattazione decentrata e prelevate dalle disponibilità del fondo delle risorse decentrate costituito ai sensi dell’art. 15 del CCNL del 01.04.1999, come modificato ed integrato dall’art. 31 del CCNL del 22.01.2004.
Eventuali economie realizzate, a qualsiasi titolo, nell’anno di riferimento rientrano nelle disponibilità del fondo delle risorse decentrate.

Articolo 4 – Concorrenzialità del trattamento economico

1.Il trattamento accessorio per le specifiche responsabilità di cui all’art. 17, comma 2 lett. f) del CCNL dell’1/4/1999 non è cumulabile con quello previsto dall’art. 36, comma 2, del CCNL dei 22/1/2004.
2. I diversi compensi possono essere cumulati solo in presenza di una effettiva diversità del titolo in base al quale sono corrisposti. Ove le causali giustificative dell’erogazione dei due compensi siano diverse il cumulo deve ritenersi ammissibile.
3. Nel caso in cui ricorrano diversi, contemporanei e simili presupposti, al dipendente è corrisposta l’indennità di valore economico più elevato.

Articolo 5 – Importi economici per responsabilità indicate all’art. 17 c. 2 lett. F) CCNL 1/411999

1. Le specifiche responsabilità possono essere affidate a personale della categoria B – C e D, che non risulti incaricato dell’area delle posizioni organizzative, ed i relativi compensi annuì, non possono essere superiori agli importi stabiliti dall’art. 7 del CCNL 9 maggio 2006.
2. Al fine di graduare le indennità collegate agli incarichi di compiti che comportano specifiche responsabilità, si terrà conto delle seguenti due categorie per il punteggio massimo evidenziato a fianco delle stesse:
60 punti Complessità degli incarichi in relazione al grado di responsabilità
40 punti Livello di autonomia
Nel dettaglio per ciascuna delle categorie sopracitate, si assegneranno i punteggi massimi sotto riportati:

PUNTI  COMPLESSITA’ DEGLI INCARICHI IN RELAZIONE ALLA RESPONSABILITA’
Sino a 60 Dipendenti che assumono responsabilità collegate ad attività per la realizzazione delle quali è necessario gestire procedimenti particolarmente complessi e non ripetitivi, che comportano un notevole rilievo esterno, trattandosi di incarichi volti a svolgere adempimenti previsti da leggi o regolamenti. Tali incarichi presuppongono anche relazioni e rapporti interoganici con enti, istituzioni, organi amministrativi e giurisdizionali. Responsabilità di conduzione di gruppi di lavoro e coordinamento di personale.
Sino a 40 Dipendenti che assumono responsabilità collegate ad attività per la realizzazione delle quali è necessario gestire procedimenti complessi, anche se ripetitivi, che comportano un rilievo esterno, trattandosi di incarichi volti svolgere adempimenti previsti da leggi o regolamenti. Tali incarichi presuppongono anche relazioni e rapporti interoganici con enti, istituzioni, organi amministrativi e giurisdizionali. Coordinamento di più di tre dipendenti.
Sino a 20 Dipendenti che assumono responsabilità collegate ad attività per la realizzazione delle quali è necessario gestire procedimenti complessi, anche se ripetitivi, che comportano un rilievo esclusivamente interno all’ente o alla struttura di appartenenza, trattandosi di incarichi volti a svolgere adempimenti previsti da leggi o regolamenti. Coordinamento di meno di tre dipendenti.

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PUNTI LIVELLO DI AUTONOMIA
Sino a 40 Il soggetto agisce con un elevato livello di autonomia operativa o di incidenza nelle attività di supporto tecnico alle decisioni che assume l’ente.
Sino a 30 Il soggetto agisce in virtù di prassi consolidate; in tali casi l’autonomia comporta responsabilità nello svolgimento di programmi operativi definiti secondo una prassi consolidata.
Sino a 15 Il soggetto svolge incarichi che comportano un modesto livello di autonomia operativa in quanto i procedimenti assegnati sono governati in misura prevalente dal Responsabile della struttura di appartenenza.

La pesatura avviene nel modo che segue:
La complessità dell’incarico è valutata con l’attribuzione di 50 punti.
Il livello di autonomia è valutato con 30 punti.
II punteggio totale è di 80 punti. Spetta l’80% della misura dell’indennità massima.
3. I compensi di cui al presente articolo sono revocabili, la loro corresponsione è subordinata e commisurata all’effettivo esercizio dei compiti e delle prestazioni cui sono correlate e al possesso di almeno 3 dei 5 requisiti previsti.
4. Nei casi di astensione facoltativa dal lavoro, infortunio sul lavoro o assenze per gravi patologie, gli incarichi sono sospesi fino alla data di ripresa del servizio, con conseguente riduzione proporzionale del compenso.

Articolo 6 – Importi economici per responsabilità indicate all’art. 17 c. 2 lett. i) ccnl 1/4/1999

Le specifiche responsabilità del personale delle categorie B, C e D sono attribuite con atto formale dell’Ente e derivano dalle qualifiche di ufficiale di stato civile e anagrafe ed ufficiale elettorale nonché di responsabile dei tributi stabilite dalle leggi; responsabilità affidate agli archivisti informatici nonché agli addetti agli uffici per le relazioni con il pubblico ed ai formatori professionali; le funzioni di ufficiale giudiziario attribuite ai messi notificatori nonché le specifiche responsabilità affidate al personale addetto ai servizi di protezione civile.
II compenso di cui al precedente comma è definito nella misura massima di € 300,00 annui e va corrisposto esclusivamente al personale al quale con atto formale è stata attribuita la qualifica di:
a) Ufficiale di state civile e anagrafe ed Ufficiale elettorale;
b) Responsabile dei tributi;
c) Responsabilità affidate agli archivisti informatici;
d) Responsabilità agli addetti agli uffici per le relazioni con il pubblico;
e) Funzioni di ufficiale giudiziario attribuite ai messi notificatori;
f) Responsabilità affidate al personale addetto ai servizi di protezione civile.
Qualora un dipendente risulti affidatario di due incarichi di cui al comma precedente viene erogato un solo compenso.

Articolo 7 – Criteri per l’individuazione delle posizioni di responsabilità (versione precedente)

1. La Conferenza dei Servizi prevista dall’art. 66 del vigente Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, di norma entro il mese di gennaio di ciascun anno, determina il numero dei conferimenti di specifiche responsabilità ed il riparto delle relative risorse tra le Aree/Settori dell’Ente. Il relativo verbale viene trasmesso alla Giunta comunale, alla struttura permanente di valutazione ed alla Rappresentanza sindacale unitaria.
2. Successivamente i Dirigenti/Responsabili di Settore titolari di P.O. adottano provvedimenti organizzativi motivati che individuino, nell’Area/ Settore di appartenenza, i destinatari delle indennità di specifiche responsabilità e le relative indennità nell’ambito delle risorse assegnate dalla contrattazione decentrata integrativa , fatte salve le quote necessarie al finanziamento delle indennità indicate all’art.6.
3. Qualora non sia stato ancora determinato il budget assegnato alle specifiche responsabilità dal CCDI gli importi vengono assegnati sulla base del budget assegnato l’anno precedente salvo conguaglio.
4. Fino all’approvazione definitiva delle risorse assegnate per le specifiche responsabilità dalla contrattazione decentrata integrativa la Conferenza dei Servizi può rideterminare il numero dei conferimenti di specifiche responsabilità ed il riparto delle relative risorse tra le Aree/Settori dell’Ente.
5. A pena di nullità, il provvedimento motivato di attribuzione delle specifiche responsabilità dovrà indicare tassativamente le specifiche mansioni che si ricollegano ai requisiti indicati all’art. 5 del presente regolamento che danno diritto alla corresponsione dell’indennità e la relativa graduazione e la percentuale di pesatura con cui verrà commisurato l’importo spettante.
6. Gli incarichi di cui al presente Regolamento possono essere revocati prima della scadenza, con atto scritto e motivato: in relazione ad intervenuti mutamenti organizzativi; in conseguenza dell’accertamento di inadempienze da parte dell’incaricato; in caso di sospensione dal servizio a seguito di procedimento disciplinare o penale.
7. L’ammontare complessivo da destinare alle indennità per specifiche responsabilità, prevede come limite massimo individuale quanto segue:
Dipendenti di categoria B fino ad un massimo di € 1.500 annui.
Dipendenti di categoria C fino ad un massimo di € 2.500 annui.
Dipendenti di categoria D fino ad un massimo di € 3.000 annui.
8. Al personale che acquisirà una valutazione individuale, secondo il sistema di tempo in tempo vigente all’interno dell’ente, inferiore al 30% del punteggio massimo attribuibile, nell’anno successivo, non potranno essere assegnate le responsabilità e le relative indennità.

Articolo 8 – Criteri generali per la corresponsione dell’indennità

1. L’indennità di cui ai precedenti articoli è commisurata al concreto esercizio di mansioni di responsabilità con esclusione dei periodi di congedo parentale e dei periodi di malattia con le modalità indicate dalla Circolare DFP 17.07.2008 n. 7, integrata con la Circolare 05.09.2006 n. 8, emanata in attuazione delle disposizioni dettate dall’art. 71 del Decreto Legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008.
2. La liquidazione dell’indennità avviene mensilmente con conguaglio annuale per le eventuali riduzioni dovute ai periodi di assenza richiamati nel comma 1.
3. Le predette indennità sono rinnovabili ed aggiornabili in relazione alle variazioni contrattuali.

Articolo 9 – Durata e revoca dell’incarico con specifiche responsabilità

1. L’incarico di responsabilità è conferito a tempo determinato con cadenza annuale e decade il 31 dicembre di ogni anno, fatto salvo l’incarico di Ufficiale di stato civile, di anagrafe, Ufficiale elettorale, mansioni di ufficiale giudiziario attribuite ai messi notificatori di competenza specifica del Sindaco che durano sino alla revoca.

Articolo 10 – Dipendenti a tempo parziale

1. Gli importi annuali sono proporzionalmente ridotti per il personale con rapporto a tempo parziale, in relazione all’orario di servizio settimanale, mensile o annuale indicato nel proprio contratto di lavoro individuale

20 Gennaio 20 Documento Trasparenza

Regolamento del Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 19 del 14 gennaio 2020

Indice
Articolo 1 – Definizione del Comitato Unico di Garanzia (C.U.G.)
Articolo 2 – Composizione
Articolo 3 – Compiti e funzioni
Articolo 4 – Durata in carica
Articolo 5 – Nomina Componenti
Articolo 6 – Decadenza componenti
Articolo 7 – Dimissioni componenti
Articolo 8 – Sede, dotazione e supporti strumentali
Articolo 9 – Funzioni della/del Presidente
Articolo 10 – Funzioni della/del Vice Presidente
Articolo 11 – Funzioni Amministrative
Articolo 12 – Convocazione del C.UG
Articolo 13 – Strumenti per l’attività
Articolo 14 – Trattamenti dei dati personali
Articolo 15 – Collaborazione con altri organismi
Articolo 16 – Pubblicità dei lavori del C.U.G.
Articolo 17 – Validità e modifiche del regolamento

Articolo 1
Definizione del Comitato Unico di Garanzia

1.Il Comitato Unico di Garanzia, per le pari opportunità,la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (di seguito denominato C.U.G.), è un organismo paritetico con compiti propositivi, consultivi e di verifica nell’ambito delle materie demandate dalla legge e dai contratti.
2.È stato costituito con determina dirigenziale n. 153 del 05/08/2019 ai sensi dell’art.57 del D.Lgs 30 marzo 2001 n. 165 come modificato all’art.21 della legge 4 novembre 2010 n.183 e della direttiva emanata, il 4 marzo 2011, dai Dipartimenti della Funzione Pubblica e per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale serie generale n.134 dell’ 11 giugno 2011.

Articolo 2
Composizione

Il Comitato, organismo paritetico, ai sensi dell’art. 21 della Legge 183/2010 è così composto da un componente effettivo e da uno supplente designati da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell’Ente e da un pari numero di rappresentanti effettivi ed, altrettanti, supplenti designati dall’Amministrazione appartenenti a diverse Aree e settori dell’Ente.
Il comitato può costituire gruppi di lavoro temporanei e/o permanenti che potranno avvalersi della collaborazione di soggetti competenti interni o esterni all’Amministrazione Comunale.

Articolo 3
Compiti e funzioni

Il C.U.G. esercita compiti propositivi, consultivi e di verifica nell’ambito delle competenze ad esso determinate dalla normativa vigente, pertanto, esercita i compiti previsti dall’art.57 comma 3, del D.lgs n. 165/2001, modificato dall’art. 21 della legge n. 183/2010 e dalle Direttive emanate il 4 marzo 2011 dai Dipartimenti della Funzione Pubblica e dalle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in particolare:

Compiti propositivi:

  • predisposizione di piani di azioni positive, per favorire l’uguaglianza sostanziale sul lavoro tra uomini e donne ed il benessere organizzativo degli uffici;
  • promozione e/o potenziamento di ogni iniziativa diretta ad attuare politiche di conciliazione vita privata/lavoro e quanto necessario per consentire la diffusione della cultura delle pari opportunità;
  • proposte rispetto alle eventuali discriminazioni di genere in riferimento ad inquadramenti e retribuzione del personale riscontrate nei dati trasmessi annualmente dal Dirigente Area Affari Generali (giusto articolo 13 comma 4);
  • individuazione delle possibili cause delle discriminazioni ed in ordine alle prevenzioni ed all’eliminazione delle situazioni di criticità, anche al fine di realizzare misure di tutela delle/dei dipendenti, sulla base dei dati trasmessi annualmente dal Dirigente Area Affari generali (giusto art.13 comma 5) e su eventuale relazione della/del Consulente di Fiducia (giusto art.13 comma 6);
  • iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per l’affermazione sul lavoro della pari dignità delle persone nonché azioni positive a riguardo;
  • diffusione delle conoscenze ed esperienze sulle tematiche delle pari opportunità e sulle prassi adottate da altre amministrazioni o enti, anche in collaborazione con la Consigliera comunale di parità;
  • azioni atte a favorire condizioni di benessere lavorativo;
  • azioni positive, interventi e progetti (indagini di clima, codici etici e di comportamento), idonei a prevenire o a rimuovere situazioni di discriminazione o molestie sessuali, morali o psicologiche (mobbing);
  • argomenti di propria competenza da proporre alla delegazione trattante.

Compiti Consultivi, formulando pareri su:

  • progetti di riorganizzazione dell’amministrazione di appartenenza;
  • piani di formazione del personale;
  • orari di lavoro, forme di flessibilità lavorativa e interventi di conciliazione;
  • criteri di valutazione del personale;
  • contrattazione integrativa sui temi che rientrano nelle proprie competenze.

Compiti di Verifica su:

  • risultati delle azioni positive, dei progetti e delle buone pratiche in materia di pari opportunità;
  • esiti delle azioni di promozione del benessere organizzativo e prevenzione del disagio lavorativo;
  • esiti delle azioni di contrasto alle violenze morali e psicologiche nei luoghi di lavoro – mobbing;
  • assenza di ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, promozione negli avanzamenti di carriera, nella sicurezza sul lavoro.

1-Il C.U.G. esprime, al fine dell’equilibrio di genere, parere preventivo, obbligatorio, non vincolante, su procedure di progressione e di sviluppo di carriera;
2-Il C.U.G. promuove, altresì, la cultura delle pari opportunità ed il rispetto della dignità della persona nel contesto lavorativo, attraverso la proposta, agli organi competenti, di piani formativi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, anche mediante un continuo aggiornamento rivolto a tutte le figure dirigenziali.
3-Il C.U.G. opera in stretto raccordo con il vertice amministrativo ed esercita le proprie funzioni utilizzando le risorse umane e strumentali idonee a garantire le finalità previste dalla legge, che l’Amministrazione mette a tal fine a disposizione anche sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi vigenti.
4-L’Amministrazione fornisce al C.U.G. tutti i dati e le informazioni necessarie a garantire l’effettiva operatività. I componenti del Comitato sono tenuti al rispetto delle disposizioni di cui al Codice di protezione dei dati personali, al segreto d’ufficio nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi e disciplinari di cui vengono a conoscenza.
5-Il C.U.G. collabora con l’Amministrazione ed in particolare con i responsabili della sicurezza sul lavoro e il medico del lavoro, per lo scambio di informazioni utili ai fini della valutazione dei rischi in ottica di genere ed all’individuazione di tutti quei fattori che possono incidere negativamente sul benessere organizzativo, in quanto derivanti da forme di discriminazione e/o da molestie sessuali, morali o psicologiche.
6-Il C.U.G. redige e trasmette, ai vertici politici amministrativi, entro il 30 marzo di ogni anno, una relazione dettagliata sulla situazione del personale, riferita all’anno precedente, riguardante l’attuazione dei principi di parità, di pari opportunità, di benessere organizzativo, contrasto alle discriminazioni ed alle molestie sessuali, morali e psicologiche nei luoghi di lavoro.

Articolo 4
Durata in carica

1 Il C.U.G. dura in carica quattro anni dalla data del suo insediamento.
2 Le/i componenti possono essere riconfermate/i per non più di due mandati.

Articolo 5
Nomina componenti

Il Dirigente preposto al vertice dell’Amministrazione Comunale, tra le cui funzioni vi è la gestione delle risorse umane, nomina in pari numero, le/i componenti del C.U.G. appartenenti alle diverse Aree/Settori dell’Ente e delle OO.SS. su indicazione di queste ultime maggiormente rappresentative all’interno dell’Ente (ai sensi degli artt. 40 e 43 del D.lgs n. 165/2001), sulla base di specifiche competenze professionali ed attitudini accertate, come da indicazione della direttiva recanti “Linee guida sulle modalità di funzionamento dei Comitati Unici di Garanzia”.

Articolo 6
Decadenza componenti

La/il componente del Comitato assente ingiustificata/o per tre sedute consecutive decade automaticamente dalla carica.
Entro trenta giorni il Dirigente preposto dovrà provvedere alla sostituzione.

Articolo 7
Dimissioni componenti

Le dimissioni di una/un componente sono presentate in forma scritta alla/al Presidente del Comitato.
Entro trenta giorni il Dirigente preposto dovrà provvedere alla surroga.

Articolo 8
Sede, dotazione e supporti strumentali

Per lo svolgimento della propria attività il Comitato utilizzerà le risorse stanziate dall’Amministrazione nonché i finanziamenti previsti da leggi o derivati da contributi erogati da soggetti di diritto pubblico e/o privato.
L’Area Affari Generali di cui fa parte l’ufficio delle risorse umane assicura al Comitato il supporto organizzativo necessario, in particolare assicura l’attività di segreteria, per la raccolta dei verbali, la corrispondenza interna ed esterna e l’archiviazione del materiale. L’Amministrazione si impegna a mettere a disposizione del Comitato, in occasione delle proprie riunioni, locali idonei, il materiale e gli strumenti necessari.

Articolo 9
Funzioni della/del Presidente

Il Presidente rappresenta il CUG e ne coordina l’attività; per fare questo:

  • assicura che l’attività del Comitato si svolga costantemente e in stretto raccordo con i competenti organi dell’Amministrazione e svolga attività di raccordo tra il Comitato e l’Amministrazione;
  • convoca e presiede le riunioni;
  • predispone l’ordine del giorno anche sulla base delle indicazioni dei componenti;
  • cura la trasmissione ai vertici amministrativi della relazione annuale di cui all’art. 3 punto 6 compiti di verifica;
  • assicura i rapporti con l’Amministrazione garantendo l’informazione costante circa le iniziative poste in essere.

Articolo 10
Funzioni della/del Vice Presidente

Il CUG individua al suo interno, nel rispetto del principio di pariteticità una/un Vicepresidente, scelto tra i candidati appartenenti alle OO.SS., che sostituisce la/il Presidente in tutte le funzioni in caso di assenza o impedimento del/della Presidente.

Articolo 11
Funzioni Amministrative

Il/la Segretario/a, nominato/a dal Comitato, all’interno dello stesso, svolge tutte le attività di funzione amministrativa, garantendo il supporto necessario al funzionamento del CUG, curando l’invio delle convocazioni delle riunioni e del materiale relativo agli argomenti delle stesse, con l’indicazione dell’ordine del giorno. In caso di decisioni, tiene nota dei votanti e di coloro che abbiano dichiarato di astenersi; redige il resoconto di ogni seduta e lo trasmette, una volta approvato, alla struttura organizzativa competente in materia di personale, collabora con il medesimo Ufficio per la tenuta di tutta la documentazione relativa al CUG. Supporta il Comitato per gli aggiornamenti e gli approfondimenti normativi e giurisprudenziali nelle materie di competenza del C.U.G.

Articolo 12
Convocazione del C.UG

Il Comitato viene convocato dalla/dal Presidente o in sua assenza dalla/dal Vice presidente, che formula l’ordine del giorno, in funzione dei compiti di cui all’art.3. Il Comitato deve comunque essere convocato quando ne facciano motivata richiesta un terzo delle/dei componenti.
L’Avviso di convocazione deve pervenire almeno cinque giorni prima della data dell’incontro tramite e-mail.
Per la validità delle sedute occorre la presenza della metà più uno delle/dei componenti. Per l’approvazione delle proposte occorre la maggioranza delle/dei presenti.
I/le componenti supplenti, al fine della migliore conoscenza delle tematiche trattate, possono partecipare alle riunioni, come uditori/uditrici, senza diritto al voto.
Hanno diritto al voto i/le componenti effettivi/effettive presenti, e in caso di loro assenza, i/le componenti supplenti presenti alla riunione scelti dal/dalla presidente.
In caso di parità di voti prevale il voto del/della presidente.
Dei lavori del Comitato è redatto apposito verbale da approvarsi nella seduta successiva.

Articolo 13
Strumenti per l’attività

La/il Presidente, ai fini dei lavori del Comitato, può convocare il personale dell’Ente.
Il Comitato promuove l’utilizzo di risorse aggiuntive provenienti dalla U.E., dallo Stato o da altre istituzioni pubbliche o private.
L’Amministrazione è tenuta a fornire tutta la documentazione che il Comitato ritenga utile acquisire ai fini del perseguimento delle funzioni, nel rispetto della normativa in materia di privacy.
Il/la Dirigente dell’Area Affari generali, entro il mese di febbraio di ogni anno, trasmette al Comitato i dati relativi al personale suddivisi per genere, accorpati per Area o Settore, con particolare riferimento ad inquadramento e retribuzione.
Il/la Dirigente dell’Area Affari Generali, entro il 31 gennaio di ogni anno, trasmette al Comitato una relazione sulle vertenze aventi ad oggetto comportamenti contrari ai principi espressi dal Codice di comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Sala Consilina.
La/il Consulente di fiducia, se nominato dall’Amministrazione, entro il 31 gennaio di ogni anno, relaziona sulla propria attività al Sindaco ed al Comitato proponendo, altresì, azioni opportune, specifiche e generali, volte a promuovere un clima idoneo ad assicurare l’applicazione ed il rispetto dei principi sanciti dal Codice di Comportamento per la tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Sala Consilina.

Articolo 14
Trattamenti dei dati personali

Le informazioni ed i documenti assunti dal Comitato nel corso dei suoi lavori devono essere utilizzati nel rispetto delle norme contenute nel codice per la protezione dei dati personali, di cui al regolamento UE 679/2016.
I componenti del Comitato sono tenuti alla piena riservatezza relativamente a discussioni, contenuti ed ogni eventuale riferimento a persone.

Articolo 15
Collaborazione con altri organismi

Il C.U.G., nell’espletamento delle proprie funzioni, collabora con le seguenti figure istituzionali:
Consigliera di parità nazionale e Consigliera di parità territoriali (regionali) Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali (UNAR);
Consulente di fiducia dell’Ente;
Commissione Consiliare Diritti e Pari Opportunità del Comune di Sala Consilina.

Articolo 16
Pubblicità dei lavori del C.U.G.

Le sedute avvengono a porte chiuse.
In alcuni casi particolari, quando lo si ritenga opportuno, le sedute avvengono a porte aperte su decisione del/della Presidente.
Il Comitato dispone la pubblicazione di documenti relativi ai lavori effettuati e delle determinazioni assunte, in appositi spazi e/o bacheche dei Servizi e sul portale del Comune di Sala Consilina, in un’apposita area dedicata alle attività del C.U.G., periodicamente aggiornata a cura dello stesso.

Articolo 17
Validità e modifiche del regolamento

Il C.U.G. approva la bozza di regolamento o eventuali aggiunte.
La bozza di regolamento viene presentata all’Amministrazione comunale, che la valuta ai fini della sua approvazione con deliberazione della Giunta Comunale. Il regolamento entra in vigore nel rispetto della disciplina vigente in materia di deliberazioni comunali e viene pubblicato sul sito istituzionale dell’Amministrazione.
Può essere modificato su proposta di almeno la metà più uno dei componenti, con deliberazione della Giunta comunale. Le modifiche apportate devono essere pubblicate sul sito istituzionale dell’Amministrazione ed entrano in vigore nel rispetto della disciplina vigente in materia di deliberazioni comunali.
Per ogni altra disposizione non prevista dal presente regolamento si rinvia alla normativa vigente.

20 Dicembre 19 Documento Trasparenza

Atti propedeutici CCDI 2019/2021